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Bollut 002

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www.bollutnet.org
Novembre 2006

Indice:
 
01 Editoriale
 
Presentazione
02 Holger Milkau
 
Attualità
03 Regalo di Natale
 
Informazioni basilari
04 Lutero a Worms
 
Domande e risposte
05 Due o sette sacramenti?
 
Pensiero del mese
06 Dag Hammarskjöld: umiltà
 
  
01 Editoriale 
 
Benvenuto per la seconda edizione di Bollut. Questa volta abbiamo il piacere di leggere un’intervista al nostro Decano Holger Milkau. Colgo l’occasione per ringraziare lui e tutti i miei colleghi che via internet, mediante la pubblicazione nella lettera comunitaria o per voce sostengono il progetto. Ringrazio anche Miteinander/Insieme e il NEV (notiziario evangelico) per lo spazio dedicato a bollutnet nonché tutti coloro che in vari modi contribuiscono alla diffusione della notizia e qui conto innanzitutto su voi lettori. Spero che gli articoli riportati possano ricompensare il vostro sostegno. Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02 Presentazione Holger Milkau
Chi sei?
Mi chiamo Holger Milkau, nata il 17 febbraio 1962 vicino a Marburgo in Germania. Sposato, due figlie di 15 e 9 anni. Sono laureato in teologia evangelica, ordinato pastore nel 1993 a Schmalkalden in Turingia.

Quale è il tuo ruolo nella CELI?
Dal 2002 sono pastore della Comunità Evangelica Luterana di Napoli con Ischia, Capri e Sorrento, eletto Decano della CELI il 23 ottobre 2005.
Lo statuto della nostra Chiesa descrive il ruolo del Decano come "Pastore dirigente che è a capo della CELI". Presiedo il Concistoro, l'organo esecutivo della Chiesa, e la Conferenza dei Pastori, sono il rappresentante spirituale e teologico. A mio fianco e il Vicedecano e l'amministrazione del Decanato.

Quali progetti stai seguendo in questo periodo?
Nella comunità siamo nel bel periodo dei concerti di autunno e prepariamo la presentazione del Concorso musicale in dicembre; aspettiamo il periodo contemplativo di Avvento e la gioiosa Festa di Natale. Seguo con piacere i nostri interessati italiani che attualmente si incontrano in uno studio biblico, dedicato nel conoscere Rembrandt ed i suoi quadri su testi dell'antico testamento.

Nella CELI sto svolgendo, insieme al concistoro, le iniziative che 
possono dare una maggiore visibilità alla Chiesa Luterana, provvediamo alla pubblicazione di vari libri - in collaborazione con la Claudiana-Editrice, di cui siamo soci.
Mi impegno del mantenimento dei rapporti ecumenici, sia al interno del protestantesimo italiano dove faccio parte del consiglio della FCEI (Federazione delle Chiese evangeliche in Italia), sia nell'ambito interconfessionale con gli ortodossi e con i cattolici.
Stiamo portando alla fine il processo della fondazione del Centro Melantone, centro di studi ecumenici teologici a Roma, che la Facoltà Valdese di Teologia e la CELI hanno progettato insieme.

Secondo te, quale potrebbe essere il contributo della CELI in Italia?
I luterani sono stati presenti in Italia sin dal tempo della Riforma di Lutero. In certi periodi sono stati accolti come interlocutori informati e preparati nell'ambito della teologia. Alla chiesa luterana 
che è presente in tutto il mondo, viene attribuito rispetto e riconoscenza per la sua storia e per il grande lancio di libertà della fede. Credo che questo rilievo ancora oggi fa parte della nostra vocazione. Abbiamo, insieme alle nostre chiese sorelle protestanti, il compito di dare continuità all'annuncio del Vangelo ed al messaggio del suo potere liberante, secondo le convinzioni dei riformatori.
Abbiamo, inoltre, il compito di trovare adattamenti della nostra eredità nel tempo moderno, di adeguare pensieri e concetti alle esigenze contemporanee, di contribuire alla comprensione dei nostri tempi e problemi con dei concetti etici e teologici - per aiutare a capire il senso della nostra vita, la sua bellezza e la sua direzione.

