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Bollut 001

 

Bollut 001

www.bollutnet.org
Ottobre 2006

 
Indice:
 
01 Editoriale
 
Presentazione
02 Presentazione di Franco Negri
 
Attualità
03 Culto della Riforma
04 Culto in lingua italiana a Padova
 
Informazioni basilari
04 Le 95 tesi
 
Domande e risposte
05 Come si posiziona bollutnet vis-a-vis della CELI?
 
Pensiero del mese
06 Bonhoeffer: Sale della terra
 
 
01. Editoriale 
 
Eccoci qua, il primo Bollut è arrivato. Partirà quindi un progetto, che come spero, potrà essere nel tempo uno strumento per tenere in contatto i tanti luterani sparsi per il paese, per far conoscere la nostra chiesa e la nostra teologia e per dare così slancio all’annuncio di un messaggio significativo sia per il singolo che per la società.
Questa prima edizione contiene alcune rubriche, la maggior parte delle quali sarà stabilmente presente nei prossimi Bollut. La prima, dopo l’editoriale, è la presentazione di un membro della nostra chiesa. Sono lieto che Franco Negri, presidente del Sinodo e persona da me particolarmente stimata, ci ha fatto pervenire una sua presentazione. Segue la rubrica dell’informazione basilare che dovrebbe dare informazioni essenziali a chi sa poco dei luterani. In futuro ci saranno anche tematiche più specializzate. Così tutti potranno trovare delle parti interessanti nei bollettini. Ampio spazio sarà dato ai vostri contributi, pensieri e domande. Il Bollut si conclude con il pensiero del mese, una piccola, ma profonda riflessione teologica.
Auguro dunque buona lettura, invitandovi ad una partecipazione attiva al progetto mediante articoli, suggerimenti e domande. Fate pubblicità tra amici e conoscenti, inviando il Bollut a chi potrebbe essere interessato.
Vostro Dieter Kampen (DK)

 
02 Presentazione Franco Negri

chi sei

Mi chiamo Franco Negri, ho 40 anni e abito a Sanremo. Sono nato da padre italiano - cattolico, e mamma tedesca - luterana, che mi ha insegnato anche la sua lingua. Mi  sono sposato nel 1997 con Monica, ed ho due figli, Aurelio ed Edoardo.

cosa fai

Dopo gli  studi (laurea in economia), ho aperto una galleria antiquaria, sempre a Sanremo. Si tratta di un lavoro affascinante, che mi permette di viaggiare parecchio alla ricerca del “bello”. 

come sei entrato nella chiesa luterana

A differenza della Germania (o almeno a quanto mi è stato detto), dove i figli seguono solitamente la confessione della madre, in Italia condizione fondamentale da parte cattolica per un matrimonio fra due confessioni diverse, è la promessa – io l’ho dovuta fare per iscritto – che i figli vengano battezzati ed allevati cattolici.
La stessa cosa è accaduta con i miei genitori, ma il mio innato senso di indipendenza (testardaggine?) si è ribellato sin dai sei anni. Così, mentre i miei amici sono andati al catechismo durante le elementari, io mi sono confermato alla fede luterana a 13 anni. Crescendo e maturando, ho saputo apprezzare sempre più questa scelta, allora dovuta ad una certa insofferenza alle costrizioni, ma oggi poggiante su fondamenta più solide.

