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Bollut 039

www.bollutnet.org 
Dicembre 2009

 
Indice:

01 Editoriale

02 Intervista a Michele Riva

03 Kerstin Vogt: Il commento di Lutero al Magnificat

04 Assemblea Generale FCEI

05 Protestantesimo

06 Claudiana: Un giorno una parola; remainder

07 Pensiero del mese: Albert Schweitzer: Rispetto per la vita

 
01. Editoriale

Gentili lettori,
mentre il mondo guarda verso la fine del vecchio anno (calendario), noi celebriamo l'inizio del nuovo anno (liturgico), una coincidenza significativa che rispecchia bene la relazione tra il nostro tempo e il tempo di Dio. Così anche questo Bollut guarda sia indietro all'anno che sta per finire, con il rapporto dell'assemblea generale della FCEI, che in avanti con il tema natalizio del Magnificat. Auguro a tutti un felice Natale e un sereno anno nuovo sotto la benedizione divina!
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02  Intervista a Michele Riva
 
Caro Michele, ci siamo conosciuti durante l'Assemblea generale della FCEI. Chi sei?

Ho 52 anni, vivo a Santo Stefano al Mare, un piccolo borgo marinaro vicino a Sanremo, ma sono milanese di origine e… carattere. La mia vita si può dire sia divisa temporalmente in due: fino al 2004 ho vissuto e lavorato a Milano, poi mi sono trasferito in Liguria, dove ora sono papà di due meravigliosi bambini, Stefano di 5 anni e Andrea di 1. Sono membro del Consiglio di Chiesa della Comunità di Sanremo.


Hai detto che sei membro del Consiglio di Chiesa di San Remo...

Ho avuto la fortuna, lasciando Milano, di trovare vicino a casa una Comunità Luterana, quella di Sanremo: ad essa mi sono avvicinato con gioia. Ho battezzato entrambi i miei bambini ed ho cercato – nei limiti di tempo che il lavoro e la famiglia mi concedono – di dare una mano alla Comunità. Con l’arrivo della nuova Pastora, Maike Bendig, c’è stata una nuova sensibilità – senza nulla togliere a chi l’ha preceduta – verso un “rinnovamento”, che, tra le altre cose, ha portato al mio ingresso nel consiglio di Chiesa: al di là della gioia mia personale e della responsabilità e gratitutine per l’invito che ho ricevuto, può far… sorridere – ma anche riflettere – il fatto che la notizia… ha fatto notizia! Il quotidiano “La Stampa”, qui in Liguria il più letto, ha riportato il fatto che un italiano sia entrato nel Consiglio di Chiesa della Comunità di Sanremo dedicandogli un articolo di prima pagina nella sezione locale. Se non ricordo male, il titolo era significativo: “Un muro è caduto”…


Visto che la tua entrata nel Consiglio di Chiesa ha fatto notizia, vuol dire che si tratta di un fatto poco frequente dalle tue parti. Cosa significa per te essere luterano in Italia?

Mi sono avvicinato, per poi abbracciarla pienamente, alla Confessione Luterana dopo un lungo periodo di riflessione e studio personale, intendo dire in totale solitudine: lunghe sere trascorse in meditazione, e immerse nella lettura dei testi principali di Lutero e degli altri riformatori; ricordo in particolare l’emozione profonda nella lettura della Confessione Augustana..Ma questo non deve far pensare si sia trattato di un mero percorso culturale: ero un cattolico insoddisfatto, mi mancava una luce nel cuore, luce che si è accesa quando ho compreso pienamente il senso profondo del pensiero di Lutero: la Fede come Grazia, la Parola come unica via verso la Verità. Viste così le cose. l’”essere luterano italiano”, per me, per quello che significa nel mio profondo, nel mio cuore, non può essere diverso dall’ “essere luterano” di un tedesco, o di un qualunque altro uomo del mondo: è una gioia, ma anche un impegno, che prescinde dalla nazionalità, intriso com’è dalla Grazia che il Signore mi ha donato. Ma è innegabile, dato il contesto di essere “minoranza all’interno di una minoranza”, che il luterano italiano si trova di fronte ad una prospettiva di impegno maggiore: 1) verso una società che poco mi comprende, anche per la scarsissima conoscenza, anche solo culturale, di Lutero 2) verso le nostre Comunità stesse, almeno fino a quando il bilinguismo non diventerà una realtà perfettamente realizzata 3) verso il mondo scolastico, per la difficoltà che trovo e troverò per permettere ai miei figli, un giorno, di poter fare la scelta che ho fatto io in piena libertà di conoscenza: cosa sanno i bambini ed i ragazzi di oggi, parlo degli italiani ovviamente, della Riforma?


