Menu

  ARCHIVIO BOLLUT
  BOLLUT 001
  BOLLUT 002
  BOLLUT 003
  BOLLUT 004
  BOLLUT 005
  BOLLUT 006
  BOLLUT 007
  BOLLUT 008
  BOLLUT 009
  BOLLUT 010
  BOLLUT 011
  BOLLUT 012
  BOLLUT 013
  BOLLUT 014
  BOLLUT 015
  BOLLUT 016
  BOLLUT 017
  BOLLUT 018
  BOLLUT 019
  BOLLUT 020
  BOLLUT 021
  BOLLUT 022
  BOLLUT 023
  BOLLUT 024
  BOLLUT 025
  BOLLUT 026
  BOLLUT 027
  BOLLUT 028
  BOLLUT 029
  BOLLUT 030
  BOLLUT 031
  BOLLUT 032
  BOLLUT 033
  BOLLUT 034
  BOLLUT 035
  BOLLUT 036
  BOLLUT 037
  BOLLUT 038
  BOLLUT 039
  BOLLUT 040
  BOLLUT 041
  BOLLUT 042
  BOLLUT 043
  BOLLUT 044
  BOLLUT 045
  BOLLUT 046
  BOLLUT 047
  BOLLUT 049
  BOLLUT 050
  BOLLUT 052
  BOLLUT 053
  BOLLUT 054
  BOLLUT 055
  BOLLUT 056
  BOLLUT 057
  BOLLUT 058
  BOLLUT 059
  BOLLUT 060
  BOLLUT 061
  BOLLUT 062
  BOLLUT 063
  BOLLUT 064
  BOLLUT 065
  BOLLUT 066
  BOLLUT 067
  BOLLUT 068
  BOLLUT 069
  BOLLUT 070
  BOLLUT 071
  BOLLUT 072
  BOLLUT 073
  BOLLUT 074
  BOLLUT 075
  BOLLUT 076
  BOLLUT 077
  BOLLUT 078
  BOLLUT 079
  BOLLUT 080
  BOLLUT 081
  BOLLUT 082
  BOLLUT 083
  BOLLUT 084
  BOLLUT 085
  BOLLUT 086
  BOLLUT 087
  BOLLUT 088
  BOLLUT 089
  BOLLUT 090
  BOLLUT 091
  BOLLUT 092
  BOLLUT 093
  BOLLUT 094
  BOLLUT 095
  BOLLUT 096
  BOLLUT 097
  BOLLUT 098
  BOLLUT 099
  BOLLUT 100
  BOLLUT SOST 003
  BOLLUT SOST 004
 
 
 

Bollut 036

www.bollutnet.org 
Settembre 2009

 
Indice:
 
01 Editoriale

02 Intervista a Pietro Vittorini

03 Invito alla Santa Cena

04 Piena Comunione tra luterani e metodisti statunitensi

05 Claudiana: Giovanni Calvino ...per chi non ha tempo

06 Pensiero del mese: Enos Mannelli: Sale della terra

 
01. Editoriale
 
Gentili lettori,
Nelle ultime tre settimane le visite al sito sono più che raddoppiate rispetto ad Agosto, segno sicuro che siete rientrati dalle vacanze – era ora! È un momento in cui molte persone si sono rigenerate, hanno avuto il tempo di ripensare alla loro vita e ora sono in cerca di risposte adeguate. Perché dunque non invitarle alla Santa Cena? Perché non seguire l'esempio dell'intervistato? Leggete e vedrete.
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02. Intervista a Pietro Vittorini
 
Caro Pietro,
potresti dire brevemente ai nostri lettori chi sei, dove sei, cosa fai, i tuoi hobby, cosa metti la mattina sul tuo panino, ecc. ?

