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Bollut 042

www.bollutnet.org 
Marzo 2010

 
Indice:
 
01 Editoriale

02 Kerstin Vogt: il Padre nostro interpretato da Lutero

03 Vescova Kässmann si dimette

04 NEV: il papa in chiesa luterana

05 NEV: XI Assemblea generale FLM

06 Avviso: Seminario teologico

07 Avviso: Campo estivo

08 Avviso: Viaggio musicale

09 Pensiero del mese: Inno per il tempo della passione

 
01. Editoriale

Gentili lettori,
siamo oramai entrati nella settimana santa, in cui ricordiamo in particolare la passione di Cristo, e che trova il suo culmine il venerdì santo, giorno della crocifissione. Vi scrivo questo, perché non essendo il venerdì santo un giorno in cui si fanno regali e che non si lascia utilizzare nelle pubblicità (anche se ho sentito dire che c'è in preparazione una pubblicità sul giovedì santo: “Parimenti, dopo aver mangiato, Gesù prese pure il calice, ringraziò e disse ai suoi discepoli: Ah, ma è Ronco!”), il venerdì è poco presente nei mass media e quindi molta gente dimentica che si tratta del giorno più importante dell'anno – almeno visto da una prospettiva luterana. Sia come sia, spero che questo Bollut, pur non trattando specificatamente il tema della passione, possa contribuire ad arricchire la vostra riflessione spirituale in questi giorni importanti.
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02  Kerstin Vogt: il Padre nostro interpretato da Lutero
 
Il seguente intervento è stato tenuto dalla Pastora Kerstin Vogt di Verona durante un incontro ecumenico sul Padre nostro a Vago e la ringraziamo per avercelo messo a disposizione.

Gentili signore e signori, cari fratelli e sorelle,
sono felice di poter parlare con voi del Padre Nostro perchè questa preghiera ci unisce ed è fondamentale per noi.
Gesù stesso lo ha recitato probabilmente in aramaico ed i Cristiani di ogni tempo e di tutte le confessioni lo recitano nella propria lingua.
Lo troviamo già nel più antico ordinamento delle comunità, la Didachè.
D’altra parte la formula di chiusura – poiché tuo è il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli – era solitamente impiegata nelle preghiere ebraiche del tempo.
I Cristiani dovrebbero recitare il Padre Nostro più volte al giorno ed esso fa parte, come il Credo, delle testimonianze cristiane che ogni battezzato dovrebbe conoscere a memoria.
Purtroppo durante il Medioevo questo non succedeva dappertutto.
Martin Lutero in occasione delle sue visite alle comunità ha trovato una grande ignoranza non solo presso il popolo ma anche nei pastori. Non tutti i pastori avevano studiato e conoscevano il latino. Talvolta non capivano nemmeno quello che leggevano durante il culto. Perciò Martin Lutero ha tradotto la Bibbia e la parte liturgica della messa, di cui anche il Padre Nostro faceva parte, in tedesco. Nella Liturgia del Battesimo egli sostituì l’Ave Maria con il Padre Nostro, che veniva pronunciata al momento dell’imposizione delle mani al battezzando. Allo stesso modo doveva diventare anche la preghiera dei moribondi.
Nella liturgia della Santa Cena il Padre nostro segue le parole di istituzione. Inoltre al tempo di Lutero c’erano delle prediche speciali per il “Padre Nostro”, per esempio quella del 22 settembre 1528. In questa predica Lutero disse anche qualcosa riguardo il suo rapporto privato con il Padre Nostro: “I bambini dovrebbero essere abituati a recitare il Padre Nostro mattina e sera, lo stesso per noi dopo il pranzo o la cena, prima del lavoro e tutto quello che si deve iniziare, così che il Padre Nostro diventi la preghiera comune”. E da noi è stato effettivamente così. La nostra figlia minore Clara, già a 2 anni e mezzo conosceva il Padre Nostro a memoria. In chiesa lo recitava sempre e gli adulti sorridevano perché sebbene così piccola lo recitava fervidamente.
Oggi la chiesa Luterana, la quinta domenica dopo Pasqua, festeggia la domenica “Rogate”/Pregate. In questa domenica quello sul Padre Nostro è uno dei testi per la predica che più si raccomandano.
Nelle zone di campagna, le campane richiamano le persone la mattina, a mezzogiorno e la sera, a pregare. Specialmente alle 11.00 è abitudine recitare il Padre Nostro. Ed anche le preghiere del lunedì nella ex Germania Est non si possono immaginare senza il Padre Nostro. In Germania è diventata la preghiera più importante.
Tuttavia Lutero non si è fermato solamente alla frequenza della preghiera. Voleva anche che gli uomini capissero quello che dicevano. La Riforma crebbe insieme alla necessità di istruire ed educare gli uomini. I cristiani adulti dovrebbero pregare non solo in chiesa ma anche a casa e dovrebbero celebrare la preghiera.
Per questo Martin Lutero ha scritto il suo catechismo. Un grande ed esaustivo catechismo per i pastori e gli insegnanti della chiesa. Ed un piccolo catechismo per i “Padri di famiglia” e le loro famiglie. Egli pensò alle famiglie di contadini che con i loro garzoni e le loro domestiche, con i loro bambini e familiari si riunivano la mattina e la sera per pregare e meditare.
Questo piccolo catechismo del 1529 ha conosciuto una grande diffusione. Lutero spiega con parole semplici che cosa significano i 10 comandamenti, il Credo, il Padre Nostro, il Sacramento del Battesimo, il Sacramento dell’Eucarestia e della Confessione. Questa spiegazione l’ha pensata in forma di domanda e risposta. Per generazioni, fino ai nostri giorni, i cresimandi hanno imparato a memoria questa spiegazione.
Questo mostra in quale momento il Padre Nostro diventò particolarmente importante. Poiché ogni battezzato dovrebbe conoscerlo a memoria. Infatti nelle lezioni che richiamano il battesimo, cioè nella preparazione alla confermazione, si studia con queste spiegazioni.
Questo piccolo catechismo come pure i molti canti che Martin Lutero ha scritto, hanno diffuso le basi del sapere cristiano e della teologia luterana tra il popolo. La lingua ritmata ed orecchiabile ha certamente contribuito.

