Menu

  ARCHIVIO BOLLUT
  BOLLUT 001
  BOLLUT 002
  BOLLUT 003
  BOLLUT 004
  BOLLUT 005
  BOLLUT 006
  BOLLUT 007
  BOLLUT 008
  BOLLUT 009
  BOLLUT 010
  BOLLUT 011
  BOLLUT 012
  BOLLUT 013
  BOLLUT 014
  BOLLUT 015
  BOLLUT 016
  BOLLUT 017
  BOLLUT 018
  BOLLUT 019
  BOLLUT 020
  BOLLUT 021
  BOLLUT 022
  BOLLUT 023
  BOLLUT 024
  BOLLUT 025
  BOLLUT 026
  BOLLUT 027
  BOLLUT 028
  BOLLUT 029
  BOLLUT 030
  BOLLUT 031
  BOLLUT 032
  BOLLUT 033
  BOLLUT 034
  BOLLUT 035
  BOLLUT 036
  BOLLUT 037
  BOLLUT 038
  BOLLUT 039
  BOLLUT 040
  BOLLUT 041
  BOLLUT 042
  BOLLUT 043
  BOLLUT 044
  BOLLUT 045
  BOLLUT 046
  BOLLUT 047
  BOLLUT 049
  BOLLUT 050
  BOLLUT 052
  BOLLUT 053
  BOLLUT 054
  BOLLUT 055
  BOLLUT 056
  BOLLUT 057
  BOLLUT 058
  BOLLUT 059
  BOLLUT 060
  BOLLUT 061
  BOLLUT 062
  BOLLUT 063
  BOLLUT 064
  BOLLUT 065
  BOLLUT 066
  BOLLUT 067
  BOLLUT 068
  BOLLUT 069
  BOLLUT 070
  BOLLUT 071
  BOLLUT 072
  BOLLUT 073
  BOLLUT 074
  BOLLUT 075
  BOLLUT 076
  BOLLUT 077
  BOLLUT 078
  BOLLUT 079
  BOLLUT 080
  BOLLUT 081
  BOLLUT 082
  BOLLUT 083
  BOLLUT 084
  BOLLUT 085
  BOLLUT 086
  BOLLUT 087
  BOLLUT 088
  BOLLUT 089
  BOLLUT 090
  BOLLUT 091
  BOLLUT 092
  BOLLUT 093
  BOLLUT 094
  BOLLUT 095
  BOLLUT 096
  BOLLUT 097
  BOLLUT 098
  BOLLUT 099
  BOLLUT 100
  BOLLUT SOST 003
  BOLLUT SOST 004
 
 
 

Bollut 022

www.bollutnet.org 
Luglio 2008

 
Indice:

01 Editoriale

02 Intervista al Pastore Alberto Saggese

03 Slovenia: 500 anni di Primož Trubar

04 Claudiana: offerta estiva

05 Libro: In viaggio con Lutero

06 NEV: Le donne vescovo nella Chiesa d’Inghilterra

07 Pensiero del mese: Cercate prima il regno di Dio

 
01. Editoriale
 
Gentili lettori,
per molti le vacanze sono già cominciate o cominceranno fra poco. Per il Pastore Saggese le vacanze sono già cominciate e quest'anno saranno particolarmente rilassanti, in quanto con esse inizia la sua pensione, anche se la pensione per un pastore è una cosa relativa. Infatti speriamo che anche dopo il pensionamento presterà ancora le sue forze a servizio della chiesa. Comunque, lo ringrazio per l'intervista e auguro a lui e a tutti i lettori delle buone vacanze ricreative.
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02  Intervista al Pastore Alberto Saggese
 
Da poco sei andato in pensione – anche se per un pastore è una cosa relativa. Potresti riassumere brevemente ai nostri lettori la tua vita prima del pensionamento?
Sono entrato in contatto con la Riforma, per la prima volta, all’età di 17 anni. A scuola si parlò di quel periodo storico e si lesse il testo scolastico dell’epoca, un’epoca in cui tutto ciò che non era cattolico veniva considerato in termini dispregiativi e fuorvianti. Una ricerca più approfondita su Lutero mi condusse alla comunità luterana locale nella quale rimasi, poi fino al giorno in cui decisi di studiare teologia.
Ho studiato prima a Roma, presso la Facoltà Valdese, poi ad Erlangen ed Heidelberg. Dopo gli esami universitari entrai nel periodo di Vicariato (Torre Annunziata, Napoli, Bayreuth) per presentarmi dopo tre anni agli esami ecclesiastici presso la Chiesa Regionale Bavarese.
Sono stato Pastore a S. Maria la Bruna e Torre del Greco, poi a Napoli; dall’88 al 93 a Norimberga. Tornato in Italia sono stato “prestato” alla Chiesa Valdese per seguire le Comunità di Brindisi e Latiano (la chiesa di allora, tutta occupata a piazzare i pastori “inviati” si era completamente scordata di me).
Dopo tre anni sono stato trasferito presso il Decanato a Roma dove, a seguito dell’Intesa, si dovevano allacciare e curare i rapporti con vari Ministeri.
Ora, dopo 10 anni, lascio anche questa postazione di un servizio durato più di 40 anni.

