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Bollut 019

www.bollutnet.org 
Aprile 2008

 
Indice:

01 Editoriale
 
02 Intervista a Massimiliano Verdini

03 Principi luterani VII: I due regni

04 I temi del seminario teologico per non teologi, Firenze, 28-30 Marzo 2008

05 Il ministero episcopale nell'apostolicità della Chiesa. La dichiarazione di Lund della FLM

06 Placido Sgroi: Il matrimonio interconfessionale/interecclesiale

07 NEV: Luterani. Verso il sinodo

08 Pensiero del mese: Arnold Schabert: Il sermone sul monte
 
 
01. Editoriale
 
Gentili lettori,
la presente edizione del sempre volentieri letto Bollut vuole condividere dei testi discussi durante il seminario teologico per non teologi e durante gli ultimi due convegni pastorali, mettendoli così a disposizione di un pubblico più vasto. I punti 2-4 sono dedicati al seminario di Firenze con un'intervista a uno dei partecipanti, la spiegazione della distinzione dei due regni, uno dei temi trattati, e al punto quattro con la pubblicazione delle relazioni che stavano alla base delle discussioni. I materiali dei convegni pastorali sono leggermente più complicati, ma molto preziosi per chi vuole approfondire la comprensione luterana del ministero o il matrimonio interconfessionale, ambedue temi di grande valenza ecumenica.
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02 Intervista a Massimiliano Verdini
 
Massimiliano Verdini durante il Seminario a Firenze in mezzo a Gudrun Martini e Dieter KampenFoto: Massimiliano Verdini durante il seminario a Firenze in mezzo a Gudrun Martini e Dieter Kampen
 
Caro Max, due parole sulla tua persona...

Sono un 27.enne friulano di San Daniele, paese famoso per i prosciutti, meno famoso (purtroppo) per essere la capitale della lingua friulana e una delle poche cittadine del Friuli dove attecchi' la Riforma luterana nel XVI secolo.
I miei genitori sono cattolici, tuttavia mi hanno sempre lascito libero di seguire le mie idee, anche se molte volte non collimavano con le loro.
Mia madre, che per anni ha vissuto in Francia, abitava in un paese dove i protestanti erano una ralta' normale e forse mi ha trasmesso un certo interesse nella Riforma o almeno nella normalita' della convivenza di confessioni diverse nello stesso luogo.
Ho studiato in un liceo classico cattolico nei monti della Carnia, dove mi sono trovato benissimo e dove ho potuto approfondire oltre il greco e il latino, anche certe tematiche teologiche e spirituali. In seguito mi sono arruolato volontario nel Corpo degli Alpini dove ho potuto sviluppare il mio senso dell'amicizia e della solidarieta'. E' stata la piu' bella e nobile esperienza della mia vita.
Mi sono iscritto all'Universita' degli studi di Udine nel 2002 e ho studiato lingue slave e romanze. Ho fatto l'impiegato pubblico di lingua friulana a Cividale e l'insegnante di friulano alla scuola media statale di Majano, in provincia di Udine.
Ho studiato bene i dialetti alpini, in specialmodo quelli ladini della Svizzera, affini a quelli del Friuli e del Tirolo, ma ho dovuto approfondire anche la cultura in loco, e percio' sono stato varie volte nei Grigioni dove convivono cattolicesimo e protestantesimo oltre a tre o quattro lingue.
Mi sono laureato l'anno scorso e ora ho quasi finito il master per redattori per l'informazione culturale dei media a Urbino.
Per adesso faccio il giornalista a TV Capodistria in Slovenia dove lavoro nella redazione del telegiornale. Trovo bello e appassionante informare la gente su quello che avviene nel mondo. Tuttavia la paga e' bassissima e non ho ne' cassa malattia, ne' ferie pagate... non ho pagati nemmeno i contributi pensionistici. Non penso di poter coronare il mio sogno di diventare giornalista effettivo con la situazione economica che l'Europa sta passando. Penso che presto dovro' trovarmi un altro lavoro, magari in Italia e forse non affine con la professione giornalistica. Ma questa e' la vita e questi sono tempi difficili... ci vuole spirito di adattamento.

Due settimane fa hai partecipato al seminario teologico per laici. Quali erano le tue impressioni e cosa hai portato con te?

