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Settembre 2010

 
Indice:

01. Editoriale

02. Dieter Kampen: Famiglie per volontà di Dio

03. NEV: Assemblea FLM

04. NEV: Sinodo Valdese-Metodista

05. Prossimi appuntamenti

 
01. Editoriale

Gentili lettori,
Dopo due mesi di pausa estiva vi raggiunge il Bollut di settembre. La pausa non era annunciata, perché l'ho decisa spontaneamente alla fine di luglio, quando il tempo per redigere il Bollut era già stretto e il mio desiderio di vacanze era già grande. Adesso invece vi scrivo subito all'inizio di settembre sia per portarvi le novità dell'estate sia anche per ricordarvi di non perdere l'iscrizione al seminario teologico che è un'ottima occasione per discutere su temi importanti e per incontrare altre persone interessanti.
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02. Dieter Kampen: Famiglie per volontà di Dio
 
L'articolo seguente è stato pubblicato nell'edizione attuale di Gioventù evangelica 212, estate 2010. Il tema e la maggior parte degli argomenti trattati sono determinate dalle richieste della reazione. Chi si interessa per il quaderno, tutto incentrato sul tema della famiglia, può trovare maggiori informazioni sul sito della Fgei:


Famiglie per volontà di Dio

Famiglia o celibato ?
Generalmente la Bibbia vede la famiglia e una discendenza numerosa come benedizione di Dio. Questo non stupisce, visto che ciò assicurava l'assistenza nella vecchiaia e aveva numerosi vantaggi sociali e materiali. Nel Nuovo Testamento sentiamo però anche voci critiche. L'Apostolo Paolo si augura che tutti fossero celibi – senza però giudicare quelli che invece preferiscono sposarsi.
La ragione di questo augurio non è tanto una valutazione negativa della famiglia di per sé, ma il desiderio di dedicarsi interamente alla predicazione dell'Evangelo. Avere una famiglia implica legami e responsabilità e quindi compromessi. Per Paolo invece sono cose di questo mondo a cui non vale la pena di dedicare il proprio tempo ed impegno che invece sono rivolti esclusivamente al regno di Dio. In questo Paolo somiglia all'uomo della parabola che trova una perla preziosa in un campo e vende tutto ciò che ha per acquistare quel campo.
Anche la valutazione negativa della sessualità da parte di Paolo si può vedere in questa prospettiva. In quanto piacere sensuale non vale niente in confronto alla beatitudine spirituale e nello stesso tempo devia da essa. D'altronde ciò vale anche per altri piaceri sensuali come il mangiare o il bere, altrettanto criticati da Paolo, solo che ritiene la sessualità più pericolosa del mangiare e bere, perché questi ultimi coinvolgono soprattutto lo stomaco, mentre il sesso coinvolge la persona tutta. Sempre si tratta di indirizzare la propria attenzione o verso il regno di Dio o verso il mondo. In questa prospettiva è del tutto schizofrenico, se – come si vede spesso – qualcuno condanna la sessualità e nello stesso tempo dà ampio spazio ai piaceri della gola. Paolo però sa che il celibato non è adatto a tutti. Chi non se lo sente dovrebbe sposarsi piuttosto di sopprimere i propri desideri con il rischio di cadere in tentazione.
Nel medioevo il celibato era stimato superiore al matrimonio, ma la Riforma capovolge questa valutazione. Secondo Lutero il matrimonio è inteso già nella creazione e chi lo vive si mette al servizio di Dio e diventa collaboratore del Dio creatore. Chi invece va in monastero lo fa innanzitutto per lavorare per la propria salvezza. Quindi in fondo si tratta di un atteggiamento egocentrico e perciò contrario alla volontà di Dio. Questo è una critica interessante che può fare riflettere anche sui nostri atteggiamenti odierni. Spesso si può osservare come la crescita spirituale viene perseguita in un modo piuttosto egocentrico. Invece di servire il prossimo e la società come sarebbe giusto, molta gente preferisce lavorare sulla propria crescita spirituale. Non che queste persone non farebbero del bene al prossimo, ma lo fanno sempre in riferimento alla propria esperienza spirituale. Per Lutero questo egoismo spirituale non va bene. La nostra salvezza o, con termini odierni, la nostra crescita spirituale non ci dovrebbe interessare, ma dovremmo fare soltanto la volontà di Dio.
Lo stato naturale è il matrimonio, perché Dio ha creato l'uomo come maschio e femmina. Però il matrimonio non salva e non è un sacramento. É un'istituzione che esisteva già prima del cristianesimo e che quindi non riguarda in primo luogo la chiesa, ma lo stato. Anche senza la benedizione della chiesa un matrimonio civile viene considerato come matrimonio valido. Da parte dei cattolici questo conduce spesso all'opinione che i protestanti non valutano molto alto il matrimonio perché per loro è un istituzione profana. Quest'opinione sbagliata non tiene conto che per i protestanti proprio le cose profane vengono valutate molto alte, non solo il matrimonio, ma anche il lavoro che in tedesco non per caso si chiama “Beruf” (vocazione). Tutto questo appartiene alla creazione di Dio come ci dice la Bibbia. Per Lutero, profano e divino non sono contrasti. Il matrimonio corrisponde pienamente alla volontà di Dio e chi si trova in esso, vive in uno stato istituito da Dio e fa la sua volontà.
Ciò non esclude che anche una vita nel celibato può essere condotta al servizio di Dio, ma non è superiore al matrimonio.
Insieme al matrimonio anche la sessualità viene rivalutata positivamente come dono di Dio. Questo vale sia per la sessualità come atto creativo di nuova vita, ma anche come espressione dell'amore coniugale.

