Menu

  ARCHIVIO BOLLUT
  BOLLUT 001
  BOLLUT 002
  BOLLUT 003
  BOLLUT 004
  BOLLUT 005
  BOLLUT 006
  BOLLUT 007
  BOLLUT 008
  BOLLUT 009
  BOLLUT 010
  BOLLUT 011
  BOLLUT 012
  BOLLUT 013
  BOLLUT 014
  BOLLUT 015
  BOLLUT 016
  BOLLUT 017
  BOLLUT 018
  BOLLUT 019
  BOLLUT 020
  BOLLUT 021
  BOLLUT 022
  BOLLUT 023
  BOLLUT 024
  BOLLUT 025
  BOLLUT 026
  BOLLUT 027
  BOLLUT 028
  BOLLUT 029
  BOLLUT 030
  BOLLUT 031
  BOLLUT 032
  BOLLUT 033
  BOLLUT 034
  BOLLUT 035
  BOLLUT 036
  BOLLUT 037
  BOLLUT 038
  BOLLUT 039
  BOLLUT 040
  BOLLUT 041
  BOLLUT 042
  BOLLUT 043
  BOLLUT 044
  BOLLUT 045
  BOLLUT 046
  BOLLUT 047
  BOLLUT 049
  BOLLUT 050
  BOLLUT 052
  BOLLUT 053
  BOLLUT 054
  BOLLUT 055
  BOLLUT 056
  BOLLUT 057
  BOLLUT 058
  BOLLUT 059
  BOLLUT 060
  BOLLUT 061
  BOLLUT 062
  BOLLUT 063
  BOLLUT 064
  BOLLUT 065
  BOLLUT 066
  BOLLUT 067
  BOLLUT 068
  BOLLUT 069
  BOLLUT 070
  BOLLUT 071
  BOLLUT 072
  BOLLUT 073
  BOLLUT 074
  BOLLUT 075
  BOLLUT 076
  BOLLUT 077
  BOLLUT 078
  BOLLUT 079
  BOLLUT 080
  BOLLUT 081
  BOLLUT 082
  BOLLUT 083
  BOLLUT 084
  BOLLUT 085
  BOLLUT 086
  BOLLUT 087
  BOLLUT 088
  BOLLUT 089
  BOLLUT 090
  BOLLUT 091
  BOLLUT 092
  BOLLUT 093
  BOLLUT 094
  BOLLUT 095
  BOLLUT 096
  BOLLUT 097
  BOLLUT 098
  BOLLUT 099
  BOLLUT 100
  BOLLUT SOST 003
  BOLLUT SOST 004
 
 
 

Bollut 047

www.bollutnet.org 
Ottobre 2010

 
Indice:

01. Editoriale

02. Alessandro Catalfamo: Napoli per la seconda volta sede del Seminario teologico

03. Dieter Kampen: L'etica di Lutero e il suo “Sermone delle buone opere”

04. Franco Alfarano: Libero nella Verità

05. Voci contrari alla benedizione delle copie omosessuali

06. Prossimi appuntamenti
 
 
01. Editoriale

Gentili lettori,
L'ottobre è il primo mese dopo la pausa estiva in cui tutti sono tornati al lavoro e anche per la vita comunitaria è un mese decisivo in vista della nuova stagione. Molte chiese destinano l'ottobre all'evangelizzazione, perché la routine quotidiana non si è ancora cementata e quindi si possono ancora osare vie nuove. Quest'ottobre la CELI ha organizzato la sua prima Giornata CELI a livello nazionale – ne parleremo il prossimo mese. Inoltre quest'anno il 31 ottobre cade su una domenica, cioè il Giorno della Riforma, oggi conosciuto anche come Halloween, in cui i pastori tirano fuori dall'armadio i vecchi spettri del passato. O forse mi confondo? Come sia, prima di passare all'azione, bisogna fare una buona riflessione teologica, cosa che abbiamo fatto in settembre durante il seminario teologico a cui è destinato in larga parte questo Bollut.
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02. Alessandro Catalfamo: Napoli per la seconda volta sede del Seminario teologico
 
