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Bollut 003

www.bollutnet.org
Dicembre 2006


Indice:

01 Editoriale

Informazioni basilari
02 Il matrimonio

Discussione
03 Educazione

Libro
04 Raccontami come è Dio

Attualità
05 Forum internet per le donne

Pensiero del mese
06 Albert Schweitzer: Fiocco di neve

01 Editoriale 

Siamo oramai vicini al Natale, che tradizionalmente è una festa della famiglia, aspettata da molti con gioia. Ma non dimentichiamo le vedove e i vedovi  e tutti coloro che non hanno famiglia o stanno in cattivi rapporti con essa e per i quali è spesso un tempo di sofferenza. Comunque mi sembrava giusto scegliere per questa edizione un’immagine di Lutero che è tra i motivi più usati per rappresentare il riformatore: Lutero a casa insieme alla famiglia che canta – un’immagine che dà spunti sia per riflettere sulla famiglia che sulla musica. Per ragioni di spazio ho riservato il secondo tema molto importante per un bollut futuro. Il tema della famiglia viene sviluppato nelle informazioni basilari, in una testimonianza che offre vari spunti di riflessione e in una raccomandazione letteraria.
Inoltre abbiamo oggi il piacere di conoscere una nuova iniziativa internet rivolta alle signore. Auguro a tutti un felice Natale!
Vostro Dieter Kampen (DK)