Il matrimonio come specchio dell'amore divino
I rapporti all'interno del matrimonio, come d'altronde tutti i rapporti umani, dovrebbero rispecchiare il rapporto di Dio verso noi. Così come Dio ci ha accettato in modo del tutto incondizionato, così anche il nostro sì verso il partner deve essere incondizionato. Perciò in chiesa gli sposi si fanno una promessa che riguarda i giorni buoni e quelli cattivi finché morte non li separi. Un sì incondizionato non può essere una promessa a tempo determinato del tipo: “Ti prendo finché mi fa comodo” oppure: “finché non trovo qualcuno migliore”.
La Bibbia dice che i due saranno una carne sola. Quest'immagine esprime bene il rapporto fra i coniugi e include certamente la continuità del rapporto. Perciò la chiesa è contraria alle unioni coniugali che non vengono contratte con l'intenzione di durare tutta la vita. Lo stesso vale per le unioni che non riguardano la persona intera. P.es. ci sono persone che escludono dalla loro unione la fedeltà sessuale, perché la percepiscono come limitazione della loro libertà e come impedimento per la loro piena emancipazione sessuale. Però in questo modo sottovalutano l'importanza della sessualità per l'interezza del loro rapporto e si derubano della libertà di amare veramente.
Come il rapporto Dio - uomo, così anche il rapporto matrimoniale è un rapporto di amore e di servizio reciproco.


Il rapporto genitori – figli
Il rapporto all'interno della famiglia è anche un rapporto di autorità e di ubbidienza. Lutero colloca il quarto comandamento “Onorare padre e madre” (per Calvino il quinto comandamento) tra i primi tre che parlano del rapporto uomo – Dio e gli ultimi sei che parlano dei rapporti nella società, perché i genitori rappresentano per i figli l'autorità di Dio. I figli devono onorare i genitori e ubbidire loro come se Dio stesso parlasse attraverso loro.
Roba di cinquecento anni fa che oggi non interessa più? Non del tutto, perché questo rapporto genitori-figli è sia dato strutturalmente dall'ordine creazionale che comandato dalla parola di Dio. Però è vero che oggi gli esegeti interpretano questo comandamento soprattutto nel senso sociale-economico, cioè i figli dovrebbero prendersi cura dei genitori anziani e provvedere per loro. L'interpretazione di Lutero resta però interessante se si guarda il suo intento spirituale. Per Lutero una vita di fede è una via di autosvuotamento. L'uomo si svuota dei propri desideri affinché Dio sia tutto in tutto. Egli muore in se stesso affinché Cristo possa vivere in lui. In questa prospettiva il rapporto verso i genitori diventa una scuola di fede.
Non si tratta però di una ubbidienza cieca. Lutero stesso entra in monastero contro l'esplicita volontà del Padre. Si deve ubbidire Dio più degli uomini. Lutero non manca di rispetto verso il Padre, ma resta comunque fermo nella sua decisione di entrare in monastero, perché interpreta questo come volontà di Dio. Quindi la volontà dei genitori è da esaminare criticamente nella luce della volontà di Dio.
Oggi viviamo in una democrazia e anche il rapporto genitori – figli non è più soltanto un rapporto di autorità – ubbidienza come era uso nella società al tempo della Riforma. Forse sarebbe meglio parlare di rispetto piuttosto che di ubbidienza. Sia come sia, il rapporto con i genitori è il rapporto interpersonale primario in cui ci troviamo e siamo chiamati a viverlo secondo la volontà di Dio. Vedendo il rapporto con i genitori nella luce del nostro rapporto con Dio esso diventa veramente una scuola di fede, soprattutto quando diventa difficoltoso mantenere il giusto rispetto.
Comunque dovrebbe essere chiaro che, come il rapporto matrimoniale, anche il rapporto genitori-figli è un rapporto di amore e di servizio reciproco.


Il divorzio
Come detto, il matrimonio è progettato sempre per tutta la vita. Però siccome è una promessa fatta tra uomini e siccome gli uomini sono imperfetti, succede anche che un matrimonio può naufragare. Non si dovrebbe prendere questo alla leggera perché è contro la volontà di Dio. Però sappiamo anche che Dio può perdonare e donare un nuovo inizio.
Le chiese protestanti non condannano chi divorzia, sia perché il giudizio spetta a Dio, sia perché normalmente il divorzio è il culmine di una vita sofferta. Perciò le chiese protestanti cercano di accompagnare i divorziati, di aiutarli a perdonarsi e a iniziare una nuova vita. Con la fiducia nella misericordia di Dio vengono benedette anche le persone divorziate che si sposano nuovamente.

Quando Gesù dice: “sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell'uomo saranno quelli stessi di casa sua” (Mt 10,35-36), certamente non voleva dire che il divorzio sia una cosa positiva, ma voleva esprimere la radicalità della sequela. Si deve amare Dio al di sopra di ogni cosa. Però è anche vero che la famiglia viene in qualche modo relativizzata. Chi ha la fede fa parte di una famiglia più grande, cioè fa parte della chiesa.