Qual’è il tuo ruolo all'interno di essa

Nel 2001, con un colpo basso, il mio pastore mi “ha eletto” sinodale della comunità di Sanremo, e spedito in Sicilia in occasione del Sinodo. L’esperienza è stata molto intensa, e solo in quell’occasione ho potuto iniziare a comprendere che la nostra teologia (in questo caso, se non sbaglio si tratta di ecclesiologia) si rispecchia in maniera evidentissima anche a questo livello.
La forte indipendenza delle singole comunità, lo spirito critico mai sopito, anche nei confronti della dirigenza della CELI, l’autonomia del singolo in materia di interpretazione delle Scritture mi hanno intensamente colpito ed affascinato.
Da quella sessione sono tornato a casa con la qualifica di revisore dei conti, nel 2003 sono stato eletto vicepresidente del Sinodo, nel 2004 sono divenuto Presidente.
Cosa faccio?
Essenzialmente lo Statuto prevede che io organizzi, con la collaborazione del Concistoro, le nostre sedute annuali, occupandomi poi di gestire il loro andamento. Un’altra funzione, che mi costa un poco di tempo supplementare, è quella di assistere alle sedute del Concistoro. Nello Statuto non c’è scritto esattamente lo scopo di questa partecipazione, ma penso di svolgere una certa funzione di “garanzia” nei confronti del Sinodo, che si riunisce a intervalli molto più distanziati.

cosa ti auguri per il futuro

La CELI ha vissuto molto intensamente questi ultimi anni: nuove comunità bussano alla porta, abbiamo istituito un centro di studi a Roma molto apprezzato in Europa, abbiamo acquisito importanti locali per i nostri uffici e per gli alloggi degli studenti.
Abbiamo sottoscritto accordi di partenariato con la Chiesa Slovena e quella Austriaca (quest’ultimo a giorni), nonché abbiamo sottoscritto l’Intesa con lo Stato Italiano, che ci permette di finanziarci con i proventi dell’otto per mille.
Dopo questa doverosa premessa, per il futuro mi auguro che la nostra piccola Chiesa acquisti semplicemente una maggiore consapevolezza di se stessa, proponendo con maggior forza a livello locale (le comunità) e nazionale (la CELI) una teologia ed una visione del mondo di cui oggi – credo –ci sia estremo bisogno. Questo senza nascondersi gli oggettivi limiti di dimensione che abbiamo, ma senza perdere la capacità di progettare per il futuro.

come vedi la situazione con particolare riguardo ai luterani italiani

Non esiste alcun dubbio che la chiesa Luterana sia di matrice tedesca, che la gran parte delle comunità in Italia condivida questa radice, e che la sua nascita e sopravvivenza fino a pochi anni fa sia dovuta esclusivamente al supporto finanziario della EKD (Chiesa Evangelica Tedesca), la quale ha lungamente sostenuto il lavoro di assistenza spirituale per le persone di lingua tedesca, senza essere troppo pignola se poi i finanziamenti servivano anche a comunità e persone di lingua italiana. I nostri pastori, per la gran parte, sono tedeschi, formati nelle Landeskirchen che fanno parte della EKD.
Di più, è molto difficile, ancora oggi, immaginarsi la costituzione di una comunità da parte di italiani, per motivi culturali (chi sono i luterani?) e pratici (cos’è una comunità – concetto abbastanza alieno nel nostro paese).
Nonostante questa premessa, mi è altrettanto evidente che la CELI è Chiesa Evangelica Luterana in Italia, che i fondi per il suo sostentamento sono ormai per la gran parte italiani, e che la validità della nostra fede deve avere un carattere universale, non certo limitato al popolo germanico.
La Chiesa, almeno a livello nazionale, ha piena coscienza di questo fatto, ed ha insediato negli ultimi anni un Presidente del Sinodo bilingue ma italiano, un Vicepresidente italiano, ed un Concistoriale italiano. Aggiungendo a ciò i diversi progetti in lingua italiana, credo che la nostra lingua e cultura siano rappresentate più che adeguatamente in questo contesto.
Per quanto riguarda la situazione delle comunità, questa è estremamente variegata, e presenta talvolta motivi di frustrazione per ambedue le culture. Certe volte è difficile, per gli uni e per gli altri, rinunciare alla familiarità offerta dalla propria lingua, dalla propria cultura e tradizione, ed è per questo che mi auguro che il doveroso coinvolgimento degli italiani che si interessano a noi, possa sempre tenere conto di queste sensibilità.
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.(1 Cor., 13)
 

e tutto ciò che vuoi scrivere ancora

Sono molto contento di questo sforzo della Comunità di Trieste e del suo giovane ed attivissimo pastore. Vi invito a farvi sentire, con i vostri pensieri, dubbi o anche critiche. Da parte mia, dopo avere sottoscritto il bollettino, sarei veramente felice di potervi incontrare di persona, e che vi possiate rendere conto “per davvero” di come funziona la nostra Chiesa. Il prossimo Sinodo, per chi ne ha voglia, sarà dal 21 al 25 aprile a Gazzada (VA).
 