Sul Padre Nostro spiegò:

Padre nostro che sei nei cieli.
Che vuol dire?
Risposta: Dio vuole con ciò allettarci a credere che Egli è il vero Nostro Padre e noi i Suoi veri figliuoli; affinché senza timore e con piena confidenza Lo preghiamo come i buoni figli il loro buon Padre.


Ciò mostra che per Martin Lutero si tratta sempre di un rapporto personale tra il singolo e Dio. Il rapporto tra un padre e suo figlio è qualcosa di familiare, di intimo. Dietro tutto questo per Lutero c’è sempre l’immagine di un Dio amorevole e misericordioso, che egli stesso aveva cercato così a lungo. I cristiani dovrebbero essere avere fiducia ed affidarsi pienamente a Dio. Questo aspetto di consolazione dell’anima per Lutero è centrale. Istruzione e cura dell’anima sono i motori principali della sua opera teologica.

LA PRIMA DOMANDA
Sia santificato il nome tuo.

Che vuol dire?
Risposta: è vero che il nome di Dio i già Santo per se stesso,
ma noi chiediamo in questa preghiera che il Suo Nome divenga Santo anche fra noi.

Come avviene?
Risposta: Quando la parola di Dio viene insegnata integralmente e fedelmente e noi ci conformiamo ad essa, santamente, come figliuoli di Dio. Aiutaci in questo, buon Padre Celeste.
Chiunque insegna e vive diversamente da quel che la parola di Dio insegna, profana in mezzo a noi il Nome di Dio. Da ciò difendici Tu, Padre Celeste.


Questa spiegazione per la prima richiesta del Padre Nostro è interessante perchè una linea fondamentale della teologia riformatrice si fa qui chiara. Per Lutero non si tratta solo di un discorso teologico, cioè in questo caso della sacralità del nome di Dio, bensì di un esperienza esistenziale del singolo.
Per lui i concetti di “dottrina” e di “vita” si appartengono.
In questo ordine che corrisponde a quello di “fede e opere”, in quanto
frutto della fede, nasce solo dall’ascolto della parola di Dio. Naturalmente, con “dottrina” non si intende un sistema, ma la proclamazione pubblica del vangelo, che libera dalla schiavitù della legge. Fare la volontà di Dio fa parte della sacralità della vita. Tutti i cristiani battezzati appartengono, in questo senso, alla comunità dei santi.

LA SECONDA DOMANDA
Venga il regno tuo.

Che vuol dire?
Risposta: è vero che il Regno di Dio viene da se, senza la nostra preghiera;
ma noi domandiamo in questa preghiera che venga anche fino a noi.

Come avviene?
Risposta: Quando il Padre Celeste ci dà il Suo Spirito Santo,
sì che mediante la Sua Grazia noi crediamo alla Sua santa parola e viviamo santamente, qui, nel tempo, e là nell'eternità.


Anche la risposta alla seconda richiesta del Padre Nostro tratta un aspetto importante della teologia riformatrice. La fede viene dall’ascolto. Ascoltiamo la parola di Dio come è scritta nella Bibbia oppure come viene proclamata nella predica. Ma la parola non la possiamo capire da soli. C’è bisogno dello Spirito Santo. Dio ci dona il suo spirito e la fede. Questo è già una parte del regno di Dio sulla terra. Per molti esegeti questa richiesta è dunque il centro dal quale si possono comprendere tutte le altre. Per Lutero il regno di Dio non è una pura grandezza escatologica futura, ma la fortunata esperienza che io posso fare già oggi attraverso la fede nella comunione con Dio.

