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Bollut 034

www.bollutnet.org 
Luglio 2009


Indice:

01 Editoriale

02 Martin Lutero: Il Piccolo Catechismo

03 Il Padre nostro e il Credo apostolico
 
 
01 Editoriale 

Gentili lettori,
come già avrete capito, quest'anno ci sono da festeggiare molti anniversari; questo mese anche il mio, ma qui parliamo di cose ben più importanti. 50 anni fa, la CELI ha pubblicato il Piccolo Catechismo di Martin Lutero in lingua italiana (la premessa è del luglio 58, ma la pubblicazione del 59). È stato un avvenimento importante, prima per lo spessore spirituale di questo scritto, che è quello tra le numerose opere di Lutero che, dopo la traduzione della Bibbia, ha esercitato il maggiore influsso. È stato poi un avvenimento importante, perché con questa pubblicazione la CELI si è aperta al mondo italiano. Chi sa, quante donne e quanti uomini saranno stati ispirati da questo piccolo opuscolo negli ultimi 50 anni. Purtroppo le scorte sono ormai quasi esaurite, persino qui a Trieste ne abbiamo ancora soltanto una decina. Con questo Bollut il testo diventa nuovamente accessibile a tutti.
Per motivi storici viene pubblicata anche la premessa del Decano Dahlgrün e del Pastore De Feo, i cui contenuti sono d'altronde sempre attuali, e si rinuncia ad un aggiornamento del linguaggio. Per chi desidera imparare il Piccolo Catechismo a memoria, al punto tre vengono pubblicate le versioni ufficiali, attualmente in vigore nella CELI, del Padre nostro e del Credo apostolico, affinché si possano imparare queste. L'idea di imparare il catechismo a memoria vi sorprenderà forse, ma fino a pochi decenni fa tutti i tedeschi luterani lo imparavano a memoria durante il catechismo. È una buona idea perché, memorizzandolo, si ha il testo sempre a disposizione, si può meditarlo e farselo veramente proprio. Comunque anche una lettura attenta e meditata durante le ore tranquille dell'estate aiuta.
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)

02 Martin Lutero: Il Piccolo Catechismo

Per la stampa aprite il file PDF, cliccando qui, oppure leggete il testo qui sotto:

Viene riportato il testo del Piccolo Catechismo da un libretto editto nel 1959 dal Lutherisches Verlagshaus Berlin, nel quale, dopo il testo qui sotto, seguono preghiere, versetti biblici ed inni. Al tempo di Lutero sono stati pubblicate varie edizioni del Piccolo Catechismo che, oltre ai cinque capitoli principali, contenevano altro materiale didattico, al quale appartiene anche il capitolo “Il potere delle chiavi”.