Naturalmente il contributo base della CELI è quello di sostenere le comunità, di dare lo spazio per continuare i bellissimi impegni di vita comunitaria, di pastorale e celebrazione dei culti - che sono una realtà visibile diversa di quella cattolica ed arricchiscono l'aspetto della varietà nella fede.

Cosa ti auguri per il futuro della nostra chiesa?
Mi auguro una continuazione ed un approfondimento nell'essere richiesti e rispettati come partner equiparati, sopratutto della chiesa cattolica, la quale si è allontanata parecchio del suo concetto 
convincente ed accogliente di vivere e praticare l'ecumenismo con le chiese della Riforma - come prevedeva il II Concilio Vaticano. Mi auguro che la nostra Chiesa possa crescere attraverso la sincerità e la coerenza del suo messaggio. Mi auguro che molti Italiani possano trovare uno stimolo per la loro fede mediante il contatto con i nostri pastori e le nostre pastore, nelle comunità con i loro membri, giovani ed anziani, per provare insieme la vivacità e la consolazione della chiesa. Mi auguro che insieme riusciamo a fare crescere il protestantesimo e le suo idee in un paese tendenzialmente monoconfessionale come l'Italia.

Vuoi ancora lanciare un messaggio ai nostri lettori?
Sì. Vorrei invitare chiunque si avvicina alla nostra realtà, di chiedere, di richiedere, di informarsi, di provare - e di partecipare. Nessuno si lascia mai scoraggiare quando ha l'impressione di non sentirsi subito capito. Invito di continuare ad informarsi, di seguire con pazienza ed amore i nostri segni che diamo. E, finalmente, ringrazio al pastore Kampen per le domande, augurando un buon successo all'attività di bollut.
 
 

03 Regalo di Natale

Presso la mia Comunità di Trieste, in questo periodo le Signore stanno allestendo il Bazar natalizio di beneficenza. Questo mi ricorda che è il momento di pensare ai regali natalizi. Naturalmente come tutti gli anni anche durante questo Natale il solito libro di Lutero troverà gioiosa accoglienza in molte case. Però, se invece del regalo standard volete fare una vera sorpresa ai vostri cari, vi segnalo il seguente CD audio. Paul McCreesh ha cercato di ricostruire un culto luterano di Natale particolarmente solenne, come sarebbe stato realizzato ai tempi di Michael Praetorius (1571-1621), il compositore luterano più produttivo e importante della sua generazione. È uscita un’opera magnifica. Io l’ho ricevuta l’anno scorso in regalo e sono rimasto entusiasta. Con questo CD potrete veramente dare una nota speciale alla vostra festa di Natale.
 
 
Komponist: Michael Praetorius
Künstler: Paul Mccreesh/Gabrieli Consort & Players
Audio CD (5. Oktober 1994)
Label: Archiv Pro (Universal)
ASIN: B0000258KX
 
  
P.S.: Preciso che non ricevo nessuna provvisione per la vendita del CD. Lo raccomando per puro idealismo. (DK)


04 Lutero a Worms

 