LA TERZA DOMANDA

Sia fatta la tua volontà
come in cielo anche in terra.

Che vuol dire?
Risposta: È vero che la buona e misericordiosa volontà di Dio avvienne anche senza la nostra preghiera,
ma domandiamo in questa preghiera che essa sia fatta anche fra noi.

Come avviene?
Risposta: Quando Dio rompe e impedisce ogni cattivo destino e volere che si oppongono alla santificazione del Suo Nome e alla venuta del Suo Regno, come, per esempio il volere del diavolo, del mondo e della nostra carne;
ma ci fortifica e ci tiene fermi nella sua parola e nella fede fino al nostro termine.
Questa è la Sua volontà clemente e buona.


Nella terza richiesta Lutero si riferisce in modo particolare ai nostri dubbi, a quando noi ci smarriamo nel dubbio. “Allora dove la parola di Dio viene proclamata, accettata o creduta e porta frutto, lì la cara croce non dovrebbe restare fuori”. Anche la preghiera è necessaria come protezione contro le nostre paure.

LA QUARTA DOMANDA

Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

Che vuol dire?
Risposta: È vero che Dio dà quotidianamente pane, anche senza la nostra preghiera, a tutti gli uomini anche se indegni, ma noi domandiamo in questa preghiera che Egli ci faccia comprendere questo e ricevere con gratitudine il nostro pane quotidiano.

Che vuol dire: «Pane quotidiano»?
Risposta: Tutto ciò che appartiene alla nutrizione, alle esigenze corporali, come:
mangiare, bere, vestiti, scarpe, casa, podere, campi, bestiame, danaro, beni, marito, figliuoli, servitù, padroni timorati di Dio, buon governo, buon tempo, pace, salute, disciplina, onore, buoni amici, fedeli vicini e simili.


Questa richiesta Lutero la interpreta in modo ampio. A Dio possiamo chiedere tutto quello che è importante per la nostra vita. Anche la pace con i vicini.

LA QUINTA DOMANDA

E rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori.

Che vuol dire?
Risposta: In questa preghiera chiediamo al Padre Celeste che si degni di non guardare il nostro peccato e non respinga la nostra domanda a causa di esso,
sebbene noi non siamo degni di ciò che chiediamo e neppure l'abbiamo meritato.
Ma Egli ci dia tutto per grazia,
poiché quotidianamente pecchiamo molto non meritando altro che castighi.
Così vogliamo anche noi perdonare di tutto cuore e fare del bene a quelli che peccano verso di noi.

LA SESTA DOMANDA

Non indurci in tentazione.

Che vuol dire?
Risposta: È vero che Dio non tenta nessuno, ma noi domandiamo in questa preghiera che Dio voglia guardarci e conservarci affinché il diavolo, il mondo e la nostra carne, non ci ingannino, né ci trascinino nella falsa fede, nella disperazione, né in altra grande ignominia e vizio, e se anche siamo afflitti da questi peccati, superiamo la prova ed entriamo in possesso della vittoria.



Nella quinta richiesta diventa chiara l’immagine che Lutero ha dell’uomo. Siamo tutti peccatori. Non per le nostre capacità o per le buone opere siamo degni di stare davanti a Dio. Solo la sua grazia ci permette di avere un rapporto con Lui. Come Dio ci perdona così tante volte al giorno, altrettante volte dovremmo perdonare noi.

LA SETTIMA DOMANDA

Ma liberaci dal Male.

Che vuol dire?
Risposta: Noi domandiamo in questa preghiera, come riassumendo,
che il Padre Celeste ci liberi da qualsiasi male del corpo e dell'anima, dei beni e dell'onore
e, infine, quando verrà la nostra ultima ora, ci doni una fine beata,
per essere con la grazia di Dio, assunti da questa valle di dolore, al Cielo.


Anche qui Lutero tratta il tema del dubbio. Nella nostra vita facciamo l’esperienza del fallimento, della crisi. Questi momenti non dovrebbero allontanarci da Dio, ma proprio in questi casi la preghiera diventa importante e di grande aiuto.


Amen.

Che vuol dire?
Risposta: Che io devo essere certo che queste domande sono gradite al Padre Celeste ed esaudite,
poiché Egli stesso ci ha comandato di pregare così ed Egli ci ha promesso di esaudirci.
Amen. Amen: vuol dire: sì, sì, così sia!


Alla fine Lutero spiega il significato della parola Amen: Sì, così sia.
E poi chiarisce: noi preghiamo così perché Cristo ce l’ha insegnato. Questo va contro l’idea che la preghiera sia un’opera buona nella quale l’uomo non riceve da Dio, ma gli vuole donare qualcosa.
Non è questo il caso. Cristo ci ha donato la sua parola per darci la possibilità di esprimere le preoccupazioni e le necessità, le speranze ed i desideri per la nostra vita. Un grande regalo, che noi dovremmo sfruttare.