Durante l'Assemblea della FCEI hai conosciuto le delegazioni delle altre chiese evangeliche, che sono numerose. Quale è, secondo te, la missione specifica della CELI in Italia?

Durante la mia partecipazione ai quattro giorni dell’Assemblea della FCEI, ho avuto più di un’occasione per scambiare opinioni ed idee con i fratelli delle altre Chiese Evangeliche in Italia. Parlando della CELI, il “denominatore comune” delle loro osservazioni è il fatto che la nostra Chiesa sia vista e percepita come una “Chiesa etnica”, e non come la Chiesa Luterana “in Italia”. E’ evidente che si tratta di un giudizio che sa… di pregiudizio, perché in tante Comunità l’integrazione tra etnie diverse è abbastanza avanzata, ma è altrettanto evidente che – se questo è il pensiero di molti – l’immagine della CELI come di una Chiesa “italiana” non è ancora pienamente nitida. Aldilà di questo, secondo me la missione della CELI non può che essere – nel paese culla storica del cattolicesimo… - la diffusione dell’autentico messaggio evangelico, in un dialogo ecumenico profondo ma non polemico con gli altri cristiani: per primi i cattolici, ovviamente, ma anche con gli altri fratelli protestanti. In questo senso, la partecipazione a pieno titolo della CELI nella FCEI è fondamentale. Non da ultimo, il dialogo con tutti: anche i non-cristiani, in un periodo di grandi fenomeni di immigrazione, e – perché no? – anche con quella vasta realtà rappresentata dai non-credenti. Sempre nel rispetto verso uno Stato che sia autenticamente laico.


Infine i tuoi suggerimenti per il futuro...

Suggerimenti ne avrei tanti, ma – rimanendo in una prospettiva generale, che prescinda intendo dalla mia esperienza personale – mi piacerebbe cbe… si parlasse un po’ più di noi… Intendo qui sottolineare il silenzio che – voluto o non voluto sui mass media – circonda i protestanti in Italia, e noi luterani in particolare. Sono convinto che moltissime persone, soprattutto cattoliche, siano… protestanti senza saperlo! Se è vero che non è nostra missione fare proselitismo, è anche vero che molti uomini e donne potrebbero trovare quello che magari stanno cercando da tempo nel loro cuore.

 
03 Kerstin Vogt: Il commento di Lutero al Magnificat
 
Avvento 2009
Ancella povera, disprezzata, meschina“.
Il commento al Magnificat di Lutero.
Pastora Kerstin Vogt, Verona


„Ancella povera, disprezzata, meschina“. Con queste parole, cari fratelli e sorelle, quasi nessuno di noi descrive Maria.
Qui in Italia, Maria si incontra ovunque: nelle chiese, nell’arte e agli angoli delle strade. A volte è rappresentata giovane e bella ed altre volte sofferente davanti al figlio morto. Comunque sempre ricca di grazia e venerabilità.


Perchè allora questo titolo quando si parla di Maria?
E’ questo il modo protestante di parlare di Maria?
Lasciatemi premettere che Lutero è cresciuto ed è stato educato teologicamente in un contesto di forte devozione mariana del suo tempo. Come monaco agostiniano, pastore e professore di teologia, era molto legato Maria e si trovò presto nella posizione di dover spiegare e precisare teologicamente il significato della madre di Gesù.
Insieme a tutta la cristianità riconobbe le decisioni del terzo concilio ecumenico di Efeso nel quale nel 431 fu stabilito che Maria non è solo la genitrice di Gesù ma la genitrice di Dio poichè Cristo è, fin da principio, vero Dio. Martin Lutero non ha mai avito dubbi in proposito.
Tuttavia, che cosa significa veramente essere la madre di Dio, che cosa ciò includa ed escluda, lo rivela nella sua esegesi del Magnificat.

Alla base di questo c’è un brano del Vangelo di Luca nel capitolo 1. Maria risponde qui all’annuncio dell’angelo che ella diventerà madre:
dal Vangelo di Luca prestiamo attenzione ai versetti 46-55:

Vangelo secondo Luca: Lc 1,46-55.