Famiglia e società
La famiglia non è un egoismo a due (o tre, quattro ecc.), ma è aperta verso Dio e la società. La famiglia sta in comunione con la comunità dei credenti e con la comunità civile di cui fa parte. Il credente riconosce Dio come colui che ci ha creati, ci mantiene e ci dà il nostro pane quotidiano e in risposta ai doni ricevuti si impegna a sua volta per la chiesa e la società, vivendo in un circolo armonico di ricevere e dare. Già il fatto che la chiesa e la società svolgano una parte dell'educazione dei bambini, rende necessario che i genitori si impegnino anche politicamente (in senso largo) per formare una società che possa trasmettere i giusti ideali ai bambini.
L'educazione dei bambini è sicuramente il compito primario e più importante della famiglia. Importante è trasmettere non soltanto le capacità di vivere nella società civile, ma i genitori (e nonni ecc.) hanno anche un ruolo primario nella trasmissione della fede mediante l'esempio di vita, la preghiera e la lettura biblica comune, la trasmissione di conoscenza ecc. Così la famiglia diventa una piccola chiesa che però resta inserita in quella più grande.


Varie forme di vita
Visto che il matrimonio è un'istituzione profana, le sue forme possono anche cambiare nell'arco dei secoli. Oggi, accanto alla famiglia tradizionale, troviamo famiglie con un solo genitore, famiglie patchwork e coppie omosessuali. Il sinodo della chiesa luterana si è occupato di questa tematica durante il recente incontro e il 3 maggio 2010 ha deliberato che tutte queste forme di unioni, incluse quelle omosessuali, vengono accompagnate pastoralmente e possono anche essere benedette in chiesa.

Dieter Kampen, pastore luterano di Trieste
 
 
03. NEV: Assemblea FLM
 
I luterani chiedono perdono ai mennoniti per le persecuzioni del 1500

L'XI Assemblea della FLM vota un documento che sancisce la riconciliazione tra le due chiese

06.08.2010
“È l'azione più significativa compiuta da questa assemblea”. Così il vescovo Mark S. Hanson, presidente uscente della Federazione luterana mondiale (FLM), ha definito l'atto di riconciliazione tra luterani e mennoniti avvenuto a Stoccarda (Germania) durante i lavori della XI Assemblea della FLM (20-27 luglio). Lo scorso 22 luglio l'Assemblea ha infatti approvato all'unanimità un documento nel quale i luterani chiedono perdono “a Dio e ai nostri fratelli e sorelle mennonite” per le persecuzioni condotte contro questi ultimi nel XVI secolo con il pieno sostegno teologico dei più eminenti riformatori luterani. I mennoniti, il cui nome deriva dal predicatore olandese Menno Simmons (1496-1561), appartengono infatti al movimento anabattista che indicava come autentico solo il battesimo ricevuto in età adulta in piena consapevolezza di fede; ne conseguiva la necessità del ribattesimo per chiunque avesse ricevuto il sacramento da bambino. La persecuzione degli anabattisti fu facilitata dal fatto che il diritto romano prevedeva la punizione di chi praticava il ribattesimo con la morte per annegamento.
Oggi in questo luogo abbiamo compiuto la legge d'amore di Cristo”, ha solennemente dichiarato il pastore Danisa Ndlovu, presidente della Conferenza mennonita mondiale, che ha fatto dono al presidente luterano uscente Hanson di una catino in legno per la lavanda dei piedi, pratica seguita dai mennoniti in obbedienza all'esempio di Gesù che lavò i piedi ai suoi discepoli (Giovanni 13). “Questo dono – ha affermato Ndlovu – rappresenta l'impegno dei mennoniti per una relazione futura nutrita da un amore che supera ogni barriera e un servizio che non viene meno”. Il documento che l'Assemblea della FLM ha votato all'unanimità è il risultato del lavoro di una commissione di studio congiunta luterano-mennonita riunitasi dal 2005 al 2009. La richiesta di perdono dei luterani non riguarda solo i fatti del Cinquecento, ma anche l'aver dimenticato o sottovalutato nei secoli successivi quelle persecuzioni, continuando a dare una immagine fuorviante e negativa degli anabattisti.

Fonte: NEV, 30-31/2010
 
04. NEV: Sinodo Valdese-Metodista
 

SPECIALE SINODO DELLE CHIESE METODISTE E VALDESI


Sinodo/1. Maria Bonafede: “Camminare insieme nell'ascolto di Dio e degli altri”
Riconfermata per un altro anno moderatora della Tavola valdese