Ho rinsaldato un legame che, pur con alti e bassi, ho sempre sentito di avere con Dio e ho conosciuto persone con storie affascinanti e particolari. E' stato veramente interessante. Inoltre ho potuto per la prima volta partecipare a un culto Valdese, grazie a questo ho fortificato la mia idea che non c'e' nulla di piu' ecumenico della Chiesa Evangelica Luterana.
Dopo le interessanti allocuzioni dei relatori, mi ha particolarmente colpito il libero commento delle Scritture e delle varie tematiche trattate nel seminario che hanno spaziato dalla storia alla teologia, dalla spiritualita' alla figura di Cristo. Tutto cio' mi ha aiutato alla riflessione, e l'esperienza teologica dei pastori ha potuto completare e chiarire tutte le tematiche prese in analisi durante i 3 giorni di Firenze.

L'anno scorso sei entrato a far parte della Chiesa evangelica luterana. Potresti descrivere il tuo percorso e le tue motivazioni?

Credo che la mia cultura, quella friulana, sia sempre stata un vero ponte tra il mondo germanico e quello latino. Studiando la storia della mia terra ho potuto osservare come nel rinascimento le idee della Riforma stessero mettendo radici nella mia regione e nella mia zona in particolare. Tuttavia la Repubblica di Venezia ne stronco' lo sviluppo con violenza.
Culturalmente non sento affatto lontano dalla mentalita' mia e della mia gente Lutero e il suo messaggio riformatore. Quante persone parlando di Dio e della Chiesa ho sentito mormorare »aveva ragione Lutero!«...
Il fatto che non ci sia un'alternativa cristiana al cattolicesimo formale dalle mie parti ha purtroppo portato al disinteresse verso la religione gran parte dei giovani.
Certo, non c'e' solo questo, viviamo in una societa' che di Dio non sembra avere bisogno e che ha tante (forse troppe) preoccupazioni e/o distrazioni per potersi avvicinare con tranquillita' a Dio attraverso il messaggio di Cristo.
Io mi sono avvicinato al protestantesimo luterano dopo essermi ben documentato sulla Chiesa di Roma e sulla Riforma. Ho rivalutato piano piano il cristianesimo come parte integrante della mia vita dopo anni di superficialita' e forse anche disinteresse per la religione.
Non so come, ma un estate di qualche anno fa ho preso contatti con Dieter Kampen, che ora e' il mio parroco a Trieste, chiedendogli informazioni piu' dettagliate sulla teologia luterana. Forse per curiosita', forse per caso, mi sono avvicinato alla comunita' frequentando da solo alcuni culti domenicali. La lontananza (100 km) ha messo a dura prova la mia voglia di frequentare la chiesa luterana, ma sono stato sempre piu' attratto dalla Parola di Cristo. Poi e' diventato quasi normale passare qualche domenica a Trieste.
Ho potuto parlare di Lutero ai miei amici, che preferiscono ormai venire in chiesa da noi a Trieste almeno per Natale, e a mio fratello, che diventera' luterano alla Pentecoste di quest'anno.
Il questa mia opera di avvicinamento gran merito va al mio parroco Dieter che mi ha sempre spiegato con calma le cose, che mi ha aiutato meglio a capire le cose e ha sempre risposto alle mie domande con pertinenza e semplicita'. Egli ha sostenuto il mio cammino verso la fede e a lui sono molto grato.

Essere italiano e essere luterano: Sono due cose che vanno insieme?