Pastora Kerstin Vogt
 
 
03 Vescova Kässmann si dimette
 
Germania. La presidente della EKD Margot Kaessmann si dimette
La sua decisione arriva dopo aver superato un semaforo rosso in stato di ebrezza

Roma (NEV), 24 febbraio 2010 - La presidente della Chiesa evangelica tedesca (EKD), la vescova luterana Margot Kaessmann, si è dimessa. La decisione è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa ad Hannover. Motivo della sua sofferta decisione è stato un “grande errore” di cui dice di pentirsi profondamente: sabato scorso infatti la vescova è stata fermata ad Hannover dalla polizia stradale dopo aver passato un semaforo rosso. Sottoposta al test del palloncino, il suo tasso alcolico nel sangue è risultato tre volte superiore al limite consentito (0,5%). Per lei sono scattati il ritiro della patente e la denuncia per guida in stato di ebrezza. La Kaessmann si era detta subito pronta a subire le conseguenze penali della sua condotta. “Sono consapevole di quanto sia pericoloso e irresponsabile mettersi al volante dopo aver bevuto”, ha detto ieri. Nulla è valso l'appoggio che ieri sera ha ottenuto dai 14 membri del Consiglio dell'EKD che le hanno espresso piena fiducia.
“Il mio ministero e la mia autorevolezza come vescova e come presidente della EKD sono danneggiate - scrive la Kaessmann in una dichiarazione riportata dal quotidiano online “Die Welt” -. In futuro non avrei più la stessa libertà di parlare di sfide etiche e politiche come invece ho fatto finora. Non ne va soltanto del mio ministero, ma anche del rispetto che ho per me stessa e della mia coerenza. Il mio cuore non mi permette di proseguire nel mio impegno senza la necessaria autorità. Con effetto immediato dichiaro di dimettermi da tutte le mie cariche ecclesiastiche. Per 10 anni mi sono spesa con anima e corpo come vescova. Rimarrò pastora della Chiesa luterana di Hannover”. La Kaessmann si scusa quindi con tutte quelle persone che l'hanno pregata di rimanere in carica, nonché con i membri di chiesa che la avevano votata lo scorso ottobre alla guida della EKD, in rappresentanza di 25 milioni di protestanti tedeschi.
La teologa Kaessmann, è stata la prima donna eletta, nell’ottobre scorso, alla guida della EKD, e con i suoi 51 anni anche la più giovane presidente mai eletta nella storia della Chiesa evangelica tedesca. Dal 1999 e per dieci anni è stata vescovo di Hannover, la più grande chiesa regionale della Germania, che conta circa 3 milioni di membri di chiesa. Ordinata nel 1985 è stata un'assidua collaboratrice del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). Divorziata, la Kaessmann è madre di 4 figlie.
Fonte: NEV-Notiziario Evangelico

