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Bollut 069

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Ottobre 2012

 
Indice:

01. Editoriale

02. Testimonianza di Dario Corsi

03. Nicola Tedoldi: Dictata super Psalterium, parte IV

04. Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) a Firenze

05. Claudiana: Un tempo per vivere e un tempo per morire

06. Protestantesimo: Culto della Riforma

 
01. Editoriale
 
Gentili Bolluttori,
Mancano pochi giorni ad Halloween... ah, scusate, alla Festa della Riforma. Sebbene quest'ultima non si presti tanto alla commercializzazione, il suo significato per la vita di oggi, anche in un paese di maggioranza cattolica come l'Italia, è enorme, anche se sconosciuto alla maggior parte delle persone. Non solo la Riforma ha avuto delle ripercussioni storiche importanti, ma soprattutto resta un richiamo continuo a ricercare una spiritualità autentica, capace di far ascoltare l'Evangelo e di rendere veramente liberi. Chiaro che questo poi non può restare senza conseguenze per lo sviluppo di una società libera e giusta. Perciò qui a Trieste, in comune impegno con le altre chiese evangeliche, da anni ci impegniamo a dare maggiore risalto alla Festa della Riforma e sono molto contento che quest'anno ci sarà anche la televisione e che tutti voi potrete partecipare, almeno telematicamente, a questo lieto evento (vedi sotto).
Buona lettura!
Vostro Dieter Kampen (DK)
 
 
02. Testimonianza di Dario Corsi
 
Cari lettori di Bollut,
il mio nome è Dario Corsi e sono nato a Napoli in una famiglia cattolica.
Sebbene i miei genitori ed i miei parenti non fossero molto praticanti, durante la mia infanzia ho partecipato al rito di passaggio della prima comunione e questo, come solo con gli anni avrei potuto capire, non era un atteggiamento di indifferenza alla religione, bensì come modo discreto di restare ad una giusta distanza.
Tuttavia il mondo aveva subito grossi mutamenti ed io, dopo le difficoltà derivate dalla scarsa assistenza pastorale e aver assorbito una generale indifferenza, semplicemente ne ho fatto a meno, vivendo come se Dio non esistesse.
Questo è durato fino alla fatidica soglia dei trent'anni. Da fuoricorso universitario attempato e sotto l'ironia di qualche Ministro della Repubblica , mi sono nuovamente interessato alla "faccenda", con una grande voglia di ricominciare una vita che si trascinava.
E' così cominciato il mio secondo periodo cattolico, quello in età adulta. Il mio interesse verso protestantesimo esisteva già ed era fondato sul desiderio di Dio radicato con il Libro di Dio. Soprattutto non davo molta importanza all'istituzione ecclesiastica perché il problema delle fede mi si poneva come problema a priori rispetto all'istituzione. La mia volontà era di credere ma non pensavo a stabilire relazioni umane per questo.
Tuttavia avevo anche una grossa fantasia e piuttosto che fondata sulla tradizione biblica le mie nozioni teologiche erano cariche di suggestioni da immaginario medioevale.
Da bambino avevo un rapporto con Dio, ma tra me è Lui di mezzo non c'era mai stata la "vita".In pratica, Dio era la mia garanzia di resurrezione, ricordo che persino la nozione di Paradiso si insinuò come una complicata astrazione per rendere conto dell'esistenza simultanea di vivi e morti, una problematica di "buone maniere con tutti" che turbava la mia confortante e soggettiva prospettiva dell'addormentamento durante la veglia e del risveglio dalla morte come un "subito dopo", pronto per il gran finale della Storia.
Questo mio ritorno alla religione vista da Roma è stato dettato proprio dal fatto che era troppo facile. Sebbene interessato ad altro non ho potuto esimermi di riscoprire la religione della mia famiglia e che avevo coltivato da piccolo pur senza una consapevole cristologia. Nemmeno mi ero posto il problema che, dopo una rinnovata adesione, trasferirmi in una chiesa protestante sarebbe stato considerato un gesto di apostasia.
Cosa mi ha deluso nel mio secondo periodo cattolico? Niente, forse semplicemente mi ha insegnato che la vita è dura e che non basta appiccicare l'etichetta "Gesù Cristo" alla parola "vita", per negare alcunché della sua durezza. Anzi forse mi è capitato di sentire su di me un giudizio intermedio, qualcosa che fa assaporare l'accettazione che Dio ha per noi, ma anche quanto non ci sia possibile guardarlo in viso.
Soprattutto ho dovuto riconoscere che chi ho trovato si interessava a me di già. Questo era bello ma non poteva essere condiviso. Io ero uno che era tornato, mentre gli altri non se erano mai andati. Mi sentivo separato dagli altri da una sottile linea di ineluttabile incomprensione. Poi al riguardo di certe cose non credo più che le parole umane possano molto. La vita è complessa e giostrarsi con definizioni e giudizi molto generali mi sembra altamente improbabile.
Il primo contatto con la Chiesa luterana è stato dunque radicale e prendendo atto delle mie difficoltà ho rimandato fino a quando tutto è tornato ad essere semplice. Prendendo, da allora in poi, parte al culto mi sono affidato alla Parola di Dio e all'esperienza pregressa della la fede in Lui e così il cambio confessionale ha avuto il suo esito naturale.
Ho ricevuto la Confermazione alcuni mesi fa, dopo un percorso durato qualche anno. Dopotutto posso dire che ho semplicemente preso confidenza con la Bibbia. Però sono anche contento di seguire i culti e le occasioni di approfondimento fornite dai corsi biblici ed i seminari teologici.
Infine, a distanza di un bel po' di anni dalla laurea, ho cominciato a desiderare di riprendere gli studi per la laurea magistrale. Questo c'entra apparentemente poco, ma per la precisione io non ho trovato lavoro dopo l'università e se Dio non mi fosse stato vicino, io non credo che avrei sopportato questa situazione così bene. Ho ricevuto aiuto, ma ho anche saputo riconoscerne il valore; e credo che senza di Dio non ce l'avrei fatta a non svalutare tutto.
Quindi, in conclusione, la mia esperienza va avanti. Spero di farne un buon uso.
 
