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Bollut 041

www.bollutnet.org 
Febbraio 2010

 
Indice:

01 Editoriale

02 Protestantesimo e Istruzione

03 Sette Settimane Senza

04 Riforma online

05 Seminario teologico – ultimo avviso

06 Cercasi traduttori

07 Claudiana: Pubblicazione per la Settimana di libertà

08 Pensiero del mese: Martin Lutero: L'opera della Parola

 
01. Editoriale

Gentili lettori,
spero che questo Bollut vi possa raggiungere entro il 17 febbraio, giorno della firma, nell'anno 1848, delle Lettere Patenti con cui il re Carlo Alberto estendeva i diritti civili ai suoi sudditi valdesi. Lo spero anche perché quest'anno il 17 febbraio cade il mercoledì delle ceneri, giorno che segna l'inizio di un periodo importante dell'anno liturgico, cioè quello del tempo della passione, detto anche quaresima, in cui per quaranta giorni seguiamo mentalmente la passione di Gesù Cristo e magari sosteniamo questo lavoro mentale con degli esercizi corporali, come ad esempio un digiuno. Spero altresì che il tema triste di questo tempo quaresimale non diminuisca la gioia di aver ricevuto il nuovo Bollut e auguro quindi:
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02  Protestantesimo e Istruzione
 
I. Una nuova visione dell'uomo
Già nel Medioevo la chiesa gestiva scuole e facoltà, ma queste avevano lo scopo di formare un' élite e i propri addetti ai lavori. Con la Riforma invece l'istruzione e il ruolo della conoscenza ottennero un tutt'altro significato e divennero prerogativa di tutti.
Infatti la Riforma si colloca in una svolta epocale che non riguarda soltanto la teologia. La visione del mondo cambiò radicalmente, p.es. con la scoperta d'America (1492 - nello stesso anno Martin Behaim presenta il primo globo) e più tardi con la svolta Copernicana (1543) che ribaltò la teoria allora corrente della terra quale centro dell'universo con la teoria eliocentrica. Importanti scoperte scientifiche vennero fatte. Soprattutto cambiò la visione dell'uomo. Il rinascimento aveva riscoperto l’uomo come individuo. L'umanesimo promulgava un nuovo ideale di uomo, orientato alle antiche civiltà greca e latina, e che includeva responsabilità individuali, un elevato livello etico e soprattutto un elevato livello di formazione culturale.
Questa nuova visione dell'uomo come individuo auto-responsabile venne pienamente accolta dalla Riforma, seppure con differenze decisive che nel 1525 condussero Lutero a rompere l'alleanza con l'umanesimo. Dal punto di vista della Riforma, non è più la chiesa a gestire il rapporto con Dio, ma ogni singola persona ha un rapporto diretto con Dio. Così la fede personale ottiene un ruolo chiave nel rapporto con Dio. Non era più sufficiente che i professionisti della religione conoscessero il messaggio biblico. Tutti dovevano conoscerlo. Quindi era necessario istruire tutti. Fede e conoscenza sono indissolubilmente legate. Chi non sa chi è Cristo, non può neanche credere in lui.
Lutero tradusse la Bibbia in tedesco, affinché tutti potessero leggerla. Le chiese della Riforma aprirono dappertutto scuole, affinché tutti sapessero leggere. Già agli inizi della sua Riforma Lutero esortava le forze laiche a fondare scuole con l'intento di far conoscere l'Evangelo:
 
“Nelle scuole superiori e di grado inferiore, prima di ogni altra cosa, la Sacra Scrittura, e per i fanciulli l'Evangelo, dovrebbe essere la lettura principale e più diffusa. E volesse Iddio che ogni città avesse anche una scuola femminile in cui le bambine ascoltassero per un'ora al giorno l'Evangelo, in tedesco o in latino...Non vi pare che sarebbe giusto che ogni cristiano sui nove o dieci anni conosca tutto il santo Evangelo, nel quale sono contenuti il suo nome e la sua vita?” (WA 6,461) (1)
 
La nuova visione dell'uomo e la Riforma furono supportati da un'altra scoperta che cambiò il mondo: la stampa con lettere mobili inventata da Johann Gutenberg 1440 circa. Possiamo stimare il suo significato se paragoniamo la stampa di allora alla rivoluzione digitale del Computer oggi. La stampa metteva a disposizione informazioni e conoscenze ad un gran numero di persone. Quindi non si era più dipendenti da ciò che annunciavano le autorità ecclesiali e statali, ma era possibile controllare le informazioni con le fonti scritte. Inoltre le informazioni stampate davano un'impressione di maggiore oggettività rispetto ai libri scritti a mano, che esprimevano sempre il carattere individuale del copista. Il libro, dando informazioni, metteva la singola persona in grado di farsi un proprio giudizio e di prendere una decisione secondo la propria responsabilità. Perciò la vera arma della Riforma è stato il libro, senza il quale la Riforma non è pensabile né teologicamente né praticamente.