02 Il matrimonio

Non per caso Lutero viene rappresentato spesso in seno alla sua famiglia. Il suo matrimonio aveva un importante significato storico e teologico ed ha influenzato per secoli la cultura familiare. Il 13 giugno 1525, data del suo matrimonio con Katharina von Bora, la cosa fu accolta invece con grande riserva. Un matrimonio tra un ex-monaco e una suora fuggita in un tempo apocalittico (Thomas Müntzer fu giustiziato il 27 maggio dello stesso anno): questo era uno scandalo sia per gli avversari che per molti amici.
Katharina nacque il 29 gennaio 1499 da una famiglia nobile, ma non molto ricca. Fu inviata in monastero già all’età di 10 anni e a 16 anni diventò monaca. Sembra che la vita nel monastero non le abbia pesato, ma quando nel 1522 il priore di un monastero agostiniano nelle vicinanze depose il suo ministero, seguendo i pensieri di Lutero, le suore entrarono in una crisi spirituale, dubitando del carattere meritevole del loro servizio. Alla fine decisero la fuga: una cosa non facile e pericolosa. Rivolgendosi a Lutero, il riformatore trovò un collaboratore, che il 4 aprile del 1523 in modo avventuroso, aiutò Katharina von Bora, insieme ad altre otto suore, a fuggire. Katharina restò a Wittenberg nella casa di Lukas Cranach, il famoso pittore. Importante era in questa situazione trovare mariti per le ex-suore. Katharina trovò un primo amore, però il matrimonio non si concluse a causa della resistenza della famiglia dello sposo desiderato. Un altro aspirante fu rifiutato da Katharina. Così infine la sposò Lutero. Le ragioni per questo passo furono molte: fu una risposta alla responsabilità che Lutero aveva verso la suora fuggita e Lutero descrive questo passo come volontà di Dio. Ma fu anche il mettere in atto ciò che da anni aveva predicato. Infine il matrimonio corona una lunga maturazione personale e ricerca interiore in cui alla fine Lutero riesce a conciliare i propri bisogni con la volontà di Dio e con quella del padre, al quale si era ribellato, entrando in monastero. La base teologica per il matrimonio l’aveva posta già nel 1521 con lo scritto: “De votis monasticis iudicis” che spiegò la non validità dei voti monastici e che come premessa includeva una lettera al padre (per quanto vedo non ancora disponibile in italiano). Il 9 ottobre 1524 Lutero depose pubblicamente la sua tonaca di monaco che fino a quella data aveva ancora usato – anche se non in modo permanente.
Il matrimonio fu felice e nacquero sei figli. Del resto Katharina von Bora fu un grande sostegno per Martin Lutero che non era un tipo molto pratico: essa si occupò della casa e amministrò il patrimonio. Non fu un compito facile, perché Lutero era generoso con i mendicanti, non accettava soldi per le sue pubblicazioni e invitava sempre ospiti a casa, in cui oltre ai numerosi ospiti vivevano anche studenti e la sorella di Katharina von Bora con i suoi sei bambini. In seguito la famiglia di Lutero fu l’ideale per molti e soprattutto per i pastori: una casa con molti bambini, ospitale e culla di cultura. Non il pastore da solo, ma la famiglia nel suo insieme fu esempio e punto di riferimento per la comunità. Sarebbe interessante approfondire la storia della famiglia pastorale e il suo influsso sulla cultura. Comunque oggi la famiglia pastorale non corrisponde più ad un unico modello, ma come tutta la società consiste in una pluralità di posizioni e situazioni.
In un mondo cattolico la cosa che stupisce forse di più è che gli evangelici non chiamino il matrimonio “sacramento”. Ciò non significa che non hanno il matrimonio o che esso abbia un valore minore, ma significa che il termine “sacramento” viene definito in un modo diverso. Certamente da ciò deriva anche un significato diverso del matrimonio. Un sacramento secondo la definizione luterana è un segno visibile, istituito da Gesù Cristo e legato ad una promessa di salvezza, e questo è il caso solo per il battesimo e per l'eucaristia. Quindi il matrimonio non è un sacramento, non viene interpretato come un elemento dell'ordine della salvezza, per cui non riguarda principalmente la chiesa, ma lo stato. Le forme di convivenza sociale possono cambiare col tempo, per cui non c’è un modello di famiglia che è normativo, cioè una famiglia non deve per forza avere dieci figli o uno solo. Da questo punto di vista c’è libertà, perché il matrimonio non appartiene ai mezzi di salvezza, per cui non riguarda la chiesa direttamente.
Però c'è un altro aspetto della teologia tradizionale luterana che vede la cosa da un altro punto di vista e cioè l'idea che Dio ha creato il mondo con un certo ordine. Questa teologia dell'ordine creazionale è meno importante della teologia della salvezza; nonostante ciò, durante la storia della chiesa, ha avuto un ruolo importante. Questo ordine si può vedere nella chiesa dove Dio ha istituito i ministri di culto, si può vedere nella società dove Dio ha istituito il governo oppure nella famiglia dove Dio ha istituito il matrimonio.
È chiaro che questa teologia rispecchia di più il mondo statico in cui Lutero viveva, che non il nostro mondo postmoderno. Comunque resta il fatto che la famiglia è uno degli ambiti principali della vita (per chi è sposato certamente) e perciò luogo in cui la fede vuole essere vissuta con piena intensità. Chi si sposa in chiesa dovrebbe essere cosciente che il matrimonio non si basa soltanto sui sentimenti o su diritti e doveri legali, ma soprattutto sulla volontà di Dio. Magari i matrimoni sarebbero più duraturi se questa dimensione metafisica fosse più presente.
Ciò non esclude che si possano creare situazioni in cui è meglio sciogliere il matrimonio. L’uomo è imperfetto e può fare delle scelte sbagliate. In questo caso è meglio che la chiesa aiuti a superare il trauma del naufragio invece di giudicare. Siccome il matrimonio appartiene alla sfera umana, è possibile risposarsi dopo un matrimonio sciolto.
La chiesa rinuncia ad una propria giurisdizione matrimoniale. Nella intesa con lo Stato del 1993 (Legge 29.Nov.1995 n.520) il matrimonio è stato descritto nel articolo 13. Nel comma 1 si legge: "Fermo restante l'autonomia della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e delle sue comunità in materia religiosa e di culto, la Chiesa Evangelica Luterana riconosce allo stato italiano esclusiva giurisdizione per quanto riguarda gli effetti civili del matrimonio." Quindi il matrimonio è una cosa che riguarda in primo luogo lo stato. La celebrazione religiosa è generalmente una conferma di questo matrimonio, da interpretare come una benedizione. Inoltre è una testimonianza pubblica ed un impegno che i coniughi prendono di fronte alla chiesa e davanti a Dio. Il matrimonio religioso ha dunque una grande importanza spirituale, ma non civile. Non è dipendente dal matrimonio civile: non siamo obbligati a benedire tutti i matrimoni civili; d'altra parte possiamo anche benedire coppie che magari scelgono di non fare il matrimonio civile. Per esempio penso a dei pensionati che non hanno l'idea di creare una famiglia ma che vogliono comunque convivere senza sposarsi legalmente. In questo caso possiamo fare una benedizione religiosa - naturalmente non agli effetti civili. Praticamente vediamo la parte religiosa e la parte civile come due momenti distinti. Anche questa prassi riflette la cosiddetta teologia della creazione che nella Confessione Augustana del 1530 trova una espressione più esatta nell'insistenza sui due regni che esprimono la sovranità di Dio.
Gli altri commi dell’art. 13 dell’intesa riguardano il fatto che il ministro di culto ha la facoltà, alla condizione di essere di cittadinanza italiana, di celebrare anche il matrimonio civile. L'art.13 segue più o meno la traccia comune di tutte le Intese ex art.8 Costit. con le confessioni "diverse dalla cattolica" e del art.8 dell'Accordo, firmato 18.2.1984 a Roma tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede. Il problema della cittadinanza italiana dei ministri di culto chiede ancora delle definizioni nel contesto della situazione d'Europa che si aspettano dalla proposta di una legge sulla libertà religiosa. (DK)