Anche quest’anno la Chiesa Evangelica Luterana in Italia ha organizzato un seminario di formazione teologica per coloro che sono interessati a conoscere più approfonditamente il luteranesimo. Il luteranesimo non è una sorta di reliquia - Con tutto il rispetto per le reliquie. – da visitare in una cappella tedesca o in qualche complesso museale; non è un resto del corpo di Martin Luther. Né è un fenomeno religioso semplicemente germanico. Si tratta di una dottrina che dal sec. XVI ha accomunato ed accomuna milioni di cristiani nel mondo, in quasi 100 Paesi tra i quali è l’Italia.
L’iniziativa è finanziata in buona parte con i fondi dell’otto per mille destinati alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia ed è naturalmente aperta a tutti: da generici studiosi ai luterani stessi, che vogliono “irrobustire” le loro conoscenze, fino ai cristiani di altre denominazioni – cattolici romani, valdesi, metodisti, battisti, ecc. – che vogliono capire meglio come la pensano dei fratelli. E soprattutto questo aspetto appare stimolante, perché comporta dei proficui momenti di confronto.
L’incontro di quest’anno ha avuto luogo presso l'Hotel Britannique, nella magnifica cornice del Golfo di Napoli, nel fine settimana dal giorno 17 al giorno 19 del mese di settembre. E non è consistito soltanto in delle sessioni di studio e di dibattito; ha costituito per tutti i partecipanti un momento importante di cammino spirituale, grazie ai momenti di convivialità ed alle meditazioni serali e mattutine nella bella chiesetta luterana nel centro di Napoli. Napoli alcuni anni addietro aveva ospitato il primo seminario teologico della C. E. L. I..
L’inizio dei lavori è stato salutato con gioia dal rev./mo Decano della C. E. L. I., Holger Milkau, che nonostante gli impegni ha voluto omaggiare il gruppo con una visita. Alla guida dei lavori sono stati il rev./do Alberto Saggese, emerito pastore della C. E. L. I., romano ma di origine partenopea, ed il rev./do pastore della Comunità evangelica luterana di Trieste, Dieter Kampen: il primo ha presentato un tema di natura esegetica neotestamentaria, “Il biglietto da visita di Gesù. Esegesi dei primi capitoli dei Vangeli”; il secondo ha trattato dell’etica luterana. La dottrina elaborata da Martin Luther è fondata sulla scoperta della efficacia giustificatrice della sola fede e, dunque, sulla negazione del valore delle opere relativamente alla salvezza eterna.
Nell’ambito della terza unità di lavoro il professore Franco Alfarano, membro della Comunità evangelica luterana di Napoli, ha presentato il suo libro “Libero nella Verità”: un testo autobiografico nel quale è esposto il suo lungo percorso di meditazione sulla eccessiva idealizzazione del ruolo sacerdotale in Italia e sulla necessità della riscoperta del Vangelo.
Il percorso si è concluso domenica 19 con un Culto nella chiesetta della Comunità Evangelica Luterana di Napoli, in Via Carlo Poerio: nel corso del Culto è stato celebrato un battesimo, ottimo auspicio per gli inizi di quest’anno liturgico e per la conclusione di un lavoro così importante per la cristianità italiana.