IL PICCOLO CATECHISMO DI MARTIN LUTERO


PREFAZIONE

Evangelizzazione Luterana significa in Italia, creare i mezzi letterari per essa indispensabili.
Non che manchi del tutto una tale letteratura. Abbiamo infatti traduzioni di parecchi scritti di Lutero, ed anche studi sulla riforma e teologia luterana, ma essi sono rarissimi.
Per quanto riguarda il contributo della scienza italiana alla ricerca storica del pensiero, specialmente dall'epoca del Umanesimo e del Rinascimento, esso è di altissimo livello e non neghiamo il suo valore per l'insegnamento degli ecclesiastici; ma tali lavori, con il loro carattere puramente scientifico, non corrispondono al nostro scopo che e formativo, e non possono dunque servire per l'Evangelizzazione.
S'intende che, nella letteratura già esistente, non manca il «Piccolo Catechismo» di M. Lutero, poiché è un libro che si raccomanda per se stesso, e come testo caratteristico della pietà personale del riformatore e come documento della religione cristiana, e per lo Studio del progresso storico della riforma luterana ai suoi albori e per l'uso pratico della chiesa attuale, nonostante i suoi arcaismi sociali per cui uno dei nostri collaboratori è stato indotto ad aggiungere opportune annotazioni. Senza voler negare la necessità di avvicinare pedagogicamente le due realtà, noi siamo del parere che sia piuttosto compito del maestro che dell'editore. Il quale deve considerare che il «Piccolo Catechismo» ha la stessa missione da espletare sia nel campo della Evangelizzazione che nel campo della Chiesa intera, cioè di servire .non soltanto come un libro riservato ai bambini ma anche come un libro di meditazione per gli adulti. D'altronde, un cristiano veramente evangelico, non può egli pretendere che la grande letteratura della sua fede non gli sia offerta «ad usum Delphini»?
Pertanto abbiamo ritenuto opportuno di presentare questa edizione in un linguaggio attuale. È logico che la traduzione fatta nel XVI sec. non corrisponda; ma anche quella del XIX sec. è non meno lontana dal nostro odierno modo di parlare.
Esiste anche una traduzione recente in stile moderno. Allora, perché non l'abbiamo scelta? La questione linguistica non è la sola che ci preoccupa, essendo il „Piccolo Catechismo", come abbiamo già accennato, un' opera complessa. La recente traduzione soddisfa in modo impeccabile alle esigenze scientifiche e catechetiche; ma per noi, non è di minore importanza che una traduzione permetta, inoltre, l'uso 1 i t u r g i c o delle varie parti dell'opera. Nel nostro cuore sentiamo riconoscenza verso tutti coloro — Signora I. Lunati ed i Signori A. Lucchesi, G. Reinke, I. Poggioli, D. Gianì e F. De Feo — che, collaborando con noi, hanno testimoniato il loro attacamento all'Opera dell'Evangelizzazione Luterana in Italia.
Vista l'insufficienza della letteratura in lingua italiana di cui soffre la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, e, vista, d'altra parte, l'importanza fondamentale del „Piccolo Catechismo" di M. Lutero, si misura da questo, la profondità della gratitudine che noi sentiamo verso il Vicepresidente dott. W. Zimmermann e verso l'editore H. Renner, i quali, da veri promotori ed amici della Chiesa in Italia, hanno voluto regalarle questa edizione come inizio di una produzione letteraria continua.

Firenze, Luglio 1958
E. Dahlgrün
Decano
della Chiesa Evangelica Luterana in Italia


INTRODUZIONE

Per venire incontro alla nascente Chiesa Evangelico-Luterana in Italia, nell'opera della formazione e santificazione delle anime, si è manifestata necessaria una nuova traduzione del «PICCOLO CATECHISMO di MARTINO LUTERO », in uno stile più aggiornato, non allontanandosi, tuttavia, dall'originale, ma cercando di aderire con maggiore esattezza alla parola e al pensiero del Riformatore. Abbiamo dovuto constatare infatti, che anche nelle migliori traduzioni vi sono delle espressioni che contrastano con il pensiero di Lutero. Questa piccola opera è fondamentale e necessaria per parlare e venire incontro ai bambini, ai semplici, ai dotti, con la stessa semplicità della Parola di Gesù Cristo, Nostro Signore. Semplicità che rifulge in tutti gli scritti di Lutero, avendo avuto nella sua vita, tanta comprensione ed amore per gli umili ed i semplici.
Il Primo Piccolo Catechismo fu stampato nella prima metà del maggio 1529. Da quel momento, si può dire, senza tema di smentita che le edizioni si moltiplicarono miracolosamente, tanto che già nel XVI secolo esso veniva pubblicato in tutte le lingue europee.
Oggi non esiste nazione nel mondo che non conosca questo Capolavoro del Riformatore.
Un sacerdote di Venezia, censore di libri, nel leggere le spiegazioni del Padre Nostro, fatte da Lutero, esclamava: « Beate le mani, che hanno scritto questo; beati gli occhi, che lo leggono; beati saranno i cuori che credono a questo libro e che cosi gridano a Dio ».
Una prima traduzione italiana del Piccolo Catechismo risale alla metà del secolo della Riforma e di essa ne troviamo, oggi, tre esemplari: il primo nella Biblioteca di Königsberg, il secondo in quella di Dresden ed il terzo, infine, nella Collezione Guicciardiana della Biblioteca Nazionale di Firenze.
A distanza di quattro secoli, esso non ha perduto, nulla della freschezza e della forza di persuasione per le menti del secolo moderno, distratte da una babilonia di teorie e di partiti, di agitatori e riformatori. Mutare, pertanto, le condizioni sociali, economiche ed intellettuali della società, si è ritenuta opportuna questa nuova traduzione con un linguaggio più moderno.
Il Piccolo Catechismo non e un trattato di scienze e filosofie, ma un libro che tutti dovrebbero leggere, meditare e comprendere per raggiungere una salda e sicura formazione cristiana.
Il Piccolo Catechismo di Martino Lutero vuole essere, in questo travagliato mondo moderno, un richiamo alla retta strada che conduce a Dio. Esso, con la sua semplicità, vuole entrare in ogni casa ed in ogni cuore, per ricordare ciò che dice il Signore: « Se non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli!»
Nell'affidare questo Piccolo Catechismo di Lutero, ai veri cristiani di ogni ceto sociale, ci auguriamo che esso possa portare a tutti un nuovo soffio di vita e di grazia. Alle menti ed ai cuori, falsati da inquinati insegnamenti della Parola del Cristo e del Vangelo, sia la luce della risurrezione per una nuova vita!
Nel concludere questa breve introduzione del Piccolo Catechismo, è opportuno ricordare l'espressione di un Padre Gesuita del Brasile: « Si, voi Luterani, possedete nel Piccolo Catechismo un grande tesoro: nella forma più popolare l'espressione più perfetta della fede! »