Un altro motivo per cui i sostenitori della Riforma stampavano libri e fondavano scuole era la convinzione di essere nel giusto. Quindi secondo la loro idea bastava insegnare alla gente a leggere e così, leggendo la Bibbia e gli scritti dei riformatori, ognuno avrebbe potuto costatare quanto la chiesa con il papa, i poteri temporali, i santi e le indulgenze si era allontanata dal vero messaggio biblico. Infatti tra le misure della controriforma cattolica c'era il divieto per i laici di leggere la Bibbia e gli scritti riformatori, bruciando regolarmente questi ultimi per eliminare il pericolo.

Oltre tutto l'istruzione fa parte integrante del DNA delle chiese evangeliche a causa del nesso tra parola e rivelazione. Per i Riformatori la Bibbia, che testimonia “la Parola diventata carne” (Giov. 1,14), è la fonte autorevole di rivelazione. Mettere le persone in grado di leggere, significa dare loro un accesso diretto alla Parola di Dio. L'alfabetizzazione di massa che in Europa cominciò con la Riforma protestante (nell'intenzione, nella prassi mancavano ancora le prerogative) preparava il terreno per l'opera della Parola di Dio.

 
II. La valutazione teologica
I Riformatori luterani e calvinisti hanno promosso ovunque la fondazione di scuole e ciò sembrava coincidere con il movimento umanistico. Questa coincidenza nascondeva però delle differenze profonde che Lutero poi mise in evidenza – senza però essere seguito più di tanto dai suoi colleghi più propensi al movimento umanista.
Possiamo cogliere questa differenza leggendo una frase di Erasmo da Rotterdamm, l'umanista più famoso del suo tempo: “homines non nascuntur, sed finguntur”(2), cioè: gli uomini non nascono, ma vengono formati” (1529). Il “vero uomo” è quindi il risultato di una formazione ed è chiaro che con ciò l'istruzione ottiene un ruolo chiave, potremmo dire quasi “salvifico”. Per prevenire fraintendimenti: Erasmo non intende l'uomo autonomo che crea se stesso. Nella sua visione l'uomo dipende da Dio, si forma con l'aiuto della grazia divina. L'esempio da seguire è Cristo al quale l'uomo dovrebbe avvicinarsi il più possibile. È facile vedere l'analogia alla dottrina della giustificazione cattolica, che prevede una collaborazione dell'uomo alla grazia divina– anche se oggi questa viene interpretata nel senso della giustificazione per sola grazia. Erasmo cerca la sintesi tra agire salvifico divino e agire umano formativo, tra cristianesimo e umanesimo.
Contro questa posizione Lutero ribadisce che essere “vero uomo” non dipende minimamente dall'opera umana, ma soltanto da Dio. “Veri uomini”, cioè figli di Dio, non si diventa per formazione, ma per la rinascita operata dalla Parola. Con ciò Lutero difende la giustificazione per sola grazia e con essa la libertà della fede e della persona. Nella sua distinzione tra uomo interiore e uomo esteriore, la formazione appartiene chiaramente all'uomo esteriore, perciò essa non ha un ruolo positivo per la salvezza. Al limite la formazione potrebbe aiutare a conoscere il proprio stato di perdizione. Nella distinzione luterana tra Evangelo e legge, la formazione appartiene chiaramente a quest'ultima. C'è quindi una distinzione netta tra annuncio della Parola di Dio e formazione. Perciò Lutero nega ogni pretesa salvifica all'istruzione e la colloca nella sfera del mondo.
Da tutte queste distinzioni ne consegue che la formazione è compito dello Stato, che appunto governa l'uomo esteriore con la legge. Quindi nei paesi che hanno aderito alla Riforma la responsabilità per le scuole passò dalla chiesa al governo. Ciò non significa che ci fu subito una scuola laica e statale indipendente dalla chiesa, in quanto a causa del legame stretto tra chiesa e stato, inizialmente la chiesa fu pienamente coinvolta nella gestione delle scuole, ma la Riforma protestante mise le basi per una scuola statale. In Italia invece la scuola statale fu introdotta appena con l' unificazione del paese in contrapposizione alla chiesa.