Alessandro Catalfamo

 
03. Dieter Kampen: L'etica di Lutero e il suo “Sermone delle buone opere”
 
Lutero espone la sua etica in forma completa la prima volta nel 1520 nel suo scritto „Sermone delle buone opere“ di cui abbiamo trattato durante il seminario teologico. Nel primo articolo constata: “Buono è solo ciò che Dio ha comandato”. Sembra un'affermazione da poco, ma non è così. Per esempio ci sono delle implicazioni filosofiche importanti, nel senso che ciò che è buono o cattivo viene determinato dalla volontà di Dio e non sono delle categorie accanto o al di sopra della volontà di Dio. Però in questo caso Lutero fa quest'affermazione per la sua valenza di attualità. Ricordiamoci che alla fine del medioevo le cosiddette buone opere, con cui si volevano guadagnare dei meriti di fronte a Dio, si erano moltiplicate e oltre ai comandamenti comprendevano i consigli evangelici di povertà, castità e ubbidienza nonché la celebrazione delle messe, digiuni, pellegrinaggi, offerte di soldi, costruzioni di chiese e ospedali ecc. Alcune di queste opere ci sembrano oggi assurde, altre invece buone. Al tempo di Lutero era ancora più difficile distinguere le opere. Con un semplice criterio, cioè che buono è solo ciò che Dio ha comandato, Lutero ha dato una misura efficace, che permetteva di distinguere le opere e che ha rivoluzionato l'etica.
In conseguenza alla sua affermazione iniziale, Lutero espone la sua etica come spiegazione dei 10 comandamenti. Al primo (“Sono il Signore, tuo Dio. Non avere altri dei accanto a me”) dà molto spazio, perché si tratta del più importante. Infatti le altre nove senza il primo avrebbero la stessa valenza se Dio non esistesse. Lutero interpreta il primo comandamento come il comandamento della fede. Avere fede non è una virtù accanto alle altre, ma precede e qualifica tutte le altre. Senza la fede tutte le opere sono peccati, mentre è la fede che rende le opere buone e gradite a Dio.
Qui è forse da ricordare che la parola “fede” può avere un duplice significato. Già Agostino in De Trinitate fa la seguente distinzione: “Una cosa è ciò che si crede, altra cosa la fede con cui si crede (aliud sunt ea quae creduntur, aliud fides qua creduntur).“ Lutero chiama la prima fede anche „fede storica“e ritiene che l'hanno anche i diavoli, ma per questo non sono ancora salvati. Solo se riferisco l'Evangelo alla mia persona, cioè se credo che Cristo è morto e risuscitato anche per me, si stabilisce il rapporto di fiducia che viene indicato dalla “fides qua creduntur”. La Riforma ha spostato l'accento su questo secondo aspetto, cioè comprende la fede in primo luogo come un rapporto vivo di fiducia. Dalla fede, cioè dal rapporto vivo e unificante tra uomo e Dio, devono sorgere tutte le opere.
Da questa definizione della fede si può comprendere anche perché Lutero nell'articolo IX può affermare che insieme alla fede ci sono necessariamente anche amore e speranza. Ne consegue che tutte le opere devono essere fatte con fede, speranza e amore, che solo rendono le opere buone.
Chi quindi vuole essere ricco di opere buone, si eserciti a fare tutte le cose con fede, speranza e amore e non solo le cose eccezionali, ma tutte le cose quotidiane in ogni circostanza, perché davanti a Dio non ci sono opere piccole e opere grandi, ma tutte le opere sono uguali davanti a Dio.

Dopo la lettura della prima parte del “Sermone delle buone opere” abbiamo esaminato la distinzione tra legge ed evangelo, per la quale rimando ai Bollut 030 e 031. Da questa distinzione si evince come la Parola di Dio trasforma l'uomo, rendendolo libero dalla legge e dalla necessità di autogiustificarsi e quindi libero di amare il prossimo.

Nella terza sessione riguardante l'etica il seminario ha affrontato vari modelli di argomentazione per arrivare a valutare un'azione concreta, ma lasceremo questo tema a un Bollut futuro.