Se non sbaglio, nessun altro è mai stato così a lungo pastore della CELI come te. Quale è stato, secondo te, l’epoca d’oro della CELI?
Spero che, dopo la fondazione delle nuove comunità e l’ingresso della Comunità di Merano nella CELI, il periodo d’oro possa finalmente cominciare. I viaggi sulle tracce di Lutero e di Bach, il Centro Melantone e tante altre iniziative a livello locale mostrano che la nostra Chiesa si sta aprendo verso l’esterno dopo una “riservatezza” durata troppo tempo ed una chiusura al mondo italiano (sia evangelico che cattolico) che ha lasciato tracce profonde specialmente nei membri di chiesa più tradizionalisti.

Quali sono stati per te i momenti più belli durante il lavoro nella nostra Chiesa?
Tutte le volta che sono entrato in una comunità. Il lavoro “burocratico” a Roma è stato, invece, affrontato con molta rassegnazione.

Guardando indietro e guardando avanti, quali sono le sfide più importanti da affrontare per la CELI?
L’integrazione nella società italiana: il passato della CELI è di dipendenza della EKD, per volontà delle comunità e per acquiescenza dei pastori inviati. Ma molti membri di comunità (specialmente fra i più anziani) non si rendono conto che le nuove leve non hanno le loro stesse radici e che, se le cose continuano così, presto – in un contesto cattolico come quello italiano –abbandoneranno la chiesa. Nel timore che si perda la tradizione tedesca, spingono l’intera chiesa verso un declino che non dà spazio allo sviluppo della componente italiana e che porterà definitivamente alla morte quella tedesca. Alla fine non ci sarà più una chiesa luterana in Italia. Certe comunità, le più grandi, resisteranno più a lungo (ma non ci si può basare esclusivamente sul personale dei consolati,delle scuole tedesche, dei diversi Goethe-Institut). Per quelle più piccole il destino sembra già segnato. Sembra che nessuno si sia reso mai conto che dopo la cerimonia della Confermazione (rigorosamente in lingua tedesca), durante il festeggiamento in comunità che ne segue, i confermati chiacchierano fra loro nel dialetto locale.
La sfida per il futuro la vedo in una decisione: siamo una chiesa luterana che parla (anche) il tedesco (oltre il finlandese, lo svedese, l’italiano) o una chiesa tedesca che è (anche) luterana? Dove si pone l’accento? La sfida più importante è nella riposta a questa domanda: ci si sente più luterani o più tedeschi?

Cosa farai adesso dopo il pensionamento?
In ogni caso continuerò a collaborare con la Chiesa là dove la mia opera apparirà opportuna e necessaria, ma senza il pensiero fisso di dover apparire puntualmente ogni giorno in ufficio (puntualità, dopo il trasferimento dell’ufficio da Via Toscana all’Aurelia Antica, sempre disattesa; ma ho avuto un’antica ricetta napoletana: se arrivavo con venti minuti di ritardo, me ne andavo con venti minuti di anticipo per riequilibrare i tempi!).
Altrimenti ho circa 30.000 francobolli da mettere in ordine (ho cominciato a collezionare all’età di 11 anni!) e da costruire il modello in cartone del castello di Norimberga (uno dei doni della mia comunità di allora alla mia partenza). Poi c’è da riverniciare la cucina, fare finalmente amicizia con il cane dei vicini, perdere la pancetta, riparare il giradischi….quanto spazio ho a disposizione su questa pagina WEB?

 
03 Slovenia: 500 anni di Primož Trubar
 
Nel mese di giugno, per il 500esimo anniversario della nascita di Primož Trubar la Slovenia ha edito una moneta di due Euro con l'immagine del Riformatore, che si aggiunge alla moneta di un Euro e a un francobollo dedicati a Primož Trubar. È bello vedere che un paese di maggioranza cattolica (2% di evangelici) dà tanto spazio a un riformatore ed ha persino dichiarato il 31 ottobre, giorno della Riforma, come festa nazionale.
Il seguente testo del Pastore Luca Ilić (in un inglese facilmente comprensibile) informa sulla vita di Trubar e sulle iniziative del 2008 dedicate a lui.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
04 Claudiana: offerta estiva
 
Anche quest'anno, per il breve periodo estivo, la Claudiana offre tanti libri con uno sconto del 50%. Un' occasione da non perdere per ampliare la propria libreria teologica e per trovare qualche lettura stimolante per le vacanze!
Vedi la lista dei libri in offerta sul sito www.claudiana.it.
 

 



05 Libro: In viaggio con Lutero
 
Non in offerta estiva, ma ancora fresco di stampa è questo piccolo libro interessante e ben fatto, la cui edizione italiana è stata curata dal Pastore Saggese.