Gli altri Riformatori, che per la maggior parte avevano ricevuto una formazione umanista prima di aderire alla Riforma, erano ancora più propensi a dare un grande importanza alla formazione. Filippo Melantone, il collaboratore più stretto di Lutero, promosse molto l'istruzione, scrivendo parecchi testi per l'insegnamento e l'organizzazione delle scuole. Infatti veniva nominato anche Praeceptor Germaniae, l'insegnante della Germania. Egli diede un ruolo positivo alla formazione senza abolire la distinzione tra legge ed Evangelo. È vero che la formazione non può generare la giustizia cristiana, ma la giustizia civile, cioè una giustizia esteriore. Questa non può salvare, ma la giustizia cristiana non può esserci senza la giustizia civile, per cui essa ha comunque un ruolo positivo e propedeutico. Per il resto la formazione è uno strumento utile, sia per la comprensione della Parola di Dio che per l'agire nel mondo.

Anche per Giovanni Calvino l'istruzione aveva un ruolo molto importante. Le scuole erano compito sia dello Stato che della chiesa e avevano un carattere ecclesiale. Servivano soprattutto a un'educazione cristiana. D'altra parte anche la chiesa veniva spesso indicato come “scuola”. Questa tradizione si è mantenuta presso le chiese protestanti italiane con il nome di “scuola domenicale” per i bambini. Anche le prediche avevano spesso un carattere catechistico. Per Calvino legge ed Evangelo, istruzione e predicazione non erano contrapposte come per Lutero, ma piuttosto si differenziavano gradualmente per quanto riguardava la loro chiarezza di rivelazione. Quindi l'accento stava più sulla continuità che sul contrasto, da cui si spiega il nesso tra scuola e chiesa, tra formazione e predica.

Tutto sommato nella prassi Umanesimo e Riforma andavano bene insieme e causavano un sensibile aumento del tasso di alfabetizzazione – anche tra le donne, perché anche loro dovevano aver accesso al messaggio biblico.
L'istruzione aveva ed ha a sua volta conseguenze importanti: poter leggere è indispensabile per aver accesso alle informazioni e l'alfabetizzazione è quindi la base della democrazia. Essa è anche indispensabile per l'eguaglianza tra i sessi. Anche se l'alfabetizzazione, l'eguaglianza dei sessi e la democrazia non venivano realizzati ai livelli di oggi, la Riforma ha dato comunque degli impulsi importanti che poi si sono sviluppati nel tempo. Nonostante tutte le differenze, anche importanti, si può osservare un filo rosso che conduce dalla Riforma, all'illuminismo fino alle democrazie di oggi.
 
Note:
(1) Martin Lutero: Alla nobilita cristiana della nazione tedesca (1520), Lutero. Opere scelte 11, a cura di Paolo RICCA, Editrice Claudiana, Torino 2008. Per conoscere gli scritti principali di Lutero sulla scuola vedi: Martin Lutero: Scuola e cultura, Lutero. Opere scelte 4, a cura di Maria Cristina Laurenzi, Editrice Claudiana, Torino 1990
(2) Erasmus v. Rotterdamm, Declamatio de pueris statim ac liberaliter instituendis. (Ed. critique, trad. et comm. Par J.-C. Margolin, 1966 (THR 76), pag.389

Dieter Kampen, in: Sentieri di libertà. Contributi protestanti in ambito sociale, a cura di Dora Bognandi,Claudiana 2009

 
03 Sette Settimane Senza
 
Anche quest'anno, per chi avrà il piacere di seguirlo, c' è l' invito al progetto sette settimane senza. Avendone già parlato più volte, suppongo che lo conosciate già. Chi ne sente parlare per la prima volta può informarsi nell'archivio Bollut nei numeri 005, 017 e 029.

Il tema particolare proposto per quest'anno è “Più vicino – sette settimane senza paura”
Nel digiuno conosciamo noi stessi meglio e ci sentiamo più vicini, conosciamo noi stessi meglio e scopriamo cose belle e forse anche cose che non ci piacciono, ma che possiamo imparare a cambiare o ad accettare. Da qui siamo invitati a sperimentare anche una maggiore vicinanza con il prossimo. È il tempo di fare ciò che magari non si aveva osato per molto tempo: affrontare un litigio da tempo represso, dichiarare un amore che non si aveva finora osato manifestare, fare una visita, riprendere un contatto prezioso, ma da tempo perduto ecc.

Se guardiamo questo tema e anche i temi degli ultimi anni, vediamo che il digiuno quaresimale non viene mai pubblicizzato dall'iniziativa “Sette settimane senza” come se fosse una cosa meritevole o come un modo per autosantificarsi. Questo è sicuramente bene, perché viene evitato un fraintendimento del digiuno contro il quale Lutero aveva giustamente protestato. Però non viene neanche pubblicizzato molto sotto l'aspetto del servizio al prossimo e dell'ubbidienza a Dio, vero senso evangelico del digiuno. L'aspetto prevalente è il conoscere se stessi, fare esperienza con se stessi.

