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Bollut 038

www.bollutnet.org 
Novembre 2009

 
Indice:
 
01 Editoriale

02 Crocefisso in aula: il commento del decano della Chiesa luterana in Italia

03 Frithjof Roch: La „rosa di Lutero“: simbolo della chiesa luterana?

04 Creazione o evoluzione?

05 Notizie dal mondo evangelico

06 Successo editoriale della Claudiana

07 Piccolo Catechismo corretto

08 Pensiero del mese: Willy Bremi: Chiamati alla vita nel mondo

 
01. Editoriale
 
Gentili Bolluttori,
abbiamo appena celebrato il 60° anniversario della CELI e già abbiamo un nuovo motivo per festeggiare: la mailing-list di Bollutnet ha raggiunto i 300 indirizzi, tutti di persone che si sono iscritte autonomamente e che sembrano quindi ben motivate a leggere i Bollut. A tutti voi iscritti e ai oltre 500 visitatori, che probabilmente anche in dicembre visiteranno il sito, auguro un buon tempo di Avvento che, come vi ricordo, non è il tempo delle compere – con eccezione di quelle presso la Claudiana – ma è tempo di digiuno e di penitenza.
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02. Crocefisso in aula: il commento del decano della Chiesa luterana in Italia
 
04.11.2009
 
Noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio. (1 Corinzi 1:23-24)
 
 
Una società, che è diventata evidentemente incapace di rendere comprensibile e plausibili certi suoi simboli, non dovrebbe sentirsi offesa quando questi simboli creano confusione. L'Italia non è più un paese in cui si può semplicemente pretendere che valori e convinzioni vengano compresi quando le istituzioni che ne sono responsabili non riescono più a raggiungere il cuore delle persone. Il formalismo e il ritualismo tolgono il contatto diretto con i contenuti. Le istituzioni che non si aprono perdono terreno.
 
Per me la sentenza di Strasburgo rispecchia un po' questo: una situazione di scontro di opinioni diverse per la quale non si è riusciti a trovare una soluzione nel dialogo aperto e sensibile, ed alla quale si è voluto mettere il punto conclusivo con la proclamazione di una sentenza.
 
Ogni religione - ed il Cristianesimo forse più degli altri - ha bisogno di essere raccontato e riflettuto. Siamo una religione della parola che vuole essere spiegata e recepita, non ridotta a  simboli e minacciata da sentenze.
 
Il luogo pubblico - come p.e. la scuola - è il luogo anche per Dio e per la religione, in cui essi vengono vissuti, attraverso i nostri comportamenti e attraverso gli insegnamenti vi vengono espressi e non è, invece, il luogo per esprimere prepotenze.
 
Per la mia storia religiosa non è mai stato importante essere cresciuto in un contesto scolastico dove il simbolo del crocifisso era onnipresente. Per me invece è stato più importante l’ aver incontrato persone autentiche, affidabili, che davano risposte e che sapevano affrontare anche domande difficili.
Ma comprendo la sensibilità e l'afflizione di persone che appartengono ad una minoranza religiosa o che vivono in un contesto filosofico-ideologico neutrale e si sentono assorbiti e prigionieri nelle imposizioni della maggioranza, mai chiarite bene.
 
Se i cittadini europei oggi hanno bisogno di rivolgersi alla corte europea per ottenere ragione e diritto per le loro opinioni in questioni religiose, vediamo quanto deboli le nostre istituzioni siano diventate. Una chiesa - inclusa la mia, luterana - che si lamenta di aver perso la comprensibilità nella mente e nel cuore delle persone, deve lamentarsi innanzitutto di se stessa, nel non essere riuscita a mantenere vivo il colloquio con chi ha difficoltà.
 
Certo che la croce ed il crocifisso sono simboli fondamentali del cristianesimo, ma non devono diventare motivo per oppressioni o liti. 
Devono esser ciò che vogliono essere: l'invito a riflettere sui limiti dell'uomo, trovando risposta in colui che è morto in croce - anche per le nostre incompetenze.
 