Si', certo. Basta aprirsi al mondo, sganciarsi dall'assurda idea che se nessuno al tuo Paese e' luterano, tu non lo possa diventare. Bisognerebbe riflettere sul fatto che tutti i cattolici sono luterani in potenza, ma forse considerano il proprio campanile superiore al proprio sentimento religioso.
Per questo, nella mia zona, i Luterani dovrebbero utilizzare i simboli proprî della Chiesa di Aquileia, proclamandosi, come del resto i cattolici, i diretti eredi di quella Chiesa che univa Como a Lubiana.
Gl'Italiani dovrebbero guardarsi dentro, guardare la Chiesa di Roma, quella Luterana (ma anche altre Chiese, perche' no...), confrontare le due (o piu') esperienze religiose apertamente, vedere quella che piu' rispecchia la propria visione cristiana e avere il coraggio di aderire all'idea che risulta piu' vicina nel modo d'interpretare la parola del Signore. Non e' detto che la scelta debba pendere per forza da parte luterana come lo e' stato nel mio caso, ma e' auspicabile che il cristiano prenda realmente coscienza in cio' che e' disposto a credere. Io, italiano e friulano, ho preso meglio coscienza del mio essere cristiano, con tutti i miei peccati e tutte le mie debolezze, attraverso la confessione di Augusta. Lutero ci comunica che Cristo, la Scrittura, la Fede e la Grazia sono sufficienti al il cristiano. Attraverso il messaggio di Lutero ci si »spaganizza« e, finalmente liberi da formule e credenze storico-popolari, ci si puo' avvicinare di piu' a cio' che realmente e' il messaggio di salvezza che Dio ci propone. Giudico Lutero vero riformatore, responsabilizzatore e semplificatore del cristianesimo.
 
 
03 Principi luterani VII: I due regni
 
Come deve comportarsi il cristiano nel mondo? Può possedere beni materiali? Può fare il servizio militare? Può impegnarsi nella politica? Il sermone sul monte (Mt 5-7) sembra negare queste possibilità. D'altra parte ci sono passi biblici che sembrano favorirle, come l'ubbidienza al governo (Rom 13,1ss.; 1 Ptr. 2,12ss.) o il dare a Cesare ciò che è di Cesare (Mt 22,21).
Per rispondere a queste domande, già Agostino aveva distinto tra il regno di Dio e quello del mondo che nella sua concezione corrispondevano alla chiesa ed allo stato. Questa distinzione ha poi trovato varie interpretazioni e anche Lutero l'usa, dandole però una motivazione differente. Le varie interpretazioni motivano vari atteggiamenti del cristiano verso la società e verso la relazione tra chiesa e stato. La tradizione cattolica romana tende all'interpretazione di un governo temporale che ha ricevuto il suo potere dalla chiesa la quale ha, a sua volta, ricevuto da Dio sia il potere spirituale che temporale e delega soltanto quest'ultimo allo stato. A partire da questa concezione, la chiesa cattolica ha cercato, e a volte cerca tuttora, di appropriarsi del potere temporale.
Per Lutero, invece, Dio ha istituito i due poteri indipendentemente l'uno dall'altro. Il potere temporale riceve dunque la sua legittimità non dalla chiesa, ma direttamente da Dio. Dio l'ha istituito (vedi gli ordini della creazione: Bollut 018) per conservare il mondo che, senza i governi, sarebbe invivibile a causa del peccato, dell'egoismo e della cattiveria dell'uomo. Questo regno del mondo viene governato con la legge e la spada. Con „spada“ Lutero intende tutto ciò che appartiene agli ordinamenti secolari, quindi regole, leggi, uffici, gerarchie, polizia e altro. In questo regno regge la legge e non l'Evangelo, qui non regge il perdono, ma l'„occhio per occhio“, qui regna la ragione e non l'amore. Compito del governo non è di costruire il regno di Dio, né di perseguire gli eretici, ma è quello di arginare il male per rendere la societa vivibile. È un governo provvisorio che è necessario soltanto fino all'ultimo giorno, quando Dio stabilirà definitivamente il suo regno. Visto che si tratta di questioni meramente pratiche, non è necessario che i governatori siano cristiani. Per governare basta la ragione e la buona volontà.
Il regno spirituale è il regno del Deus revelatus, il regno di Cristo, che è già cominciato e che un giorno sarà completo in tutto. Esso sta sotto la signoria di Cristo ed è affidato alla chiesa. Il suo compito è l'annuncio del Vangelo, la sua etica è il sermone sul monte (Mt 5-7), cioè l'amore, il dare e la non violenza. La chiesa non deve perseguire gli eretici con la spada, ma può cercare di convincerli soltanto con la parola. Il cristiano non deve ripagare il male con il male, ma deve vivere secondo il sermone sul monte e porgere l'altra guancia. Deve essere pronto a subire ingiustizie senza vendicarsi.
Lutero propone, quindi, due ambiti indipendenti che seguono ambedue le loro regole in modo autonomo e indipendente? No, perché questi due regni hanno due punti di contatto. Uno è l'istituzione da parte di Dio. Ciò significa che anche i governi devono rispondere alla volontà di Dio. I governatori non devono operare a proprio vantaggio, ma come la chiesa, operano al servizio di Dio e del popolo – solo con mezzi, regole e dinamiche differenti.
L'altro punto di contatto sta nella persona del cristiano. Il cristiano abita ambedue i regni: quello di Dio e quello del mondo. Il credente vive in due relazioni: al cospetto di Dio e a quello del mondo. In quanto cristiano vive secondo le regole del sermone sul monte, in quanto persona che ha un compito nel mondo, p.es. come genitore, insegnante, soldato, giudice o governatore oppure semplicemente come cittadino, agisce secondo le regole del regno del mondo. Una precisazione per escludere fraintendimenti: con regole di questo mondo non si intendono principi negativi come avarizia, egoismo ecc. che non sono permessi a nessuno, ma dinamiche che possono apparire negative, anche se non lo sono come p.es. quando i genitori devono punire i bambini per educarli, o i giudici devono condannare i criminali per arginare il crimine, o il soldato che deve eventualmente uccidere per difendere la patria ecc.
Secondo la concezione di Lutero il cristiano non ha soltanto il permesso di impegnarsi nel mondo in tutte le sue funzioni costruttive, ma deve esserne anche fortemente incoraggiato. Fare l'insegnate, il militare o il politico non significa per niente allontanarsi dal proprio spirito cristiano, ma è invece un servizio a Dio, in quanto si collabora al governo temporale che Dio ha istituito per il bene dell'uomo.
Lutero differenzia nettamente i due regni per farli convergere in un punto preciso: la coscienza del cristiano. In questo punto i due regni si incontrano e il cristiano deve continuamente operare la giusta distinzione per saper operare in modo giusto. Questo discernimento è però tutt'altro che facile. Non c'è una distinzione facile e netta come p.es. chiesa-stato o cristiani-atei. La chiesa, pur chiamata ad annunciare la parola di Dio, è nello stesso tempo un'istituzione di questo mondo. Il cristiano è simul justus et peccator, è nello stesso tempo giusto e peccatore. Ci si trova sempre di fronte ad un intreccio dei due regni che rende la distinzione non facile. La distinzione deve essere fatta sempre di nuovo e può variare molto a seconda della situazione. Non sempre il cristiano riesce a fare una distinzione netta e a volte si può trovare in un conflitto personale tra le esigenze di questo mondo e quelle del regno di Dio. In quest'ultimo caso però l'istruzione di Lutero è molto chiara: è da favorire chiaramente il regno di Dio che vale infinitamente di più del regno materiale e non duraturo.