Avendo visto il mese scorso l’immagine di Lutero che affigge le 95 tesi, vorrei esaminare ora un altra immagine tra le più conosciute: Lutero alla Dieta di Worms che davanti all’imperatore e ai delegati del Papa pronuncia: Qui sto. Non posso altrimenti. Dio mi aiuti. Amen.
Un po’ di storia: Dopo che nel 1520 Lutero aveva pubblicato i suoi scritti riformatori principali e dopo essere stato scomunicato nel gennaio del 1521, nell’aprile del 1521 l’imperatore Carlo V l’invitava a Worms per interrogarlo. L’Elettore della Sassonia Federico il Saggio aveva ottenuto l’assicurazione di passaggio libero, ma nonostante ciò Lutero intraprese il viaggio sotto pericolo di morte, perché i delegati papali avevano messo in evidenza che la scomunica del Papa obbligava il potere temporale ad agire. Interrogato se volesse revocare i suoi scritti, Lutero rispose di no, tranne se gli si dimostrasse dalla Sacra Scrittura che aveva sbagliato e terminò il suo intervento con le famose parole sopra citate. Sul ritorno da Worms Federico il Saggio gli salvò la vita, facendolo rapire con un finto assalto e nascondendolo nel castello “Wartburg” sotto il nome di Junker Jörg dove poi Lutero tradusse il Nuovo Testamento in tedesco.
L’immagine di Lutero davanti alle autorità temporali e ecclesiali è pieno di significato esplosivo: è l’immagine dell’individuo libero che, non mediato da istituzioni statali o ecclesiali, si basa solo sulla propria coscienza legata alla Parola di Dio. È l’immagine di un’epoca nuova, del valore e dell’autonomia dell’individuo rispetto alle istituzioni, è espressione di libertà.
Però attenzione: Lutero non proclama un’autonomia e una libertà come veniva sostenuta a suo tempo dal rinascimento e dall’umanesimo e che poi, sviluppata dall’illuminismo, è diventata l’opinione dominante della modernità. Se esaminiamo le parole citate da Lutero vediamo che non sono espressione di libertà assoluta: “Non posso altrimenti”. L’uomo moderno non direbbe così. Direbbe: “Non voglio altrimenti”. Lutero prende la sua posizione non a causa di una libertà sua, ma perché è legato alla Parola di Dio più che all’autorità del Papa o dell’Imperatore.
Per Lutero l’uomo non è autonomo o libero da se stesso, se non per quanto riguarda le decisioni profane. L’uomo può ottenere vera libertà solo come dono da Dio. Amato e giustificato per sola grazia l’uomo è veramente libero. Ha già tutto: amore, vita e salvezza. Questi non dipendono da lui, ma da Cristo e perciò l’uomo non ha bisogno di aggiungere altro. È libero, ma si tratta di una libertà che scaturisce dal legame della fede e che non è una libertà arbitraria, ma viene determinata dalla volontà di Dio e dall’amore per il prossimo. Paradossalmente è libero colui che abbandona la sua libertà e sottomette la propria volontà a Dio. Paradossalmente la vera libertà si esprime nel servizio al prossimo. 
Penso che nel tempo odierno, in cui si vedono tante persone schiave della disperata ricerca di libertà, dell’esasperata autorealizzazione e dei propri bisogni ed ideali che nella libertà autoconferita prendono facilmente il posto dei padroni, la comprensione luterana di libertà è tra i messaggi più importanti che la chiesa possa comunicare. Certamente questo messaggio non trova facile ascolto, perché oggi nessuno si sottomette volentieri a qualcuno e neanche a Dio. Però questa è l’unica via alla vera libertà. (DK)

 
05 Domande & risposte
 
D: Perché noi luterani abbiamo due sacramenti mentre i cattolici ne hanno sette? Chi sbaglia nell'interpretazione teologica della Sacra Scrittura?
Carsten Beller, Puglia
 