Mi chiamo Pietro Vittorini e sono nato a Roma 52 anni fa.
Sono cresciuto in una famiglia semplice e modesta, mio padre, d’origine abruzzese, si era trasferito a Roma, dove lavorava come sarto. Mia madre era casalinga ed è stata proprio lei ad educarmi nel rispetto delle cose e degli altri con fermezza e rigidità. Sono quindi cresciuto come molti italiani in un contesto cattolico frequentando scuole rette da religiosi cattolici e scuole statali. Ho terminato i miei studi laureandomi in Matematica nel 1981 a 24 anni e sono subito entrato nel mondo del lavoro come informatico in una grande banca.
Purtroppo ho perso mio padre pochi anni dopo aver trovato lavoro e, due anni fa, ho perso anche mia madre.
Ad un certo punto della mia vita lavorativa mi è stata offerta l’occasione di trasferirmi a Padova, dove attualmente risiedo da quasi 10 anni. Non ho lasciato a malincuore Roma, così caotica e confusionaria, dove il tempo è sempre così ridotto (legato soprattutto alle distanze tra casa, lavoro e amici) che non basta mai per fare tutto quello che si vorrebbe. La qualità della mia vita è migliorata molto a Padova dove invece posso andare a piedi a lavoro e, anche se esco spesso tardi dall’ufficio, mi rimane comunque il tempo per fare un pò di sport o uscire con i miei amici. Un altro motivo per cui ho accettato di trasferirmi a Padova è perché amo i cambiamenti, li considero uno stimolo per rinnovarsi e riscoprirsi continuamente.
Amo leggere saggistica e ascoltare musica, mi piace molto cucinare soprattutto dolci di cui sono molto ghiotto.
 
Quale è la tua via di fede e della tua adesione alla chiesa luterana?

Quando ero a Roma è stata proprio la mia esperienza nella scuola elementare cattolica che mi ha fatto riflettere su alcuni principi che poi ho successivamente riscontrato nel protestantesimo.
Sono d’altronde vissuto nei tempi in cui la messa in chiesa era ancora in lingua latina e già allora mi domandavo perché non si potesse parlare al Signore Dio nostro nella nostra lingua.
Anche la mia famiglia, sebbene cattolica, era un po’ diversa dalle altre. Non andavamo a messa con regolarità la domenica perché mia madre mi diceva sempre di credere a quello che il prete dice non a quello che il prete fa. Al di la di queste parole il significato intrinseco era proprio quello di considerare “umani con tutte le debolezze umane” i sacerdoti e di credere solo nella “Parola” ed in una “Chiesa della parola di Dio” non vincolante per la nostra salvezza perché solo la fede in Dio ci rende grazia.
Un altro principio che mi hanno insegnato è, come dicevo prima, il profondo rispetto per le cose e per gli altri, “Ama il prossimo tuo come te stesso, fai del bene senza mai chiedere niente in cambio”. Per questo principio ho dedicato, per molti anni, parte del mio tempo libero al volontariato in Croce Rossa prestando gratuitamente il mio aiuto al servizio dei degenti anziani negli ospedali, dei “barboni” che dormivano nelle stazioni ferroviarie e dei tossicodipendenti nella struttura di Villa Maraini. Sono stato anche autista di ambulanze della Croce Rossa Italiana e nella protezione civile.
Ho letto libri sul protestantesimo ed in particolare su Lutero e fin da giovane mi sono avvicinato alla chiesa evangelica a Roma frequentando i culti nelle chiese Valdese e Luterana per capire quale meglio rispondeva alla mia concezione di fede. Naturalmente mentre i Valdesi parlavano italiano i culti nella chiesa Luterana erano in lingua tedesca. Ho sempre amato la lingua tedesca a causa della mia grandissima passione per la musica di J.S.Bach (conoscevo a memoria numerose cantate). Devo riconoscere che anche questa passione per la sua musica è stata per me una spinta verso la fede luterana. Per questo ho anche studiato il tedesco all’Istituto Austriaco di Cultura a Roma ma purtroppo, come per tutte le lingue, se non si esercita si dimentica e le occasioni per parlare tedesco sono estremamente rare per me poiché nel mio lavoro si usa solo l’inglese.
Nonostante questa difficoltà culturale e linguistica mi sono sentito sempre più vicino a Lutero che a Calvino proprio per le differenze concettuali e teologiche che entrambi avevano su Dio, sull’uomo, sulle sue opere e la sua predestinazione.
Solo alcuni anni dopo il mio trasferimento a Padova ho contattato la vicina comunità di Venezia ed ho conosciuto la pastora Almut Kramm. Ero molto felice perché veniva a Padova nella cappella universitaria di San. Massimo dove celebrava culti mensili in italiano. Sono stato anche a Venezia dove si alternavano culti in lingua italiana e in lingua tedesca. La pastora gentilissima provvedeva, in questi ultimi casi, a darmi un foglio con la traduzione italiana della sua predica.
Purtroppo la pastora si è ammalata e ha dovuto lasciare la comunità per curarsi in Germania.
Sono andato qualche volta a trovarla in ospedale a Vicenza dove era stata ricoverata per un delicato intervento ed ero molto triste perché mi sentivo così inutile e impotente, avrei voluto fare qualcosa per aiutarla ma l’unica cosa che potevo fare era farle sentire come la sua comunità, che aveva guidato per tanto tempo, fosse vicino a lei e pregava con lei.
Ho chiesto alla mia comunità di Venezia di avere l’onore di essere confermato ma visto il periodo sfortunato che ha colpito la comunità stessa con l’assenza della pastora abbiamo rimandato la cerimonia al nuovo anno con l’arrivo del nuovo pastore.

