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Ottobre 2008

 
Indice:

01 Editoriale

02 L'affissione delle 95 tesi: leggenda o verità?

03 Ulrich Eckert: Martin Lutero - Rifondare la chiesa

04 Dieter Kampen: Islam e Protestantesimo

05 NEV: Riforma. Al via la decade di Lutero

06 Pensiero del mese: Silvana Nitti: Libertà

 
01. Editoriale
 
Gentili lettori,
Mancano pochi giorni fino al 31 ottobre, la Giornata della Riforma, che in molte Comunità viene celebrata in modo particolare e che – a volte – trova attenzione anche nei media non strettamente religiosi. D'altronde è stato proprio in ottobre che, due anni fa, è stato inviato il primo Bollut apprendo così uno spazio d'informazione gratuito e comodo, con lo scopo che un giorno tutti sapranno che il 31 ottobre non è solo Halloween, ma soprattutto la giornata in cui si ricorda l'inizio della Riforma, la quale è stata cominciata nel '500, ma che ha ancora bisogno di essere applicata e realizzata nella sua piena intenzione.
Vostro Dieter Kampen (DK)

 
02  L'affissione delle 95 tesi: leggenda o verità?
 
La festa della Riforma, il 31 ottobre di ogni anno, ricorda l'affissione, il 31.10.1517, delle 95 tesi con le quali Martin Lutero contesta la vendita delle indulgenze e che generalmente vengono viste come l'inizio della Riforma. Quest'affissione è stata rappresentata in innumerevoli ritratti che sottolineano l'aspetto drammatico ed eroico della scena: il monaco coraggioso che con un atto eroico di ribellione si oppone ai potenti di questo mondo per riformare la chiesa. Si tratta in qualche modo del mito di fondazione del protestantesimo.
Erwin Iserloh, ricercatore cattolico, negli anni sessanta sottolinea i tratti leggendari della faccenda e fa notare che Lutero non parla mai dell'affissione. Ne abbiamo notizia solo dopo la sua morte da Phillip Melanchton (Melantone) che però nel 1517 non era ancora a Wittenberg. Iserloh sostiene la tesi provocatoria che l'affissione non ha mai avuto luogo. Siccome nel protestantesimo essere critici viene visto come virtù, questa ipotesi ha trovato molti sostenitori.
Però in febbraio 2006 la scoperta di una notizia manoscritta ha dato un nuovo indizio a favore della veridicità del fatto storico. Georg Rörer (1492-1557), assistente di Lutero, nel 1541, sull'ultima pagina della sua Bibbia, aveva preso nota di alcune date, probabilmente per non dimenticarle. Tra queste scrive: „Nell'anno 1517, alla vigilia di Ognissanti, sulle porte delle chiese di Wittenberg, sono state presentate le tesi sull'indulgenza del dott. Martin Lutero.“ Vero è che anche Rörer non è un testimone oculare, ma questa notizia privata è comunque un nuovo indizio per la storicità dell'affissione. Con questo il mito di fondazione è riabilitato? Si e no. No, perché anche se l'affissione è storica dobbiamo liberarla comunque dai tratti leggendari. Lutero con l'affissione delle tesi non voleva riformare la chiesa tutta, ma solo protestare contro un abuso specifico. Solo in retrospettiva l'affissione si presenta come inizio della Riforma. Poi Lutero, cosi come anche gli altri professori universitari, scriveva continuamente tesi, perché la discussione di tesi era uno dei metodi d'insegnamento dell'epoca. Anche le tesi dell'anno precedente o di quello successivo avrebbero potuto scatenare la Riforma. Per quanto riguarda l'affissione stessa, Lutero non ne parla mai, probabilmente perché in tempi in cui non c'erano ancora i giornali, l'affissione delle tesi era un modo del tutto naturale per pubblicare delle notizie. Quindi l'affissione delle tesi non era per niente così drammatica come la leggenda la rappresenta.
Anche l'immagine del pio monaco sconosciuto, che dalla cella del suo monastero interviene con le sue tesi e che si trova improvvisamente coinvolto nella Riforma, presenta alcuni tratti leggendari. Prima di diventare riformatore della chiesa era già stato riformatore degli studi universitari. Insieme ad altri professori dell'università di Wittenberg criticava il metodo d'insegnamento dell'epoca, che, secondo loro, si basava troppo sulla filosofia di Aristotele. Essi avevano invece introdotto con grande successo un insegnamento a partire dalla Bibbia. Lutero aveva fatto una carriera veloce e già da anni operava fuori dal monastero come professore universitario e nell'ambito cittadino come predicatore.
Però una volta chiarito che l'affissione di per sé non era un atto drammatico, è bene sottolineare che le 95 tesi costituiscono comunque una svolta nella vita di Lutero. Non le scrive solo per l'università, ma spedisce delle copie anche al vescovo locale e all'arcivescovo di Magdeburg e Magonza. Interviene dunque nella prassi della chiesa: anche se egli non poteva aspettarsi quello che poi è accaduto, questo gesto segnava comunque di un ampliamento del suo campo d'azione.
Quanto importante fosse questa fase della sua vita si nota anche dal cambiamento del suo nome, che avviene in questo periodo. In ambito religioso normalmente si cambia nome quando si è raggiunto un nuovo livello di conoscenza di Dio, o quando si comincia una nuova via spirituale. Lutero firma alcune lettere con „Eleutherius“ (che significa „il liberato“) e di conseguenza, per assonanza, cambia il suo nome „Luder“ in „Luther“. La prima lettera ufficiale che firma con „Luther“ è proprio la lettera al arcivescovo che accompagna le sue 95 tesi. (DK)