Reinhard Dithmar
In viaggio con Lutero
Fuori collana
pp. 160
Illustrato a colori
Euro 15,00
Cod. 978-88-7016-688-0
 
 


 
 
06 NEV: Le donne vescovo nella Chiesa d’Inghilterra
 
Le donne vescovo nella Chiesa d’Inghilterra
 
di Peter Ciaccio
 
Proponiamo in anteprima l’editoriale che verrà pubblicato sul prossimo numero del settimanale delle chiese battiste, metodiste e valdesi "Riforma". L’autore è pastore della chiesa metodista.
 
Il 7 luglio il Sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra ha deliberato l’ordinazione delle donne al ministero episcopale. Un dibattito serrato di sei ore ha concluso il percorso iniziato nel 2000 con una mozione che chiedeva di discutere la questione delle donne vescovo. Il primo passo di questo cammino fu l’affermazione del Sinodo del 1975 "non vi sono obiezioni fondamentali all’ordinazione delle donne al sacerdozio", seguita dall’ordinazione della prima diacona nel 1984 e della prima pastora nel 1994. Si prevede che la prima donna vescovo sarà consacrata nel 2015.
Anche se la Chiesa d’Inghilterra non è la prima chiesa della Comunione anglicana né la prima chiesa episcopale a deliberare in tal senso, si tratta di una decisione storica, in primo luogo per il carattere simbolico di una chiesa nata da uno scisma che il Vaticano ha sempre ritenuto ricucibile. Nella storia dell’Anglicanesimo ci sono state varie oscillazioni filo-cattoliche fino al recente esodo di un cospicuo gruppo di ministri verso la Chiesa cattolica in reazione all’ordinazione delle donne. L’insuccesso del corteggiamento cattolico nei confronti degli anglicani deriva sicuramente dalla richiesta, sempre sottintesa, di uniformarsi totalmente a Roma.
La Chiesa anglicana presenta caratteristiche ibride cattoliche e protestanti ed è la chiesa di Stato in Inghilterra e in Galles, dove rispecchia la suddivisione in classi della società (da cui la tradizionale distinzione tra "chiesa alta" e "chiesa bassa"). I ministri di culto anglicani possono considerarsi sia preti sia pastori, a seconda della propria vicinanza al cattolicesimo o al protestantesimo.
Tuttavia queste sono tutte questioni secondarie, frutto del carattere primario dell’Anglicanesimo: una chiesa con una forte vocazione ecumenica e inclusiva, a partire dal proprio interno, fondata sull’idea di una chiesa di cui tutti possano sentirsi parte. Questo è il vero motivo della storicità del Sinodo di York: la discussione sull’accesso delle donne a tutti i livelli del ministero può concludersi solo con una parte che accetta la posizione dell’altra. Eppure dal 1994 era in atto un tentativo di mediazione, con l’istituzione delle cosiddette "diocesi volanti" extraterritoriali di Ebbsfleet, Richborough e Beverley, cui potevano far riferimento i dissidenti sull’ordinazione delle donne. Queste erano state il tentativo di accogliere i preti che avevano inizialmente lasciato la Chiesa anglicana, ma che poi, fatta esperienza diretta del Cattolicesimo, erano ritornati sui loro passi (ovviamente la stampa italiana ha glissato sul ritorno in massa dei transfughi). Tuttavia, le diocesi volanti hanno finito per accentuare il dissenso, creando uno scisma di fatto, e il Sinodo di York ha concluso tale esperimento: gli anglicani devono accettare l’episcopato, sia maschile sia femminile, nella sua natura territoriale e non "volante" e virtuale.
La decisione di York, inoltre, è un passo in avanti nel percorso, già iniziato, di una piena unità visibile con la Chiesa metodista in Inghilterra. I forti legami a livello locale avevano già portato in anni recenti al progressivo avvicinamento tra le due chiese, fino alla firma nel 2003 del Patto Anglicano-Metodista che afferma tra l’altro il reciproco riconoscimento dei ministeri. Dunque, l’atto del Sinodo di York non è riducibile ad uno scontro tra conservatori e liberali, ma è una tappa importante del cammino ecumenico. Infatti, le differenze principali tra i ministeri delle due chiese erano da una parte l’episcopato anglicano e dall’altra la parità di accesso per le donne ai ministeri della chiesa metodista. Questa decisione del Sinodo anglicano getta le basi per un alto compromesso tra le due chiese, in cui l’una ammette le donne vescove e l’altra potrebbe accettare l’episcopato.
La decisione del Sinodo riguarda solo le province di Canterbury e York della Comunione anglicana. L’altra questione controversa, riguardante i ministri omosessuali, che verrà discussa alla prossima Conferenza di Lambeth, riguarda invece la Comunione anglicana nella sua globalità. Su questo tema le posizioni sembrano ormai radicalizzate e lo scisma pare inevitabile: una nuova sfida per il progetto anglicano di una chiesa ecumenica, unitaria e inclusiva.
 
(Fonte: NEV, 28/2008 del 9.7.08)
 
 
07 Pensiero del mese: Cercate prima il regno di Dio
 
Voi invece cercate prima il regno di Dio e fate la sua volontà: tutto il resto Dio ve lo darà in più.

Vangelo secondo Matteo 9,33.
Traduzione TILC


 
 
 
     
     
 
Consulenza Internet, Preventivo Sito