06 Educazione

Teorizzare sulla famiglia è una cosa, viverla concretamente un’altra – anche se le due cose dovrebbero essere sempre riferite una all’altra. Perciò sono particolarmente contento che uno dei nostri lettori abbia scritto della sua esperienza concreta di genitore. Magari questo testo potrebbe essere di esempio per altri genitori ed indurli a condividere le proprie esperienze con noi. Se è già difficile vivere il proprio cristianesimo in un mondo secolarizzato, ancora più difficile è educare i bambini in uno spirito cristiano. Perciò ogni contributo che può aiutare è ben venuto.
Mia moglie ed io abbiamo due figli di 13 e 9 anni. L’educazione è il nostro pane quotidiano. Come tutti i genitori cerchiamo di dare loro buoni esempi, consigli e qualsiasi altra forma di aiuto per crescere meglio. Gli obiettivi  sono tanti: trasmettere loro il nostro amore, prepararli alle insidie della vita, renderli forti, ottimisti e positivi, trasmettere loro valori importanti per una buona convivenza civile, renderli buoni cristiani e, soprattutto, permettere loro di vivere un’ infanzia vera, serena, di poter essere bambini appieno.
Facendo così,ci rendiamo conto che i nostri figli “seguiti” sono più bambini di altri loro coetanei, ai nostri occhi meno “seguiti”. Questo essere più bambini lega i nostri figli alla propria casa così come lo sono quelli di altri genitori che la pensano come noi o che si prendono il tempo di seguirli. Sembrano così sereni e vivono una infanzia vera, diritto di tutti i bambini.
D’altro canto, e questo sembra il prezzo della serenità, i figli seguiti sono meno indipendenti (secondo noi bisognerebbe dire meno abbandonati) di altri coetanei che non hanno la fortuna di poter vivere la stessa serenità (senza addentrarsi nell’ampia discussione sui motivi più svariati giustificati o no) a casa loro. Sembra che questi ultimi, forse per compensazione, prendano in giro gli altri o facciano anche cose peggiori come dimostrano le notizie di cronaca sulla vita scolastica.
La nostra vita quotidiana è piena di scenette “meno gravi”, eccone un esempio: una compagna di classe di ns. figlio maggiore un giorno torna da scuola raccontando che la ragazzina “abbandonata”, una compagna di classe tredicenne le dice: “non hai ancora fatto sesso? Fatti monaca!” La cattiva deride la buona e come sempre le pecore ridono in coro.
Allora la nostra educazione diventa ulteriormente difficile perché bisogna spiegare in modo comprensibile ed accettabile alla bambina buona che lei è buona e l’altra è “cattiva”, malgrado le risate del resto della classe. Allo stesso momento bisogna però anche chiarire alla bambina buona cosa vuol dire non essere seguito e suscitare comprensione per il comportamento della bambina “cattiva” che, con grande probabilità, non sarebbe “cattiva” se fosse seguita a casa. Infine bisogna dire di non partecipare al coro delle pecore in situazioni dove un altro è l’oggetto della frustrazione. Poi bisogna viverlo a casa e reagire come spiegato in situazioni analoghe. Non è facile e non sempre si riesce.
La vita di tutti noi è piena di esempi come questo, ma se ognuno di noi, nel suo piccolo, rende visibile la via giusta e fa vedere quella sbagliata si può riuscire a migliorare la nostra convivenza. Di recente ho sentito questa frase il cui autore non mi è noto: “tanta piccola gente che in tanti piccoli posti muove tante piccole cose può cambiare la faccia della terra”. Facciamolo per l’amore del Signore e nella speranza che ci dia la forza di trovare sempre questa giusta via.
Carsten Beller, Puglia