 
03. Nicola Tedoldi: Dictata super Psalterium, parte IV
 
Cari Bolluttori, il giovane Lutero fa ristampare un testo del salterio a righe distanziate e con margini ampi per poter annotare le sue riflessioni: nascono i Dictata super Psalterium.
Buono studio!
Nicola Tedoldi.
 

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I salmi alla scuola di Cristo Gesù”.
Lutero ha letto e riletto lo Psalterium Quincuplex e sulla base di questo testo ha preparato le sue lezioni agli studenti dell'università di Wittemberg. L'otto luglio 1513 Johannes Grunenberg pubblica una particolare edizione del Salterio con le righe molto distanziate tra loro e con ampi margini. Lutero se ne fa ristampare parecchie copie per i suoi studenti e per se stesso al fine di consentirgli di annotare i suoi commenti e le sue riflessioni. Sono proprio queste Glosse interlineari e marginali, assieme ai commenti, a costituire i Dictata super Psalterium. Quando Lutero inizia le sue lezioni sui salmi, il 16 agosto 1513, utilizza appunto le sue glossae (annotazioni) e i suoi scholia (commenti) come materiale didattico per i suoi studenti. Un opera in continuo divenire, i Dictata, che si arricchiranno tra il 1513 e il 1515 (anno della fine del corso) di nuove glosse e nuovi commenti. L'esemplare manoscritto di Lutero contenente tutte le Glossae interlineari e marginali, è conservato nella biblioteca di Wolfenbuttel, mentre i suoi Scholia sono stati ritrovati nel 1885 a Dresda dal professor von Carolsfeld, mentre si apprestava a preparare il 4° volume della Weimar Ausbage. Fra alcuni libri personali di Lutero, l'eminente professore ritrovò un esemplare del Psalterium Quincuplex abbondantemente annotato soprattutto nelle pagine relative ai primi 10 salmi. Luterò decise di dare alle stampe il suo lavoro e tra la fine del corso universitario (1515) e l'anno successivo, revisionò tutto il suo lavoro: solo la parte iniziale vide la luce (salmo 1, 4, 22, 23, 24). Sulla sua copia del Salterio, Lutero annotò come intestazione la seguente frase: “Praefatio Ihesu Christi, filii dei et domini nostri, in Psalterium David” (Prefazione di Gesù Cristo, figlio di Dio e nostro Signore, al Salterio di Davide). Mai il nome di Gesù appare come autore di un libro biblico, ma Lutero con questa frase intende affermare che nessuno ci può insegnare a leggere i Salmi come può fare Cristo stesso: alla Sua scuola si appoggia Lutero per la sua esegesi, rifiutando l'esegesi giudaica come prima di lui aveva fatto Lefèvre d'Etaples.