Roma (NEV), 1 settembre 2010 – Accoglienza, fraternità, scambio, condivisione: queste le parole chiave del discorso della pastora Maria Bonafede, rieletta per un altro anno moderatora della Tavola valdese, pronunciato venerdì scorso nell'aula sinodale della Casa valdese di Torre Pellice (TO), dove - dal 22 al 27 agosto – si è svolto il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, presieduto quest’anno dal giudice Marco Bouchard.
Un discorso che non ha nascosto le difficoltà del camminare insieme, difficoltà sperimentate nel corso di questo Sinodo con al centro dell'attenzione la benedizione di coppie dello stesso sesso: “Abbiamo vissuto cinque giorni intensi di confronto e scontro, su temi importanti che investono sia la vita della chiesa che quella delle persone. Il Sinodo ha dimostrato che il modo di procedere è quello di non perdere mai di vista il valore dell'accoglienza”.
Per la moderatora Bonafede il Sinodo si è assunto una grande responsabilità aprendo alla benedizione delle coppie dello stesso sesso (vedi notizie seguenti). Una decisione che non chiude il dibattito, ma che andrà ulteriormente approfondita e verificata nella prassi. “Vogliamo essere una chiesa che vive nel confronto e del confronto, senza mai mettere un punto ai ragionamenti, bensì una virgola”, ha affermato Bonafede.
Il Sinodo quest'anno ha posto l'accento anche sull'accoglienza degli immigrati, che a migliaia stanno bussando alle porte delle chiese valdesi e metodiste italiane. “Accoglienza significa anche arricchimento – ha proseguito Bonafede -. Che cos'è la fede se non l'incontro? L'incontro che cambia, trasforma e arricchisce la vita di chi la riceve. 'Sinodo' vuol dire esattamente questo: camminare insieme, ascoltando la parola di Dio, ma anche le parole e i silenzi delle persone. Abbiamo bisogno gli uni degli altri”. Al tema di “Essere chiesa insieme” la Tavola valdese ha dedicato lunedì 23 agosto una serata-evento di testimonianza, musica e preghiera svoltasi nel tempio valdese di Torre Pellice. Scopo dell'iniziativa era sottolineare il carattere multietnico delle chiese evangeliche in Italia, come ha ricordato Bonafede.
Guardando poi al paese, “che attraversa una profonda crisi morale e politica”, ma anche ai 150 anni dell'Unità d'Italia e ai valori risorgimentali, la moderatora così ha concluso: “vogliamo un paese unito, plurale, laico e democratico”. E citando la lettera di Paolo ai Romani (12): “Benedite quelli che vi perseguitano. Benedite e non maledite”. Il Sinodo si è concluso con un culto liturgico di Santa Cena presso il tempio di Torre Pellice.
Il Sinodo si era aperto domenica 22 agosto con un culto solenne presieduto dalla pastora Letizia Tomassone, vice presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Il messaggio dell'evangelo è quello di un “Dio che sconfigge il male e l'ingiustizia e porta guarigione e pace”, aveva detto nella sua predicazione prendendo spunto da Luca 10:17-24. Durante il culto è stato consacrato al ministero pastorale Michel Charbonnier, che ha sottoscritto l’antica confessione di fede del 1655. Numerosi gli ospiti italiani e stranieri che hanno seguito i lavori sinodali, tra cui il pastore Agbenoxevi Mawuli Awanyoh, moderatore della Chiesa evangelica presbiteriana del Togo; il pastore Laurent Schlumberger, presidente del Consiglio nazionale della Chiesa riformata di Francia; e il vescovo di Pinerolo, mons. Piergiorgio Debernardi, membro della Commissione per l'ecumenismo e il dialogo della CEI.
Membri della Tavola valdese sono stati eletti: Daniela Manfrini (vicemoderatora), Giovanni Anziani, Adriano Bertolini, Giuseppe Ficara, Aldo Lausarot, Ruggero Mica. Alessandra Trotta è stata rieletta alla presidenza dell'Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI), mentre presidente della Commissione sinodale per la diaconia (CSD) è stato riconfermato Marco Armand Hugon. Nuovo decano della Facoltà valdese di teologia di Roma è il professor Yann Redalié, che subentra a Daniele Garrone.


Sinodo/2. Apertura alle benedizioni di coppie omosessuali
Ampio consenso raggiunto tra i sinodali dopo una lunga ed articolata discussione

