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Bollut 009

Bollut 009

www.bollutnet.org 
Giugno 2007

 
Indice:

01 Editoriale

Presentazione
02 Intervista a Riccardo Bachrach

Principi teologici luterani
03 Parte I: extra nos

Internet
04 Luterani.it

05 Claudiana: offerte estive

Pensiero del mese
06 Eberhard Jüngel: L'uomo corrispondente a Dio
 

01. Editoriale

Cari lettori, ecco un consiglio per chi è abituato a stampare il Bollut: se usate il file PDF, apribile alla pagina “archivio” di www.bollutnet.org, siete sicuri di avere una buona impaginazione. Vorrei però precisare che tengo appositamente corti gli articoli, in modo che non c'è bisogno di stamparli – con eccezione dei documenti allegati. Come in un giornale non c'è neanche il bisogno che leggiate tutto. Naturalmente sono contento se lo fate, ma cerco comunque di venire incontro a interessi diversi. In questo senso spero che il Bollut odierno possa suscitare il vostro interesse e auguro buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 

02. Intervista a Riccardo Bachrach
 
Potrebbe presentarsi brevemente ai nostri lettori?
Mi chiamo Riccardo Bachrach. Sono nato a Milano l’11 maggio 1936. Sono di nazionalità italiana. E vivo a Napoli. Mio nonno Richard Bachrach era nato a Trieste, era dirigente di una banca austriaca a Palermo, dove è nato mio padre Edoardo da una madre svizzera, Clara Sprecher von Bernegg, a sua volta nata a Salerno discendente da una antica famiglia grigionese. Mio padre poi ha sposato una donna tedesca, Marianne Muff nata a Berlino ma per caso in quanto suo padre era di Stoccarda e la madre di Schweidniz, che oggi è Polonia.
Mi sono dilungato sulle mie origini perché queste hanno influito profondamente sul mio dna e sulla mia educazione: mi sento a casa mia in Italia ed in Europa e rifiuto visceralmente qualsiasi chiusura nazionale, razziale, religiosa, campanilistica. Da qui anche la mia continua azione in ambito Celi per dare quanto meno pari opportunità e pari dignità alla componente italiana della nostra Chiesa.
Sono un imprenditore, titolare di una azienda che opera del campo delle telecomunicazioni, che ho ereditato da mio padre e nella quale lavoro dal 1957 e nella quale oggi sono attivi anche i miei tre figli.

Potrebbe raccontarci la sua via con la chiesa? Che attività svolge all'interno della comunità e della chiesa?
Sono stato sempre portato ad impiegare il tempo libero operando in associazioni, comunità, organizzazioni, opere e così anche nella Comunità di Napoli e nella Chiesa. Ho avuto una breve esperienza, negli anni 60, di vice-tesoriere della Comunità. In occasione di un intervento straordinario di manutenzione della chiesa di Napoli mi era stata affidata la responsabilità dei lavori edili e delle relative contabilità e pagamenti. Un giorno, per motivi di lavoro, ero sul cantiere del costruendo ospedale evangelico di Napoli, al quale la mia azienda doveva fornire alcuni impianti, quando il dott. Toefilo Santi ( il promotore dell’avventura ) mi chiese di dargli una mano e di partecipare alla prossima assemblea dell’ospedale. Era morto da poco il tesoriere, per cui uscii dall’ Assemblea con la carica di tesoriere di una iniziativa partita con molta fede ma con pochi soldi. Quando mi sono reso conto della situazione improvvisamente i miei capelli sono diventati bianchi. Insomma: in tre anni riuscimmo ad inaugurare il presidio, nel 1968, che poi ho accompagnato come amministratore e direttore amministrativo ( volontario ) per circa venti anni.
Gli impegni nella mia azienda e nell’ospedale “Villa Betania” non mi hanno consentito di occuparmi direttamente della Comunità evangelica di lingua tedesca di Napoli né della Celi. Per questo motivo ho dovuto declinare anche la richiesta fattami alla fine degli anni 70 dal decano Christoph Meyer di impegnarmi come tesoriere della Celi.
Da “esterno” al Consiglio direttivo della Comunità di Napoli nel 1989 ho fatto approvare con un nuovo e più adeguato statuto, la trasformazione della Comunità Evangelica di Lingua Tedesca in Comunità Evangelica Luterana di Napoli.
Nel 1991 la Comunità mi ha chiesto di assumere la presidenza del suo Comitato Direttivo, peraltro tenuta per 17 anni da mio padre e successivamente per altri 10 da mia madre. Così ho accettato la candidature e sono stato eletto.
In questo incarico ho operato per l’apertura dell’edificio “chiesa”, che i napoletani non conoscevano, perché sempre chiusa. Oltre alle nostre normali attività pastorali ospitiamo Comunità senza sede di culto come ucraini, filippini ad alcune aggregazioni italiane non riconducibili alle chiese storiche: Così si celebrano culti dal giovedì alla domenica. Poi da una dozzina di anni abbiamo organizzato rassegne musicali: i “concerti di primavera” ed i “concerti d’autunno”, oltre al “Concorso nazionale di composizione per coro su testi sacri” ed al “Concorso nazionale letterario “Una piazza, un racconto”.
E’ mio costante impegno favorire l’integrazione nel contesto locale (italiano) anche perché ritengo che la Comunità ha una missione da svolgere in questo senso. Per potere operare efficacemente in questa direzione all’ultimo concorso per la sede pastorale di Napoli ho chiesto che i candidati parlassero bene le due lingue, per cui essi si sono presentati in lingua italiana a Napoli ed in tedesco al gruppo di Ischia.