Allora Maria disse:
“Grande è il Signore: Io voglio lodare.
Dio è mio salvatore; sono piena di gioia.
Ha guardato a me, alla sua povera serva;
tutti, d´ora in poi, mi diranno beata.
Dio è potente: ha fatto in me grandi cose, santo è il suo nome.
La sua misericordia resta per sempre
con tutti quelli che lo servono.
Ha dato prova della sua potenza,
ha distrutto i superbi e i loro progetti.
Ha rovesciato dal trono i potenti,
ha rialzato da terra gli oppressi.
Ha colmato i poveri di beni,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Fedele nella sua misericordia,
ha risollevato il suo popolo, Israele.
Così aveva promesso ai nostri padri,
a favore di Abramo e dei suoi discendenti per sempre”

Questo canto di lode di Maria è forse uno dei più bei canti del Nuovo Testamento che Luca ci propone. Le parole di Maria uniscono la tradizione ebraica e quella cristiana. Queste parole sono state pronunciate centinaia di volte ma vengono sempre volentieri ripetute specialmente nei Vespri.
Il Magnificat, come è tradizionalmente conosciuto dalle parole iniziali nella traduzione latina, ci lega alla tradizione cattolica ed ortodossa. Tuttavia mentre i cristiani cattolici e evangelici lodano Cristo con Maria, nella chiesa orientale questo viene fatto in onore di Maria. Qui le parole vengono messe in bocca ad Elisabetta che così loda Maria.

Maria come madre di Dio è per i credenti una figura centrale. E tuttavia fino ad oggi il rapporto con Lei differenzia le nostre confessioni.

Stasera vogliamo vedere come Martin Lutero abbia interpretato questo paragrafo.
E’ importante capire come Lutero abbia iniziato questo scritto nel 1520, poco prima della Dieta di Worms nella quale aveva dovuto ritrattare le sue tesi, quando cioè, sulla strada del ritorno da Worms, fu rapito dal suo Principe e messo così in salvo, ed ebbe però modo di portare a termine la sua opera nel 1521.

Dedicò il suo scritto al Duca Giovanni Federico di Sassonia che sarebbe in seguito diventato il suo Principe. Questo fa capire che si tratta di uno scritto politico. Accanto ai significati teologici, è anche uno “specchio” per i principi. Come si devono comportare i potenti?

Riga dopo riga Lutero interpreta le parole del Magnificat rispondendo alla domanda: che cosa è che la madre di Dio qui ci vuole annunciare? In questa domanda si nasconde un principio fondamentale che si ritrova anche nel testo del Vangelo di Luca. Maria viene vista come annunciatrice, come testimone di Dio, che loda Dio per quanto le è accaduto.
Questo è particolarmente chiaro all’inizio del Magnificat.

Lutero spiega:

Per comprendere questo sacro inno di lode nella sua struttura c`è da osservare che la vergine Maria parla partendo dalla propria esperienza, nella quale venne illuminata ed edotta dallo Spirito Santo. Nessuno, infatti, può ben comprendere Dio o la Sua Parola, se non mediante lo Spirito Santo; nessuno, però, può ottenere tanto dallo Spirito Santo, se non lo sperimenta, lo prova e lo sente. In questa esperienza lo Spirito Santo insegna come in una scuola; all´infuori di essa, non si insegna nulla se non chiacchiere e parole escogitate solo per suscitare vane impressioni.
Lutero non stima di meno Maria. No, Ella, piena di Spirito Santo, ci insegna come noi dobbiamo riconoscere, amare e lodare Dio. Ella è il modello del nostro credere. Maria è concepita come paradigma della risposta umana al grande e travolgente miracolo di Dio. Questa è una vera omelia evangelica mariana.