La concezione dei due regni come l'ha proposta Lutero è ancora oggi quella più valida:
  • Essa esclude un'assolutizzazione del regno spirituale come succede in una teocrazia in cui la religione controlla il potere temporale (con conseguenze come p.es. crociate o inquisizione nel nome di Dio) o come è successo nel secolo passato con il comunismo e il nazionalsocialismo in cui un'ideologia cerca di controllare non soltanto le coscienza, ma anche la vita esteriore.
  • Essa esclude una demonizzazione del mondo, dello stato, del potere ecc, in cui una chiesa o un gruppo pretendano di rappresentare il regno di Dio e di dover separarsi dal mondo o ancora peggio combatterlo.
  • Essa protegge anche da una idealizzazione dello stato. Esso non è responsabile per la salvezza del mondo e non ha diritto di immischiarsi in questioni di fede, finché questi non recano un danno all'uomo esteriore. La sua funzione è meramente pratica e soltanto provvisoria.
  • Essa mette in guardia da un ritiro nel privato in cui una persona si dedica soltanto alle cose spirituali senza assumersi la sua responsabilità nella società.
  • Invece essa libera e incoraggia l'uomo a prendersi cura del mondo nella sua totalità, affrontando i problemi non con pregiudizi ideologici, ma in modo razionale e pratico. Essa educa il cristiano ad assumersi la sua corresponsabilità sociale e politica.
  • Nello stesso tempo riconduce la chiesa al suo vero compito che è la costruzione del regno di Dio mediante l'annuncio dell'Evangelo e l'amministrazione dei sacramenti.