Franco De Feo
 
 

 

I DIECI COMANDAMENTI

Io sono il Signore, Iddio tuo.
1 — Non avrai altro Dio al di fuori di me.
2 — Non nominerai il nome del Signore, tuo Dio, invano.
3 — Santificherai il giorno del Signore.
4 — Onorerai tuo padre e tua madre, finchè tu abbia benessere e lunga vita in terra.
5 — Non ucciderai.
6 — Non commetterai adulterio.
7 — Non ruberai.
8 — Non dirai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
9 — Non desidererai la casa del tuo prossimo.
10 — Non desidererai la moglie del tuo prossimo, nè il suo servo, nè la sua serva, nè i suoi dipendenti, nè il suo bestiame o tutto ciò che e suo.

IL CREDO

Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra ed in Gesù Cristo, Nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, pari sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, mori e fu sepolto. Discese all'inferno, il terzo giorno risuscitò Bai morti, salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre Onnipotente, di là ha da venire a giudicare i vivi ed i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Cristiana, la Comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna. Amen.

IL PADRE NOSTRO

Padre Nostro che sei nei cieli,
sia santificato il Nome Tuo,
venga il Regno Tuo,
sia fatta la Volontà Tua come in cielo, cosi anche in terra,
dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.

IL SACRAMENTO DEL SANTO BATTESIMO

Il Signore nostro Gesù Cristo dice:
« Andate in tutto il mondo, ammaestrate tutti i popoli e battezzateli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo ». (S. Matteo XXVIII, 19)
« Chi crede e viene battezzato, è salvo; ma chi non crede, e condannato ». (S.Marco XVI, 16)

IL SACRAMENTO DELL' ALTARE O DELLA SANTA CENA

11 nostro Signore Gesù Cristo, nella notte in cui fu tradito, prese il pane, rese grazie, lo ruppe e lo diede ai Suoi discepoli, dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio Corpo che vien dato per voi. Fate questo in memoria di me.
Parimenti, dopo aver cenato, prese pure il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: « Prendete e bevetene tutti. Questo Calice è il mio Sangue, che viene sparso per voi, per il perdono dei vostri peccati. Fate questo ogni volta che ne berrete, in memoria di me ».
(1. Epist. Corin. 11, 23-29; S. Matteo 26, 26-29; S. Marco 14, 22-25; S. Luca 22, 17-22).

 
 

 
PRIMO CAPITOLO

I dieci Comandamenti

IL PRIMO COMANDAMENTO
Io sono il Signore, Iddio Tuo.
Non avrai altro Dio al di fuori di me.
Che vuol dire?
Risposta:Noi, al disopra di ogni cosa, dobbiamo temere Dio, amarLo ed avere fiducia in Lui.