La particolarità di Maria la possiamo ben comprendere: Ella non era una regina, non era una ricca signora né colta ma, una semplice ragazza della società dell’epoca. Questo spiega Lutero nel versetto:
Perché ha rivolto i suoi sguardi alla nullità della sua serva ed ecco che fin d’ora tutte le generazioni mi chiameranno beata.”
Lutero dice inoltre: “Ciò che Maria vuol dire è dunque questo: Dio ha rivolto i suoi sguardi a me serva povera, disprezzata e insignificante, mentre avrebbe potuto trovare regine ricche, grandi, nobili e potenti, figlie di principi e di grandi signori… Invece ha volto a me i suoi occhi pieni di pura bontà e ha realizzato i suoi disegni attraverso me ancella misera e disprezzata. Nessuno, infatti, avrebbe dovuto gloriarsi, dinanzi a Dio, d’essere degno di tanto onore. E anch’io devo riconoscere che è tutta grazia e bontà divina e non merito mio o mia virtù”.
Maria si dimostra dunque una vera credente in senso evangelico. Riconosce che Dio la accoglie non per i suoi meriti ma solo per sua stessa grazia. Questa è l’esperienza riformatrice di Lutero. Dio accoglie i peccatori per amore e per volontà di Gesù Cristo. Così noi siamo giusti agli occhi di Dio anche se siamo e restiamo peccatori. Questo riconoscimento della giustificazione dell’uomo solo per grazia di Dio oggi non è più motivo di divisione nella chiesa. 10 anni fa, il 31.10.1999 è stata firmata, tra la chiesa cattolica romana e la chiesa luterana, una dichiarazione comune sulla dottrina della giustificazione.

In tal senso, per comprendere Maria come vera credente è assolutamente falso rappresentarla come una santa speciale:
Lutero dice:

“Essa non ascolta volentieri gli inutili ciarlatani che predicano molto e scrivono del suo merito, volendo dimostrare in tal modo la loro grande erudizione e non vedono come soffocano il Magnificat, fanno bugiarda la Madre di Dio e sminuiscono la grazia di Dio.
Infatti, quanto più sono la dignità e il merito che le si attribuiscono, tanto più si sottrae alla grazia divina e si sminuisce la verità del Magnificat. Anche l´angelo la saluta soltanto come piena della grazia di Dio, aggiungendo che il Signore era con lei, per cui sarebbe stata benedetta fra tutte le donne.
Perciò tutti coloro che, per forza, la costringono ad accettare la loro lode e il loro onore non sono molto lontani dal farne un idolo, come se lei tacesse in modo che la si onorasse e si aspettasse da lei del bene, mentre ella non accetta l`attenzione prestata alla sua persona e vuole che sia lodato Dio in lei e ognuno giunga tramite lei a confidare nella grazia di Dio.”

Per Lutero, proprio per la sua Humilitas, Maria è l’immagine della vera umiltà davanti a Dio ed una consolazione per i credenti. ComeDio l’ha scelta nonostante la sua semplicità, così Egli sceglierà noi nonostante le nostre debolezze. Perciò è importante per lui spiegare: „È veramente necessaria un po´di moderazione per non esaltare il suo nome, così da chiamarla ‘regina del cielo’, ciò è senz`altro vero, ma non per questo ella è un idolo che possa dare o aiutare, come pensano alcuni che invocano lei più di Dio e a Lei ricorrono. Ella non dà niente, ma soltanto Dio lo fa, come diremo subito. Colui che è potente. Con questo nome essa carpisce a tutte le creature ogni potenza e forza e le dà solo a Dio.”

Maria diventa a tutti gli effetti la vera testimone del rovesciamento di tutti i valori umani. Davanti a Dio non contano né titoli né ricchezze, né status né provenienza. Così deve essere in tutto il mondo. Lutero non è a favore di una rivolta politica contro i principi ed i potenti. Dio alla fine ha dato ai potenti il compito di proteggere i pii. Tuttavia dove Dio regna, sono altri i criteri che hanno valore. Egli guarda alla fede di ogni uomo e al suo essere umile, valori che non possono essere confusi con una falsa modestia. “La vera umiltà non sa di essere umile”. Anzi conta sul fatto che “la sua forza sia potente nei deboli”
Quello che sorprende è che Lutero dedicò questo scritto al Principe Giovanni Federico di Sassonia. Ciò spiega chiaramente che si tratta anche di uno scritto politico. Proprio quelli che sono responsabili politicamente, dovrebbero fare un esame di coscienza per capire se il loro agire è degno agli occhi di Dio.