 
04. Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) a Firenze
 


CCPE/1. Conclusa a Firenze l'Assemblea dei protestanti della Concordia di Leuenberg
Nuovo presidente è il vescovo luterano Friedrich Weber

Roma, (NEV), 3 ottobre 2012 – Nuovo presidente della Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) è il vescovo luterano tedesco del Braunschweig Friedrich Weber (vedi intervista in questo numero). In occasione della VII Assemblea della CCPE, svoltasi a Firenze dal 20 al 26 settembre sul tema "Liberi per il futuro", Weber - che succede al pastore riformato svizzero Thomas Wipf - è stato eletto dal nuovo Consiglio composto da 13 rappresentanti di chiese riformate, luterane, unite e metodiste del Vecchio Continente. Alle spalle ha una lunga esperienza di dialogo ecumenico con la chiesa cattolica e con la chiesa d'Inghilterra e sarà lui a guidare in febbraio la delegazione della CCPE nei colloqui con il Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani a Vienna. “Il mio percorso di uomo di chiesa è espressione della stessa Concordia di Leuenberg”, ha dichiarato Weber, illustrando come le sue origini siano in realtà riformate. “Sin dalla sua fondazione ho trovato in questa comunione di chiese un modello convincente dell'essere cristiano”, ha aggiunto. Nel Presidium sono stati anche eletti il pastore riformato Gottfried Locher, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera (FCES), e Klara Tarr Cselovszky, responsabile per il dipartimento degli affari ecumenici ed esteri della Chiesa evangelica luterana d'Ungheria. Il vescovo luterano austriaco Michael Bünker è stato riconfermato alla carica di segretario generale. Il nuovo Consiglio della CCPE è composto, oltre che dai 13 membri effettivi, da altrettanti supplenti. Dall'Italia è stato eletto "membro supplente" Pawel Gajewski, pastore della chiesa valdese di Firenze.
Il neoeletto Presidium si troverà nei prossimi anni a recepire le numerose indicazioni giunte dai lavori assembleari, tra cui, prioritariamente quelle riguardanti le celebrazioni per il Cinquecentenario della Riforma protestante del 2017. L'appuntamento, ritenuto di grande importanza per dare nuovi impulsi alla vita delle chiese che si trovano ad operare in società sempre più secolarizzate, è visto come una formidabile occasione per affermare la “cattolicità del protestantesimo” in Europa e nel mondo (per gli altri temi ritenuti prioritari vedi notizie successive).
Numerosi gli ospiti dell'ecumene europea e mondiale intervenuti nel corso dei lavori, tra i quali il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC); mons. Matthias Türk del Pontifico Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani; il metropolita Emmanuel di Francia, presidente della Conferenza delle chiese europee (KEK); Douwe Visser per la Comunione mondiale di chiese riformate (CMCR); e il pastore Tony Peck, segretario della Federazione battista europea. (Per approfondimenti sulla CCPE e la Concordia di Leuenberg vedi scheda pubblicata nel numero NEV 37/12).
 
CCPE/2. Ampia partecipazione delle chiese italiane
Intervenuta la regista e scrittrice Cristina Comencini per parlare di "Donne e chiese"