R: La risposta chiede una riflessione, perché nella Bibbia il termine “sacramento” non viene mai usato per indicare il battesimo o la santa cena. A cavallo dal secondo al terzo secolo si è cominciato ad usare il termine per indicare certe atti liturgici. Anche il numero dei sacramenti non era sempre uguale. Hugo von St.Victor indica persino 30 sacramenti. Solo nel Concilio di Leone 1274 la chiesa cattolica definiva il numero dei sacramenti a sette. Essi sono: battesimo, eucaristia, penitenza, confermazione, matrimonio, ordine sacro, unzione degli infermi. Lutero riconobbe inizialmente tre sacramenti (battesimo, santa cena e confessione) per poi limitarsi ai primi due. Però ciò non significa che per Lutero la confessione non avrebbe più avuto valore (al contrario ha sempre sottolineato la sua importanza) o che altri riti come confermazione, matrimonio, ordinazione, unzione degli infermi non sarebbero più stati utilizzati. La chiesa li utilizza ancora e essi hanno un alto valore, solo che non vengono più chiamati “sacramenti” e non vengono ritenuti necessari per la salvezza.
Quale chiesa ha dunque ragione? Risposta: ambedue dal loro punto di vista, perché il numero dei sacramenti dipende da come si definisce il termine “sacramento” e questa definizione si basa, come ogni significato di un termine, sulla convenzione.
Comunque non vorrei terminare con questa posizione relativista e lasciare la convenzione all’arbitrarietà assoluta. Penso che anche la definizione di un termine dovrebbe seguire certi criteri. Il linguaggio cristiano dovrebbe nascere con coerenza dal contenuto della Bibbia, base comune di tutti i cristiani. Perciò il termine “sacramento” dovrebbero essere collegato a Gesù Cristo e alla sua opera salvifica. Da questo punto di vista è molto logica la definizione di Lutero, che un sacramento è un segno esteriore, istituito da Gesù Cristo e legato ad una promessa di salvezza. Questi criteri valgono per il battesimo e la santa cena, ma non p.es. per il matrimonio che non è stato istituito da Gesù Cristo e che non salva (anche se è una continua scuola di fede). Perciò si può dire che la posizione evangelica è più coerente con la Sacra Scrittura.
Sarebbe chiedere troppo aspettarsi dalla chiesa cattolica che cambi la sua terminologia in uso da secoli. Però mi auguro che in futuro sottolinei sempre di più il battesimo e la santa cena come sacramenti direttamente legati a Gesù Cristo. Infatti nella traduzione cattolica sono già indicati come sacramenti centrali. Al contrario la chiesa luterana potrebbe valorizzare di più gli altri riti: non come mezzi di salvezza o in concorrenza alla Parola e ai sacramenti, ma come atti liturgici affidati alla chiesa, affinché essa possa con essi sostenere ed edificare la fede dei credenti. (DK)
Chi desidera approfondire l’argomento, può farlo con l’importante scritto di Lutero “De captivitate babylonica ecclesiae” , edito in lingua italiana dalla Claudiana e introdotto egregiamente da Fulvio Ferrario, professore di sistematica alla Facoltà Valdese.
 
Martin Lutero
La cattività babilonese della chiesa
A cura di Fulvio Ferrario e Giacomo Quartino
Lutero - Opere scelte 12
pp. 368 + 8 ft; Euro 24,00
Testo originale tedesco a fronte
Claudiana, Torino 2004
www.claudiana.it
 
 
 
06 Dag Hammarskjöld: umiltà

 

Il 29.7.1959, giorno del suo compleanno, Dag Hammarskjöld annota nel suo diario:
 
L’umiltà è il contrario dell’autoumiliazione esattamente quanto lo è dell’autoesaltazione. Umiltà è non mettersi a confronto. L’io fondato nella propria realtà non è migliore né peggiore né maggiore né minore di altro o altri. Esso è… nulla, ma contemporaneamente uno con tutto. In questo senso l’umiltà è autoannientamento senza riserve.
Essere nulla in umile autoannientamento, e nondimeno incarnare tutto il peso e l’autorità del proprio compito, grazie ad esso: ecco l’atteggiamento di chi è stato chiamato. Dinnanzi a ogni uomo, opera, poesia e arte, dare quanto l’io può immettervi, e ricevere, libero e semplice, quanto spetta all’io in virtù della sua identità. Lodi e biasimi, venti di successo e di insuccesso soffiano su questa vita senza lasciarvi traccia né alterarne l’equilibrio.
In questo il Signore mi aiuti…
 
Dag Hammarskjöld: Tracce di cammino
Edizione Qiqajon, Comunità di Bose, Torino 1992, pag.208
 
 
     
     
 
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