IL SECONDO COMANDAMENTO
Non nominerai il nome del Signore, tuo Dio, invano.
Che vuol dire?
Risposta: Noi dobbiamo temere Dio ed amarLo, si da non bestemmiare, ne giurare ne esercitare la magia, ne mentire, ne ingannare nel Suo nome;
ma invocarLo in ogni necessità, pregarLo, lodarLo e ringraziarLo.

IL TERZO COMANDAMENTO
Santificherai il giorno del Signore.
Che vuol dire?
Risposta: Noi dobbiamo temere Dio ed amarLo,
si da non disprezzare la predicazione e la Sua Parola, ma averLa Santa, ascoltarLa volentieri e impararLa.

IL QUARTO COMANDAMENTO
Onorerai tuo Padre e tua Madre, finche tu abbia benessere e lunga vita in terra.
Che vuol dire?
Risposta: Noi dobbiamo temere Dio ed amarLo,
si da non disprezzare e non adirare i nostri genitori e padroni,
ma onorarli, servirli, obbedirli, amarli e stimarli.


IL QUINTO COMANDAMENTO
Non ucciderai.
Che vuol dire?
Risposta: Noi dobbiamo temere Dio ed amarLo,
si da non arrecare danno o sofferenza al nostro prossimo, ma aiutarlo, e soccorrerlo in ogni necessità delle vita.

IL SESTO COMANDAMENTO
Non commetterai adulterio.
Che vuol dire?
Risposta: Noi dobbiamo temere Dio ed amarLo,
si da vivere in modo casto e pudico, nelle parole e nelle opere, amando ed onorando ognuno il suo coniuge.


IL SETTIMO COMANDAMENTO
Non ruberai.
Che vuol dire?
Risposta: Noi dobbiamo temere Dio ed amarLo,
si da non sottrarre denaro o beni al nostro prossimo, ne appropriarcene con merce falsa o ingannevole commercio,
ma aiutarlo a migliorare e proteggere i suoi beni e il suo guadagno.

IL OTTAVO COMANDAMENTO
Non dirai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Che vuol dire?
Risposta: Noi dobbiamo temere Dio ed amarLo,
si da non ingannare con falsità, tradire, calunniare diffamare il nostro prossimo;
ma dobbiamo scusarlo, dire bene di lui e volgere tutto per il meglio.

IL NONO COMANDAMENTO
Non desidererai la casa del tuo prossimo.
Che vuol dire?
Risposta: Noi dobbiamo temere Dio ed amarLo,
st da non invidiare con astuzia la eredità e la casa del a
nostro prossimo, nè appropriarcene con qualche parvenza di diritto ecc.;
ma aiutarlo e servirlo affinchè possa conservare la sua casa.

IL DECIMO COMANDAMENTO
Non desidererai la moglie del tuo prossimo, ne il suo servo, ne la sua serva, nè il suo bestiame e tutto ciò che e suo.
Che vuol dire?
Risposta: Noi dobbiamo temere Dio ed amarLo,
si da non togliere, nè allontanare ni lusingare la moglie, la servitù o il bestiame del nostro prossimo; ma indurli a rimanere da lui e a fare quello che devono.


ORA CHE COSA DICE DIO IN TUTTI QUESTI COMANDAMENTI?
Egli dice cosi:
Risposta: Io, il Signore Iddio tuo, sono un Dio geloso, che su quelli che mi odiano visito la iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarte generazione; ma uso benignità fino alla millesima generazione verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Che vuol dire?
Risposta: Iddio minaccia di punire tutti quelli che trasgrediscono questi Comandamenti.
Perciò noi dobbiamo aver paura della Sua ira e non agire contro tali Comandamenti.
Egli però promette grazie e ogni bene a tutti quelli che obbediscono a tali Comandamenti.
Perciò dobbiamo anche amarLo e confidare in Lui e agire volentieri secondo i Suoi Comandamenti.

 

 

SECONDO CAPITOLO
 
 
Il Credo


Il PRIMO ARTICOLO
La Creazione
 
 
Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra.
 
