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Bollut 026

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www.bollutnet.org 
Novembre 2008

 
Indice:

01 Editoriale

02 Almut Kramm: La commemorazione dei defunti

03 Gabriele Russo: Aspetti di musica corale nella Riforma luterana

04 Dieter Kampen: Il potere

05 NEV: Libro: Il Signore fra noi

06 NEV: I 10 anni del dialogo tra valdesi, metodisti e Federazione pentecostale

07 Seminario teologico 2009

08 Pensiero del mese: Mark Twain: Irrequietezza

 
01. Editoriale
 
Gentili lettori,
Recentemente da una fonte del tutto insospettabile, quale è una rivista sportiva, ho letto che l'indicatore più importante per la felicità – prima del lavoro e della famiglia – è la fede: Chi frequenta almeno una volta la settimana un luogo di culto è, statisticamente parlando, più felice di una persona che non lo fa. Certo, noi lo sapevamo già, ma è positivo di avere anche una conferma statistica. Forse ci incoraggia a non nascondere la nostra luce sotto il secchio - cosa che già Gesù non vide di buon occhio (Mt 5,15) - ma di parlare con più sicurezza della nostra attività domenicale preferita e invitare anche altri.
Vostro Dieter Kampen (DK)

 
02  Almut Kramm: La commemorazione dei defunti
 
La pratica della Chiesa luterana di dedicare un giorno dell'anno alla commemorazione dei defunti è estranea alla prassi della maggior parte degli altri evangelici italiani. Perciò non viene sempre compresa nel modo giusto. La Pastora Kramm della Comunità luterana di Venezia nella sua lettera alla Comunità ha preso posizione riguardo ai fraintendimenti più frequenti e la ringrazio per aver messo il testo anche a disposizione del Bollut attuale (DK):

Per la tradizione luterana la commemorazione dei defunti è una cosa ovvia. In Germania vi è prevista l’ultima domenica dell’anno ecclesiastico (domenica dei morti ovvero dell’eternità). La nostra comunità di Venezia, da decenni, pratica la commemorazione ad una domenica nell’autunno con una meditazione e un giro sul cimitero S.Michele.
Anche noi condividiamo la certezza che i morti si trovano serenamente presso Dio – la nostra commemorazione è una memoria e non un culto dei morti oppure una venerazione di reliquie o di spoglie. Riteniamo, però, irrinunciabile la commemorazione, proprio per non conformarci alla logica del secolo presente in cui il morto rappresenta soltanto un problema tecnico-igienico ed economico. Non ci basta neanche l’idea che il posto giusto per la commemorazione sia il cuore umano solo. Anzi, ricercatori che hanno esaminato il fenomeno del lutto sottolineano in quanto è importante che il morto non venga seppellito nel cuore, ma sul cimitero – cioè in un posto fuori di me, in un altro luogo – e così mi lascia libero a continuare a vivere.
Quando noi ci incontriamo per il nostro giro del cimitero, lo facciamo proprio per la commemorazione in comune e per il lutto condiviso. Contro la tendenza della nostra società di emarginare e di isolare chi è in lutto e di lasciare solo la persona con il suo dolore, sul cimitero sentiamo che siamo in comunità, che condividiamo dolore e lutto con molti, anzi con tutti gli uomini e le donne di tutti i tempi e di tutti i popoli. Sul reparto evangelico di S.Michele, in particolare, si respira un’ internazionalità che purtroppo tra i vivi spesso ancora si cerca invano.
Certamente, c’è una linea di demarcazione tra i vivi e i morti, ma nella fede e nella speranza nella Communio Sanctorum in quanto unità perfetta in Gesù Cristo possiamo anche osare parlare della comunione dei vivi e dei morti.
L’esistenza di cimiteri con i loro nomi, con le date, con i frammenti di pietra, ma anche con i nostri fiori che depositiamo lì, ci protegge anche dal far sparire le persone così facilmente dalla terra, senza lasciar traccia.
Perciò noi appoggiamo la visita al cimitero, e la commemorazione dei defunti rimane un momento importante e irrinunciabile nella nostra comunità.
Almut Kramm
 