«Anche cadendo in basso, non puoi cadere altro che nella mano di Dio"
19.03.2010
La citazione è dall’inno 533 dell’innario evangelico tedesco. È un inno per il venerdì santo. Una frase che parla di dolore, ma che – contemporaneamente – vuole liberarci dalla grande paura che abbiamo nei confronti dei dolori e delle crisi. Sono state le parole con le quali, alcune settimane fa, la vescova e presidentessa della Chiesa Evangelica in Germania, Margot Käßmann, ha dato le dimissioni dalle sue funzioni. La massima rappresentante del protestantesimo tedesco, diciamo anche europeo, è caduta a causa di una banale infrazione al codice della strada. Una brutta figura con conseguente caduta dal suo seggio. In quei giorni mi trovavo ad Hannover ed ho vissuto personalmente come testimone oculare le singole fasi dello scandalo: dagli urli strazianti della stampa scandalistica fino alla conferenza stampa durante la quale la Sig.ra Käßmann si è coraggiosamente dimessa. Personalità ecclesiastiche, amici, collaboratori e gente della strada: tutti si sentivano coinvolti, qualcuno ha reagito in stato di choc, soprattutto per il chiasso sobillante dei mezzi di comunicazione che, con la loro veemenza e mancanza di tatto, hanno portato alla fine al ritiro della Sig.ra Käßmann.
È doloroso che una donna evangelica esemplare abbia dovuto abbandonare la sua posizione di preminenza dopo un così breve tempo. Indipendentemente dalla sua infrazione, cosa certamente non giusta, questa faccenda mostra anche quali pericoli corrano persone in vista ed in posizioni di guida; e con quale soddisfazione e «malevolenza» la massa accolga la caduta dei grandi. Sanzione punitiva da parte dell’opinione pubblica: un tema della storia mondiale. Il mondo ha forme spietate ed un metro di giudizio tutto suo nei suoi comportamenti con gli esseri umani.
L’immagine delle masse che chiedono la caduta del singolo ha un suo ruolo anche nella tradizione cristiana. Il venerdì santo, coloro che hanno accompagnato Gesù con festeggiamenti, lo mandano alla croce. Lo accusano di blasfemia. Cioè, in parole povere, di avere avuto un’opinione troppo alta di se stesso ed ora cade a causa di una banalità. Parole del venerdì santo, sono parole che parlano di caduta. Ma più in basso che nella mano di Dio noi cristiani non possiamo cadere. Noi crediamo addirittura che la caduta, il dolore e l’ultimo commiato, assieme alla necessità di un cambiamento, nascondano in se stessi un nuovo riemergere, un rialzarsi: la Pasqua.
A Pasqua ascoltiamo la luminosa promessa di Dio che amore, comprensione, conforto sono le parole e le impressioni più importanti, quelle che restano. Dio non vuole umiliarci, anzi ci vuole innalzare, anche quando sbagliamo. Questo segreto ci viene rivelato nell’idea biblica della giustificazione. La giustificazione del peccatore è il raddrizzamento degli errori commessi. Essa confronta, è vero, il peccatore con la sua fallibilità e con la sua provvisorietà, ma non lo punisce nella base stessa della sua esistenza perché questa viene accolta ed accettata da Dio. Egli ci mostra la nuova possibilità liberatrice di un’esistenza che vive dalla grazia e dalla misericordia. «Non cadere più in basso della mano di Dio» significa proprio questo: aver fiducia che la sua misericordia ci conduca in alto.
Perciò il nostro compito di cristiani consiste anche nel tirar su gli altri. Meditabondi, ma pieni di speranza, coinvolti, ma coscienti di noi stessi, come coloro che sanno della morte, ma anche della vita, dobbiamo sostenere il nostro prossimo perché noi stessi abbiamo goduto del sostegno del nostro Dio. A questo vogliamo attenerci e testimoniarlo tutti insieme. «Chiesa evangelica – più di ciò che si crede». Così è scritto nel luogo dello scandalo, la sede della Chiesa Evangelica in Germania, su un manifesto davanti all’entrata. Questo «più» è la gioia in Dio, la mano che egli tende per trarre fuori dall’abisso perché: Cristo è risorto dal suo martirio, tutti noi ne dobbiamo gioire, Cristo vuol consolare. Alleluia.

Decano Holger Milkau

 
04 NEV: il papa in chiesa luterana
 
Ecumenismo. In un clima di accoglienza e apertura la visita del papa ai luterani di Roma
Aquilante: “Un gesto rilevante che però non cambia un dialogo segnato da evidenti difficoltà

Roma (NEV), 17 marzo 2010 - “Sono molto contento di questo incontro gioioso che ha avuto un forte impatto spirituale, senza mai scadere in uno 'spettacolo' ecumenico”. Così il pastore Jens-Martin Kruse ha espresso la sua soddisfazione per il culto che, domenica scorsa 14 marzo, ha visto papa Benedetto XVI ospite della chiesa luterana di Roma. Alla presenza di 400 tra fedeli e ospiti, il culto si è svolto presso la Christuskirche di via Sicilia in un clima di apertura e cordialità, addirittura di “familiarità” ha voluto sottolineare Kruse: “spero e credo che tutti i nostri ospiti si siano sentiti accolti come fratelli graditi e benvenuti, che condividono la stessa fede e ascoltano la stessa Bibbia”. La visita del papa segue l'invito che nel 2008 la chiesa luterana della capitale aveva rivolto al pontefice per ricordare insieme i venticinque anni dalla visita alla Christuskirche di Giovanni Paolo II che nel 1983 vi si era recato in occasione del Cinquecentenario della nascita di Martin Lutero.
Il culto si è svolto secondo il consueto ordine delle liturgie domenicali luterane. Benedetto XVI ha predicato sul testo di Giovanni 12:20-26, nel quale Gesù, annunciando la propria passione, sottolinea come il seme può portare frutto solo morendo. Papa Ratzinger ha così tratto lo spunto per sottolineare come il senso della vita stia soprattutto nel sapersi donare agli altri, e come anche l'unità dei cristiani sia un dono a cui il Signore ci condurrà. Tuttavia, “dobbiamo vedere anche che abbiamo distrutto noi la nostra unità, abbiamo diviso l'unico cammino in tanti cammini”. Il pastore Kruse si è invece soffermato su 2 Corinzi 1:3-7 e sul tema della speranza. “La speranza non può abbandonarci nemmeno nei momenti più difficili – ha spiegato Kruse – perché anche nel buio brilla la luce di Cristo”. E' dunque importante imparare “a prestare attenzione gli uni agli altri e a consolarci vicendevolmente”. Un messaggio questo, valido anche nell'ambito ecumenico.
Il culto ha visto anche la presenza dei cardinali Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano; Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani; Agostino Vallini, vicario per la Diocesi di Roma. Per parte luterana era presente il Decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), il pastore Holger Milkau, nonché due esponenti della Chiesa evangelica tedesca (EKD), tra cui il referente della EKD per l'Europa del sud, il pastore Michael Riedel-Schneider. Al culto non sono stati invitati rappresentanti di altre chiese evangeliche italiane, questo, ha spiegato Kruse, per sottolineare il carattere di “ecumenismo locale” dell'evento. Sulla visita del papa alla Christuskirche si era espresso alla vigilia il pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia FCEI. Secondo Aquilante “la visita del vescovo di Roma alla Chiesa luterana costituirà un gesto fraterno ed amichevole ma non cambierà la sostanza di un dialogo ecumenico tra cattolici e protestanti segnato da evidenti difficoltà, ancora più rilevanti nel particolare contesto italiano”. Se la presenza del papa sarà un evento “evidentemente molto importante per le sorelle ed i fratelli luterani di Roma che lo accoglieranno – ha aggiunto Aquilante -, non ha lo stesso significato per il protestantesimo italiano nel suo complesso che si sente impegnato in una strategia ecumenica operosa ed attiva soprattutto alla base delle chiese, orientata al servizio di chi soffre, di chi non gode di pieni diritti di cittadinanza, di chi è discriminato in ragione della sua religione, della sua appartenenza etnica o della sua identità”.
Fonte: NEV-Notiziario Evangelico
 