Lutero dice:
Perciò i dotti, i santi ipocriti, i grandi signori e i ricchi sono i ghiotti bocconi del diavolo; invece, come dice san Paolo (1. Cor 1,28), Dio elegge ciò che il diavolo respinge, i poveri, gli umili, i semplici, i miseri e i disprezzati, e fa in modo che la parte più umile del mondo debba soffrire per opera della parte migliore, affinché si riconosca chiaramente che, come dice ancora san Paolo la nostra salvezza non è negli uomini, ma unicamente nella potenza e nelle opere di Dio. …Infatti, i dotti non depongono l´orgoglio del loro cuore, i potenti non cessano le loro violenze e i ricchi non rinunciano ai loro piaceri, e così corrono verso la rovina.

Lutero vede la società del suo tempo in modo così realistico.
Il canto di Lode a Maria vuole incitare tutti coloro che credono in Dio ad avere coraggio e a non temere il mondo ed i potenti. Per questo Maria è e rimane un esempio del nostro credere.
Come „Ancella povera, disprezzata, meschina“ lei è nostra sorella che ci insegna come dobbiamo servire Dio nella nostra vita, con le nostre capacità ed i nostri talenti. Non dobbiamo essere diversi, migliori, più pii o più dotati. No, così come noi siamo, Dio vuole agire in noi e lo fa.
E così vorrei chiudere, come Lutero: per questa volta lasciamo stare, preghiamo piuttosto Dio che ci conceda una giusta comprensione del Magnificat, che non soltanto risplenda e parli, ma arda e viva nel corpo e nell`anima. Amen.
Pastora Kerstin Vogt, Verona

Citazione biblica: TILC
Le citazioni di Lutero sono tratte da: Martin Lutero, Commento al Magnificat, Servitium Editrice, Troina (EN) 2005
 