 
03 Gabriele Russo: Aspetti di musica corale nella Riforma luterana
 
“So unser Her Gott in diesem leben in das scheißhauß solche edle gaben gegeben hat, was wird in jhenem ewigen leben geschehen, ubi omnia erunt perfectissima et iucundissima?” (WA.TR 4, 4192)
“Se Dio ha dato questi doni così pregiati nella nostra vita in questo cesso, cosa mai sarà in quella vita eterna in cui ogni cosa è perfettissima e gioiosissima?”
Con “doni pregiati” Lutero intende qui la musica e con “cesso” il nostro mondo. Questo è il tipico modo poetico e concreto in cui il riformatore amava esprimersi. La citazione esprime bene lo stupore che in terra possa esistere una cosa così bella e „divina“. La musica ci fa pregustare la beatitudine del paradiso e ci può dare un presentimento del mondo celeste e perfetto (WA 29,551; 50,368ff). Dopo il Vangelo la musica è la cosa più preziosa che Dio ci ha dato. Perciò da sempre la musica ha avuto un ruolo ragguardevole nelle chiese luterane. Stiamo lavorando su un innario bilingue che in futuro aiuterà a rendere accessibile in Italia una parte più grande della ricca tradizione degli inni luterani. L'interesse comunque c'è e dove non c'è, è spesso causa d'ignoranza. Tanto più mi fa piacere di aver saputo di una tesi discussa sui corali luterani. È un chiaro segno che la musica luterana viene stimata e recepita anche al di fuori del ambito della chiesa. Finora la letteratura sul tema in italiano è poca. Perciò sono grato a Gabriele Russo di aver messo a disposizioni di Bollutnet la sua tesi, rendendola così pubblica.
È possibile leggere la tesi cliccando sul link in basso.
Intanto qui una piccola citazione dalla tesi che è interessante anche per chi non è musicista. Quando ci lamentiamo sulla poca partecipazione dei membri al culto e sul mancante interesse alla teologia, faremmo bene ricordare che 500 anni fa la situazione non era migliore. La situazione, che spinse Lutero a scrivere i suoi due catechismi, viene descritta come riportata nella citazione che segue (DK):

Dalla tesi:
Secondo uno dei rapporti “essi non sanno nulla del cristianesimo” congiunto ad una “grande indifferenza nei riguardi del Vangelo”; altrove si sente dire che “la gente non fa mistero di disdegnare il catechismo domenicale e il sermone del venerdì”. Semplicemente la gente non andava in chiesa. “Nessuno vuole andare in chiesa”, lamenta un pastore, “durante la settimana non c’è un’anima e la domenica di solito se ne vanno senza aver avuto il permesso”. Quando si recavano in chiesa, “saltano su e guadagnano la porta” non appena il ministro comincia la predica. In un villaggio dopo l’altro i funzionari in visita riscontravano un’ignoranza crassa della dottrina cristiana. In un paese neppure gli anziani incaricati dell’amministrazione della chiesa ricordavano i Dieci Comandamenti, in un altro gli abitanti non sapevano “chi sia il loro Redentore e Salvatore”. In una zona pressoché tutti i villaggi avevano una scuola, c’erano pochi bambini, e ancor meno adulti, in grado di recitare il catechismo. Un pastore ammise di aver definitivamente rinunciato a dare un’istruzione religiosa “poiché la gente non gli presta nessuna attenzione”. I pastori luterani inveivano contro l’ignoranza e l’indifferenza dei loro parrocchiani, ma sapevano di non aver a che fare con dei bruti ottusi, poiché i laici si mostravano ostinatamente indifferenti solo in campo religioso. “Non è possibile convincerli di andare in chiesa, qualunque cosa si dica”. D’altra parte, secondo un osservatore, “si dedicano con passione agli affari terreni, e solamente per la chiesa non hanno né tempo né interesse”. Quando fu domandato a un mercante di stoffe se ricordava l’argomento del sermone della domenica precedente, egli rispose di non ricordare proprio niente. E che cosa poteva dire del prezzo della lana un anno prima? Il mercante seppe rispondere prontamente e con estrema precisione a questa domanda. Gli fu chiesto come mai ricordasse con tanta precisione i prezzi della lana e non sapesse dire nulla dei sermoni. “La lana è il mio lavoro”, fu la risposta, “debbo pensarci giorno e notte, poiché non saprei guadagnarmi da vivere altrimenti. Quanto al sermone e al catechismo, non ne ho altrettanto bisogno”.


