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Bollut 054

www.bollutnet.org 
Maggio 2011

 
Indice:

01. Editoriale

02. Sinodo: Benedizione delle copie omosessuali

03. Testimonianza di Ralf Iredi

04. Nuovo Sito CELI

05. Claudiana: La Confessione Augustana

06. Attività CELI: seminario teologico
 
 
01. Editoriale

Gentili Bolluttori,
il 16 maggio è stato fondata l'ASLI, l'Accademia di Studi Luterani in Italia, e credo siate curiosi di saperne di più. Tuttavia, poiché dopo la fondazione ci sono altri passi formali da fare, questo tema sarà affrontato nel prossimo Bollut. Possiamo farlo tranquillamente, perché gli avvenimenti sono tanti e anche questo Bollut è pieno di informazioni preziose, anzi direi di portata storica.
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02. Sinodo: Benedizione delle copie omosessuali
 
Il tema tende a dividere le opinioni, ma il recente Sinodo, con grande maggioranza e senza voci contrarie (qualche astensione), ha approvato il seguente documento sulla benedizione delle copie omosessuali, e non solo. Questo elaborato è infatti un documento storico, giacché non solo “permette” la benedizione delle copie omosessuali, ma restituisce alle copie che vivono in relazioni diverse dal matrimonio tradizionale il suo pieno valore, giudicando queste copie non secondo parametri biologici o culturali tradizionali, ma secondo i valori relazionali come amore, fedeltà, rispetto ecc., che dovrebbero essere presente in ogni copia. Con ciò la CELI è rimasta fedele all'impostazione protestante che vede la chiesa non come un'istituzione al di fuori del mondo che giudica la società dalla sua torre d'avorio secondo parametri astratti, ma che vive all'interno della società, condividendo con essa le sue preoccupazioni e difficoltà e cercando di testimoniare l'amore di Dio in un mondo di continuo cambiamento e sotto le condizioni precarie del presente. Perciò personalmente sono contento di questo documento che, secondo me, restituisce credibilità al messaggio cristiano e aiuterà molti a conoscere l'amore di Dio. (DK)



Benedizione di persone etero- o omosessuali in varie forme
di comunione di vita

Documento di posizione della Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Approvato dal Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia il 14 maggio 2011 con delibera 2011/….

Risultato

La CELI prende una posizione sulla benedizione di persone etero- e omosessuali in comunione di vita. Ascoltando la Parola di Dio e osservando i cambiamenti sociali assolve il suo compito di accompagnare i cristiani nel loro percorso di vita.
  1. Nel campo del matrimonio, della famiglia e della sessualità osserviamo una molteplicità di comunioni di vita scelte in maniera responsabile e con autodeterminazione dalle persone.
  2. Le comunioni di vita vissute in maniera responsabile si basano sulla volontarietà, la continuità, la fiducia e l’assenza di violenza.
  3. L’omosessualità fa parte delle espressioni della sessualità in generale; gli omosessuali non inventano il loro orientamento, lo trovano.
  4. Da questo derivano rivendicazioni di equivalenza fino all’equiparazione delle comunioni di vita omosessuali che soddisfano le caratteristiche summenzionate di un’unione vissuta in maniera responsabile.
  5. La benedizione divina fa percepire in maniera intensa l’amorevole andare incontro di Dio verso tutti.

1.Introduzione: Definizione della posizione

Molte Chiese si trovano oggi a riflettere su come vengono percepiti gli sviluppi e le necessità sociali nel matrimonio, nella famiglia e nella sessualità che devono essere considerati nuovamente e diversamente nella realtà ecclesiastica.

Il Sinodo della CELI con la sua delibera 2010/24 ha avviato un processo di riflessione che ha l’obiettivo di elaborare un documento programmatico della Chiesa sul tema della benedizione di varie forme di comunioni di vita. Queste “comunioni di vita” riguardano persone che vivono in un’unione vincolante etero- o omosessuale.