 
05 NEV: XI Assemblea generale FLM
 
Luterani. A luglio l’Assemblea mondiale sul tema “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”
Conclusa a Bratislava la Consultazione dei luterani europei
Roma (NEV), 24 marzo 2010 - Migranti, giustizia alimentare, ordinazione femminile, unità della chiesa. Sono questi solo alcuni dei temi di cui si è discusso durante la Consultazione preparatoria delle chiese luterane europee (Bratislava, Slovacchia, 13-17 marzo) in vista della XI Assemblea generale della Federazione luterana mondiale (FLM), in programma per il prossimo luglio a Stoccarda (Germania). I 67 partecipanti, ospitati dalla chiesa evangelica di confessione augustana della Repubblica Slovacca, hanno così definito le priorità del loro contributo all'assise dei luterani mondiali.
Nell'ultima giornata di lavoro ampio spazio è stato dato al documento di riconciliazione tra luterani e mennoniti, elaborato dal consiglio della FLM lo scorso ottobre e assunto dai partecipanti dell'incontro di Bratislava. “Guardare al passato è triste e doloroso”, ha affermato il pastore Sven Oppegaard riferendosi alla persecuzione subita nel XVI secolo dal movimento anabattista dei mennoniti ad opera (non esclusiva) dei luterani. “Un dolore che è ancora più profondo se si pensa che le motivazioni della persecuzione erano argomentate teologicamente”, ha aggiunto Oppegaard che fino al 2006 è stato assistente segretario generale del dipartimento per gli affari ecumenici della FLM. Il documento esprime “un profondo senso di rincrescimento” e chiede perdono “a Dio e ai nostri fratelli e sorelle mennonite” non solo per le persecuzioni del tempo della Riforma ma anche per il ritratto caricaturale che nei secoli successivi i luterani hanno dato dei mennoniti, tanto a livello accademico che popolare.
Tra gli altri temi presenti in un documento finale approvato dai partecipanti, compare la giustizia alimentare, un tema che sarà centrale nell'Assemblea di luglio il cui titolo riprende la richiesta del Padre Nostro “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Su questo tema, i partecipanti sono stati unanimi nell'affermare che la fame nel mondo dipende da “ingiusti sistemi e strutture economiche. Come cristiani europei – si legge nel documento finale – riconosciamo di essere mancanti in molti modi, incluso lo spreco delle risorse e l'aver tollerato uno spirito di avidità e di mancanza di cura per gli altri. Ci pentiamo per il ruolo che abbiamo avuto nell'infrangere le relazioni tra il Creatore e la creazione, il Salvatore e i salvati”.
Fonte: NEV-Notiziario Evangelico

 
06 Avviso: Seminario teologico
 
Seminario teologico
Napoli :: Comunità luterana, p.tta Terracina 1
Hotel Britannique: C.so Vittorio Emanuele, 133 - 80121 - NAPOLI
Tel. +39/081-7614145 - www.hotelbritannique.it