Roma (NEV), 3 ottobre 2012 - L'Assemblea generale della Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) si è aperta lo scorso 20 settembre presso il Centro Congressi "La Calza" di Firenze con il saluto del presidente uscente Thomas Wipf, seguito da quello dei rappresentanti delle chiese membro ospitanti: il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, il decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), pastore Holger Milkau, e la presidente dell'Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI), diacona Alessandra Trotta, hanno illustrato ognuno la particolare situazione di chiesa di minoranza in un paese di cultura cattolica. Il culto di apertura è stato presieduto da Milkau, mentre la predicazione è stata affidata a Fulvio Ferrario, docente della Facoltà valdese di teologia a Roma.
Tra i momenti che hanno coinvolto le chiese membro italiane, ricordiamo la serata del 22 settembre - moderata dal teologo valdese Daniele Garrone - con l'intervento del coro metodista coreano di Roma e di un gruppo teatrale della chiesa luterana di Torre Annunziata (Napoli). Nella stessa occasione i partecipanti hanno ricevuto il saluto di rappresentanti della città e altri ospiti ecumenici, tra cui l'arcivescovo card. Giuseppe Betori.
La domenica pomeriggio i delegati hanno potuto ascoltare l'appassionato intervento della regista e scrittrice valdese Cristina Comencini, sul tema “Donne e chiese”. Riprendendo il tema dell'assemblea “Liberi per il futuro”, ha parlato della libertà delle donne, una libertà ancora lungi dall'essere scontata, perché “fa paura”. Per Comencini - che è anche membro del Comitato promotore del movimento “Se non ora quando?” - "le chiese protestanti sono un luogo dove è possibile un 'patto per la differenza di genere'. C'è un'onda nuova delle donne nel mondo che pensa a qualcosa di totalmente inaudito”. E' di questo nuovo pensiero delle donne che Comencini è venuta a parlare alla platea dei protestanti europei: “Un sentimento che le chiese protestanti dovrebbero essere in grado di ascoltare e accogliere”. Ma, facendo riferimento al detto evangelico di Gesù, è necessario che uomini e donne bevano il “vino nuovo in otri nuovi”. Perché la strada da percorrere, ha concluso Comencini, è quella di giungere alla consapevolezza che “l'assenza delle donne è una mancanza di tutti, non solo delle donne”.

CCPE/3. Comunione e dialogo al centro dell'attenzione per i prossimi anni
Firmata una Convenzione con la CEPPLE e un Memorandum con gli anglicani

Roma (NEV), 3 ottobre 2012 - L'agenda della Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) nei prossimi anni sarà segnata, oltre che dai preparativi per il Cinquecentenario della Riforma protestante del 2017, da tematiche quali l'approfondimento della comunione tra le chiese della CCPE, i dialoghi ecumenici tra le varie confessioni del cristianesimo (in particolare con battisti, anglicani, cattolici e chiese nate dall'immigrazione), e il crescente pluralismo religioso in Europa. Queste, infatti, le quattro aree tematiche ritenute prioritarie dalla VII Assemblea generale della CCPE, svoltasi a Firenze dal 20 al 26 settembre, e che ha visto riuniti un centinaio di delegati delle chiese membro della "Concordia di Leuenberg".
Sul fronte del dialogo con altre chiese cristiane, significativa è stata l'approvazione di una Convenzione della CCPE con la Conferenza delle chiese protestanti dei paesi latini d'Europa (CEPPLE), presentata dal suo presidente, il teologo valdese Ermanno Genre, che ha enfatizzato l'importanza di questo accordo di parternariato. “Un'opportunità – ha detto Genre - non solo per valorizzare l'apporto delle chiese protestanti del Sud dell'Europa, ma anche per mettere in rete quelle chiese della CEPPLE che non fanno parte della Concordia di Leuenberg, come per esempio l'Unione battista italiana”.
Un intervento atteso in vista della sottoscrizione di un Memorandum che impegna la CCPE e le Chiese anglicane britanniche (Chiesa d'Inghilterra, Chiesa del Galles e Chiesa episcopale scozzese) e d'Irlanda per “la ricerca dell'unità visibile della Chiesa di Gesù Cristo”, è stato il saluto del rev. Jonathan Gibbs, rappresentante ufficiale della Chiesa d'Inghilterra: “Questo Memorandum è un nuovo e importante segno della nostra cooperazione e del nostro essere partner nella testimonianza del Vangelo di Gesù Cristo”, ha detto Gibbs all'Assemblea. Da più di due decenni esistono dichiarazioni ufficiali che stabiliscono diversi livelli di riconoscimento e collaborazione tra le quattro chiese anglicane delle Isole Britanniche e singole chiese membro della CCPE – in particolare con la Chiesa evangelica in Germania (EKD), le chiese evangeliche della Scandinavia e del Baltico, le chiese luterane e riformate di Francia, la chiesa metodista di Gran Bretagna. Il documento, accolto con soddisfazione dal presidente uscente della CCPE, il pastore Thomas Wipf, allarga l'orizzonte all'intero ambito continentale e si propone di approfondire gli elementi ecclesiologici che ancora impediscono un pieno riconoscimento delle chiese in questione, in modo particolare quello dell'episcopato che nella concezione anglicana è uno degli elementi fondamentali dell'unità cristiana.
Con questa Assemblea la "Concordia di Leuenberg" ha accolto una nuova chiesa membro, la 106esima, ufficializzando l'ingresso della Chiesa evangelica luterana in Ecuador nella CCPE. “Il nostro ordinamento - ha spiegato Wipf – prevede la possibilità di diventare membro della Comunione anche a chiese non europee che però esprimano una compatibilità culturale e teologica con la CCPE”. E' questo il caso dei luterani dell'Ecuador che, ha spiegato il pastore Rüdiger Scholz, rappresentante della chiesa latinoamericana, è nata negli anni Cinquanta del secolo scorso da immigrati europei di appartenenza luterana e riformata.