Questo può essere visto criticamente. Però visto più da vicino, c'è da dire che la conoscenza di sé è indispensabile per servire bene il prossimo. Chi sta bene con se stesso, sta bene anche con il prossimo. Chi conosce bene se stesso, può riconoscere più facilmente il prossimo e i suoi bisogni. L'occupazione con se stessi non è quindi solo un atto narcisista, ma è un lavoro da fare senza il quale non possiamo vivere bene la nostra missione cristiana. Importante è che non diventi uno scopo a se stesso, ma resti inserito nella visione più larga del servizio a Dio e al prossimo.

Poi c'è ancora da dire che il tempo della quaresima è un' occasione per sperimentare una disciplina particolarmente intensa. È importante avere dei periodi di forte intensità, intensità che magari non si potrebbe vivere tutto l'anno, ma che ci aiuta per esercitarci e per conoscere noi stessi. Poi però è anche importante mantenere una disciplina seppure più moderata durante tutto l'anno: p.es. andare con una certa regolarità, sia anche diradata in chiesa, leggere una volta al mese un libro teologico, fare qualche attività di volontariato, mettere da parte ogni mese una percentuale del proprio guadagno, fare attenzione alla propria salute: ci sono tante piccole cose che si possono fare per dare alla propria missione cristiana costanza ed efficacia e magari potremmo fare ancora di più, come dice Paolo: “Sapete che nelle gare allo stadio corrono in molti, ma uno solo ottiene il premio. Dunque, correte anche voi in modo da ottenerlo!” (I Cor 9,24). (DK)

 
04 Riforma online
 
A partire dal 17 febbraio, quest'anno veramente una data fausta, sarà disponibile la versione integrale on-line di Riforma, il settimanale delle chiese BMV, cioè evangelica battista, metodista e valdese, sul sito Internet www.riforma.it, interamente rinnovato. Mentre alcuni articoli saranno accessibili a tutti senza bisogno di password, l'integralità degli articoli pubblicati è riservata agli abbonati, che riceveranno dall'amministrazione di Riforma una chiave d'accesso personale. Dopo un periodo di “rodaggio” sarà disponibile un abbonamento alla sola versione on-line, mentre gli abbonati a Riforma su carta continueranno ovviamente ad avere libero accesso anche all'on-line.
Il settimanale viene diretto da Luca Maria Negro che è appena succeduto a Giuseppe Platone, direttore per sette anni. (DK)
 
 
05 Seminario teologico - ultimo avviso
 
Seminario di teologia per “non teologi”
Napoli : Comunità luterana, p.tta Terracina 1
Hotel Britannique: C.so Vittorio Emanuele, 133 - 80121 - NAPOLI
Tel. +39/081-7614145 - www.hotelbritannique.it

Anche quest’anno la Chiesa Evangelica Luterana in Italia organizza per giovani italiani (ed ex giovani interessati) un seminario di formazione teologica.
L’incontro avrà luogo a Napolinella sala della Comunità luterana (alloggio nell'Hotel Britannique) nel fine settimana del 19-21 marzo 2010.
Il seminario sarà guidato dalla Prof. Silvana Nitti (La libertà vista da Lutero) e dai pastori luterani Alberto Saggese (Il biglietto da visita di Gesù. Esegesi dei primi capitoli dei Vangeli) e Dieter Kampen (L'etica luterana).
Il seminario è gratuito e i costiper il soggiorno (pasti inclusi) sono di Euro 130 a persona in stanza singola, di Euro 90 in stanza doppia e Euro 45 per la partecipazione senza pernottamento (pranzi e cene incluse).
Le prenotazioni dovranno pervenire entro il 20 febbraio 2010 presso il Decanato della CELI all’e-mail: decanato@chiesaluterana.it o al fax: 06 66017993. Il numero dei posti disponibili è limitato. Delle 12 stanze almeno 4 sono riservate a persone che partecipano per la prima volta ad un seminario teologico.
L'incontro avrà inizio nel pomeriggio di venerdì e terminerà domenica dopo il culto e il pranzo.
Trovate informazioni più dettagliate e il modulo d'iscrizione sul sito www.chiesaluterana.it.
Questo seminario è finanziato in parte con i fondi dell'otto per mille dalla Chiesa Evangelica Luterana in Italia.