Anche quest’anno la Chiesa Evangelica Luterana in Italia organizza per giovani italiani (ed ex giovani interessati) un seminario di formazione teologica.
L’incontro avrà luogo a Napolinella sala della Comunità luterana (alloggio nell'Hotel Britannique) nel fine settimana del 17-19 settembre 2010.
Il seminario sarà guidato dai pastori luterani Alberto Saggese (Il biglietto da visita di Gesù. Esegesi dei primi capitoli dei Vangeli), Dieter Kampen (L'etica luterana) e dal decano con un tema da definire.
Il seminario è gratuito e i costiper il soggiorno (pasti inclusi) sono di Euro 130 a persona in stanza singola, di Euro 90 in stanza doppia e Euro 45 per la partecipazione senza pernottamento (pranzi e cene incluse).
Le prenotazioni dovranno pervenire entro il 7 settembre 2010 presso il Decanato della CELI all’e-mail: decanato@chiesaluterana.it o al fax: 06 66017993, da per questioni organizzative si raccomanda di effettuare l'iscrizione prima delle vacanze estive e comunque il più presto possibile.
L'incontro avrà inizio nel pomeriggio di venerdì e terminerà domenica dopo il culto e il pranzo.
Trovate informazioni più dettagliate e il modulo d'iscrizione sul sito www.chiesaluterana.it.
Questo seminario è finanziato in parte con i fondi dell'otto per mille dalla Chiesa Evangelica Luterana in Italia.



 
07 Avviso: Campo estivo
 
Campo estivo dal 14 al 23 luglio 2010 a Rio Marina sull’Isola d’Elba

Casa Valdese di Rio Marina :: Rio Marina, Isola d'Elba

19.02.2010
Pronti per l’isola (del tesoro) ?!
Sull’Isola d’Elba c’è molto da scoprire…..

L’Isola d’Elba è stata un luogo d’esilio per Napoleone. Per noi “grandi e piccoli” della CELI sarà un luogo per riposarci, stare insieme e divertirci. Vogliamo trascorrere il campo estivo di quest’anno su questa piccola e bella isola della Toscana per conoscerne sia la natura che la storia. Ci sono tesori da scoprire sia in terra che in mare. TUTTI sono i benvenuti, soprattutto le famiglie con bambini, genitori singoli, nonni con nipoti, ma anche single giovani e meno giovani.
 
Vogliamo cercare e scoprire tesori
  • nei dintorni, sulla spiaggia e nella miniera 
  • in e con le persone che trascorreranno con noi queste vacanze
  • in Cristo, in cui “sono nascosti tutti i tesori della saggezza e della conoscenza”
 
Ci sarà tempo per divertirci, giocare, oziare e fare delle cose insieme, ci rilasseremo e avremo tempo anche per fare discorsi più profondi.  Abbiamo pensato ad un programma parallelo per bambini ed adulti e ci sarà tempo sufficiente per andare a spasso; sono previste due gite insieme (alla miniera e al parco naturale) e naturalmente le preghiere quotidiane.
Quest’anno avremo la casa solo per noi. Ci sono 45 letti e 15 stanze (nessuna stanza singola) con un bel giardino al centro del piccolo paese di Rio Marina, vicino al porto, a 5minuti dal mare. Siamo ospiti anche quest’anno dei Valdesi e saremo accolti da Maddalena e Paolo che ci prepareranno una bella prima colazione e la cena. Per il resto ci arrangeremo da soli (abbiamo a disposizione un frigorifero).
 
Piazza Mazzini, 14, 57038 Rio Marina (LI)
Tel.: 0565-962141
Fax: 0565-962770
E-mail: casariomarina@diaconiavaldese.org
 
Il campo famiglie è finanziato in parte dalla CELI. Nel caso fosse necessario un ulteriore sostegno, potete farne richiesta alla vostra Comunità.
  • Per l’alloggio e la mezza pensione gli adulti pagano 350 € e il 1° bambino 150 €, il 2. bambino 100 €, il 3° bambino 50 €.  Altri bambini e i bambini fino a 4 anni non pagano.
  • Per arrivare si consiglia il traghetto da Piombino Marittima (www.toremar.it o www.moby.it) o il volo diretto all’Elba (da Milano, Bergamo,Pisa, Bologna, Roma) con www.elbafly.it
  • Le gite e i pranzi, previsti come pic-nic, devono  essere pagati extra.
Il campo è gestito da Christa Wolf, Birgit Kollhoff, Ivan Russo e Andrea Burgenmeister. Per ulteriori informazioni potete rivolgervi all’ufficio pastorale della Sicilia: tel. 095-213230 o cellulare 340-1214292 o e-mail: sicilia@chiesaluterana.it
Termine per l’iscrizione è il 31 marzo 2010

 
08 Avviso: Viaggio musicale
 
Viaggio musicale 2010
Bach e la musica barocca a Dresda
 
Il viaggio musicale organizzato per il 2010 dalla CELI ha come suo nucleo centrale nuovamente la  musica di Bach e la città di Lipsia. Rinunciando a seguire le orme del musicista nei luoghi in cui abitò ed agì nel corso della sua vita, includiamo questa volta nell’itinerario la città di Dresda, centro importantissimo della musica barocca in Germania e della cui corte lo stesso Bach aspirò di diventare maestro di cappella.
 