Roma (NEV), 1 settembre 2010 – A conclusione di un lungo, articolato ed approfondito dibattito, nella serata di giovedì 26 agosto il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi (Torre Pellice, 22-27 agosto) ha approvato con un ordine del giorno la benedizione di coppie dello stesso sesso, “laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni”.
Una clausola impostasi, data l'impossibilità emersa nel corso delle discussione di un “si” incondizionato reputato ancora prematuro. L'accento è stato messo volutamente sul percorso di maturazione delle stesse coppie e delle rispettive comunità locali. La decisione è stata presa con 105 voti favorevoli, 9 contrari e 29 astenuti (vedi in Documentazione il testo integrale).
“Un passo in avanti chiaro e netto, certo, ma da collocare in un percorso che andrà ancora meglio definito, soprattutto per quanto attiene il rapporto tra le chiese e le stesse coppie omoaffettive”, è stato a caldo il commento del presidente del Sinodo, Marco Bouchard.
Con questo atto il Sinodo riconosce le differenze nel percorso di integrazione e riconoscimento delle persone omosessuali nelle chiese locali, ed invita al rispetto delle diverse sensibilità dei membri di chiesa. “Consapevole del fatto che la benedizione, nel contesto esclusivamente liturgico e pastorale delle nostre chiese, testimonia un riconoscimento ed una condivisione annunciata e proclamata della Grazia di Dio rivolta ad ogni creatura umana, esprime con forza la sua convinzione che le parole e la prassi di Gesù, così come esse ci sono testimoniate negli Evangeli, non possono che chiamarci all’accoglienza di ogni esperienza e di ogni scelta improntate all’amore quale dono di Dio, liberamente e consapevolmente vissuto e scelto”.
Di conseguenza, il Sinodo chiede alle chiese di approfondire la riflessione sulla realtà omosessuale all’interno delle chiese stesse e della società. Chiede inoltre che, “ove sorelle e fratelli membri della nostra Chiesa o appartenenti ad una Chiesa evangelica richiedano la benedizione di una unione omosessuale, si proceda nel cammino di condivisione e testimonianza e, laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni, essa si senta libera di prendere le decisioni conseguenti, rimanendo in costruttivo contatto con gli appositi organismi”.
E alle istituzioni politiche del nostro paese ha rivolto una richiesta ben precisa: “attenzione verso la situazione di discriminazione delle persone gay-lesbiche-bisex e transessuali, e in particolare la regolamentazione dei diritti delle coppie di fatto”.
Il giorno dell'apertura del Sinodo molti delegati indossavano un triangolo rosa, simbolo con il quale venivano identificate le persone omosessuali internate nei campi nazisti. La pastora Letizia Tommassone e Michel Charbonnier – in soldarietà con gli omosessuali – hanno voluto aprire il consueto corteo sinodale che percorre la via Beckwith fino al tempio di Torre Pellice, con indosso un triangolo rosa. Scopo dell'iniziativa era quello di denunciare l'indifferenza e l'arretratezza del nostro paese rispetto al riconoscimento dei diritti civili delle persone omosessuali, nonché gli atti di omofobia.



Sinodo/3. Coppie omosessuali: “Dare risposte a domande concrete”
In una conferenza stampa l'opinione di Bernardini, Perrin e Platone

Roma (NEV), 1 settembre 2010 – “Bisognerà pur dire una parola chiara. Quando parliamo di coppie omosessuali, parliamo di amore o di peccato?” si è chiesto il pastore Eugenio Bernardini, già vice moderatore della Tavola valdese. Intervenendo nel corso di una conferenza stampa alla viglia del voto sulle benedizioni delle coppie dello stesso sesso, ha voluto ricordare come negli ultimi anni il clima nelle chiese valdesi e metodiste è fortemente cambiato: “Forse anche grazie a questo, oggi le richieste che ci giungono da persone che desiderano benedire l'amore che le lega, sono richieste serie e sentite. Persone che hanno attraversato un percorso di vita e di fede spesso sofferto, ma autentico. In questa ottica sicuramente non parliamo di peccato. In 1 Giovanni (4:7) leggiamo: 'Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio'. Chissà che il Sinodo non stia per fare un passo enorme, storico, innovativo nella realtà teologica”.
“E' anche vero che su queste tematiche le chiese valdesi e metodiste riflettono da decenni – ha spiegato la pastora Janique Perrin della Commissione di studio per la riflessione su 'fede e omosessualità' presente alla conferenza stampa -. Nel 2007, in occasione della IV Sessione congiunta dell'Assemblea battista e del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, fu varato un atto che sancì l'incondizionata accoglienza nella chiesa di persone omosessuali. La nostra commissione ha elaborato, e aggiorna periodicamente i materiali a disposizione delle chiese sulle questioni di 'fede e omosessualità'. Siamo attenti all'accompagnamento pastorale delle coppie dello stesso sesso, così come agli aspetti liturgici che riguardano persone gay e lesbiche. Con benedizione intendiamo quell'atto in cui rendiamo grazia a Dio per i doni che ci sono stati dati. Riteniamo l'amore essere un dono meraviglioso”.
Il pastore Giuseppe Platone dal canto suo ha ribadito la necessità di fare una netta distinzione tra il matrimonio con effetti civili, che comporta diritti e doveri ben precisi, e la benedizione di una unione di vita, che non ha alcun carattere giuridico: “Non c'è dubbio che in Italia esiste un vuoto legislativo in merito alla tutela delle coppie di fatto, una situazione sollevata a più riprese dalle nostre chiese”, ha aggiunto Platone.


Sinodo/4. I 150 anni dell'Unità d'Italia come occasione per rilanciare i valori della laicità
“No” al crocifisso nelle aule scolastiche, “sì” ad una legge organica sulla libertà religiosa