 
04 Assemblea Generale FCEI
 
Conclusasi l'assemblea della FCEI

Vari i temi trattati

10.12.2009
L’Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) - convocata ogni tre anni – si è svolta a Firenze dal 5 all’8 dicembre con il tema: "Conforto reciproco in tempi difficili", mentre il versetto biblico che ha fatto da filo conduttore ai lavori assembleari era Zaccaria 8,13: "Io vi salverò e sarete una benedizione. Non temete! Si fortifichino le vostre mani". Questo versetto è stato al centro della predicazione del culto svoltosi domenica mattina, 6 dicembre, nella chiesa battista di Borgo Ognissanti, predicazione affidata al pastore Holger Milkau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI). Messaggio chiave del testo biblico per il pastore Milkau è il ritorno della speranza.
L'Assemblea si è aperta il 5 dicembre presso la chiesa valdese di via Micheli a Firenze con una tavola rotonda pubblica intitolata: "Le emergenze dell'Italia nella prospettiva della Riforma protestante". I relatori intervenuti nel tempio gremito per l'occasione, hanno parlato di alcune tra le emergenze del paese più sentite dagli evangelici italiani. Cinque gli ambiti messi sotto la lente dei diversi "testimoni", primo fra tutti Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica, che in un video-messaggio è intervenuto sul tema dell’"Emergenza costituzionale". Hanno partecipato inoltre Massimo Toschi, assessore della Regione Toscana, intervenendo su "Emergenza egualitaria"; la pastora Letizia Tomassone, su "Emergenza ambientale"; l'on. Valdo Spini e i senatori Stefano Ceccanti e Lucio Malan su "Emergenza politica", mentre l'on. Mercedes Frias ha parlato dell’immigrazione. Ha moderato l'incontro il pastore luterano Jürg Kleemann; a trarre le conclusioni dell'incontro è stato Domenico Maselli, presidente uscente della FCEI.
 Tra i temi al centro del dibattito assembleare anche quello riferito al lavoro con e per i migranti, e contro ogni razzismo. La XV Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia ha ribadito la necessità di difendere i diritti dei migranti, di impegnarsi per la loro accoglienza, di favorire la loro integrazione. Preso atto della presenza sempre più rilevante di immigrati anche all'interno delle chiese evangeliche, l'Assemblea ha approvato un programma di lavoro per la promozione dell'integrazione nelle comunità locali e per favorire l'incontro e la fraterna collaborazione tra le varie realtà degli evangelici immigrati.
Approvato un ordine del giorno in cui, tra le altre cose, si afferma che lo straniero, spinto a lasciare la propria terra, è "l'incarnazione della nostra ingiustizia che è parte di un sistema d'ingiustizia economica globale", e si ricorda che "Dio trasforma l'ingiustizia in opportunità anche per mezzo di una predicazione che mira a formare le coscienze e a fornire strumenti critici per interpretare, elaborare ed agire in una realtà distorta dal linguaggio utilizzato dai mass-media e dall'improprio utilizzo di simboli mutuati dalla tradizione cristiana"; l'Assemblea invita pertanto il Servizio rifugiati e migranti (SRM) della FCEI a contrastare l'uso improprio del linguaggio che etichetta e discrimina particolari gruppi e addirittura criminalizza le iniziative di solidarietà; e a proseguire l'impegno di denuncia contro la tratta degli esseri umani ed il loro sfruttamento.
In concomitanza con l’apertura del summit sul clima di Copenaghen, lo scorso 7 dicembre, dai protestanti italiani riuniti a Firenze in Assemblea è giunto un forte e convinto impegno etico, spirituale ed economico in difesa dell’ambiente. L'Assemblea della FCEI, infatti, ha votato all’unanimità una mozione a favore della salvaguardia del Creato e del ridimensionamento dei propri stili di vita.
In particolare l’Assemblea invita le chiese membro a "intensificare la conversione dei propri stili di vita e a promuovere concretamente ‘l’economia dell’abbastanza’ nell’ottica della sobrietà e del rispetto per il Creato tutto, partendo dall’esperienza già vissuta da diverse comunità locali", e mette l’accento sull’importanza della "cooperazione ecumenica, interreligiosa, e con organizzazioni di ispirazione laica contro la continua distruzione del creato, anche incentivando l'utilizzo di risorse rinnovabili e il risparmio energetico". L'Assemblea ha poi incaricato la Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della FCEI ad intensificare il proprio lavoro di sensibilizzazione delle chiese su temi quali l’approvvigionamento di acqua e cibo e l’utilizzo delle energie rinnovabili.
L'Assemblea della FCEI ha dedicato spazio anche ai temi del rapporto con le altre chiese. Richiamando la partecipazione di un'ampia delegazione della FCEI alla Terza Assemblea ecumenica europea di Sibiu (2007) e confermando il proprio impegno ecumenico, l'Assemblea ha invitato i protestanti italiani ad affermare, anche nel rapporto con le altre chiese, "l'esperienza della laicità". La presenza ecumenica degli evangelici italiani – si legge nel documento - "richiamandosi alla Charta Oecumenica, dovrà essere capace di mantenere un carattere profetico e di gratuità, in una società dominata dalla logica utilitarista, nel rispetto dell'interculturalità espressa attraverso l'accoglienza dello straniero e il dar voce a esperienze diverse di fede".
In futuro i temi del dialogo interreligioso saranno affrontati, insieme ad altri di ordine sociale e culturale, all'interno di un Forum teso a "creare una base comune di riflessione delle chiese e unioni di chiese federate".
(NEV, 49/2009)

Vorrei aggiungere che la nostra chiesa era rappresentata da ben undici delegati: Sig. Bachrach, Riccardo (Napoli); Past. Burgenmeister, Martin (Merano); Past. Eckert, Ulrich (Milano); Sig. Holtz, Christian (Firenze); Past. Kampen, Dieter (Trieste); Past. Milkau, Holger (Napoli – Decano); Sig.ra Müller, Margit (Sicilia – Concistoro); Sig. Riva, Michele (Sanremo); Past. Saggese, Alberto (Roma); Sig. Stoehr, Dieter (Genova); Sig. Zampella, Eduardo (Torre Annunziata).

Di questi sono stati eletti
nel Consiglio: Sig. Bachrach, Riccardo (Napoli)

nel Comitato generale: Past. Eckert, Ulrich (Milano); Sig. Holtz, Christian (Firenze); Past. Milkau, Holger (Napoli – Decano)

come revisore dei conti: Sig. Stoehr, Dieter (Genova); supplente: Sig. Zampella, Eduardo (Torre Annunziata).