 Decano Holger Milkau
 
 
03. Frithjof Roch: La „rosa di Lutero“: simbolo della chiesa luterana?
 
Un caro amico ecumenico mi chiese di recente: “Avete un logo, un simbolo per la vostra chiesa?” La domanda mi colse si sorpresa, esitai un attimo e poi indicai l’iscrizione marmorea sulla facciata della nostra chiesa vicina all’ingresso principale sul campo SS. Apostoli: “Evangelische Kirche AC” (=Augusatanae Confessionis). La Confessione Augustana, professione spiccatamente ecumenica, formulata da Filippo Melantone e sottoscritta dai principi e dai rappresentanti delle città imperiali evangelici (tutti esclusivamente laici), fu letta e consegnata pubblicamente il 25 luglio 1530 davanti alla dieta imperiale e costituisce tuttora la più importante dichiarazione evangelica (che vale naturalmente anche per la CELI). Ma il nostro primo documento è composto da lettere, e non è quindi un logo. Mi venne allora in mente la “rosa di Lutero”. Molti la conoscono, ma pochi conoscono significato e antefatti. Dopo la scomunica papale (gennaio 1521) e il bando imperiale (Worms, 8 maggio 1521) Lutero era un fuorilegge che tutti potevano liberamente uccidere; il principe elettore Federico il Saggio lo mise sotto la propria protezione (Wartburg). Quando ebbe luogo la dieta di Augusta (20-6/19-11-1530), presieduta dall’imperatore Carlo V e decisiva per la questione religiosa, Lutero dovette rimanere sulla Veste Coburg, la fortezza nel territorio dell’elettorato di Sassonia più vicina alla città di Augusta, da dove partecipò attivamente attraverso lo scambio epistolare quasi quotidiano con gli evangelici (F. Melantone). Qui il principe Johann Friedrich, nipote e futuro erede di Federico il Saggio ed entrato nella storia come “il magnanimo”, volle donargli un anello con sigillo recante uno stemma di sua scelta. Lazarus Spengler, amico fedele e coraggioso di Lutero, segretario comunale della città imperiale di Norimberga che nel 1520 fu uno dei primi che prese le parti di Lutero pubblicamente con un “discorso di protezione”, realizzò il progetto descritto così da Lutero: “un segno della mia teologia. Prima dev’esserci una croce nera inserita in un cuore che ha il suo colore naturale, affinché io mi ricordi che la fede nel Crocifisso ci rende beati. Poiché il giusto vivrà per fede, per la fede nel Crocifisso. Ma il cuore deve trovarsi al centro una rosa bianca, per indicare che la fede dà gioia, consolazione e pace; perciò la rosa dev’essere bianca e non rossa, perché il bianco è il colore degli spiriti e di tutti gli angeli. La rosa è in campo celeste, che sta per la gioia futura. E il campo è circondato da un anello d’oro per indicare che tale beatitudine in cielo è eterna e che non ha fine e che è anche più eccellente di tutte le gioie e i beni, così come l’oro è il minerale più pregiato, nobile ed eccellente.” (lettera dell’8 luglio 1530 a L. Spengler). Il 15 settembre 1530 il principe Johann Friedrich si recò alla Veste Coburg per vedere Lutero e per donargli l’anello che da allora in poi egli adoperò per la propria corrispondenza. L’immagine è infatti un simbolo profondo della teologia di Lutero. Dobbiamo, tuttavia, chiederci se è lecito usarlo come simbolo della chiesa evangelica-luterana senza stravolgere il pensiero di Lutero. Nel 1522 Lutero si pronunciò in modo categorico nello scritto “Una fedele ammonizione a tutti i cristiani” (redatto nella Wartburg dopo un breve e segreto soggiorno a Wittenberg): “Per prima cosa chiedo di tacere il mio nome e di non chiamarsi luterani, ma cristiani. Cos’è Lutero? L’insegnamento non è mio ... Come potrebbe essere che io, povero puzzolente sacco di vermi, dia il mio nome ai figli di Cristo? Quindi caro amico lascia che vengano cancellati i nomi di parte. I non sono e non voglio essere il maestro di nessuno. Assieme a tutta la comunità io posseggo l’unico comune insegnamento di Cristo che è il solo nostro maestro. Matteo XXIII.” ([23,8]. Tutto ciò significa che Lutero non è il fondatore di un orientamento o di un partito cristiano, ma che egli è il riformatore della chiesa. Non era sua intenzione dar vita a una nuova forma confessionale: egli considerava piuttosto il proprio insegnamento come un bene comune della chiesa. Questa indicazione di Lutero dovrebbe ecumenicamente essere e rimanere una guida.