 
03 Culto della Riforma
 
L’ultima domenica di ottobre, le chiese evangeliche celebreranno la Festa della Riforma.
Il riferimento è al 31 ottobre 1517, giorno in cui Martin Lutero, monaco agostiniano e professore di esegesi all’università di Wittenberg, affisse le sue novantacinque tesi sulla penitenza, con particolare riferimento alle indulgenze, sulla porta del Duomo di Wittenberg, dando così inizio al processo definito dalla storia appunto come Riforma Protestante.
Potete partecipare a un culto della Riforma in lingua italiana oppure bilingue tedesco e italiano presso le seguenti Comunità. Gli indirizzi delle chiese li trovate su www.elki-celi.org:
 

Bologna, Chiesa Metodista, Via Venezia, 28.10.06, ore 20
Culto bilingue insieme a tutte le Comunità protestanti
 
Catania, Via Grotte Bianca 7, 31.10.06, ore 19
Culto previsto in lingua tedesca, ma su richiesta (almeno tre giorni prima) verrà celebrato bilingue.
 
Firenze, SASCH all, Via Fabrizio de Andrè, 22.10.06, ore 15.30
Culto italiano insieme a tutte le Comunità protestanti,
programma durante tutto il giorno
 
Genova, 29.10.06, ore 10.30
Culto bilingue di insediamento della nuova Pastora Maike Bendig. Sicuramente il tema della predicazione avrà un riferimento alla Riforma
 
Milano, 31.10.06, ore 20.30
Culto italiano insieme a tutte le Comunità protestanti 
Chiesa Cristiana Protestante in Milano, Via Marco de' Marchi 9
(MM 3 Stazione Turati), con riprese televisive da parte di RAI 2.
Predigt: Pfr. Paolo Ricca, emeritierter Professor der Waldenserfakultät Rom
Musik: M° Alessio Corti (Orgel); Mailänder Kantorei (Leitung: M° Ruben Jais)
 
Roma, 31.10.06, ore 20.30
Non si tratta di un culto, ma di una festa della Comunità in tedesco e italiano. Parlerà il Decano Milkau sul tema: “Ökumene heute” (ecumene oggi). Concerto d’organo e ricevimento.
 
Taormina, Chiesa Anglicana in Via Pirandello, 5.11.06, ore 17
Culto in tedesco, eventualmente con traduzione italiana della predica.
 
Torre Annunziata, 29.10.06, ore 10.30
Culto in italiano
 
Trieste, 29.10.06, ore 10.30
Culto in italiano insieme alle Comunità elvetica, valdese, metodista, avventista e altre.
Venezia nella Chiesa Valdese 29 ottobre, ore 11.15
Culto italiano insieme alla Comunità valdese, predica: Pastora luterana Almut Kramm

Verona, Chiesa Madonna del Terraglio, 29.10.06, ore 10
Culto in italiano


04 Culto in lingua italiana a Padova

 
Buone notizie per Padova: Almut Kramm, Pastora di Venezia ed Abano Terme, ha iniziato in via sperimentale ad offrire un culto mensile in lingua italiana a Padova. Sostenete questa iniziativa con la vostra partecipazione! Prossimo incontro:
Sabato, 18 novembre, ore 18.00
Cappella Universitaria S.Massimo, Via San Massimo 89, Padova
 

05 Le 95 tesi

 