Abbiamo anche discusso a lungo sulla valenza delle parole di Lutero per l'oggi. Abbiamo constatato che l'uomo del '500 viveva continuamente nella prospettiva della vita eterna, per cui il tema della salvezza inteso come qualcosa che riguarda la vita dopo la morte, era il tema centrale del suo tempo. Oggi invece l'uomo generalmente non orienta il suo comportamento in funzione della vita eterna, che non sembra più interessare più di tanto, anche se uno dei partecipanti sottolineava grazie alla sua esperienza di medico come la questione della vita eterna ritorna puntualmente di fronte alla morte. Quindi non si tratta di una questione obsoleta. Però il fatto che sia i morenti che anche i parenti si dimostrino spaventosamente impreparati ad affrontare ed a gestire il processo del morire, dimostra che nella vita di tutti i giorni non viene attribuita importanza alla questione.
La persona media oggi è orientata verso la vita nell'al di qua e cerca tutte le cose nella sua vita presente. Perciò la sua questione esistenziale è quella del senso della vita. Il suo modo di realizzare questo senso è di realizzare se stesso e di vivere il più intensamente possibile.
Visto che le domande esistenziali dell'uomo medievale e dell'uomo contemporaneo sono diverse, anche le risposte devono essere diverse. Significa che le vecchie risposte sono da archiviare e da tirare fuori solo al momento della morte? No, perché un'analisi della situazione mostra una fondamentale simmetria di struttura delle due domande, per cui le vecchie risposte sono sempre valide, solo che devono essere tradotte nel nuovo paradigma.
Come la fede anche il termine “senso” può essere compreso in duplice modo. Può indicare una meta o uno scopo e in questo senso il termine corrisponderebbe alla fede storica. Se invece si parla del “senso della vita” in fondo si parla di una relazione e questa corrisponderebbe alla fides qua creduntur. Forse qualcuno potrebbe stupirsi per il fatto che il “senso della vita” indica una relazione, ma se ci si riflette bene, è proprio così. Chi sta in armonia con se stesso, con il mondo e con Dio, sperimenta la sua vita come sensata. Chi invece si trova isolato dal resto del mondo, sperimenta la sua vita come vuota, destinata alla morte e senza senso. Spesso questo non senso della vita non viene percepito quotidianamente, perché l'uomo ha la tendenza a crearsi l'illusione di una vita sensata mediante una vita ricca di azioni utili, mediante il riconoscimento della società o anche mediante il consumismo. Però nei momenti di riflessione capisce che tutto ciò è solo vanità e che la sua vita in fondo è senza senso. Qui aiuterebbe poco annunciargli la vita dopo la morte, però può aiutarlo la testimonianza dell'amore di Dio, perché l'amore è quella forza che ci pone in un rapporto positivo con Dio, con noi stessi e con il mondo. Quindi l'amore di Dio è la risposta alla domanda esistenziale del senso della vita.
Per rendere ancora più evidente la struttura parallela delle due domande esistenziali e delle loro risposte, ho fatto la seguente tabella e spero che nel bollettino sarà indicata correttamente (se no, prego di consultare il sito).
 

1500
2010
Orientamento verso l'al di là
Orientamento verso l'al di qua
Domanda esistenziale:
la salvezza
Domanda esistenziale:
il senso della vita
Strategia impropria adottata:
realizzare la salvezza mediante le buone opere

Strategia impropria adottata:
realizzare il senso della vita mediante l'autorealizzazione e il massimo sfruttamento delle possibilità che la vita offre

Risposta della Parola di Dio nella legge:
le opere umane non salvano, ma sono da considerare peccati

Risposta della Parola di Dio nella legge:
le azioni umane non danno un senso definitivo all'esistenza, ma rafforzano ancora il suo non senso

Risposta della Parola di Dio nell'Evangelo:
salvezza è un dono di Dio per sola grazia
operato nella sua incarnazione, morte e risurrezione in Gesù Cristo
Risposta della Parola di Dio nell'Evangelo:
il senso della vita è un dono di Dio per solo amore rivelato in Gesù Cristo, nella sua incarnazione, morte e risurrezione
Salvezza dell'uomo mediante la fede intesa come rapporto di fiducia che include necessariamente amore e speranza
Senso della vita mediante l'amore
inteso come rapporto vivo con Dio che include necessariamente speranza e fede (fides qua creduntur; quanto ne consegue anche la fides quae creduntur, cioè la fede nelle dottrine cristiane, sarebbe ancora da dimostrare. Comunque, si può dedurre dall'esperienza dell'amore di Dio che questo dura anche oltre la morte ecc.)
Etica
Categorie:
buono - cattivo
Categorie:
sensato – non sensato
Criterio distintivo delle buone opere
comandato da Dio:
la fede
che include amore e speranza
Criterio distintivo delle opere sensate
comandato da Dio:
l'amore
che include speranza e fede
Presupposto necessario per le buone opere:
libertà
intesa come libertà dal peccato
Presupposto necessario per le opere sensate:
libertà
intesa come superamento dell'isolamento

D.K.
 