Frithjof Roch, Venezia
 
 
04. Creazione o evoluzione?
 
150 anni fa Charles Darwin pubblicò il suo famoso libro “On the Origin of the species” in cui descriveva la sua visione dell'evoluzione. Molti cristiani hanno percepito questo libro come un attacco al loro credo, nel senso che contrastava con la descrizione della creazione descritta dalla Bibbia nel primo capitolo della Genesi. Ancora oggi, particolarmente in America, ci sono dei cristiani di tipo fondamentalista, che rifiutano il concetto dell'evoluzione, perché lo vedono in contrasto con le dichiarazioni della Bibbia.
Certo, c'è una contraddizione tra la teoria dell'evoluzione e il racconto biblico, ma questa contraddizione appare insignificante nel momento in cui si prendono in considerazione le intenzioni e i punti di vista differenti degli autori.
Charles Darvin era uno scienziato, che con ricerche biologiche e archeologiche ha spiegato come il mondo è diventato quello che è. Questo è del tutto normale per uno scienziato. Però non dimentichiamo che la scienza, come la conosciamo adesso è un prodotto dell'era nuova, diciamo circa degli ultimi 400 anni. La scienza ci ha fatto conoscere molti meccanismi e dettagli della natura e ci ha aiutato a controllarla maggiormente – e anche a sfruttarla e distruggerla.
Prima invece non esisteva la scienza nel senso odierno. Naturalmente anche prima la gente faceva ricerche, ma quelle non erano slegate dalle questioni metafisiche, dalla questione di Dio e dalla questione del senso della vita, ma le ricerche servivano proprio a esplorare queste questioni ultime. Non interessava solo il “come”, ma anche il “perché” delle cose, anzi la questione del “perché” era quella considerata più importante.
Il racconto biblico della creazione, che appartiene alla forma letteraria del mito, proviene da tempi lontani. Egli racconta “come” il mondo è diventato, ma soprattutto racconta “perché” il mondo è diventato. Egli dice che siamo creature, che non abbiamo la nostra esistenza in noi stessi, ma in Dio, che il mondo è bello e buono e che noi siamo esseri amati e preziosi.
Certo, per quanto riguarda il “come”, la gente di 3000 anni fa aveva poche conoscenze rispetto ad oggi e dobbiamo senz'altro ritenere superata la loro visione. Ciò però non vale per il “perché”.

La scienza moderna infatti non dà nessuna risposta al “perché”. È proprio il carattere scientifico della scienza che esclude ogni aspetto metafisico della ricerca. Per la sua stessa natura la scienza non può rispondere alle domande del “perché” del senso di Dio.
Perciò, anche se già vecchio e scientificamente superato, il testo biblico ci può dire di più sulle nostre domande esistenziali, che non le ricerche biologiche più aggiornate. Per questo non c'è motivo di avere paura di nuovi risultati scientifici e per pensare che il testo biblico venga sminuito nel suo valore. Naturalmente dobbiamo oggi combinare antiche risposte sul “perché” con nuove risposte sul “come”, cosa che non è sempre facile. Però certe risposte fondamentali ed esistenziali non cambiano. Paolo Ricca, recentemente interrogato su cosa significasse per lui oggi l'affermazione del credo: “Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra”, così risponde:

Dico sostanzialmente tre cose:
a) la prima è che nulla di ciò che esiste s'è fatto da sé, tutto è creazione e creatura. Dio è l'inizio prima di ogni inizio e la fine dopo ogni fine. I cieli e la terra “proclamano che non si son fatti da soli: “Se esistiamo – dicono – è perché siamo stati fatti; prima di esserlo, non esistevamo, quindi non ci potevamo farci da noi”. La loro voce è la stessa evidenza” (Agostino, Confessioni).
b) La seconda è che tutto è dono: la vita, le cose, le forme, i colori, i giorni, la notte, gli anni, le stelle, il sole, la luna,il corpo, l'anima, i sentimenti, la ragione, la fede, la speranza, l'amore, il prossimo vicino e lontano, il passato, il presente, il futuro...
c) la terza, la formula bene Lutero nel Piccolo Catechismo: “A motivo di tutto ciò (cioè di tutti questi doni) devo ringraziare Dio e lodarlo e sono tenuto a servirlo e obbedirlo: questo è certamente vero. Amen”
(DK)

 
05. Notizie dal mondo evangelico
 

Nuova presidente della EKD è la teologa Margot Kässmann

Eletta dal Sinodo della Chiesa evangelica tedesca riunito a Ulm

29.10.2009
A guidare la chiesa evangelica tedesca (EKD) per la prima volta sarà una donna. La teologa luterana Margot Kässmann è stata eletta questa mattina dal Sinodo della EKD, riunito in questi giorni a Ulm, a presiedere il Consiglio della EKD in rappresentanza di circa 25 milioni di protestanti tedeschi. La vescova Kässmann con i suoi 51 anni è anche la più giovane presidente mai eletta nella storia della EKD.
Dal 1999 la Kässmann guida in qualità di vescovo di Hannover la più grande "Landeskirche" della Germania che conta circa 3 milioni di membri di chiesa. Da quasi 20 anni è un'assidua collaboratrice del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). Divorziata, la Kässmann è madre di 4 figlie. Succede al vescovo luterano Wolfgang Huber che all'età di 67 anni ha deciso di andare in pensione.
Per la vescova Kässmann sarà prioritario l'impegno per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, un impegno che è nell'essenza stessa dell'essere chiesa, ha detto. Inoltre ha assicurato che la chiesa si preoccuperà in modo innovativo ed incisivo di far conoscere la fede alle persone, "una fede che le possa liberare e condurre verso una nuova vita". A ricoprire l'incarico di vicepresidente della EKD è stato eletto dal Sinodo il teologo Nikolaus Schneider, presidente della Chiesa evangelica della Renania.
.
Congratulazioni alla neo-eletta presidente della EKD sono già giunte da più parti, tra cui dal segretario generale della Conferenze delle chiese europee (KEK), Colin Williams, dal segretario generale della Federazione luterana mondiale (FLM), il vescovo Ishmael Noko, e dal presidente della Federazione delle chiese protestanti in Svizzera, il pastore Thomas Wipf, che è anche presidente della Comunione delle chiese protestanti in Europa.
La EKD raccoglie 22 chiese tedesche luterane e unite, che comprendono anche i riformati.
(NEV, 42/2009)
 
 

Ecumenismo. Nervosismo a Mosca per l’elezione alla testa della EKD di Margot Kässmann
Gli ortodossi russi dicono "no" alla donna vescovo. Compromesso il dialogo con la EKD
 