 
Allegato: Articolo 16 della Confessio Augustana del 1530:

XVI. La Vita nella società civile
Per ciò che riguarda la vita civile insegnano che le istituzioni civili legittime sono buone opere di Dio e che ai cristiani e lecito ricoprire cariche pubbliche, esercitare la funzione di giudice, pronunciare sentenze in base alle leggi imperiali e alle altre norme vigenti, stabilire le pene in conformità alle leggi, far guerra per giusti motivi, militare negli eserciti, stipulare contratti secondo le leggi, avere delle proprietà, prestare giuramento su richiesta dei magistrati, ammogliarsi o prendere marito.
L'assoluzione si identifica con l'Evangelo. Secondo Lutero, è l'Evangelo ad avere il «potere delle chiavi»: chiunque lo ascolta e lo accoglie è ipso facto assolto e il pastore o il prete può solo attestare il perdono divino.
Condannano gli anabattisti che vietano questi doveri civili ai cristiani.
Condannano anche coloro che non fanno consistere la perfezione evangelica nel timore di Dio e nella fede, ma nella fuga dai doveri civili. L'Evangelo richiede infatti la giustizia eterna del cuore, ma intanto, in questo tempo, non abolisce l'organizzazione politica ed economica dello stato, anzi esige in primo luogo che siano mantenute come istituzioni divine e che in quelle istituzioni si pratichi l'amore del prossimo.
Pertanto i cristiani devono necessariamente obbedire ai loro magistrati e alle leggi, fatta eccezione quando comandino di commettere peccato, perché in questo caso si deve «obbedire a Dio anziché agli uomini» (At. 5:29).

 
04 I temi del seminario teologico per non teologi, Firenze, 28-30 Marzo 2008
 
Foto: Nove dei undici partecipanti del seminario
 
Dal 28-30 marzo a Firenze si sono incontrati 9 partecipanti più tre relatori per conoscersi, scambiare le proprie idee e approfondire le conoscenze teologiche. Cliccate sui titoli per visualizzare le introduzioni ai temi trattati in formato PDF:



 

05 Il ministero episcopale nell'apostolicità della Chiesa. La dichiarazione di Lund della FLM
 
Il convegno pastorale dell'autunno 2007 ha approfondito la questione del ministero e perciò abbiamo studiato il relativo documento della Federazione luterana mondiale (FLM) appena pubblicato. Dal momento che è stata la FLM ad approvare il documento, esso rappresenta momentaneamente la posizione ufficiale dei Luterani riguardo questo tema, anche se certamente non ha un valore vincolante come la confessione di fede. Grazie alla traduzione di „Il Regno“ (www.ilregno.it) quest'anno il documento è accessibile anche in lingua italiana e ringrazio la redazione di Il Regno per avermi gentilmente messo a disposizione la traduzione per la pubblicazione presso Bollutnet. Così la rivista introduce il testo:

Dopo un processo di consultazione di tutte le Chiese luterane durato otto anni, il Consiglio della Federazione luterana mondiale (FLM) riunitosi a Lund, in Svezia, il 26 marzo 2006 ha adottato all’unanimità una dichiarazione su ciò che i cristiani di questa confessione credono a proposito del ministero del vescovo: «Ministero episcopale nell’apostolicità della Chiesa. La dichiarazione di Lund della Federazione luterana mondiale, una comunione di Chiese». Si tratta di un tema centrale sia in generale all’interno del dialogo tra cattolici ed evangelici (cf. in questo numero a p. 6), sia più specificamente nell’ambito del processo che ha portato alla pubblicazione del documento di studio su L’apostolicità della Chiesa da parte della Commissione luterana-cattolica romana sull’unità (2007).
Approvato all’unanimità, è considerato dalla FLM non un documento magisteriale, ma un contributo significativo a una questione importante, sia in riferimento alle relazioni ecumeniche sia all’interno della FLM, la quale come comunione di Chiese ospita al proprio interno una grande varietà di tradizioni in materia di ministero episcopale.