Roma (NEV), 1 settembre 2010 – Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi (Torre Pellice, 22-27 agosto), con un ordine del giorno sulle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, ha posto con forza l'accento sui valori risorgimentali della separazione tra stato e chiesa, delle libertà democratiche, del pluralismo religioso e culturale, dell'unità nazionale (vedi in Documentazione il testo integrale). Da un lato il Sinodo ha denunciato l'assenza di una legge organica a tutela della libertà religiosa, dall'altro ha auspicato l'urgente approvazione parlamentare delle leggi relative alle sei Intese (che riguardano la chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, l’Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed esarcato per l’Europa meridionale, la Chiesa apostolica in Italia, l’Unione buddhista italiana, l’Unione induista italiana e la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova).
Inoltre il Sinodo ha invitato la Tavola valdese (organo esecutivo dell'unione delle chiese metodiste e valdesi) ad attivarsi presso il Parlamento italiano per presentare la proposta della “Giornata della libertà di coscienza, di religione e di pensiero” da svolgersi il 17 febbraio (in ricordo del 17 febbraio del 1848, quando Re Carlo Alberto concesse i diritti civili ai valdesi, e del 17 febbraio 1600, data del rogo di Giordano Bruno).
“Il Centocinquantenario dell'Unità d'Italia è per noi un'occasione di riconoscenza per un evento centrale della storia del nostro paese, di cui gli evangelici, nel loro piccolo, sono stati anch'essi protagonisti. Siamo tuttavia delusi da come la classe dirigente italiana lo svilisca, trasformando il valore dell'unità in merce di scambio per fini politici”. Si è espresso così il pastore metodista Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), in una conferenza stampa tenutasi a Torre Pellice. “Libertà civile e cittadinanza sono le parole chiave del Risorgimento, concetti che si applicano perfettamente anche al nostro presente, per esempio rispetto ai nuovi cittadini italiani giunti nel nostro paese con l'immigrazione”, ha insistito Aquilante: “Chi sminuisce il 150° dell'Unità vuole in realtà ignorarne i valori: la realizzazione di una democrazia compiuta, la giustizia sociale, i diritti delle persone, la libertà religiosa, la laicità. Parlare oggi di questo significa confrontarsi con le politiche dell'immigrazione. Per rispondere ai problemi dell'Italia di oggi bisogna affrontare le questioni dei diritti fondamentali. Lo stato ha il dovere di creare degli spazi, in cui tutti i soggetti siano paritetici, per garantire precisamente questo diritto e questa libertà”.
Sempre in questo quadro è da intendersi l'ordine del giorno sull'affissione del crocifisso nelle aule scolastiche votato quasi all'unanimità (vedi in Documentazione il testo integrale). Prendendo spunto dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo del 3 novembre 2009 (che ha dichiarato l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane lesivo del diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche), il Sinodo “si duole che il Governo italiano, anziché conformarsi alla decisione della Corte abbia presentato ricorso alla Grande Camera”. Deplorevole soprattutto l'uso strumentale che del crocifisso è stato fatto, e continua ad essere fatto: il crocifisso non può essere considerato “simbolo della civiltà e della cultura italiane”. Il Sinodo pertanto auspica che “le istituzioni europee contribuiscano a rafforzare le norme a tutela dei principi di pluralismo e di laicità propri di ogni democrazia”.


Sinodo/5. “Sì” alla ricerca sulle cellule staminali embrionali
Passo storico del Sinodo con l'approvazione di un documento della Commissione bioetica

Roma (NEV), 1 settembre 2010 – Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi (Torre Pellice, 22-27 agosto) ha detto “sì” alla ricerca sulle staminali embrionali. Approvando a stragrande maggioranza l’orientamento di fondo del documento "Cellule staminali. Aspetti scientifici e questioni etiche" - elaborato dalla Commissione bioetica della Tavola valdese – il Sinodo per la prima volta prende posizione su un tema così delicato.
La speranza del Sinodo è che “la ricerca scientifica sulle cellule staminali, anche embrionali, possa contribuire a proporre nuove possibilità terapeutiche, anche per patologie molto gravi”.
Il documento (scaricabile dal sito www.chiesavaldese.org/pages/attivita/bioetica.php) lancia un messaggio audace: "L'annuncio evangelico ci chiama al rischio dell'interpretazione del messaggio cristiano". Pertanto il pool di teologi, giuristi, medici, scienziati e ricercatori che lo hanno stilato, si dice favorevole “alla possibilità che la ricerca si avvalga di embrioni 'sovrannumerari', altrimenti destinati alla distruzione”. La Commissione bioetica nel documento giunge alla seguente conclusione: "Qualsiasi soluzione si voglia dare a una questione così annosa e controversa, a noi sembra evidente che la blastocisti non possieda alcuna caratteristica che permetta di identificala con un essere umano". Meglio rinunciare a ogni "atteggiamento pregiudizialmente difensivo" e guardare al progresso scientifico "in una prospettiva laica, in grado di coglierne i limiti e le potenzialità emancipative".
Questo articolato documento era già stato presentato allo scorso Sinodo dal coordinatore della Commissione bioetica Luca Savarino e successivamente inviato a tutte le chiese per un'attenta valutazione. Il giro di consultazioni si è concluso quest'anno con il voto favorevole del Sinodo.


Sinodo/6.Servizio Cristiano di Riesi: il presidente Giorgio Napolitano ricorda Tullio Vinay
Tra gli altri temi la diaconia, le finanze, la gestione dell'otto per mille, Kingston 2011