Roma (NEV), 18 novembre 2009 – Incidente diplomatico del Patriarcato di Mosca: ad appena due settimane dalla sua elezione a presidente della Chiesa evangelica tedesca (EKD), la vescova Margot Kässmann apprende di non essere gradita ai vertici ortodossi russi. Irritazione per la sua elezione è stata espressa dall’arcivescovo Hilarion di Volokolamsk, ministro degli esteri del Patriarcato di Mosca. Hilarion addirittura ha preconizzato la fine del dialogo tra le due chiese, a causa dell'appartenenza di genere della vescova luterana. Secondo Hilarion, il 50esimo anniversario del dialogo tra le due chiese che cade il 30 novembre, potrebbe nel contempo anche segnare la sua fine. "Tra le ragioni il fatto che una donna si trova ora a capo della chiesa evangelica" ha detto Hilarion lo scorso 11 novembre. "Noi non riconosciamo l’ordinazione delle donne, tuttavia eravamo finora disposti a continuare il dialogo, malgrado il crescente numero di ordinazioni femminili nella chiesa luterana. Ma ora - ha aggiunto Hilarion - l’elezione di una donna alla testa di una chiesa pone anche dei seri problemi di protocollo: come si rivolgerà a lei il patriarca di Mosca, quando si incontreranno?".
La reazione dell'EKD non si è fatta attendere, e il 13 novembre la Kässmann si è detta "sorpresa e perplessa" del fatto che la Chiesa ortodossa russa abbia ipotizzato la fine del dialogo tra le due chiese. L’EKD ha manifestato il proprio dissenso direttamente al patriarca Kirill I annullando l’incontro previsto per il prossimo 30 novembre, durante il quale si sarebbe dovuto celebrare il 50esimo del dialogo tra ortodossi russi e protestanti tedeschi.
Nel frattempo i vertici ortodossi russi hanno parzialmente smentito le dichiarazioni dell’arcivescovo Hilarion. Philipp Riabych, numero due del ministero degli esteri del Patriarcato di Mosca, ha affermato ieri, sulle pagine del "Kommersant": "Continueremo il dialogo con la chiesa evangelica tedesca". Ma ha precisato, senza lasciar trapelare altri particolari, che il carattere del dialogo sarà diverso da quello condotto finora.
 
(NEV, 46/2009)
 
 
Il decano luterano Milkau perplesso sull'apertura vaticana agli anglicani

Il cammino ecumenico non potrà mai essere un "ritorno a Roma"

22.10.2009
 
Sconcerto nella reazione del decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), il pastore Holger Milkau, per la recente Costituzione apostolica proposta da Benedetto XVI che "accoglie" gli anglicani dissidenti nella comunione cattolica. La clamorosa novità che legittima uno "scisma" interno alla Chiesa anglicana è stata resa nota ieri in una Dichiarazione congiunta dell'arcivescovo cattolico di Westminster e del primate della Comunione anglicana, l'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams.
"Vedo in questa decisione del papa – ha dichiarato Milkau all'agenzia NEV – un vero e proprio scisma interno ad una chiesa della Riforma. E questo mi spiace soprattutto per le sorelle e i fratelli anglicani che non hanno affatto bisogno dell'accoglienza del papa per ritenersi degni e validi cristiani. I protestanti devono smettere di sentirsi cattolici di seconda classe – prosegue Milkau – così come non sono una chiesa minore rispetto a quella cattolica. Il protestantesimo non ha affrontato secoli travagliati per finire nelle braccia del Papa ma solo per avvicinarsi a quelle di Gesù che è il vero capo della Chiesa. Inutile dire che vicende come questa non possono non avere una conseguenza sul piano delle relazioni ecumeniche: per noi luterani, come per gran parte del protestantesimo, infatti, il cammino ecumenico non è e non potrà mai essere un 'ritorno a Roma', ma solo un cammino comune nella sequela cristiana. E in nessun modo possiamo affermare che quella di ieri è stata una giornata radiosa dell'ecumenismo; al contrario ha messo un inciampo enorme su un cammino già molto difficile".
 
(NEV, 42/2009)
 

 