Lei era fortemente coinvolto nell'elaborazione dell'intesa con lo stato. Quale significato e quali conseguenze per la nostra chiesa attribuirebbe all'intesa?
Appena eletto Presidente della Comunità ho avocato a me la rappresentanza della Comunità stessa nel Sinodo della Celi con il preciso intento di indirizzarla verso una “Intesa” con lo Stato Italiano. Durante il Sinodo di Pistoia ho coordinato il gruppo di lavoro che si occupava della materia, il quale ha elaborato e fatto approvare dall’assemblea le necessarie delibere per rendere concreta ed operativa l’azione della Celi in questo senso.
Innanzitutto l’Intesa ha salvato la Celi dalla chiusura o quanto meno da un sostanzioso ridimensionamento e le ha consentito di sopravvivere anche con il venir meno dei finanziamenti dalla EKD. Questo però ha comportato, ed è bene che la componente di lingua tedesca se ne renda conto, il fatto che la Celi sia diventata una Chiesa Nazionale, una istituzione italiana ed abbia precise responsabilità verso lo Stato italiano ed i suoi cittadini, che ne sono i finanziatori.
Con l’Intesa e la revisione dello Statuto abbiamo attuato una vera propria riforma della Celi, che ora può affacciarsi sullo scenario con un suo modo peculiare di essere luterana, la via italiana del luteranesimo.

Quale è - secondo lei - il ruolo della CELI in Italia?
Il ruolo che dovrebbe ricoprire la Celi in Italia è essere sempre una testimonianza della Riforma in Italia, visibile e presente sul territorio, aperta al dialogo ecumenico, un riferimento per le altre confessioni. La Celi ha una particolare missione di ponte fra la cultura Mitteleuropea e quella Mediterraneo, fra il cattolicesimo ed il mondo protestante. Per fare ciò deve soprattutto comunicare, comunicare, comunicare e guidare le sue comunità verso nuove frontiere.

Vorrebbe ancora dare un messaggio ai nostri lettori?
Le regole sono fatte per gli uomini, non viceversa. Anche Gesù afferma questo concetto: la Legge è fatta per essere usata dagli uomini, non gli uomini per essere vessati dalla Legge. Quindi evitiamo di trincerarci dietro alle regole, le leggi e leggine, le tradizioni per stare immobili, per paura di aggiornarci, di andare avanti, con la scusa che “si è sempre fatto così…”. Dobbiamo avere il coraggio di affrontare la realtà, di essere presenti oggi, nel mondo di oggi, con i mezzi che oggi possiamo avere a disposizione.

 
03 Principi teologici luterani, parte I: extra nos

La teologia luterana è una costruzione logica e coerente che pone al suo centro la giustificazione per sola grazia. Una presentazione della teologia dovrebbe quindi sviluppare i suoi argomenti a partire da questo centro. Siccome questa sarebbe una forma piuttosto impegnativa, nei prossimi Bollut darò solo piccoli flash su alcuni punti significativi. Alla fine starà a voi mettere insieme i pezzi del puzzle.
Nel testo di Günther Gaßmann che avete ricevuto con il Bollut scorso, l'autore propone come primo punto e Leitmotiv della teologia il seguente principio:
 „1. Qualsiasi agire volto alla nostra salvezza sta prima di tutto e soltanto presso Dio.“ Penso che con ciò Gaßmann ha infatti colto una o forse la caratteristica fondamentale del luteranesimo. Perciò vorrei cominciare con un principio che esprime la stessa cosa e cioè „extra nos“ - fuori di noi.
Extra nos – questo significa in primo luogo che alcune cose non me le posso dire da solo. Difficilmente posso amare me stesso in modo incondizionato, se nessuno mi ha mai amato prima. Ho bisogno che qualcun altro da fuori mi dica che sono una persona amata, unica e importante.
Oltre l'amore anche il senso della vita è qualcosa che mi viene dato. Non posso decidere io stesso che la mia vita abbia un senso – e non serve neanche che faccio un anno di volontariato al servizio del prossimo. Il senso che uno dà a se stesso è solo una illusione dalla quale prima o poi si sveglierà amaramente.
Infine c'è la salvezza che ricevo come dono da Dio. Infatti con le mie misere opere non posso guadagnami nessun diritto di fronte a Dio. Di fronte a Dio sono sempre debitore.
Lutero diceva che la nostra giustizia e la nostra salvezza non stanno in noi, ma che Cristo è la nostra giustizia e la nostra salvezza. Questo significa che la mia salvezza non dipende in nessun modo da me, ma unicamente dall'opera che Cristo ha compiuto. Questo significa anche che io non posso ne aumentare ne diminuire la mia giustizia, perché è fuori di me. Io posso solo crederla. Posso crederla, perché proprio in quanto non dipende da me, è assolutamente certa. Questa è veramente una buona notizia: l'Evangelo.