I fondamenti giuridici ed ecclesiastici delle unioni etero- e omosessuali hanno raggiunto un livello di osservanza e di discussione estremamente diverso nei differenti paesi.

Come membro della Federazione Luterana Mondiale (FLM) la CELI si vede inserita nel processo delle Chiese luterane che è iniziato nel 2007 con il documento di Lund “Matrimonio, famiglia e sessualità” e che si concluderà nel 2012.

Il seguente documento di posizione è il risultato della riflessione avvenuta nel seno della CELI.


2.Sessualità vissuta

Le caratteristiche di una relazione vissuta in maniera responsabile si basano sulla volontarietà, la continuità, la fiducia e l’assenza di violenza. Resta compito di ogni persona viverla in maniera responsabile indifferentemente dall’orientamento sessuale. Giovano comunque le considerazioni che seguono.

2.1. L’omosessualità nella scienza umana

La ricerca sociologica e psicologica, così come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno preso nettamente le distanze dal considerare l’omosessualità come una forma malata di sessualità.

Nell’affrontare scientificamente la questione se l’omosessualità sia una forma malata di sessualità, per lungo tempo si è creduto di poter trovare una causa dell’omosessualità in circostanze e particolarità biografiche degli interessati. Così ad esempio in un disturbo nella ricerca della propria identità sessuale durante la crescita, o in contatti con l’omosessualità prima di aver raggiunto un’identità sessuale definita. Da questo è derivato l’approccio che l’omosessualità potesse essere influenzata e trattata attraverso un’assistenza spirituale e una terapia adeguata e potesse così essere “curata”. Non si è potuta provare scientificamente questa teoria, dato che un’identità sessuale si forma e si consolida in maniera molto più complessa.

Anche la causa genetica, quindi una determinazione biologica, ha svolto un ruolo nel dibattito sull’origine dell’omosessualità. L’entusiasmo per le conoscenze acquisite nella ricerca genetica ha indotto a supporre dei motivi definiti geneticamente come causa dell’omosessualità. Questa ipotesi non è stata mai dimostrata scientificamente. Attualmente motivazioni monocausali come un “gene responsabile” vengono considerate scientificamente superate per una situazione così complessa.

Anche presunti disturbi dell’equilibrio ormonale negli omosessuali sono stati oggetto di ricerche che non hanno potuto dare un serio contributo alla questione.

Sulla base della ricerca biomedica viene dimostrato che l’omosessualità fa parte delle espressioni della sessualità, quindi rappresenta una condizione naturale. Per questi motivi la condanna morale dell’omosessualità non può essere in alcun modo giustificata.

2.2. Come la società si confronta con il tema dell’omosessualità

L’omosessualità continua a non essere accettata da tutti nella società; a questo contribuisce anche un’interpretazione acritica della Bibbia. Ricorrere alle prospettive bibliche in questioni etiche attuali non significa affatto ripetere solamente letteralmente il passato, ma confrontarsi con il contesto del passato.

Inoltre il rispetto dell’autonomia del singolo in una società pluralistica esige la tolleranza e il rispetto di diverse forme di condotta di vita.

Dietro al concetto di “tolleranza” tuttavia si nascondono diversi livelli che vanno
  • dalla mera sopportazione
  • all’indifferenza fino ad arrivare
  • al rispetto della diversità dell’altro.

Il riconoscimento tuttavia significa più del livello più elevato di questa classificazione. Il riconoscimento si realizza da pari a pari. Ne derivano rivendicazioni di equivalenza fino all’equiparazione dell’omosessualità in tutte le questioni vitali.

Risulta interessante ed illuminante per ogni singolo e per la Chiesa chiedersi a quale livello di accettazione o di rifiuto si trovi nel confrontarsi con questa tematica.