10 anni di Dichiarazione cattolico-luterana sulla giustificazione per fede

Celebrazioni per l'anniversario ad Augusta in Germania

29.10.2009
La Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione compie 10 anni. Considerata una pietra miliare del dialogo ecumenico - senza ottenere tuttavia il pieno consenso da parte di centinaia di teologi protestanti tedeschi che insieme espressero le loro riserve a riguardo - fu sottoscritta il 31 ottobre 1999 ad Augusta (Germania) dalla Chiesa cattolico romana e dalla Federazione luterana mondiale (FLM). Per siglare quel documento teso a riavvicinare i cristiani che per secoli furono divisi, si scelse volutamente la città tedesca, dove nel 1530 venne presentata la più famosa confessione di fede della Riforma. Ed è qui, ad Augusta, che leader cattolici ed evangelici, insieme alle autorità locali, celebreranno il 30 e 31 ottobre il decimo anniversario della "Dichiarazione". Un documento teologico che - non senza dissonanze - segnò la fine delle reciproche condanne dottrinali in materia. Nel 2006 anche l'Assemblea mondiale delle chiese metodiste riunita a Seoul in Corea del Sud, decise di sottoscriverlo.
Per l'occasione, tra i tanti, nella serata del 30 ottobre presso il municipio di Augusta, sono previsti gli interventi del segretario generale uscente della FLM, il pastore Ishmael Noko, e del presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, il card. Walter Kasper, mentre al teologo Eberhard Jüngel di Tubinga è stata affidata la relazione principale su: "Cosa c’entra la nostra felicità con la nostra benedizione?". Il 31 ottobre sarà la volta, tra gli altri, del vescovo metodista Walter Klaiber di Tubinga e del già presidente della Conferenza episcopale tedesca, il card. Karl Lehmann. La commemorazione si concluderà con una celebrazione ecumenica nella cattedrale augustana.
 
(NEV, 42/2009)
 
 
 
06. Successo editoriale della Claudiana
 
Alla tradizionale Buchmesse di Francoforte la nostra casa editrice protestante, la Claudiana, si è potuta presentare con un pizzico di orgoglio. Generalmente sono le chiese di maggioranza che esportano libri protestanti verso i paesi dove gli evangelici sono una piccola minoranza. Quest'anno invece, per la prima volta, la Claudiana poteva presentarsi con ben quattro libri tradotti in tedesco. Essi sono:

Claire Musatti
Gesù di Nazareth
Uno straordinario viaggiatore
Illustrazioni a colori di Tommaso d'Incalci
Prefazione di Paolo Ricca
Cartonato
pp. 44
formato 21 x 23 cm
Euro 10,00
Cod. 978-88-7016-732-0
 
 
Jesus auf großer Reise: Von Nazareth nach Jerusalem (Gebundene Ausgabe)
von Claire Musatti (Autor), Hannelore Schnapp (Autor)
Gebundene Ausgabe: 43 Seiten
Verlag: Aussaat; Auflage: 1 (25. September 2009)
Sprache: Deutsch
ISBN-10: 376155723X
ISBN-13: 978-3761557235
Preis: EUR 12,90
Vom Hersteller empfohlenes Alter: 6 - 9 Jahre
Größe und/oder Gewicht: 22,4 x 20,2 x 1 cm


Brunetto Salvarani
Da Bart a Barth
Per una teologia all’altezza dei Simpson
Introduzione di Gioele Dix
Postfazione di Paolo Naso
Nostro tempo
pp. 160
f.to cm 14,5 x 21
Euro 12,50
Cod. 978-88-7016-723-8


Bart trifft Gott: Das Evangelium der Simpsons (Broschiert)
von Brunetto Salvarani (Autor)
Broschiert: 159 Seiten
Verlag: Neukirchener (November 2009)
Sprache: Deutsch
Preis: 12,90 Euro
ISBN-10: 3788723955
ISBN-13: 978-3788723958
Größe und/oder Gewicht: 22 x 14,6 x 1,2 cm


Eberhard Jüngel
L'avventura di pensare Dio
Un percorso teologico
a cura di Fulvio Ferrario
Piccola biblioteca teologica 81
pp. 92
f.to 14,5 x 21 cm
Euro 7,50
Cod. 978-88-7016-672-9


Die Leidenschaft, Gott zu denken: Ein Gespräch über Denk- und Lebenserfahrungen (Broschiert)
von Eberhard Jüngel (Autor), Fulvio Ferrario (Herausgeber)
Broschiert: 84 Seiten
Verlag: Tvz Theologischer Verlag (6. Oktober 2009)
Sprache: Deutsch
ISBN-10: 3290175375
ISBN-13: 978-3290175375
Preis: EUR 14,80
Originaltitel: L' avventura di pensare Dio. Un percorso teologico
Größe und/oder Gewicht: 16,6 x 11,2 x 0,6 cm