Non si può sufficientemente sottolineare quale svolta abissale Lutero ha compiuto ponendo la giustizia extra nos – cioè in Cristo. È una rottura radicale con il cattolicesimo così come l'aveva concepito in modo esemplare Tommaso d'Aquino: Anche nel cattolicesimo classico come egli lo esprime, la grazia sta all'inizio, però essa abilita l'uomo a fare il bene. Con l'aiuto della grazia, l'uomo accresce la sua bontà e le sue virtù che come „habitus“ sono dentro di lui. Quindi è l'uomo che passo per passo aumenta il suo habitus di bontà e ascende così verso Dio. Anche un cattolico può dire che siamo salvati per sola grazia, ma lo dice nel senso che l'uomo con le proprie forze non può ascendere verso Dio, ma che lo può soltanto grazie alla grazia.

Al tempo di Lutero questo concetto era degradato a un'eccessiva quantificazione della grazia. C'era chi dispensava la grazia, c'erano le opere che diminuivano il proprio livello di bontà (peccati) e quelle che l'aumentavano (opere buone, ma anche preghiere, pellegrinaggi, messe ecc.). C'era un gran mercato della grazia che veniva meticolosamente misurata e pesata. Regnava l'idea che uno si deve „guadagnare“ la salvezza. Una parte della gente viveva in uno stato permanente di ansia, temendo di non fare sufficientemente, un'altra parte invece blasfemava Dio ritenendosi come il fariseo nel tempio dalla parte dei buoni. E abusi non mancavano (vendita delle indulgenze).
In questa situazione Lutero, ponendo la nostra giustizia extra nos, in un solo colpo libera la cristianità (o almeno una parte) da questo mercato della grazia, ai farisei sottrae la base del loro orgoglio e agli ansiosi dà certezza.
La svolta è così radicale che con la Riforma si stabilisce una nuova cultura e una nuova visione dell'uomo che poi concernerà tutti gli ambiti della vita e della società. Non c'è nessuna via sulla quale l'uomo può ascendere verso Dio. La fede invece di avvicinarci a Dio ci rende soltanto coscienti della distanza e differenza fondamentale e abissale tra Dio e noi. Non è l'uomo che ascende verso Dio, ma è Dio che scende verso di noi. L'uomo non accresce una sua presunta bontà, ma si svuota da ogni pretesa affinché Dio possa agire in lui. La salvezza non può essere riscontrata nell'uomo, né essere quantificata o mediata, ma può essere solo creduta. (DK)
 
04 Internet: Luterani.it
 
Dopo un periodo di inaccessibilità per problemi tecnici, adesso questi sono stati superati e potete dare un'occhiata al sito www.luterani.it . Il sito è curato da Anna Belli della Comunità di Roma (vedi intervista Bollut 007), che dà un'introduzione al luteranesimo e raccoglie tutte le domande che nel corso del tempo le sono state poste. Forse vi troverete anche le vostre domande.

 
05 Claudiana: offerte estive

Ecco una notizia che dovrebbe cambiare la vostra vita (o almeno la vostra biblioteca personale):

 
Offerta Estate 2007
 
 
Una selezione di libri del catalogo Claudiana è in offerta, con uno sconto del 60%, per il periodo 1° giugno - 30 settembre 2007.
La lista completa su : www.claudiana.it

 
 
06 Eberhard Jüngel: L'uomo corrispondente a Dio
 
Il vero essere dell'uomo è la sua corrispondenza - resa possibile da una parola rivolta a lui – alla discesa di Dio verso l'uomo avvenuta in Gesù Cristo. Questo movimento di Dio verso l'uomo impedisce all'uomo l'ascesa alla divinità. Come Dio si è rivelato Signore nell'abbassamento, così l'immagine di Dio é stabilita soltanto nella partecipazione a questa bassezza alla „gloria dei figli di Dio“ (Romani 8,21).

Eberhard Jüngel: Der Gott entsprechende Mensch, Theologische Erörterungen II: Entsprechungen: Gott – Wahrheit – Mensch, 3. Aufl. Tübingen. 2002, S. 316

 
 
 
     
     
 
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