 
04 Dieter Kampen: Il potere
 
Allego qui un anteprima della prossima edizione di Gioventù Evangelica, che presenta qualche piccola riflessione sul rapporto del cristiano con il potere.

 
 
05 NEV: Libro: Il Signore fra noi
 
(NEV) – Il Centro studi "Albert Schweitzer" di Trieste presenta il volume "Il Signore tra noi. Il mistero della presenza di Dio nel suo popolo" (Il Segno dei Gabrielli editori, pagg. 264, euro 15). Curato da Dario Fiorensoli, il volume raccoglie gli atti di due convegni teologici svoltisi a Trieste nel 2006 e 2007. La prima parte del libro è dedicata ai riti battesimali nella storia delle chiese e al battesimo come fondamento della vita cristiana. Negli interventi vengono trattati i temi del pedobattismo, del battesimo dei credenti e del battesimo di Spirito Santo. La seconda parte è invece dedicata alla Cena del Signore, alle sue diverse concezioni e liturgie, al dibattito sulla presenza reale di Cristo, tema essenziale ed inesauribile della fede. Il libro offre una riflessione sulla chiesa primitiva, sui percorsi nell’Occidente dalla svolta del VI secolo, sulla prassi cattolica, ortodossa, evangelica e spunti da Lutero sulla presenza reale. Tra gli autori, Paolo Ricca, Giovanni Carrari, Rinaldo Fabris, Dieter Kampen, Carmine Napolitano, Martin Ibarra, Eusebiu Costantin Negrea. Il Segno dei Gabrielli, via Cengia 67, 37029 S. Pietro in Cariano (VR); www.gabriellieditori.it