Cosa vuol dire?
Risposta: Significa che Dio mi ha creato assieme a tutte le creature,
mi ha dato ed ancora conserva corpo ed anima, occhi, orecchie e tutte le membra, l'intelletto e tutti i sensi,
inoltre mi ha dato vestiti e scarpe, mangiare e bere, moglie e figlio, campo, bestiame e tutti i beni;
che mi provvede abbondantemente e quotidianamente tutto il necessario e il nutrimento di questo corpo e di questa vita,
che mi difende da ogni calamità, mi protegge e mi guarda da ogni male
e tutto questo per pura, paterna, divina bontà e misericordia, senza merito né dignità alcuna da parte mia.
Per tutto questo io devo ringraziarLo e lodarLo, servirGli e obbedirGli.”
Questa è la verità.


 
IL SECONDO ARTICOLO
La Redenzione

Credo in Gesù Cristo,
suo figliuolo unigenito, Signor nostro, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, mori e fu sepolto. Discese all'Inferno, il terzo giorno risuscitò dai morti, sali al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di lì ha da venire a giudicare i vivi e i morti.

Che vuol dire?
Risposta: Io credo che Gesù Cristo,
vero Dio, generato dal Padre nell'eternità,
e anche vero uomo, nato da Maria Vergine,
sia il mio Signore,
che me perduto e dannato, ha redento, acquistato, guadagnato da tutti i peccati, dalla morte e dalla potenza del diavolo,
non con oro o argento, ma col suo santo prezioso sangue e con il suo innocente soffrire e morire;
affinché io sia Suo e viva nel Suo regno ai Suoi cenni e Gli serva con giustizia, innocenza e beatitudine in eterno,
come Egli c risuscitato dalla morte, vive e regna in eterno.
Questa è la verità.


IL TERZO ARTICOLO
La Santificazione

Credo nello Spirito Santo,
la Santa Chiesa Cristiana, la Comunione dei Santi, la remissione dei peccati,
la risurrezione della Carne e la vita eterna. Amen.
Che vuol dire?
Risposta: Io credo che non posso, né con la mia propria ragione, né con la mia forza, credere in Gesù Cristo, mio Signore, o venire a Lui, ma lo Spirito Santo mi ha chiamato per mezzo del Vangelo, illuminato con i Suoi doni, santificato e mantenuto nella vera fede, come Egli chiama tutta la cristianità sulla terra, la raccoglie, illumina, santifica e mantiene in Gesù Cristo, nell'unica vera fede; nella quale cristianità Egli rimette ogni giorno e largamente tutti i peccati a me e a tutti i credenti, e nell'ultimo giorno risveglierà me e tutti i morti e mi darà assieme a tutti i credenti, una vita eterna in Cristo.
Questa è la verità.





 

TERZO CAPITOLO


Il Padre Nostro

Padre nostro che sei nei cieli.

Che vuol dire?
Risposta:Dio vuole con ciò allettarci a credere che Egli è il vero Nostro Padre e noi i Suoi veri figliuoli; affinché senza timore e con piena confidenza Lo preghiamo come i buoni figli il loro buon Padre.

LA PRIMA DOMANDA
Sia santificato il nome tuo.

Che vuol dire?
Risposta: è vero che il nome di Dio i già Santo per se stesso,
ma noi chiediamo in questa preghiera che il Suo Nome divenga Santo anche fra noi.

Come avviene?
Risposta: Quando la parola di Dio viene insegnata integralmente e fedelmente e noi ci conformiamo ad essa, santamente, come figliuoli di Dio. Aiutaci in questo, buon Padre Celeste.
Chiunque insegna e vive diversamente da quel che la parola di Dio insegna, profana in mezzo a noi il Nome di Dio. Da ciò difendici Tu, Padre Celeste.



LA SECONDA DOMANDA
Venga il regno tuo.

Che vuol dire?
Risposta: è vero che il Regno di Dio viene da se, senza la nostra preghiera;
ma noi domandiamo in questa preghiera che venga anche fino a noi.

Come avviene?
Risposta: Quando il Padre Celeste ci dà il Suo Spirito Santo,
si che mediante la Sua Grazia noi crediamo alla Sua santa parola e viviamo santamente, qui, nel tempo, e là nell'eternità.


