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Martin Lutero, la Riforma e il Luteranesimo

Gioventù e formazione di Martin Lutero

Martin Lutero nasce il 10 novembre 1483 ad Eisleben (Sassonia, Germania dell’est) da Margarete e Hans Luder. Più tardi si chiamerà Luther invece di Luder. Al tempo di Martin Lutero l’ortografia non era ancora così fissata rigidamente come oggi e nel nome Luther si riconosce il termine eleutherus (il libero). Dopo l’infanzia passata a Mansfeld, Marburg (1497/8) e Eisenach, Martin Lutero comincia nel 1501 i suoi studi alla famosa università di Erfurt. Dopo gli studi generali, il padre ambizioso spinge Lutero allo studio della giurisprudenza per assicurargli una buona carriera. Martin Lutero si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, ma poi, a sorpresa e contro la volontà del padre, Lutero diventa monaco, entrando 1505 nel monastero degli agostiniani mendicanti a Erfurt. 1507 Martin Lutero viene ordinato sacerdote e comincia nello stesso anno lo studio della teologia.

Nel 1512 Martin Lutero è dottore in teologia e diventa professore per l’insegnamento  della Bibbia all’università di Wittenberg. Nel 1514 Lutero ottiene il posto di predicatore della chiesa cittadina (Stadtkirche). Durante il soggiorno nel monastero e nei primi anni di insegnamento, Martin Lutero si confronta intensamente e in modo esistenziale con la fede e la Bibbia. In questi anni Lutero  sviluppa le basi per la sua teologia.

Lutero e l’inizio della Riforma

Si racconta che il 31 ottobre 1517 Lutero affiggesse le 95 tesi sulla penitenza e con una forte critica all’ uso della vendita delle indulgenze alla porta della chiesa del castello di Wittenberg (Schloßkirche). Questa data viene ricordata ogni anno dalla chiesa luterana durante la festa della Riforma come inizio della Riforma. Infatti le tesi provocano una grande disputa. Martin Lutero si vede costretto di difenderle .Nel 1518  si inizia a Roma  il processo contro Lutero per eresia. Nel 1520 Lutero riceve un ultimatum e nel gennaio 1521 viene scomunicato. La teologia di Lutero era ormai maturata e nel 1520 Lutero scrive tre opere fondamentali della Riforma: “Ai nobili cristiani della nazione tedesca”, “Della cattività babilonese della chiesa” e “Della libertà del cristiano”. Nell’aprile del 1521 l’imperatore Carlo V invita Martin Lutero a Worms per interrogarlo. L’Elettore della Sassonia Federico il Saggio aveva ottenuto per Lutero un salvacondotto. Interrogato se volesse revocare i suoi scritti, Lutero risponde di no, a meno che non dimostrino che in base alla Sacra Scrittura  aveva sbagliato e termina il suo intervento con le famose parole: “Qui sto. Non posso altrimenti. Dio mi aiuti. Amen”. Sulla strada del ritorno  da Worms Federico il Saggio gli salva la vita, facendolo rapire con un finto assalto e nascondendolo nel castello “Wartburg” sotto il nome di Junker Jörg dove poi Lutero tradurrà il Nuovo Testamento dal greco in tedesco. Fino al 1534 traduce tutta la Bibbia, base importante sia per il luteranesimo che per la lingua tedesca.

Lutero delinea la sua posizione

Nel 1522 Martin Lutero ritorna a Wittenberg per calmare le agitazioni provocate da alcuni sostenitori radicali (p.es. Carlostadio). Nei anni seguenti Lutero predica molto ed è occupato soprattutto con la messa in pratica di quanto predica. Lutero rivede la liturgia del culto, riforma la scuola e introduce una cassa comunale per l’assistenza sociale.
Ma sono anche anni in cui Martin Lutero deve differenziare la sua teologia da movimenti paralleli e in molti punti imparentati. Con Zwingli ci sono differenze soprattutto sulla interpretazione della Santa Cena che spaccano il mondo evangelico. Infatti la riforma si sviluppa in due correnti: luterani e riformati. Solo nel 1973 con la concordia di Leuenberg la spaccatura viene definitivamente superata. Nel 1525 c’è la rivolta dei contadini, spinti da riformatori radicali (p.es. Thomas Müntzer). Lutero sostiene le loro richieste, ma rifiuta ogni forma di protesta disordinata. Quando i contadini prendono le armi, Lutero chiama anche i principi alle armi e la protesta viene soffocata in una bagno di sangue. I tanti morti pesano molto sulla coscienza di Lutero. Sempre nel 1525 Lutero scrive “De servo arbitrio”, con cui si distacca dall’umanesimo.
Martin Lutero, moderato per quanto concerne i costumi e tradizioni e liberale in molte cose, ha difeso senza compromessi la purezza dell’Evangelo e della teologia nei punti essenziali.

Lutero nei suoi anni maturi

Sempre nel 1525, ancora sotto l’impressione apocalittica della rivolta dei contadini, Martin Lutero, a sorpresa e contro i consigli dei amici, sposa la ex-monaca Katharina von Bora. Per Lutero era un segno di speranza in un mondo che sembrava sprofondare nel caos. Certamente il matrimonio ha cambiato la vita di Martin Lutero. Il monaco e riformatore diventa padre di famiglia: nascono sei bambini. Del resto Katharina von Bora è un grande sostegno per Martin Lutero che non è un tipo molto pratico: essa si occupa della casa e amministra il patrimonio. Non è un compito facile, perché Lutero non badava ai soldi e invitava sempre ospiti a casa, in cui oltre ai numerosi ospiti vivevano anche studenti e la sorella di Katharina von Bora con i suoi sei bambini. A tavola si discuteva spesso di questioni teologiche e di problemi attuali. Alcuni ammiratori annotavano le parole di Lutero che così ci sono tramandate nei variopinti Tischreden (i discorsi di tavola).
Lutero era preso da una quantità di lavoro impressionante: la chiesa doveva essere organizzata,  problemi politici dovevano essere risolti e dispute teologiche dovevano essere affrontate. Ma l’impegno primario rimaneva sempre la predicazione, l’insegnamento e la cura d’anime.

Nella sua vita Martin Lutero dovette sopportare tante accuse e affrontare molte delusioni. Il suo messaggio di grazia e libertà fu compreso solo da pochi. Tutto ciò creò rammarico e delusione in Lutero che verso la fine della sua vita manifestò una certa tendenza alla polemica sempre più forte. Però in mezzo alle difficoltà Lutero non perse la fiducia in Cristo e continuò senza sosta il suo lavoro instancabile. Numerosi inni e scritti testimoniano la grandezza spirituale di Lutero in mezzo alle difficoltà. Come ultima grande opera di Lutero uscì nel 1543 il commentario alla Genesi. Lutero morì il 17 gennaio 1546.

 
 
     
     
 
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