2.3. Il quadro giuridico di questioni riguardanti l’omosessualità nell’UE, in Germania e in Italia

L’omosessualità esiste da memoria d’uomo. Viene descritta già nella Cina imperiale, nell’Epopea babilonese di Gilgamesh, nell’antichità greca e nell’antica Roma. Si parte dal presupposto che nella popolazione (secondo l’OMS) le persone esclusivamente omosessuali rappresentano il 4% degli uomini e il 2% delle donne. Studiosi delle culture e sociologi ritengono che questa percentuale sia rimasta relativamente costante nel corso delle diverse epoche.

L’omosessualità tuttavia è stata sempre presa di mira dalla legislazione penale:
  • Solo nel 1963 la Corte europea per i diritti umani ha stabilito che il divieto dell’omosessualità consenziente fra adulti viola la Convenzione europea sui diritti umani.
  • Nel 1994 il Parlamento europeo ha varato una risoluzione sull’equiparazione dei gay e delle lesbiche nell’UE.
  • Nel 2001 in Germania con la legge sulla convivenza registrata si è compiuto un passo importante per l’equiparazione dei diritti civili e pubblici degli omosessuali. Viene permessa la registrazione di coppie dello stesso sesso, che conferisce ai partner una posizione giuridica paragonabile in punti importanti a quella di una coppia sposata (diritto ereditario, reversibilità dell’affitto, diritto alla scelta del cognome, diritto agli alimenti, diritto di non deporre, diritto di visita in ospedale), ma che si distingue nettamente dal matrimonio.
  • In Italia l’attuazione delle deliberazioni del Parlamento europeo, è esitante, così che in confronto ad altri paesi europei esiste un grande bisogno di recupero. Tutto sommato comunque si può supporre che, anche se con ritardo, i regolamenti sperimentati negli altri paesi europei si affermeranno anche in Italia.

La CELI sostiene l’attuazione dei regolamenti giuridici delle unioni di vita.


3. Prospettive cristiane

3.1 Come leggiamo la Bibbia – chiarimento ermeneutico

Quando i cristiani aprono la Bibbia, lo fanno confidando che attraverso la molteplice testimonianza della Sacra Scrittura, si possano oggi percepire la parola e le disposizioni divine. Allo stesso tempo risulta evidente che le testimonianze bibliche hanno una storia. La ricerca della parola e della volontà divina in un periodo determinato ha prodotto disposizioni concrete che non possono rivendicare una validità illimitata nel tempo. La Bibbia nella sua forma molteplice e spesso persino contraddittoria è essa stessa un esempio per questa ricerca senza fine delle disposizioni divine nell’hic et nunc. Singole affermazioni bibliche non possono quindi essere comprese isolatamente come la parola di Dio per il presente. Non a caso Paolo scrive: “La lettera uccide, ma lo Spirito dà vita.” (2. Corinzi 3,6). Per comprendere in maniera sensata e corretta le affermazioni bibliche deve essere pertanto trovato un criterio, un parametro secondo il quale si possono valutare e inquadrare le singole affermazioni bibliche.

Martin Lutero indica come centro e parametro di ogni predicazione cristiana “ciò che promuove Cristo” (Martin Lutero nella Prefazione alle epistole di S. Giacomo e Giuda, 1522), vale a dire che tutto ciò che esprime l’amore illimitato di Dio nei confronti della sua creazione e delle sue creature può essere compreso come centro della Scrittura.

Soprattutto le leggi del Antico Testamento sul culto e sulla purezza hanno perso pertanto la loro funzione pratica per la fede cristiana. Acutamente Martin Lutero può scrivere nel 1525 che di Mosé non ci riguarda più niente.

3.2. L’”omosessualità“ nella testimonianza della Scrittura

Visto il contesto descritto precedentemente non è sufficiente citare singole parti della Bibbia sul tema “omosessualità” per la valutazione etica della stessa. È vero innanzitutto che nella Bibbia le pratiche omosessuali vengono nettamente condannate. A questo proposito citiamo: Levitico 18,22; 20,13; Romani 1,24ss; 1. Corinzi,6,9ss. È importanta tuttavia non confondere queste pratiche, in cui di regola non sono coinvolti partner con pari diritti, con quanto intendiamo oggi con omosessualità.