LA TERZA DOMANDA

Sia fatta la volontà tua, come in cielo, cosi anche in terra.

Che vuol dire?
Risposta: È vero che la buona e misericordiosa volontà di Dio avvienne anche senza la nostra preghiera,
ma domandiamo in questa preghiera che essa sia fatta anche fra noi.

Come avviene?
Risposta: Quando Dio rompe e impedisce ogni cattivo destino e volere che si oppongono alla santificazione del Suo Nome e alla venuta del Suo Regno, come, per esempio il volere del diavolo, del mondo e della nostra carne;
ma ci fortifica e ci tiene fermi nella sua parola e nella fede fino al nostro termine.
Questa è la Sua volontà clemente e buona.


LA QUARTA DOMANDA

Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

Che vuol dire?
Risposta: È vero che Dio dà quotidianamente pane, anche senza la nostra preghiera, a tutti gli uomini anche se indegni, ma noi domandiamo in questa preghiera che Egli ci faccia comprendere questo e ricevere con gratitudine il nostro pane quotidiano.

Che vuol dire: «Pane quotidiano»?
Risposta: Tutto ciò che appartiene alla nutrizione, alle esigenze corporali, come:
mangiare, bere, vestiti, scarpe, casa, podere, campi, bestiame, danaro, beni, marito, figliuoli, servitù, padroni timorati di Dio, buon governo, buon tempo, pace, salute, disciplina, onore, buoni amici, fedeli vicini e simili.



LA QUINTA DOMANDA

E rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

Che vuol dire?
Risposta: In questa preghiera chiediamo al Padre Celeste che si degni di non guardare il nostro peccato e non respinga la nostra domanda a causa di esso,
sebbene noi non siamo degni di ciò che chiediamo e neppure l'abbiamo meritato.
Ma Egli ci dia tutto per grazia,
poiché quotidianamente pecchiamo molto non meritando altro che castighi.
Cosi vogliamo anche noi perdonare di tutto cuore e fare del bene a quelli che peccano verso di noi.


LA SESTA DOMANDA

E non ci indurre in tentazione

Che vuol dire?
Risposta: È vero che Dio non tenta nessuno, ma noi domandiamo in questa preghiera che Dio voglia guardarci e conservarci affinché il diavolo, il mondo e la nostra carne, non ci ingannino, nè ci trascinino nella falsa fede, nella disperazione, nè in altra grande ignominia e vizio, e se anche siamo afflitti da questi peccati, superiamo la prova ed entriamo in possesso della vittoria.


LA SETTIMA DOMANDA

Ma liberaci dal male.

Che vuol dire?
Risposta:Noi domandiamo in questa preghiera, come riassumendo,
che il Padre Celeste ci liberi da qualsiasi male del corpo e dell'anima, dei beni e dell'onore
e, infine, quando verrà la nostra ultima ora, ci doni una fine beata,
per essere con la grazia di Dio, assunti da questa valle di dolore, al Cielo.


CHIUSURA

Amen.

Che vuol dire?
Risposta:Che io devo essere certo che queste domande sono gradite al Padre Celeste ed esaudite,
poiché Egli stesso ci ha comandato di pregare cosi ed Egli ci ha promesso di esaudirci.
Amen. Amen: vuol dire: Si, si, cosi sia!
La dossologia «Poiché a Te appartengono il Regno, la Potenza e la Gloria in sempiterno », non fa parte della preghiera domenicale, ma può essere usata.


 

 

QUARTO CAPITOLO

Il Sacramento del Santo Battesimo


PRIMO
Che cosa e il Santo Battesimo?
Risposta: Il Battesimo non e soltanto semplice acqua, ma l'acqua assunta nel comandamento di Dio e collegata alla Parole di Dio.
Qual'è, dunque, questa Parola di Dio?
Risposta: Quella in cui Gesù Cristo dice nell'ultimo Capitolo di S. Matteo:
«Andate in tutto il mondo, ammaestrate tutti i popoli e battezzateli nel Nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo».