Inoltre i nostri membri sono presenti in varie commissioni della FCEI. Così cerchiamo di dare un buon contributo (buono in relazione alla piccolezza della nostra chiesa) al lavoro prezioso della FCEI.
Un servizio televisivo sull'assemblea è stato offerto da “Protestantesimo” lunedì 14/12 notte e sarà ancora ripreso lunedì 21/12 ore 9.30 RAIDUE. (DK)
 
 
05 Protestantesimo
 
TV: "Protestantesimo"
Televisione : RAIDUE

Domenica 27 dicembre
all'una di notte su Raidue
repliche lunedì notte 28 dicembre
lunedì 4 gennaio 2010 alle 9,30 su Raidue
 
Georg Friedrich Händel
A 250 anni dalla sua morte Protestantesimo ricorda
l'opera del grande compositore
 
 
06 Claudiana: Un giorno una parola; remainder
 
Ormai è troppo tardi per il regalo di Natale (se non vivete vicino a una libreria Claudiana), ma non per il 2010. Quindi consiglio di procurarsi due esemplari di „Un giorno, una parola 2010“: un esemplare per voi e uno per il/la migliore amico/a!

Un giorno una parola
Letture bibliche quotidiane per il 2010
a cura della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
Introduzione di Paolo Ricca
pp. 288 + 8 ill. a colori
Euro 10,00
Cod. 978-88-7016-771-9

E ora una notizia sconvolgente: la Claudiana ha aperto una sezione “remainder” con 105 titoli con lo sconto del 75% !!! Purtroppo la conservazione dei libri costa e vendere le riserve sottocosto è infine più conveniente che conservare i libri per decenni. Il fatto che alcuni titoli non si vendono bene, spesso non dipende dalla qualità del libro. Per prendere un esempio:
Schweitzer Albert
Rispetto per la vita
Nostro tempo, 53
pp. 160, 1994
Albert Schweitzer è forse, fuori dall'ambiente ecclesiale, il teologo evangelico più conosciuto del secolo scorso. Il libro raduna i testi fondamentali per la sua etica. Quindi si tratta di un “classico” di indiscusso interesse che adesso potete acquistare al prezzo simbolico di Euro 3.10 (invece di 12.39). Ma ci sono tanti altri titoli di ottima qualità. Quindi vi consiglio di approfittare dell'occasione, anche perché i libri, una volta venduti, non saranno più in commercio. Potete trovare la pagina al seguente link:
 
07 Pensiero del mese: Albert Schweitzer: Rispetto per la vita
 
Il piroscafo procedeva con lentezza, dovevamo affrontare contro corrente le acque del fiume. Inoltre era la stagione delle secche, e dovevamo navigare evitando grossi banchi di sabbia.
Ero seduto su una delle due chiatte che trasportavano la merce. Durante questo viaggio mi ero proposto di riflettere in profondità sulla formazione di una cultura che fosse capace di maggiore energia e profondità etica della nostra. Riempivo un foglio dopo l'altro con frasi slegate, con l'unico scopo di non distogliere la mia concentrazione da questo problema. Ero stanco e disorientato, mi sentivo come se la mia mente fosse paralizzata.
La sera del terzo giorno, al tramonto, ci trovammo nei pressi del villaggio di Igendja, e dovevamo costeggiare un isolotto, in quel tratto di fiume largo oltre un chilometro. Sopra un banco di sabbia, alla nostra sinistra, quattro ippopotami con i loro piccoli si muovevano nella nostra stessa direzione. In quel momento, nonostante la grande stanchezza e lo scoraggiamento, mi venne in mente improvvisamente espressione «rispetto per la vita», che, per quanto io sappia, non avevo mai sentito ne letto. Mi resi conto immediatamente che questa espressione aveva in sé la soluzione del problema che mi stava assillando. Mi venne in mente che un' etica che prenda in considerazione soltanto il nostro rapporto con altri esseri umani e un'etica incompiuta e parziale, e perciò non può possedere una piena energia.
Soltanto etica del rispetto per la vita ha questa possibilità; essa non ci mette in contatto solo con i nostri simili ma con tutte le creature che si affacciano al nostro orizzonte, e ci dà il compito di occuparci del loro destino, per evitare di recar loro danno, anzi, di esser loro d' aiuto, per quanto ci sia possibile. Compresi subito con chiarezza che quest'etica, elementare e completa, possedeva una profondità totalmente diversa dall'etica che si occupa soltanto del rapporto fra esseri umani, ed anche una vivacità completamente diversa ed un'energia totalmente nuova.

Fonte: Schweitzer Albert: Rispetto per la vita, Nostro tempo 53, Claudiana, Torino 1994, pag. 15



 
 
     
     
 
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