Cliccare qui sotto per visualizzare il documento:

 
06 Placido Sgroi: Il matrimonio interconfessionale/interecclesiale
 
Il tema del convegno pastorale del marzo 2008 era dedicato ai matrimoni interconfessionale. Dei vari relatori ho chiesto al Prof. Placido Sgroi di Venezia di mettere a disposizione il suo documento e lo ringrazio per la sua gentilezza. Riguardo al matrimonio esso informa sia sulle convergenze teologiche finora raggiunte o prospettate tra cattolici e luterani che su quelle pratiche finora possibili.

Cliccare qui sotto per visualizzare il documento:
 
 
07 NEV: Luterani. Verso il sinodo
 
Luterani. Verso il Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia
Franco Negri: "Una chiesa che guarda all’Europa"
Roma (NEV), 16 aprile 2008 - Si svolgerà a Terrasini (Palermo) dal 30 aprile al 4 maggio il prossimo Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI). Il tema di quest’anno prende spunto dalle parole di Martin Lutero: "’Il tempo del silenzio è passato, il tempo del parlare è venuto’. La tolleranza religiosa da Lutero a oggi", al quale sarà dedicata il prossimo 4 maggio una tavola rotonda pubblica con Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), e con il teologo valdese Paolo Ricca.
Una cinquantina di delegati tra laici e pastori valuteranno l'operato della CELI dello scorso anno e prenderanno delle decisioni sul futuro della vita della chiesa. In particolare quest’anno rinnoveranno i propri organi direttivi, fra cui la presidenza del Sinodo ed i membri laici del Concistoro. Prevista anche l’ammissione di due nuove comunità.
La CELI, una chiesa che storicamente guarda all’Europa, quest’anno ospiterà al suo Sinodo i rappresentanti della chiesa luterana ungherese. "Recentemente, ai nostri storici legami con la Germania, si sono aggiunti dei rapporti di collaborazione anche con la Slovenia e l’Austria", ha dichiarato Franco Negri, presidente del Sinodo della CELI, per il quale la parte "tedesca" della chiesa rappresenta "le nostre radici e la nostra forza". Anche sul piano del dialogo ecumenico e interreligioso i luterani in Italia lavorano in una prospettiva europea: "Riconoscendo la grande importanza del dialogo interreligioso, curiamo i rapporti con l’ebraismo partecipando alla vita della Commissione luterana europea per chiesa ed ebraismo (LEKKJ). Inoltre sosteniamo il dialogo ecumenico e quello con i musulmani attraverso l’impegno della Conferenza delle chiese europee (KEK), di cui la CELI è membro", ha spiegato Negri, aggiungendo: "Lo scorso settembre siamo riusciti a partecipare con una nostra delegazione alla Terza Assemblea ecumenica europea di Sibiu".
La CELI è membro fondatore della FCEI e ha un particolare rapporto di collaborazione con la Chiesa evangelica tedesca (EKD). I rapporti tra lo Stato italiano e la CELI sono regolati dalla legge n. 520 del 29 novembre 1995 (Intesa secondo l’art. 8 della Costituzione italiana). Per approfondimenti www.chiesaluterana.it
 
Fonte: 09NEV – numero 16 - Notizie Evangeliche, Servizio stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia - via Firenze 38, 00184 Roma, Italia tel. 064825120/06483768, fax 064828728, e-mail: nev@fcei.it, sito web: http://www.fcei.it

 
08 Pensiero del mese: Arnold Schabert: Il sermone sul monte
 
Il sermone sul monte è la proclamazione del regno, in cui Gesù Cristo è re. Non possiamo comprendere nessuna delle sue parole se le guardiamo distaccate dal nuovo mondo che è venuto in Gesù Cristo. È la sua parola. Però non nel senso che egli abbia il ruolo di testimone per una verità che vale di per sé. Così l'ha capito Tolstoi. Invece è la sua parola, in cui tutto ciò, che in essa viene detto, ha una base di verità e di realtà soltanto nella sua persona. Il sermone sul monte non è dunque un insegnamento di Gesù riguardo a certe problematiche della nostra vita, ma come l'Evangelo intero è annuncio di Gesù Cristo stesso.

Fonte: Arnold Schabert: Die Bergpredigt, München 1966


 
 
 
     
     
 
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