L’immagine di Lutero che il 31.10.1517 affigge le 95 tesi alla porta della chiesa del castello di Wittenberg è stata rappresentata in innumerevoli quadri e recentemente in modo molto drammatico  anche nel film su Lutero. L’immagine è così espressiva che la data del 31.10.1517 viene visto come l’inizio della Riforma.
Nella realtà la cosa era molto meno drammatica. Scrivere delle tesi che gli studenti dovevano difendere o confutare era un frequente metodo d’insegnamento. Quindi Lutero, Professore di esegesi (cioè insegnante di interpretazione della Bibbia) all’università di Wittenberg, non faceva niente di rivoluzionario, ma come tutti i suoi colleghi elaborava tesi per discuterne. Certamente queste avevano un contenuto esplosivo: trattavano del tema scottante della penitenza. In un tempo in cui la vita terrena era vissuta interamente nella prospettiva di quella eterna e in cui le persone erano tormentate da paure del giudizio finale, dell’inferno e del purgatorio, la penitenza era certamente d’importanza vitale.
La prima delle 95 tesi dice: Il nostro Signore Gesù Cristo, quando disse: fate penitenza! intendeva che tutta la nostra vita dovesse essere penitenza.
Quindi Lutero comincia subito con una tesi scioccante che anche oggi può destare qualche perplessità – però solo da chi non ha ancora una visione spirituale della penitenza. Chi la comprende come quella seduta settimanale nel confessionale, troverà la tesi assurda, perché certamente ha anche altro da fare. Chi comprende la penitenza come atti di digiuno o autoflaggelazione troverà questa tesi particolarmente negativa e deprimente. Chi invece pensa che può liberarsi da tutte le pene future mediante l’acquisto di un’indulgenza (la chiesa, al tempo di Lutero decadente e avida di soldi, sfruttava la paura dei fedeli, vendendo indulgenze) sarà contrario a questa tesi, perché significa che ha speso i suoi soldi inutilmente.
Perciò questa tesi in modo scioccante mostra l’assurdità di certe prassi penitenziali e in particolare della vendita delle indulgenze in cui colpa e perdono vengono trattate come merce. Per Lutero invece la penitenza è quel movimento interiore e spirituale che conduce dall’io a Dio. L’uomo non pone più la fiducia in se stesso, ma in Cristo. Si distoglie dalla concentrazione su se stesso e si rivolge verso Dio. Questo infatti non è qualcosa da fare una volta ogni tanto, ma in ogni momento della nostra vita.
Lutero supera una visione statica della fede in cui il rapporto con Dio viene concepito come una cosa esteriore mediato dalla chiesa, la quale funziona come una banca che amministra il rapporto con Dio come un conto in banca con i suoi averi (buone opere, indulgenze, penitenza) e debiti (peccati). Il riformatore vede la fede come rapporto personale con Dio. Quindi non è delegabile, ma deve essere assunta personalmente. Non è quantificabile o statica, ma interiore e dinamica. Deve essere cercata, nutrita e rinnovata continuamente. Così la fede (ri)ottiene l’intensità che coinvolge tutta l’esistenza. Nello stesso tempo questa concezione  della fede e quindi della penitenza era una grande liberazione da una visione burocratica, da una pratica penitenziale opprimente e deprimente e da una chiesa che cercava di aumentare il suo potere, ricordando ai fedeli i loro peccati e le pene che li aspettavano.
La prima delle 95 tesi contiene già quel modo di pensare il rapporto con Dio che poi è diventato basilare per tutte le chiese protestanti. Ma non solo per loro, anche la stessa chiesa cattolica romana nel tempo successivo ha in parte recepito questo messaggio, e se oggi non è più la stessa che era alla fine del medioevo, lo deve in parte anche a Lutero.
Non vorrei dilungarmi troppo, per cui non esamino adesso le altre 94 tesi. Potete approfondire la curiosità che spero di aver suscitato su questo testo e acquistarle nella edizione della Claudiana, l’editrice protestante:
Paolo Ricca – Giorgio Tourn
Martin Lutero: Le 95 tesi
Piccola collana moderna 78
Claudiana, Torino 2004
pp. 84, Euro 5,16
www.claudiana.it
In alternativa potete scaricarvi le tesi in forma elettronica presso il sito della CELI www.elki-celi.org sotto la voce “teologia”. Però raccomando l’acquisto del libro, perché contiene un commento molto utile per la comprensione, scritto da Paolo Ricca, notissimo professore emerito della Facoltà Valdese di Teologia e curatore della collana delle opere di Lutero in lingua Italia. (DK)
 