Roma (NEV), 1 settembre 2010 – Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi (Torre Pellice, 22-27 agosto), non ha mancato di trattare delle finanze e delle questioni legate alla diaconia, vale a dire quell'ambito dell'azione sociale intesa come espressione della testimonianza cristiana. In particolare, i deputati hanno esaminato il Servizio cristiano di Riesi (CL) (opera sociale e di vita comunitaria fondata nel 1961 dal pastore valdese e senatore della Repubblica, Tullio Vinay) che portò in una delle zone più depresse della Sicilia una scuola materna ed una elementare, una biblioteca, una scuola di formazione meccanica e un centro agricolo. A proposito del Cinquantenario del Servizio cristiano che si celebrerà nel 2011, il Sinodo ha ringraziato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per aver ricordato l'anniversario in un messaggio all'attuale direttore dell'opera, Gianluca Fiusco, nel quale ha espresso “solidarietà per il lavoro svolto con particolare impegno e con successo grazie all'impegno del Servizio Cristiano, nato per iniziativa di Tullio Vinay”.
Tra gli altri adempimenti il Sinodo ha approvato l'operato della Tavola valdese per quel che riguarda l'otto per mille di cui è stata presentata la ripartizione annuale, suddivisa per il 70% in finanziamenti a progetti sociali, culturali e assistenziali in Italia, per il 30% riguardante progetti all'estero. In base ai dati di quest'anno, l'otto per mille ai valdesi e metodisti ha registrato un significativo incremento grazie all'aumento delle firme alla Chiesa valdese da parte dei contribuenti.
Un ordine del giorno ha posto l'attenzione sulla Convocazione ecumenica internazionale per la pace che si terrà nel maggio 2011 a Kingston (Giamaica) per iniziativa del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). In particolare, il Sinodo ha deciso di trasmettere alle chiese il documento del convegno preparatorio a Kingston “Chiese strumento di pace?”, tenutosi a Milano il 2 giugno scorso. Il Sinodo ha inoltre invitato le chiese a prendere visione del documento del CEC “Gloria a Dio e pace sulla terra” - il cui esame verrà affidato alla Commissione per l'ecumenismo – e a sostenere “con la preghiera e con l'azione” il cammino per la riconciliazione intrapreso con il “Decennio per superare la violenza” (1998-2011) di cui Kingston celebrerà la conclusione.



DOCUMENTAZIONE

Roma (NEV), 1 settembre 2010 - Di seguito gli ordini del giorno: sulle Benedizioni di coppie dello stesso sesso, sulle Celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia e sull'Esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, votati dal Sinodo delle chiese metodiste e valdesi che si è tenuto a Torre Pellice (Torino) dal 22 al 27 agosto 2010.

BENEDIZIONI DI COPPIE DELLO STESSO SESSO

Il Sinodo,
- riconoscendo le differenze nel percorso di integrazione e riconoscimento delle persone omosessuali nelle chiese locali, ed invitando in ogni caso al rispetto delle diverse sensibilità dei membri di chiesa, nella preghiera e nella prospettiva delle diversità riconciliate in Cristo,
- grato ai numerosi e vari gruppi di lavoro, studio ed approfondimento sull’argomento che da anni operano fornendo materiale di studio alle chiese,
- consapevole del fatto che la benedizione, nel contesto esclusivamente liturgico e pastorale delle nostre chiese, testimonia un riconoscimento ed una condivisione annunciata e proclamata della Grazia di Dio rivolta ad ogni creatura umana,
- riaffermando quanto detto da diversi documenti precedenti, con particolare riferimento agli atti 30/SI/07, P/AS/07, 43/SI/08,
- esprime con forza la sua convinzione che le parole e la prassi di Gesù, così come esse ci sono testimoniate negli Evangeli, non possono che chiamarci all’accoglienza di ogni esperienza e di ogni scelta improntate all’amore quale dono di Dio, liberamente e consapevolmente vissuto e scelto.

Il Sinodo invita pertanto le chiese:
- ad affrontare ed approfondire la riflessione sulla realtà omosessuale ed omoaffettiva all’interno delle chiese stesse e della società, avvalendosi del supporto del materiale prodotto nel corso degli anni da numerosi gruppi di lavoro sul tema e del servizio della rinnovata commissione “Fede e Omosessualità”;
- nella prospettiva dell’atto P Assemblea/Sinodo 2007, ad intraprendere o approfondire la riflessione sulla benedizione delle coppie dello stesso sesso, nel contesto dell’animazione teologica “Moltiplicare Benedizioni” proposta dalla commissione di cui sopra.

Chiede di conseguenza alle chiese che,
- ove sorelle e fratelli membri della nostra Chiesa o appartenenti ad una Chiesa evangelica richiedano la benedizione di una unione omosessuale si proceda nel cammino di condivisione e testimonianza e, laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni, essa si senta libera di prendere le decisioni conseguenti, rimanendo in costruttivo contatto con gli appositi organismi.