In particolare bisogna considerare che:
i giudizi del Libro Levitico sulle pratiche omosessuali sono da vedere nel contesto delle leggi israelitiche sul culto e sulla purezza che non hanno più nessuna rilevanza per la vita cristiana. Chi continua a considerare rilevanti e valide singole leggi secondo la concezione di questi testi dovrebbe considerare tutte queste leggi ugualmente valide. Ma quale rilevanza ha oggi ad esempio il seguente comandamento: “né indosserai alcun vestito tessuto con materiali diversi” (Levitico 19,19c)?

Quando viene chiesto a Gesù di indicare il comandamento più importante (Matteo 22,34-40), risponde con due citazioni dalla Torah. La seconda citazione proviene dal libro Levitico. Una citazione che secondo Gesù riassume meglio la “Legge e i profeti”, quindi l’intera Torah, che tutti i singoli divieti e leggi: “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Levitico 19,18). Quindi non è importante la singola legge sul culto e sulla purezza della Torah, ma la direzione complessiva dell’azione.

“L’omosessualità” condannata da Paolo nei Romani 1,24ss deve essere letta nel contesto della sua argomentazione. Tutti senza eccezione, nella loro colpevole fragilità, possono non corrispondere alla volontà di Dio e necessitare della giustificazione di Dio. Paolo in questo caso non ha in mente il tema dell’omosessualità, ma una deviazione dalla venerazione di Dio, per cui prende ad esempio le pratiche omosessuali. Le affermazioni di Paolo sono comprensibili solo nel contesto della prostituzione cultuale pagana come esempio di idolatria. Le pratiche sessuali considerate da Paolo non avvenivano fra partner con pari diritti, né erano espressione di una sessualità vissuta in maniera responsabile. Senza questo contesto cultuale pagano il giudizio paolino sull’omosessualità risulta inconsistente.

3.3. Matrimonio, famiglia e sessualità
Secondo la Bibbia la vita umana si realizza come vita al di là dell’Eden. Gli uomini e le donne quindi “dopo la cacciata” vivono in una condizione caratterizzata dalla lacerazione e dalla colpa. Anche la sessualità non avviene più nel giardino dell’Eden. La storia del peccato originale racconta come Dio descrive la vita che aspetta Adamo ed Eva dopo aver mangiato dall’albero della conoscenza. Il lavoro e la vita saranno caratterizzati da fatica e sudore, spine e cardi. In questo “al di là dell’Eden” si inserisce tutta la riflessione sull’amore, la coppia e il matrimonio.
La molteplicità dei modi di vivere e delle relazioni che conosciamo oggi è una conseguenza della nostra fragile esistenza. Gli uomini e le donne sono alla continua ricerca di forme di relazione stabili e sostenibili. Il matrimonio rappresenta la forma centrale fra queste. Tuttavia oltre al matrimonio esistono altri modi di vivere una relazione in maniera responsabile. Il compito della Chiesa è quello di accompagnare le persone in tutti questi modi di vivere.

3.4. Della benedizione e della pratica della benedizione

L’origine della benedizione è sempre Dio, da lui proviene ogni benedizione, attraverso la quale le persone riconoscono l’amorevole e incondizionato andare loro incontro di Dio. Dio benedice le persone nella loro rispettiva storia e con il suo amorevole andare loro incontro dona loro un modo per vedere con gratitudine la propria vita. Attraverso la benedizione le persone possono pertanto sentirsi creature amate ed accettate indipendentemente dal giudizio altrui.

Questo amorevole andare incontro di Dio può solo essere ricevuto. Il singolo non può darsi da solo la benedizione divina, ma deve ricevere la benedizione da un altro.

Il concetto ecclesiastico di benedizione va differenziato dall’uso familiare che se ne fa. Nella benedizione non si tratta di benedire comportamenti e relazioni umani. Piuttosto la benedizione deve incoraggiare e rafforzare le persone nel percorso della loro vita per percepire con gratitudine la propria vita.