Fonte: NEV 46/09
 
 
06 NEV: I 10 anni del dialogo tra valdesi, metodisti e Federazione pentecostale
 
Paolo Ricca: un'esperienza pionieristica che in Europa non ha precedenti
 
Roma (NEV), 12 novembre 2008 - Il dialogo tra le chiese valdesi e metodiste e la Federazione delle chiese pentecostali compie dieci anni. "Un anniversario importante che merita di venir sottolineato per il suo carattere pionieristico – ha sottolineato il professor Paolo Ricca, coordinatore della Commissione di dialogo valdese e metodista, durante la riunione di dialogo tenutasi lo scorso 10 novembre ad Aversa (CE), presso la sede della chiesa "Nuova Pentecoste" -. Per quanto è a mia conoscenza non esiste in tutta Europa un altro tavolo in cui chiese evangeliche cosiddette storiche e pentecostali si incontrino per confrontarsi sulle rispettive posizioni teologiche".
Il primo incontro avvenne nel 1998 a Monteforte Irpino (Avellino) e vide da subito una presenza qualificata da entrambe le parti con la partecipazione alle prime riunioni dell'allora moderatore della Tavola valdese, Gianni Rostan, e dei responsabili delle chiese che nel 2000 si sarebbero unite nella Federazione delle chiese pentecostali (FCP). Il dialogo è sin dall'inizio consistito in una serie di colloqui teologici scanditi in tre fasi. La prima, riguardante ciò che valdesi, metodisti e battisti hanno in comune e possono affermare a una sola voce, ha prodotto un documento sulla fede nel Dio trinitario. La seconda fase, in via di conclusione, riguarda ciò che differenzia le chiese senza dividerle; in questo ambito è stato pubblicato un testo sull'interpretazione della Bibbia ed è in fase di definizione il documento sull'ecumenismo. La terza fase inizierà a breve e riguarderà temi quali il battesimo e l'etica, in particolar modo l'omosessualità e la bioetica, su cui le due parti hanno posizioni divergenti. Compito del dialogo sarà definire e valutare la portata di queste divergenze, e capire se, a giudizio delle due commissioni, esse intacchino o meno la sostanza della fede comune. "E' un confronto impegnativo – ha commentato Ricca – che affrontiamo in un contesto di fraternità e con la convinzione che il carisma di ogni chiesa particolare è per il bene di tutte".
Ispiratore del dialogo, da parte valdese e metodista, è certamente stato il professor Ricca: "La mia convinzione è che il movimento pentecostale rappresenti una delle novità principali del cristianesimo contemporaneo. È una realtà che si colloca nell'alveo della tradizione cristiana, nata in seno al protestantesimo e che ha raccolto l'essenziale dell'eredità teologica della Riforma". Non poteva dunque non nascere l'esigenza di iniziare un dialogo tra il protestantesimo cosiddetto storico e quello pentecostale, soprattutto in un ambito come quello italiano dove gli evangelici vivono in condizione di minoranza. "Negli anni è maturata nelle chiese pentecostali la consapevolezza di appartenenza ad un mondo più ampio di quello strettamente legato alla nostra denominazione e di condividere con gli altri evangelici italiani un comune patrimonio di fede e testimonianza – spiega il pastore Carmine Napolitano, segretario della Commissione di dialogo pentecostale e preside della Facoltà pentecostale di scienze religiose di Aversa (CE) -. Questo ci ha reso disponibili quando le chiese valdesi e metodiste hanno proposto di iniziare degli incontri comuni".
I documenti del dialogo sono pubblicati sul sito della FCP (www.fcpitalia.org). Oltre a quello con le chiese valdesi e metodiste, la FCP intrattiene dialoghi con l'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI) dal 2004 e, più recentemente, con l'Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno (UICCA). Nel 2006 la FCP e la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) partecipano come membri osservatori alle rispettive Assemblee.
Fonte: NEV 46/09
 
 
07 Seminario teologico 2009
 
Seminario di teologia per “non teologi”
Roma: Casa Valdese, Via Alessandro Farnese 18 – I-00192 Roma,
Tel. +39 06-3215362, Fax +39 06-3211843, E-mail: casavaldese@tiscali.it

Anche quest’anno la Chiesa Evangelica Luterana in Italia organizza per giovani italiani (ed ex giovani interessati) un seminario di formazione teologica.
L’incontro avrà luogo a Romapresso la Casa Valdese nel fine settimana del 20-22 marzo 2008.
Il seminario sarà guidato dal pastore valdese dr. Emanuele Fiume (Sola Scriptura. Unica fonte e unica misura) e dai pastori luterani Dieter Kampen (La giustificazione per sola grazia) e Alberto Saggese (Come interpretare la Bibbia? Introduzione all'esegesi all'esempio di una parabola).
Il seminario è gratuito e i costiper il soggiorno (pasti inclusi) sono di Euro 150 a persona in stanza singola, di Euro 120 in stanza doppia, di Euro 100 in stanza tripla e Euro 50 per la partecipazione senza pernottamento (pranzi e cene incluse).
Le prenotazioni devono pervenire entro il 10 febbraio 2008 presso il Decanato della CELI all’e-mail: decanato@chiesaluterana.it o al fax: 06 66017993. Il numero dei posti disponibili è limitato.
L'incontro avrà inizio nel pomeriggio di venerdì e terminerà domenica dopo il culto e il pranzo.
Per ulteriori informazioni contattare il decanato al numero 06 66030104. Per l’iscrizione utilizzare il modulo allegato.
Questo seminario è finanziato in parte con i fondi dell'otto per mille alla Chiesa evangelica luterana in Italia.

Clicca qui per aprire il modulo d'iscrizione.

Per avere un impressione del seminario dell'anno scorso, vedi Bollut 019 seguenti.
 
 
08 Pensiero del mese: Mark Twain: Irrequietezza
 
La maggior parte delle persone hanno difficoltà con i passi biblici che non capiscono. Io, per quanto riguarda me, devo ammettere che mi preoccupano proprio quei passi biblici che capisco.

Mark Twain (1835-1910), scrittore americano

 
 
     
     
 
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