SECONDO
Che cosa dà e che cosa arreca il Battesimo?
Risposta: Opera la remissione dei peccati, libera dalla morte e dal diavolo e dà l'eterna beatitudine a tutti quelli che lo credono, come suonano le parole e la promessa di Dio.
Quali sono queste parole e promessa di Dio?
Risposta:Quella in cui il Nostro Signore Gesù Cristo dice nell'ultimo Capitolo di S. Marco:
« Chi crede e viene battezzato, e salvo; ma chi non crede, e condannato».

TERZO
Come può l'acqua fare cose si grandi?
Risposta: È vero, l'acqua non le fà, ma la Parola di Dio che e con l'acqua e per acqua, e la fede, che confida in codesta Parola di Dio nel segno dell'acqua.
Poichè senza la Parola di Dio, l'acqua è semplice acqua e non battesimo,
ma con la Parola di Dio c'è un Battesimo,
cioè è acqua di vita, sovrabbondante di grazia e lavacro della rigenerazione nello Spirito Santo, come S. Paolo dice in Tito al Capitolo terzo:
« Mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, che Egli ha versato abbondantemente su di noi per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore,
affinchè giustificati per la Sua grazia, noi fossimo eredi secondo la speranza della vita eterna.
Certamente questo e vero.»

Che cosa significa questo battezzare con acqua?
Risposta: Significa, che il vecchio Adamo in noi, mediante quotidiano pentimento e penitenza, dev'essere annegato e morire con tutti i peccati e le cattive concupiscenze
e pure quotidianamente deve emergere e risorgere un uomo nuovo
che viva in eterno davanti a Dio, in giustizia e purezza.

Dove sta scritto questo?
Risposta:S. Paolo ai Romani, al Capitolo sesto, dice: «Noi siamo assieme al Cristo seppelliti, mediante il Battesimo nella morte,
poichè come Gesù Cristo e risuscitato dai morti, mediante la gloria del Padre,
così anche noi dobbiamo camminare in una nuova vita. »
 
 
 
 
 

QUINTO CAPITOLO

Il Sacramento dell' Altare


PRIMO

Che cosa è il Sacramento dell'Altare?
Risposta: È il vero Corpo e Sangue del Nostro Signore Gesù Cristo,
istituito per noi cristiani da Cristo stesso, sotto forma di pane e di vino, quale nutrimento e bevanda.

Dove e scritto questo?
Risposta: Così scrivono gli Evangelisti S. Matten, S. Marco, S. Luca e l'Apostolo S. Paolo:
«Il Nostro Signore Gesù Cristo, nella notte in cui fu tradito, prese il pane, rese grazie, lo ruppe
e lo diede ai Suoi Discepoli, dicendo: Prendete, mangiate, questo è il mio Corpo che vien dato per voi. Fate questo in memoria di me. »
Parimenti, dopo aver cenato, prese pure il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo:
Prendete e bevetene tutti. Questo Calice e il nuovo testamento nel mio Sangue, che viene sparso per voi, per il perdono dei peccati. Fate questo ogni volta che ne berrete in memoria di me.

SECONDO

A che giova, dunque, questo mangiare e bere?
Risposta: Ce lo mostrano queste parole:
«Dato per voi e sparso per il perdono dei peccati »,
cioè, che mediante queste parole, nel sacramento, ci vien dato perdono dei peccati, vita e beatitudine, poichè dove c'è perdono dei peccati, vi e pure vita e beatitudine.

Come può l'atto materiale del mangiare e bere, operare si grandi cose?
Risposta: Il mangiare e il bere non lo fanno certamente, ma le parole che stanno qui scritte:
«Dato per voi e sparso per il perdono dei peccati.» Queste parole, sono accanto all'atto materiale del mangiare e del bere, la parte principale del sacramento. E chi crede in queste parole ha ciò che esse dicono e significano, cioè, perdono dei peccati.

Chi riceve, dunque, degnamente questo Sacramento?
Risposta: Digiunare e prepararsi corporalmente è certo una buona disciplina esteriore,
ma e veramente degno ed idoneo colui che ha fede in queste parole:
«Dato per voi e sparso per il perdono dei peccati.»
Ma chi non crede a queste parole o ne dubita, e indegno e non idoneo,
perché la parola: «Per voi», esige cuori totalmente credenti.