Nella tradizione ecclesiastica le persone con le più diverse situazioni biografiche non vengono solo assistite spiritualmente, ma anche benedette. Tali riti di benedizioni per una transizione li troviamo non solo per la benedizione di una coppia ma anche per quella di persone malate o in crisi, anche nel caso di commiati e nuovi inizi. Le persone in periodi di transizione e di crisi della loro vita devono poter fare affidamento sulla vicinanza di Dio attraverso la sua benedizione.

La benedizione di una coppia si inserisce quindi in una cultura della benedizione che si orienta ai molteplici periodi di transizione nel corso di una vita umana. La benedizione, in cui viene espresso l’amorevole andare incontro di Dio e l’accompagnamento di Dio, vale quindi anche per le comunioni di vita, che vengono vissute in maniera continuativa e responsabile, che siano etero- o omosessuali. La benedizione all’inizio del cammino comune deve donare forza e spirito a queste coppie per vivere il loro rapporto in maniera eticamente responsabile e con il sostegno di Dio.

Vista così la benedizione è un tesoro che ci viene affidato in quanto Chiesa. La Chiesa non può negare a nessuno che lo richieda questo tesoro. Il messaggio fondamentale della Bibbia, che l’azione di Dio, la sua benedizione, sia più forte della paura e della morte, vale incondizionatamente per tutte le persone, indipendentemente dal loro modo di vivere.

La Chiesa benedicendo le persone nella loro rispettiva situazione di vita esprime la piena accettanza di ciò che benedisce.

Questo vale incondizionatamente anche per i collaboratori ecclesiastici così come per le pastore ed i pastori.

3.5. Culto di benedizione di persone in comunione di vita particolare

Le benedizioni si svolgono come culti pubblici o in culti pubblici. Si realizzano in una forma liturgica che si differenzia nettamente da quella di un matrimonio.

Si può elargire una benedizione quando
  1. per lo meno un partner è membro della CELI o di una Chiesa con la quale è in piena comunione ecclesiale.
  2. il Consiglio della Comunità interessata ha dato il suo specifico consenso.
  3. il/la titolare di sedi pastorali che deve elargire la benedizione, dà il suo consenso.



La Commissione
Christiane Groeben (Presidente)
Uwe Habenicht
Oswald Mayr
Ingrid Rauh
Lore Sarpellon
 
 
03. Testimonianza di Ralf Iredi
 
Recentemente nella nostra Comunità di Trieste abbiamo avuto il piacere di battezzare un nuovo membro. Se è vero che ogni battesimo è una festa, un battesimo da adulto è una gioia ancora più grande, in quanto sta dietro tutto un cammino di fede che ha portato a questa decisione. Riportiamo qui in seguito la testimonianza che Ralf ha espresso in chiesa in occasione del suo battesimo. (DK)