Martedì 15
Arrivo individuale dei partecipanti a Lipsia presso la Foresteria della Missionswerk di Lipsia Ernst Jäschke, Paul-List-Straße 19 (www.lmw-mission.de)
20,00 h    cena di gruppo con presentazione dei partecipanti e del
               programma
 
Mercoledì 16
8,00 h     Colazione
10,30 h   Visita guidata della città
 
19,30 h   Bach Tanzt! Leipziger Ballet, Gewandhausorchestra
              Luogo: Opera - Musiche: J.S.Bach
 
 
Giovedì 17
8,00 h     Colazione
10,00 h   Visita al nuovo museo di Bach riaperto nel marzo 2010
20,00 h   Johannes Passion, Thomanerchor Leipzig, Leipziger 
              Barockorchester - Luogo: Thomaskirche
 
Venerdì 18
8,00 h       Colazione
16,30 h     Trasferimento in pullman a Bad Lauchstädt
19,00 h     Die Lybische Talestris, di J.D. Heinichen - Luogo: Bad
                Lauchstädt, Goethe-Theater
 
Sabato 19
8,00 h        Colazione
9,50 h        Trasferimento a Dresda in treno
11,15 h      Arrivo a Dresda – Spostamento in albergo:
                 Hotel Belmondo Dresden (www.azimuthotels.de)
16,00 h      Visita guidata tematica della città: Dresda e la musica 
 
Domenica 20
14,30 h       Visita guidata speciale in lingua italiana al Semperoper
 
Lunedì 21
Rientro individuale in Italia
 
La CELI si riserva il diritto di effettuare eventuali variazioni al programma.
 

CONDIZIONI

 
Costo: (per gruppi di 25 persone): € 350,00 a persona in camera singola con bagno e € 250,00 a persona in stanza doppia con bagno, € 300,00 a persona in camera singola senza bagno e € 200,00 a persona in camera doppia senza bagno. La distinzione tra stanze con o senza bagno in camera si riferisce solamente ai pernottamenti presso la foresteria a Lipsia. Nell’albergo a Dresda tutte le stanze sono dotate di bagni propri. Il basso prezzo del viaggio è dovuto in parte anche all’importo che la CELI investe a sostegno dei partecipanti al viaggio.
Per gruppi di minore entità, si prevede un costo superiore di circa il 15% a persona.
Il prezzo include:
-     i pernottamenti
-     la prima colazione
-     2 cene (una a Lipsia e una a Dresda)
-     I trasferimenti in treno da Lipsia a Dresda il giorno 19
-     il trasferimento in pullman da Lipsia a Bad Lauchstädt e ritorno
-     le visite guidate alle città di Leipzig e di Dresda
-     i biglietti dei concerti
-     Il biglietto d’ingresso al museo di Bach a Lipsia
-     ingresso e visita guidata speciale al Semperoper di Dresda
-     organizzazione e programmazione del viaggio
-     assicurazione infortuni
Il prezzo non include:
-     il viaggio dall’Italia in Germania e ritorno;
-     i pasti rimanenti;
-     gli ingressi ad eventuali altri musei
 
Viaggio: il viaggio da ogni parte dell’Italia a Lipsia e quello di ritorno da Dresda in Italia sarà organizzato individualmente dai singoli partecipanti. Il Decanato è comunque a disposizione nel consigliare l’organizzazione del viaggio.
 
Accompagnatori: durante tutta la permanenza in Germania, il gruppo sarà accompagnato dalla dr.ssa Roberta Ocozia, specializzata in ambito muicale, dalla collaboratrice del Decanato Francesca Conti e dal pastore luterano Alberto Saggese.
 
Partecipanti: il viaggio è aperto a tutti, anche a chi non è membro della CELI. Condizione base è solamente l’uso della lingua italiana e il rispetto delle condizioni generali del viaggio.
 
Prenotazione e saldo: le prenotazioni ed il saldo del viaggio devono pervenire in Decanato non oltre il 10 maggio 2010. Al momento della prenotazione è richiesto il versamento della metà della quota totale. Per disdette successive al 10 maggio verrà trattenuto il 40% della quota di partecipazione; per disdette la settimana precedente la partenza verrà trattenuto il 80% della quota di partecipazione.
Per qualsiasi domanda Vi preghiamo di rivolgerVi al Decanato della CELI: tel. 06 66030104; e-mail: decanato@chiesaluterana.it.
 

 
09 Pensiero del mese: Inno per il tempo della passione
 
Per sempre la tua croce
io voglio benedir;
dal tuo soffrire_atroce
io sento_in me fluir
di vita_un dono_eterno
che niun fermar potrà;
né_il mondo né l’inferno
da Te mi strapperà.

Traduzione collegiale (Innario luterano 26) secondo un inno di Paul Gerhardt 1656 “O Haupt voll Blut und Wunden”
 
 
 
 
     
     
 
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