 
 
 
 

 
IL POTERE DELLE CHIAVI
Come bisogna insegnare ai semplici la Confessione

Che cosa è la Confessione?
Risposta: La Confessione comprende in se due parti: l'una, che si confessino i peccati; l'altra, che si riceva l'assoluzione o il perdono dal confessore come da Dio stesso e non si dubiti punto, ma si creda fermamente, che così i peccati siano stati perdonati davanti a Dio in Cielo.

Quali peccati si devono, dunque, confessare?
Risposta: Davanti a Dio ci si deve riconoscere colpevoli di tutti i peccati, anche di quelli che non conosciamo, come facciamo nel Padre Nostro. Ma davanti al confessore dobbiamo confessare soltanto i peccati che conosciamo e sentiamo nel cuore.

Quali sono questi (peccati)?
Risposta: Qui considera la tua condizione in rapporto ai Dieci Comandamenti, se sei padre, madre, figlio, figlia, padrone, moglie, servo; se sei stato disobbediente, infedele, negligente, irato, immorale, violento; se hai facto male a qualcuno con parole od opere, se hai rubato, tralasciato, trascurato, recato danno.

Prego, componimi una breve forma di Confessione.
Risposta: Cosi devi dire al confessore:
Reverendo, caro Padre, vi prego di ascoltare la mia Confessione e di dirmi il perdono per la Misericordia di Dio.
Dica:
lo misero peccatore mi riconosco dinanzi a Dio colpevole di tutti i peccati. Specialmente confesso davanti a Voi, che io sono un servitore, una domestica, ecc., ma purtroppo servo il mio signore infedelmente, poichè di tanto in tanto io non ho fatto ciò che essi mi hanno comandato, li ho mossi ad ira e spinti a bestemmiare, ho traslasciato e non ho impedito il danno. Parlando ed operando mi sono coperto di ignominia, mi sono adirato con i miei pari, ho mormorato contro la mia moglie e l'ho maledetta, ecc.
Tutto ciò mi addolora e chiedo misericordia. Voglio migliorarmi.
Un marito o una moglie dica cosi:
Specialmente confesso davanti a voi che non ho educato fedelmente alla gloria di Dio, il mio bambino e la mia servitù e la mia donna. Ho bestemmiato, ho dato un cattivo esempio con parole ed opere scorrette, ho danneggiato il mio vicino, ho parlato male di lui, ho venduto a prezzo troppo alto, ho spacciato merci avariate e non integre. E ciò che ha fatto di più contro i Comandamenti di Dio, e la sua condizione, ecc.
Ma se qualcuno non si sente aggravato da tali o maggiori peccati, non deve preoccuparsi, ne stia a cercare o inventarli, cambiando la confessione in tal modo, in un martirio, ma si dica uno o due peccati che gli sono noti. Cosi: Specialmente confesso che una volta ho bestemmiato, e parimenti una volta non sono stato cortese nel parlare, una volta ho lasciato questo dovere, ecc.
E ciò basti.
Ma se non sai d'alcun peccato (ciò che non dovrebbe essere possibile), non menzionarne alcuno in modo particolare, ma accetta il perdono della confessione generale che fai a Dio davanti al confessore.
Su questo il confessore dica:
Dio ti sia misericordioso e fortifichi la tua fede. Amen. Ancora:
Credi tu veramente che il mio perdono è il perdono di Dio?
Su questa dica:
Come credi ti sia fatto. E io, in virtù del mandato del Nostro Signor Gesù Cristo, ti perdono i tuoi peccati nel nome del Padre e del Figliuolo e della Spirito Santo. Amen.
Vattene in pace.
Ma quelli che sono molto aggravati nella coscienza, o turbati ed afflitti, il confessore saprà ben consolarli con più parole e stimolarli alla fede.
Questo non è che uno dei tanti modi di confessione per i semplici.

03 Il Padre nostro e il Credo

Ecco le versioni ufficiali del Padre nostro e del Credo attualmente in vigore nella CELI:



 
 
     
     
 
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