 
04. Franco Alfarano: Libero nella Verità
 
Nell'ultima parte del seminario il Professor Franco Alfarano ci ha dato degli spunti di riflessione, presentando anche il suo libro: “Libero nella Verità”. In questo libro Prof. Alfarano racconta in modo autobiografico e con molta sincerità e apertura la sua via di fede che inizialmente l'ha condotto al sacerdozio cattolico che ha esercitato per 25 anni. Racconta delle contraddizioni che gli facevano soffrire, della sua comprensione dell'Evangelo, della trasformazione da esso a vero uomo libero e, infine, dell'abbandono del sacerdozio per poter seguire pienamente la sua missione cristiana. Oggi è membro della Comunità evangelica luterana di Napoli, ma tiene a sottolineare che in primo luogo si sente un membro della chiesa evangelica cattolica nel senso originale delle parole (evangelico= secondo l'Evangelo di Gesù Cristo, cattolico=universale) e che frequenta i culti di tutte le confessioni cristiane. Il libro ci presenta un Dio d'amore e sottolinea il stretto rapporto che c'è tra verità, amore e libertà. Questi temi centrali vengono illustrati nel racconto autobiografico, nelle piccole storie dalla vita quotidiana di Napoli e nelle riflessioni teologiche. Da queste ultime ecco un piccolo assaggio del libro:

“In primo luogo, Gesù di Nazareth ha presentato agli uomini del suo tempo e di ogni tempo un'immagine diversa di Dio rispetto a come era stata descritta nei libri del Vecchio Testamento. Non più il Dio terribile, il Dio degli eserciti, il Dio geloso e vendicatore, il Dio sterminatore di interi popoli, ma il Dio Padre di tutti gli uomini, il Dio amore che “ha tanto amato il mondo da mandare il Suo Figlio per la salvezza di tutti”.
Poi, il Cristo storico, cioè il Cristo dei Vangeli, non ha mai dichiarato di voler essere il fondatore di una nuova religione, ma di essere solo il Figlio del Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe venuto sulla terra per dare inizio ad un nuovo regno, il regno di Dio appunto, regno di giustizia, di amore e di pace. Un regno che nasce dalla metànoia dell'uomo. Cioè dalla conversione totale dell'uomo e dall'accettazione della “buona novella”. Un regno che non si trova in un altro mondo o nello spazio infinito, ma nell'uomo e solo nell'uomo che vive alla luce della Parola, e che trova la pienezza della realizzazione nel momento in cui tutti i credenti si ritroveranno uniti in Cristo. Non a caso, nell'unica preghiera che ci ha insegnato, Gesù ci fa dire “Venga il Tuo regno”” e non “Portaci nel Tuo regno o nella tua congregazione in Paradiso”!
Inoltre, il Cristo storico, e cioè quello dei Vangeli, non è venuto a ricostruire il tempio o a fondare nuovi templi, ma a distruggere il vecchio tempio, simbolo del vecchio uomo, per costruire il nuovo. Se un giorno si manifestò furioso contro i profanatori del tempio, lo fece solo per dimostrare il suo assoluto rispetto per quel luogo che comunque simboleggiava la dimora di Dio. Ma la vera dimora di Dio è l'uomo, in modo particolare il più debole, l'ultimo della società, il sofferente, il povero. “Distruggete questo tempio – disse – ed io ve lo ricostruirò in tre giorni”, e lo stesso evangelista sottolinea che Gesù parlava del Suo corpo. Alla Samaritana, intelligente ma peccatrice, avvicinata da Gesù presso il pozzo di Giacobbe, che gli domandava un suo parere sullo scisma che da secoli divideva i Giudei dai Samaritani – questi non si recavano nel Tempio di Gerusalemme per adorare Dio, ma su quello costruito sul monte Garizim – Gesù rispose: “Voi Samaritani adorate Dio senza conoscerlo; noi in Giudea lo adoriamo e lo conosciamo, perché Dio salva gli uomini cominciando dal nostro popolo. Ma credimi: viene il momento in cui l'adorazione di Dio non sarà più legata a questo monte, o a Gerusalemme; viene un'ora, anzi già è venuta, in cui gli uomini adoreranno il Padre guidati dallo Spirito e dalla Verità di Dio. Dio è Spirito: chi lo adora, deve lasciarsi guidare dallo Spirito e dalla Verità di Dio”. A questo punto ogni commento appare superfluo.
Ancora, Gesù di Nazareth si è presentato agli uomini come Dio-Amore. Egli è passato in mezzo a noi facendo del bene e sanando tutti. Ai suoi seguaci ha dato un solo comandamento nuovo, il comandamento dell'Amore: Amore per Dio e Amore per l'uomo. Ha costituito questo comandamento come distintivo per i credenti: “Da questo vi riconosceranno per miei discepoli, se vi amerete scambievolmente”.
Quindi Gesù di Nazareth considera l'umanità come una comunità di fratelli, tutti figli di Dio. Per Gesù il potere, qualsiasi forma di potere dell'uomo sull'altro uomo, è diabolico. Al diavolo che gli offriva tutti i regni della terra, purchè si sottomettesse a lui, non contestò il possesso del potere da parte di questi, ma si limitò solamente a respingerne l'offerta. Il potere dunque, qualsiasi forma di potere, è diabolico.
Pertanto il Cristo dei Vangeli è il Dio che libera l'uomo da ogni forma di condizionamento. È preferibile parlare di condizionamento e non di peccato. Il condizionamento è più comprensibile, perché l'unico vero peccato dell'uomo è il rifiuto dell'amore. Quando non si ama, si è condizionati o dal proprio egoismo, o dalla propria aridità. Quasi tutti i miracoli che Gesù ha operato, vanno meditati in questa dimensione, ed è per questo e solo per questo motivo che Gesù ha dichiarato esplicitamente che nel giorno del Giudizio l'uomo dovrà rendere conto unicamente della misura del suo amore”.