05 Domande & risposte
 
D: Come si posiziona bollutnet vis-a-vis della celi? Perché questa rubrica non si inserisce nelle pagine web della CELI?

Winfried Boettcher, Francia

 
R: Bollutnet é al servizio della CELI, ma non è dipendente da essa. perciò ha anche una pagina propria. Questa scelta ha ragioni innanzitutto pratiche: si tratta di una questione di tempo – in due sensi.
Se bollutnet dipendesse dalla CELI ogni cambiamento dovrebbe essere concordato. Le vie burocratiche sono lunghe, anche se nella nostra piccola chiesa sono relativamente corte. Con una pagina indipendente invece posso reagire in tempo reale alle necessità del momento.
Il secondo aspetto riguarda il mio tempo personale. Gestisco questa pagina nel mio tempo libero e questo non è molto. Fare una cosa più ufficiale significa esporre concetti, scrivere rapporti, mantenere una certa forma: tutte cose che costano molto tempo. Essendo indipendente il lavoro burocratico si riduce al minimo. Posso gestire i bollut secondo la disponibilità del mio tempo e anche saltarne uno se il tempo non basta. Probabilmente il sito non avrà la stessa professionalità come potrebbe avere una pagina ufficiale, ma ha il grande vantaggio che è realizzabile, e infatti adesso esiste.
Poi c’è anche un motivo teorico: una pagina ufficiale deve prendere in considerazione tutti e cercare di soddisfare un po’ tutti – con il pericolo di lasciare tutti insoddisfatti. Desidero invece fare qualcosa che susciti entusiasmo, e perciò è chiaro che deve avere un profilo ben chiaro che si definirà nel tempo anche in relazione ai contributi di chi parteciperà. Comunque, secondo il mio interesse personale, pensavo che bollut potrà avere un inclinazione verso temi teologici. Chi apprezzerà questo profilo parteciperà con entusiasmo. Chi invece non ne è interessato, semplicemente non lo leggerà. Tra giornalisti si dice: la stampa può essere interessante solo se è indipendente. (DK)
 
 
06 Dietrich Bonhoeffer: Sale della terra

 

Bonhoeffer, nel suo libro “Sequela” commenta Matteo 5,13 come segue:
 
“Voi siete il sale”, non: “dovete essere il sale”! Non dipende dalla volontà dei discepoli esserlo o no. Neppure viene loro rivolto un appello, perché diventino sale della terra. Al contrario, essi lo sono, volenti o nolenti, in forza della chiamata che li ha raggiunti. Voi siete il sale; non: voi avete il sale. Sarebbe un fraintendimento riduttivo voler equiparare il messaggio dei discepoli al sale, come hanno fatto i riformatori. Qui si parla dell’intera loro esistenza, in quanto rifondata dalla chiamata di Cristo alla sequela, di quella esistenza di cui parlavano le beatitudini. Chi, raggiunto dalla chiamata di Gesù, si trova nella sequela, a motivo di questa chiamata diventa sale della terra nell’intera sua esistenza.
 
Dietrich Bonhoeffer: Sequela
Edizione italiana a cura di Alberto Gallas, traduzione dal tedesco di Maria Cristina Laurenzi
Editrice Queriniana, Brescia 2004, pag 108s
 
 


 
 
     
     
 
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