Secondo te, quali sono gli elementi della teologia e della spiritualità luterana che possono essere importanti in Italia oggi?

Penso che una vera riforma della chiesa sia un desiderio di molti che, come me, credono nella libertà dell’uomo e nel suo senso di responsabilità nei confronti del prossimo.
A mio avviso non si può parlare di alcuni elementi della teologia che sono maggiormente importanti per gli italiani perchè tutti i principi luterani nel loro insieme sono il fondamento di quella "diversità" che costituisce l'identità stessa luterana. Questa "identità" va vista come un qualcosa di positivo che si arricchisce nell'ecumenismo ovvero nel confronto con le altre identità religiose.
Ritengo importante in Italia la comprensione di questa “identità” luterana che può portare solo benefici se i suoi semi vengono gettati nelle coscienze delle persone in cui possono crescere nuovi principi di fratellanza comunitaria e responsabilità sociale.
Un altro principio fondamentale della identità luterana è l'annuncio della giustificazione per sola grazia mediante la certezza della fede. La certezza di un Dio misericordioso che ci ha dato tutto il suo amore liberandoci dal male tramite Gesù Cristo e lo Spirito Santo che infonde in noi la fede. La salvezza non si conquista per mezzo delle nostre opere ma ci è donata gratuitamente dall'amore di Dio verso noi stessi senza alcun tramite o intercessione.
Questo principio è quello più importante in assoluto e anche quello più difficile da comprendere per il retaggio storico culturale degli italiani.

Hai qualche suggerimento per la nostra chiesa?

Sebbene l’Italia sia stata la culla del cattolicesimo, che si è profondamente radicato nella nostra cultura storica, è altrettanto vero che oggi è criticato da molti italiani che non si identificano più con le istituzioni ecclesiastiche e che pregano Dio senza intermediari.
Dai dati statistici del gettito IRPEF si stima che in Italia ci sia almeno il 4% della popolazione che potrebbe avvicinarsi al protestantesimo. In particolare hanno firmato l’otto per mille nel 2007 ben 42.939 persone ovvero 6 volte il numero dei membri effettivi delle comunità luterane oggi presenti in italia (fonte CELI).
E’ proprio a queste persone che la nostra chiesa deve rispondere nel modo migliore usando i fondi per i progetti di evangelizzazione, per la diffusione più ampia dei principi teologici luterani attraverso progetti ecumenici di dialogo interreligioso che possano contribuire a fugare tutti quegli equivoci e pregiudizi che si sono tramandati per secoli ed aiutare gli italiani a capire questa “identità” luterana fino a farla diventare propria al di la delle differenze culturali e linguistiche che possono esserci.
L’avvicinarsi ad una chiesa luterana è per un italiano un esperienza molto affascinante e nel contempo difficile. Oggi moltissime comunità in Italia sono regolarmente frequentate anche da italiani tanto che periodicamente i culti vengono celebrati anche in lingua italiana. Molti pastori si sono organizzati distribuendo prima del culto dei fogli con traduzione italiana della predica e delle preghiere. Sono passi molto importanti per aiutare l’evangelizzazione e far sentire anche a noi italiani questo caloroso abbraccio di fede religiosa che ci accomuna nell’amore che Dio ci ha gratuitamente donato. I culti sono un momento di ascolto della “Parola di Dio” che per sua natura è universale e rivolta a tutti gli uomini di ogni razza e lingua ed è per questo che i culti nelle chiese luterane sono pubblici e l’obiettivo che possiamo raggiungere è quello di renderli comprensibili a tutti.
La Parola è il vero dono di Dio cerchiamo di usarla e diffonderla e non chiuderla fra quattro mura.