04 Libro per bambini: Raccontami come è Dio

Forse non tutti sanno che la Federazione delle Chiese Evangeliche (FCEI) pubblica regolarmente materiale didattico, utile sia a casa che per le comunità. L’ultima novità è un libro che convince già per le sue immagini calorose e che contemporaneamente è stato pubblicato in traduzione tedesca dal Neukirchner Verlagshaus con il titolo: “Lieber Gott, wer bist du”.
Laura Lattughini Franco Scaramuccia Silvia Gastaldi
Raccontami com'è Dio
pp. 43, Euro 8.00, 2006
www.claudiana.it
Chi non lo conosce ancora, dovrebbe anche dare un’occhiata al sito della FCEI, servizio istruzione e educazione, dove trova altro materiale prezioso per bambini:
06 Forum internet per le donne

Buone notizie per la comunicazione in rete: Da poco è stato aperto un nuovo forum indirizzato alle donne tedesche ed italiane. Diamo la parola alla responsabile Silke Fiedler:
Il forum per le donne è un'iniziativa delle donne della Comunità Evangelica Luterana di Genova. L'idea di base è, poter fornire in modo efficace e veloce la possibilità di creare e approfondire contatti tra le donne delle singole comunità in Italia. Possono essere annunciati eventi, fino ad ora conosciuti soprattutto in ambito locale, a livello regionale e nazionale, ma non solo: Si possono trovare e conoscere donne con gli stessi interessi, c'è spazio per fare quattro chiacchiere, ma anche per uno scambio spirituale sulla fede. Chi vuole vendere qualcosa o è in ricerca di qualche oggetto particolare, può inserire il proprio annuncio, ma si possono parlare anche dei propri piccoli e grandi problemi per condividere e sentirsi ascoltate. Insomma, il forum è il posto per fare coincidere l'intrattenimento con le questioni delle donne e della fede, sia in lingua tedesca che in lingua italiana. Connettetevi!
 
Silke Fiedler

06 Albert Schweitzer: Fiocco di neve

Vai fuori. Nevica. Meccanicamente ti strofini la neve dalle maniche. Questo devi vedere: un fiocco di neve brilla sulla tua mano. Devi guardarlo, se vuoi o no. Esso brilla nel suo disegno meraviglioso. Poi subisce uno spasmo: le strutture sottili di cui consiste, si contraggono. Esso non è più – sciolto, morto sulla tua mano. Il fiocco che dallo spazio infinito è caduto nella tua mano, che lì brillava, si contraeva e moriva – questo sei tu. Dappertutto dove vedi vita – questo sei tu.

Albert Schweitzer, febbraio 1919



 
 
     
     
 
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