Franco Giampiccoli
Henry Dunant
Il fondatore della Croce rossa
Prefazione di Massimo Barra
Piccola collana moderna, n. 127
240 pp. + 8 pp. di illustrazioni fuori testo
f.to cm 12 x 20
Euro 15,00
Cod. 978-88-7016-755-9


Henry Dunant: Der Gründer des Roten Kreuzes (Gebundene Ausgabe)
von Franco Giampiccoli (Autor), Elena Ascheri-Dechering (Übersetzer)
Preis: EUR 14,90
Gebundene Ausgabe: 255 Seiten
Verlag: Aussaat; Auflage: 1 (19. Oktober 2009)
Sprache: Deutsch
ISBN-10: 3761557221
ISBN-13: 978-3761557228
Originaltitel: Henry Dunant - Il fondatore della Croce Rossa
Größe und/oder Gewicht: 21 x 13,6 x 2 cm

 

 
Questo libro invece, che già dal 2000 è tradotto in tedesco, quest'anno è stato pubblicato anche in giapponese:

Silvia Gastaldi - Claire Musatti
Il popolo della Bibbia
Vita e costumi
112 pagine -12,93 Euro
coedizione Claudiana - Elledici
Cod. 347
Versione a 4 colori de Il Popolo del Libro


Entdecke die Welt der Bibel (Taschenbuch)
von Claire Musatti (Autor), Silvia Gastaldi (Illustrator), Gabriele Nolte (Übersetzer)
Taschenbuch: 111 Seiten
Verlag: Neukirchener; Auflage: 2., Aufl. (2000)
Sprache: Deutsch
ISBN-10: 3460325976
ISBN-13: 978-3460325975
Preis:
EUR 14,90
Vom Hersteller empfohlenes Alter: 8 - 9 Jahre
Originaltitel: Il popolo del Libro
Größe und/oder Gewicht: 32,4 x 23,2 x 1,5 cm

Quindi non esitate ad andare su www.claudiana.it (oppure amazon.de, se desiderate i titoli in tedesco) per ordinarvi questi libri entro Natale. In particolare il primo si presta ottimamente come regalo di Natale ai bambini. Quando fate l'ordinazione presso la Claudiana, non dimenticate di aggiungere, oltre ad un libro di Lutero ovviamente, due esemplari di „Un giorno, una parola 2010“ (questa volta tradotti dal tedesco: „Die Losungen“): un esemplare per voi e uno per il/la migliore amico/a! (DK)


Un giorno una parola
Letture bibliche quotidiane per il 2010
a cura della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
Introduzione di Paolo Ricca
pp. 288 + 8 ill. a colori
Euro 10,00
Cod. 978-88-7016-771-9
 
 


 
 
 
07. Piccolo Catechismo corretto
 
Ringrazio per la segnalazione di piccoli errori, causati dalla scannerizzazione, nel Piccolo Catechismo di Martin Lutero pubblicato nel Bollut 034. Lo trovate ora con le correzioni sulla pagina dedicata alle introduzioni e ai testi di Lutero:
 
08. Pensiero del mese: Willy Bremi: Chiamati alla vita nel mondo
 
È urgente che l'uomo venga trattato umanamente. Ciò significa che in un'epoca di massificazione degradante l'uomo venga trattato in modo che ogni singola persona sappia: sono più di una forza lavorativa, più di un oggetto politico, più di un cervello pensante biologicamente interessante. Forse il contributo del protestantesimo alla comprensione dell'uomo suonava inizialmente negativo: “L'uomo non è un santo, neanche un mezzo santo.” Però da ciò si è sviluppata una comprensione molto positiva: “Tu sei chiamato (da Dio) alla vita nel mondo.”

Willy Bremi: Der Weg des protestantischen Menschen. Von Luther bis Albert Schweitzer, Zürich 1953, pag. 541

 
 
 
 
 
 
 
     
     
 
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