Vuoi dare ancora un messaggio ai nostri lettori?

Ho un sogno che spero si realizzi presto. Vedere nascere una comunità luterana italiana con pastori italiani, come d’altronde esistono nel resto del mondo ciascuna con le proprie identità linguistiche e culturali. Invito chi si avvicina con curiosità alla fede luterana di non scoraggiarsi mai e non fermarsi mai difronte a qualche delusione umana o perplessità ma affidarsi all’aiuto dei pastori delle comunità che ci guidano sul giusto sentiero del nostro percorso di fede e passo dopo passo vedremo realizzati i nostri sogni e le nostre speranze.
Vorrei citare ed offrire a tutti i lettori un meraviglioso passaggio scritto nella lettera di commiato alla comunità di Venezia dalla pastora Almut Kramm nella doppia versione tedesca con sotto la traduzione italiana per meglio far esprimere i sentimenti profondi ché la nostra pastora ci ha lasciato. Un caro saluto a Voi tutti:


Im Februar 2009
. Omissis …..

Produzieren von Worten habe ich ein Berufsleben gewidmet – wie sich das eben gehört für eine Predigerin in der „Kirche des Wortes“.

Was für Worte?
Überflüssige, belanglose, freundliche, höfliche?
Scharfe, schneidende, tröstende, belehrende?
Aufbauende, verletzende, banale?
Zu viele, zu wenige?
Beleidigende, treffende, erhellende, aufklärende?
Eindeutige, mehrdeutige, vieldeutige?
Hilfreiche, flüchtige, fehlende….
Worte des Lebens – vielleicht – manchmal….

Du hast Worte ewigen Lebens..”(Joh,6,68), sagt Petrus zu Jesus…. nicht einmal die Dichterin hatte sie, geschweige denn ich. Nur Gott hat Worte des ewigen Lebens, und vielleicht fällt ja eins einmal in euer Herz – auch durch ein armseliges und unvollkommenes menschliches Wort. Das wünsche ich euch. Almut Kramm, Pfarrerin.





Febbraio 2009


. Omissis …..


Ho dedicato la mia vita professionale alla “produzione” di parole – come è giusto per una predicatrice della “chiesa della parola” .

Che parole?
Superflue, irrilevanti, gentili, cortesi?
Pungenti, taglienti, consolatrici, istruttive?
Costruttive, che feriscono, banali?
Offensive, appropriate, dai molti significati?
Utili, fugaci, mancanti….
Parole della vita – forse – talvolta …

Tu hai parole di vita eterna.. (Gio,6,68), dice Pietro a Gesù…. Nemmeno la poetessa le aveva, tanto meno io. Solo Dio ha parole di vita eterna, e forse un giorno una di queste cade nel vostro cuore – anche attraverso una povera e imperfetta parola umana. E’ ciò che Vi auguro.
Pastora Almut Kramm”.
 
 
03. Invito alla Santa Cena
 
Avete delle domande sulla Santa Cena o Eucarestia, oppure Comunione come viene anche chiamata? La CELI ha tradotto un dépliant di introduzione con qualche informazione base, elaborato dal VELKD, la Chiesa luterana unita in Germania. La versione italiana si trova ora sul sito della CELI a disposizione di tutti. Potete leggerlo, cliccando sull'apposito link (PDF 3,14 MB):



Intanto qui un piccolo assaggio:

CHI VA ALLA SANTA CENA?
Noi crediamo che i cristiani siano legati tramite lo Spirito di Dio
anche al di là delle frontiere fra le chiese. Le nostre chiese sono
ancora separate, ma la Santa Cena ci dà un assaggio di ciò che
verrà. Perciò nella nostra chiesa evangelica luterana tutte le persone
che sono battezzate ed appartengono ad una chiesa cristiana
sono benvenute come ospiti alla Santa Cena. Senza condizioni.
Quando le persone, in tempi remoti, si facevano battezzare,
questo era l’inizio di uno speciale cammino con Dio e della partecipazione
alla comunione cristiana. Ciò veniva celebrato con
una Santa Cena ed i battezzati sapevano: ora ne faccio parte
anche io. Così è rimasto fino ad oggi e questo vale anche per il
battesimo dei bambini. In qualche comunità, comunque, non è
permesso ai bambini di partecipare alla Santa Cena prima della
confermazione, e questi vengono benedetti solo con
l’imposizione delle mani.