Cari sorelle e fratelli,
La mia strada per arrivare fino a questo punto era lunga, ma alla fine ce l'ho fatta. Ho trovato la mia strada, la strada che sembra giusta per me.
Sono cresciuto in una famiglia di origine evangelico-luterana del Nord-Est della Germania, nella zona dell'ex Germania del Est. Siccome eravamo sotto il comunismo sovietico, la religione era vietata e non si poteva predicare. La gente che frequentava la chiesa aveva addirittura tanti svantaggi sociali. Per questo motivo i miei genitori hanno deciso di uscire dalla chiesa, però non hanno mai perso la fede in Dio. Ma di fronte alla visione contrastante di due parti - una dell'anti-religioso comunismo e l'altra della certezza che dev'esistere qualcos'altro - i miei hanno deciso di educarmi lasciandomi in sospeso: senza dire che Dio non esiste, senza dire che esiste. Semplicemente non se ne parlava. Quando avevo domande in merito a Dio mi spiegavano il loro punto di vista, ma anche quello di alcuni altri. In tal modo volevano che io fossi libero di scegliere la mia strada: o vivere con la fede, con la certezza che esiste qualcosa di superiore, qualcosa dopo la morte, o vivere senza qu
esta conoscenza.
Allora qualcuno potrebbe chiedersi perché io abbia scelto questo percorso e non l'altro, che, per qualcuno, può sembrare più facile. Ma chi ci dice che sia veramente più facile ignorare una cosa solo perché non possiamo vederla con i nostri occhi? Sto studiando ingegneria all'università, per la qual cosa ho anche una conoscenza scientifica, tuttavia non condivido la posizione di tanti altri del mio ambito. Perché qualcuno può dire che non è possibile che un Dio esista solo perché non è qualcosa che possiamo vedere o spiegare scientificamente? Anche gli atomi, per esempio, non riusciamo a vederli e nemmeno a toccarli, eppure sappiamo che esistono. E una cosa inspiegabile non è automaticamente impossibile. A causa di ciò ho capito che il sapere non ti aiuta sempre. Qualche volta basta fidarsi; fidarsi ed accettare che le cose stanno così e solo perché non hanno una spiegazione non vuol dire che una loro esistenza non è prevedibile. Arrivato a questo punto con la mia dis
cussione interiore, mi sono reso conto che deve esistere qualcosa di più grande, qualcuno che ci ama tutti, qualcuno che noi chiamiamo semplicemente Dio.
Dopo aver cominciato a fare preghiere per me stesso ed averne visto l'effetto c'era ovviamente il tempo di decidere i prossimi passaggi della mia strada religiosa: la chiesa giusta! Ovviamente ho subito pensato alla mia origine luterana, ma non poteva essere l'unico motivo della mia scelta. Confrontando la chiesa luterana con la chiesa cattolica ho poi scoperto che in tante cose condivido solo la posizione luterana. Non capisco perché un prete non possa amare una donna e Dio allo stesso tempo, o perché una donna non possa ricoprire il ruolo di prete. E poi, anche guardando alla fede stessa, mi sono reso conto che, se Dio ci ama veramente tutti, può perdonarci quando ci affidiamo a lui e solo da lui aspettiamo il perdono dei nostri peccati. Dio, per me, è come un padre buono! Un padre che non può abbandonare un figlio che mostra il suo proprio amore, anche in modo personale.
Qui finisce il mio discorso, ma non la mia strada, perché i prossimi passi li farò con voi!
Ralf Iredi

 
04. Nuovo Sito CELI
 
Penso non sia necessario spiegare ai lettori del Bollut l'importanza d’internet, ma sia semplicemente sufficiente annunciare che, da questa settimana, la CELI ha (o avrà fra pochi giorni) un nuovo sito internet, tecnicamente aggiornato e con più informazioni. Inoltre, le singole Comunità avranno la possibilità di inserire i propri appuntamenti nel sito. Scoprite voi stessi le offerte del sito, seguendolo nel tempo, considerato anche che alcune pagine, come p.es. quella sulla teologia, saranno ampliate a breve. L'indirizzo rimane uguale:


 
05. Claudiana: La Confessione Augustana
 
La Confessione Augustana è la confessione di fede di tutti i luterani e della nostra CELI. Siamo quindi lieti che, grazie al lavoro della Claudiana, essa sia finalmente accessibile in un'edizione critica di ottima qualità, curata da Paolo Ricca e con una postfazione del nostro Decano. È un libro che non dovrebbe mancare in nessuna casa.

Filippo Melantone
La Confessione augustana (1530)
a cura di Paolo Ricca
Postfazione di Holger Milkau
Collana Melantone - Opere scelte, 2
Testo originale a fronte
pp. 326 + 8 pagine di illustrazioni
f.to cm 14,5 x 21
cartonato
Euro 32,00
Cod. 978-88-7016-762-7
 
 
06. Attività CELI: seminario teologico
 
Seminario teologico
Si terrà a Roma, dal 23 al 25 settembre p.v. Ulteriori informazioni e il modulo d'iscrizione verranno forniti con il Bollut di giugno. (DK)

 
 
 
  
 
 
     
     
 
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