Per ulteriori informazioni sulla nota manoscritta di Rörer vedi:
 
 
03 Ulrich Eckert: Martin Lutero - Rifondare la chiesa
 
“Martin Lutero – Rifondare la Chiesa”
Centro Culturale Protestante di Milano, 7 ottobre 2008
a cura di Ulrich Eckert, pastore luterano presso la Chiesa Cristiana Protestante di Milano

 
 
04 Dieter Kampen: Islam e Protestantesimo
 
Il testo che potete aprire cliccando qui sotto non è uno studio approfondito, ma solo un piccolo intervento in occasione della presentazione di un libro, tenuto per un pubblico non necessariamente religioso. Perciò tratta solo brevemente alcuni concetti fondamentali, ma forse a qualcuno può essere utile.

 
 
05 NEV: Riforma. Al via la decade di Lutero
 
Nel 2017 culminerà con i festeggiamenti per i 500 anni della Riforma
Roma (NEV), 24 settembre 2008 - Alla presenza di personalità del mondo della cultura e della politica si è aperta lo scorso 21 settembre in Germania la cosiddetta "Decade di Lutero" promossa dalla Chiesa evangelica tedesca (EKD). La decade, che culminerà nel 2017 in occasione del cinquecentenario della Riforma, ha preso il via con un culto solenne nella Schlosskirche di Wittenberg, città culla della Riforma protestante: è infatti qui che il 31 ottobre del 1517 Martin Lutero affisse sul portone della stessa chiesa del castello le famose 95 tesi.
Wolfgang Huber, vescovo luterano e presidente della EKD, nella sua allocuzione non ha nascosto il fascino che emana su di lui la figura di Martin Lutero. "La convinzione di fede di Lutero, quella cioè che la grazia del Signore sia un dono, può dare luogo ancora oggi ad una 'forza esistenziale'", ha affermato Huber, sottolineando come il tema luterano della libertà sia di grandissima attualità. La decade di Lutero come decade della libertà: così Huber intende il lasso di tempo che da qui porterà al cinquecentesimo anniversario della Riforma. La decade intesa però anche come verifica degli assunti ecumenici: "Un'occasione per capire se siamo in grado oggi di formulare un'idea comune sulle cause e sulle conseguenze della Riforma - ha detto Huber -. Se riusciremo a portare avanti una comprensione comune della dottrina della giustificazione ci saranno le migliori probabilità anche perché l'anniversario della Riforma nel 2017 possa diventare un evento realmente ecumenico". In questo senso la EKD conta sulla collaborazione sia della chiesa cattolica, che delle chiese ortodosse.
In una recente intervista rilasciata al quotidiano tedesco "Frankfurter Allgemeine" il cardinal Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, ha dichiarato che anche i cattolici possono imparare da Lutero. Facendo in particolare riferimento al Commentario della Bibbia del riformatore tedesco, ha incoraggiato i cattolici ad accostarcisi per scoprire un Lutero "pieno di forza della fede". Il suo augurio è quello che i cattolici possano "imparare a conoscerlo meglio, e non interpretarlo soltanto a partire dai suoi scritti polemici, o peggio, da alcune sue frasi prese fuori contesto".
(NEV 09/39)

 
06 Pensiero del mese: Silvana Nitti: Libertà
 
La libertà che deriva dalla liberazione operata da Dio trova davanti a sé, spalancato, tutto il territorio della storia umana, perché non deve più mantenersi ristretta nel tunnel della finalizzazione salvifica. Insomma, qui ciò che è libero non è il volere, ma l'amore.

Silvana Nitti: Abituarsi alla libertà. Lutero alla Wartburg, Volume supplementare alla collana “M. Lutero. Opere scelte” diretta da Paolo Ricca, Claudiana – Torino 2008, pag. 9.


 
 
     
     
 
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