 
 
06 Cercasi traduttori
 
La settimana scorsa ho partecipato ad una riunione della Claudiana per la programmazione dei prossimi volumi delle collane delle opere scelte di Calvino e Lutero. Un problema emerso è che i testi da pubblicare sarebbero tanti, ma che non è facile trovare traduttori validi che possono tradurre dal latino o anche dal tedesco di Lutero in italiano. Se qualcuno dei lettori ha una di queste capacità e la voglia di farlo, è pregato di farsi vivo. Si tratta però di un lavoro di volontariato in duplice senso: prima non si guadagna finanziariamente e poi non si può neanche guadagnarsi crediti davanti a Dio, perché siamo comunque salvati per sola grazia. Faccio anche presente che per altri progetti editoriali servono sempre traduzioni dal tedesco moderno, dall'inglese e da altre lingue – anche per testi molto brevi. Quindi se volete e potete contribuire in questo modo alla diffusione della teologia protestante in Italia, fatemi sapere (DK).

 
07 Claudiana: Pubblicazione per la Settimana di libertà
 
Come già detto, il 17 febbraio si ricorda la firma, nell'anno 1848, delle Lettere Patenti con cui il re Carlo Alberto estendeva i diritti civili ai suoi sudditi valdesi. Questa data è significativo per tutto il protestantesimo italiano e viene perciò ricordato durante la Settimana di Libertà che non si riferisce soltanto al passato, ma ricorda la necessità della libertà religiosa e civile nel presente. In occasione di questa data la FCEI cura ogni anno una pubblicazione su tematiche significative. In seguito trovate la presentazione del volume di quest'anno di cui sopra avete già letto un estratto e che forse vi invoglia di leggere tutto il libro, anche perché gli altri contributi sono molto più interessanti di quello citato sopra. (DK)

Collana della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Vol. 11
Sentieri di libertà
Contributi protestanti in ambito sociale
a cura di Dora Bognandi
Claudiana 2009
pag. 164, Euro 14

Dalla copertina:
Figlia di un tempo di grandi trasformazioni, con la sua nuova concezione del mondo e dell’individuo la Riforma protestante ha contribuito a determinare cambiamenti sociali di grande rilievo. Il ritorno alle fonti e la centralità della Bibbia hanno portato a una diffusa alfabetizzazione, allo studio approfondito delle lingue antiche, alla nascita di case editrici.
La rivalutazione delle potenzialità e del valore dell’individuo hanno condotto alle battaglie in favore della libertà religiosa, dei diritti umani, della parità di genere.
Ma l’apporto dei protestanti è stato significativo anche nell’ambito della musica, della scienza, dell’economia, del welfare, della democrazia, dell’ecumenismo…
Nelle file protestanti non mancano, inoltre, numerosi premi Nobel.

Indice:
Dalla libertà religiosa ai diritti umani
di Lina Ferrara 33
Protestantesimo e istruzione
di Dieter Kampen 47
Protestantesimo e musica.
Uno scambio continuo tra chiesa e società
di Gianni Long 59
Spiritualità protestante e protestantesimo
contemporaneo
di Carmine Napolitano 81
Ecumenismo come «nota ecclesiae»
di Mario Affuso 91
Protestantesimo e democrazia
di Mario Cignoni 103
Protestanti, welfare ed economia
di Emanuele Fiume 113
Protestantesimo e scienza
di Fulvio Ferrario 125
Uno sguardo esterno al mondo protestante
di Giovanni Bachelet 137
Protestantesimo e premi Nobel
di Giorgio Bouchard 141

 
06 Pensiero del mese: Martin Lutero: L'opera della Parola
 
Ich habe allein Gottes Wort getrieben, gepredigt und geschrieben, sonst habe ich nichts getan. Das hat, wenn ich geschlafen habe, wenn ich Wittenbergisch Bier mit meinem Philippus und Amsdorf getrunken habe, also viel getan, dass das Papsttum so schwach geworden ist, dass ihm noch nie kein Fürst noch Kaiser so viel Abbruch getan hat. Ich habe nichts getan, das Wort hat alles getan und ausgerichtet. (WA 10,III,18-19)

Ho soltanto promosso, predicato e scritto la Parola di Dio; per il resto non ho fatto niente. Essa, mentre io ho dormito o mentre ho bevuto la birra di Wittenberg con il mio Filippo e con Amsdorf, ha fatto tanto che il papato è diventato così debole come mai prima l'ha indebolito né principe, né imperatore. Io non ho fatto niente, la Parola ha fatto e realizzato tutto. (WA 10,III,18-19)

Martin Luther: Acht Sermone gepredigt zu Wittenberg in der Fastenzeit (9.-16. März 1522), Am Montag nach Invocavit, 10. März 1522


 
 
     
     
 
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