Franco Alfarano
 
 
Franco Alfarano
Libero … nella verità
Ean: 2120004730395
Libro RELIGIONE 172 pagine
Copertina Morbida - Formato 15x23 - bianco e nero
2a edizione 6/2010
ordinazioni attraverso www.ilmiolibro.it
Il libro può essere ordinato anche presso le librerie La Feltrinelli.
 
 
05. Voci contrari alla benedizione delle copie omosessuali
 
Nei Bollut passati ho fatto qualche intervento a favore della benedizione delle copie omosessuali e infatti penso che il messaggio biblico nel suo insieme rende necessaria questa posizione. Applicando alla lettera singole affermazioni bibliche scollegate dal loro contesto biblico e storico, si rischia – non solo nel caso dell'omosessualità – di tradire il messaggio biblico complessivo. Però con la Bibbia non ci è data anche la giusta interpretazione di essa e come evangelici non abbiamo neanche un Papa che c'è la dà in modo autorevole. Perciò facciamo bene di ascoltarci l'un l'altro e di esaminare con attenzioni gli argomenti di chi lo pensa in modo diverso. Quindi vorrei indicare in seguito tre siti con posizioni contrarie alla benedizione delle copie omosessuali:


L'appello Malan:


Lucio Malan in contrasto con Paolo Ricca:


Giorgio Ruffa

 
06. Prossimi appuntamenti
 

17.10.2010
| Ogni domenica :: Ore 7,30
RADIO: Culto Evangelico

dal 17.10.2010 al 18.10.2010 | In TV ::
Protestantesimo

21.10.2010 | Venezia :: Ist. Studi Ecumenici S. Bernardino
Giornata di studio nel 450° anniversario della morte di Melantone

22.10.2010 | Udine :: Associazione Culturale Evangelica “Guido Gandolfo”
L'Etica Luterana – Cliccare in seguito a sinistra su „Trieste attività“

30.10.2010 | Roma :: Hotel Casa Valdese, Via A. Farnese 18
Pomeriggio e una cena con Lutero....e Paolo Ricca

30.10.2010 | Milano :: Centro Culturale Protestante
Incontro su Filippo Melantone

5-6.11.2010 | Roma :: Centro Melanton

12-13.11.2010 | Trieste :: Centro Studi “Albert Schweitzer“

Dio ci ascolta? – Cliccare in seguito a sinistra su „Trieste attività“



 

 
 
     
     
 
Consulenza Internet, Preventivo Sito