CELEBRAZIONI DELL'UNITA' D'ITALIA

Il Sinodo,
alla vigilia del 150° anniversario dell’unità d’Italia (1861-2011),
- esprime la sua gratitudine al Signore per quello che il processo unitario, con le sue luci e con le sue ombre, ha rappresentato per l’Italia;
- ritieneche questo anniversario costituisca una preziosa occasione di riflessione per il nostro Paese, particolarmente oggi in cui preoccupanti spinte discriminatorie alimentano divisioni economiche e culturali tra il Nord e il Sud del Paese;
- consapevole del ruolo attivo che molti protestanti hanno svolto nel lungo processo risorgimentale considerandolo un'occasione per la rinascita spirituale e culturale del Paese nella cornice del nuovo stato unitario;
- nella convinzione che i temi risorgimentali delle libertà e dell'unità spingano le cittadine e i cittadini italiani a un rinnovato impegno culturale e politico a sostegno della laicità dello Stato, della solidarietà tra le diverse regioni del Paese e dell'integrazione degli immigrati nella comunità nazionale;
- invita la Tavola, ad attivarsi presso il Parlamento italiano per presentare la proposta della Giornata della libertà di coscienza, di religione e di pensiero (Atti 111/SI/2006 e M/AS/2007) da svolgersi il 17 febbraio (in ricordo del 17 febbraio del 1848, quando Re Carlo Alberto concesse i diritti civili ai valdesi e del 17 febbraio 1600, data del rogo di Giordano Bruno);
- nel quadro del crescente pluralismo religioso che ormai da decenni si consolida anche in Italia, auspica l'urgente approvazione parlamentare delle leggi relative alle Intese già passate al vaglio del Consiglio dei Ministri;
- denunciando l'assenza di una organica legge a tutela della libertà religiosa, auspica una pronta ripresa del confronto tra le parti politiche su questa materia di grande rilievo sociale e giuridico;
- ricordando che l’unità conseguita nel 1861 ha consentito anche la libera circolazione della Bibbia invita le chiese ad intensificarne la lettura e la diffusione nella convinzione che la scoperta sempre nuova di Gesù Cristo è fermento vitale per l’intera società;
- auspica che questo anniversario segni l’inizio di un percorso pluriennale che sappia coniugare la memoria viva e critica del passato con l’impegno a rafforzare le libertà democratiche e i diritti di cittadinanza nell'Italia multiculturale e multireligiosa di oggi.


ESPOSIZIONE DEL CROCIFISSO NEI LUOGHI PUBBLICI

Il Sinodo,
- saluta favorevolmente la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) di Strasburgo del 3 novembre 2009, che ha dichiarato l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane (caso Lautsi c. Italia) lesivo del diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche e del principio di laicità della scuola
- deplora l'uso strumentale che del crocifisso è stato fatto, e continua ad essere fatto, da responsabili di uffici pubblici e, da ultimo, anche a mezzo di ordinanze di alcuni sindaci
- si duoleche il Governo italiano, anziché conformarsi alla decisione della CEDU abbia presentato ricorso alla Grande Camera della Corte stessa

ribadisce
- che la Costituzione afferma i principi fondamentali di uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di religione (art. 3 della Costituzione) e di eguale libertà di tutte le religioni dinanzi alla legge (art. 8)
- che la giurisprudenza della Corte costituzionale stabilisce che l’atteggiamento dello Stato deve essere segnato da equidistanza e imparzialità, indipendentemente dal numero dei membri di una religione o di un’altra
- che per la Corte costituzionale il principio di laicità ha natura di “principio supremo”

ritiene
- che il crocifisso non possa essere considerato “simbolo della civiltà e della cultura” italiane
- che in particolare la scuola costituisca un ambito privilegiato per la formazione del cittadino e che quindi al suo interno, pur nel rispetto delle diverse identità religiose e culturali degli insegnanti, degli allievi e delle loro famiglie, si debba riaffermare e difendere il principio di laicità

auspica che le istituzioni europee contribuiscano a rafforzare le norme a tutela dei principi di pluralismo e di laicità propri di ogni democrazia.

Fonte: NEV 34-35/2010

 
05. Prossimi appuntamenti
 

Seminario teologico
Napoli :: Comunità luterana, p.tta Terracina 1
Hotel Britannique: C.so Vittorio Emanuele, 133 - 80121 - NAPOLI
Tel. +39/081-7614145 - www.hotelbritannique.it

Anche quest’anno la Chiesa Evangelica Luterana in Italia organizza per giovani italiani (ed ex giovani interessati) un seminario di formazione teologica.
L’incontro avrà luogo a Napolinella sala della Comunità luterana (alloggio nell'Hotel Britannique) nel fine settimana del 17-19 settembre 2010.
Il seminario sarà guidato dai pastori luterani Alberto Saggese (Il biglietto da visita di Gesù. Esegesi dei primi capitoli dei Vangeli), Dieter Kampen (L'etica luterana) e dal decano con un tema da definire.
Il seminario è gratuito e i costiper il soggiorno (pasti inclusi) sono di Euro 130 a persona in stanza singola, di Euro 90 in stanza doppia e Euro 45 per la partecipazione senza pernottamento (pranzi e cene incluse).
Le prenotazioni dovranno pervenire entro il 7 settembre 2010 presso il Decanato della CELI all’e-mail: decanato@chiesaluterana.it o al fax: 06 66017993, da per questioni organizzative si raccomanda di effettuare l'iscrizione prima delle vacanze estive e comunque il più presto possibile.
L'incontro avrà inizio nel pomeriggio di venerdì e terminerà domenica dopo il culto e il pranzo.
Trovate informazioni più dettagliate e il modulo d'iscrizione sul sito www.chiesaluterana.it.
Questo seminario è finanziato in parte con i fondi dell'otto per mille dalla Chiesa Evangelica Luterana in Italia.


 

 
Altri appuntamenti:

dal 19.09.2010 al 01.10.2010 | Israele e Palestina :: Località varie
http://www.chiesaluterana.it/it/index.php?mod=eventi&id=435&page=1&tipo=


9/10 ottobre 2010; GIORNATA CELI, ROMA


 

 
 
     
     
 
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