 
04. Piena Comunione tra luterani e metodisti statunitensi
 
(NEV/ENI) - Lo scorso 20 agosto è stata ratificata la "piena comunione" tra metodisti e luterani statunitensi. L’accordo, che prevede il riconoscimento reciproco dei ministeri, del battesimo e della Santa Cena, è stato approvato dall’Assemblea della Chiesa evangelica luterana in America (ELCA) svoltasi a Minneapolis in agosto; i metodisti l'avevano già approvato nel 2008 in occasione della loro Conferenza generale. L’auspicio, oltre ad un ecumenismo vissuto, è anche quello di facilitare gli scambi e ottimizzare le risorse del corpo pastorale, che deve affrontare un calo delle ordinazioni. Infatti, negli anni le due denominazioni hanno continuato a perdere costantemente membri. Per giungere alla "piena comunione" celebrata ora quale passo importante nell’unità tra le chiese, ci sono voluti ben 30 anni di paziente lavoro tra le parti. Oggi i luterani che si riconoscono nell’ELCA sono 4,6 milioni, i membri della Chiesa metodista unita (UMC) invece sono 11 milioni.

Fonte: NEV 36/37 del 16.9.2009

La stessa notizia viene annunciata da „Il Regno“ come segue:

Piena comunione tra luterani USA e metodisti. Durante l’Assemblea generale dell’ELCA, il 20 agosto viene sottoscritto un accordo di piena comunione con la Chiesa metodista unita (UMC); per quest’ultima denominazione è il primo, ma per l’ELCA si aggiunge a quelli stipulati con la Chiesa episcopaliana, la Chiesa morava in America, la Chiesa presbiteriana USA, la Chiesa riformata in America e la Chiesa unita di Cristo. In una lettera inviata il 24 a questi e altri partner ecumenici, il presidente dell’ELCA Mark Hanson rassicura che «sarà data seria e prolungata considerazione » a tutte le raccomandazioni riguardanti la sessualità umana; è probabile infatti che la virata liberal di una Chiesa ritenuta moderata tra le denominazioni protestanti storiche influirà sul dialogo ecumenico con le Chiese cattolica e ortodossa. Dal momento che Hanson è anche presidente della Federazione luterana mondiale (FLM), la decisione della sua Chiesa non potrà non avere ripercussioni a livello di federazione.

Fonte: Regno-att. n.16, 2009, p.564
 
 
05. Claudiana: Giovanni Calvino ...per chi non ha tempo
 
In ottobre la CELI non solo festeggerà il suo 60esimo anniversario, ma quest'anno ricorda anche i 500 anni dalla nascita di Calvino. Affinché non vi distogliate per troppo tempo dalla lettura delle opere di Lutero, vi consiglio questo libro sul Riformatore ginevrino, che è appena uscito dalla Claudiana, la nostra editrice protestante:
 
Christopher Elwood
Giovanni Calvino...per chi non ha tempo
Illustrazioni di Ron Hill
Collana per chi non ha tempo, n. 1
pp. 190
Euro 15,00
Cod. 978-88-7016-772-6


Ma scherzi a parte. Anche se il titolo e i tanti disegni divertenti potrebbero suggerire che si tratti di un libro poco serio, è scritto invece da un conoscitore profondo di Calvino, che riesce a spiegare concetti teologici con uno stile vivace e pieno di humor. È un libro rivolto a tutti e si legge con piacere.
È da aggiungere che si tratta del primo volume di una nuova serie della Claudiana dedicata a vari teologi e scritto “...per chi non ha tempo”. Se anche voi non avete tempo, prendetevelo - p.es. per una buona lettura della Claudiana.
 
 
06. Pensiero del mese: Enos Mannelli: Sale della terra
 
Non siamo chiamati ad essere la maionese del mondo, ma il sale della terra.

Pastore Enos Mannelli, Trieste


 
 
 
     
     
 
Consulenza Internet, Preventivo Sito