Assemblea CCPE/4. Varati documenti sulla crisi in Europa, la Siria, la giustizia sociale

Roma (NEV), 3 ottobre 2012 – I protestanti europei della "Concordia di Leuenberg" riuniti in Assemblea (Firenze, 20-26 settembre) al termine dei lavori hanno lanciato un forte appello per una gestione più equa e solidale della crisi economica del Vecchio Continente dal titolo “Liberi per il futuro - Responsabilità per l'Europa”. I delegati della Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) ricordano come la grave crisi abbia incrementato le paure dei cittadini, limitandone la libertà. La CCPE pertanto incoraggia i leader del mondo della politica e dell'economia a “guardare in faccia le verità scomode”, perché solo così sarà possibile “costruire una società che possa offrire un tasso maggiore di giustizia, solidarietà ed armonia”.
In particolare l'accento è messo su 6 punti: contro l'egemonia dei mercati finanziari è necessario rafforzare le procedure democratiche, ritenute un assoluto prerequisito dei buoni rapporti di vicinato e della pacifica cooperazione in Europa; la crisi non si combatte con le sole politiche del rigore ma anche contrastandone efficacemente le conseguenze sociali; al fine di meglio distribuire il fardello della crisi è necessario sviluppare delle politiche eque di imposizione fiscale, ma non senza combattere anche l'evasione fiscale; è ritenuta di importanza cruciale la regolamentazione del settore bancario e finanziario, nonché l'introduzione di una tassa per le transazioni finanziarie; è necessario sostenere con forza il processo di integrazione europea contro i venti nefasti del nazionalismo e del populismo; bisogna riconsiderare il modello economico prevalente (che vede solo nella crescita economica la prosperità e il benessere), a favore di economie sostenibili le quali, invece di distruggere, preservino la Creazione. Consapevole del fatto che naturalmente non ci sono risposte facili alla crisi, la CCPE crede che la stabilità dell'integrazione europea riposi sul valore della solidarietà e del mutuo soccorso.
Tra i documenti approvati dall'Assemblea anche un ordine del giorno in cui viene espresso sostegno e solidarietà ai cristiani in Medio Oriente, e in particolare in Siria, nonché a tutti coloro che in quell'area soffrono “a causa della violenza, dell'incertezza del diritto e della limitazione della loro libertà”. Il documento è stato ispirato dal discorso tenuto all'Assemblea da Rosangela Jarjour della Federazione delle chiese evangeliche nel Medio Oriente. In particolare il testo riporta le preoccupazioni dei cristiani siriani per come la guerra civile non solo metta a rischio basilari diritti umani e la vita stessa delle persone, ma possa provocare la perdita della “pluralità culturale e religiosa” in Siria. In base a queste considerazioni l'Assemblea della CCPE chiede “ai governi in Europa di rafforzare la difesa dello stato di diritto, della piena partecipazione alla vita della società e della piena libertà religiosa per le chiese ed i cristiani del Medio Oriente, come pure per tutte le altre religioni di minoranza”.
L'Assemblea ha anche recepito un documento sulla giustizia sociale dal titolo “Stand Up for Justice”, elaborato dal gruppo di lavoro della CCPE sulle questioni etiche, il cui obbiettivo è tracciare un minimo denominatore comune delle prese di posizione etico sociali delle varie chiese membro della CCPE. Il documento, facendo esplicito riferimento alla Charta Oecumenica, è anche una dichiarazione di intenti a favore dell'”impegno per un'Europa umana e sociale, affinché prevalgano i diritti umani ed i valori fondamentali della pace, della giustizia, della libertà, della tolleranza, della partecipazione e della solidarietà” (per la traduzione in italiano vedi vociprotestanti.it/2012/09/24/stand-up-for-justice).
I documenti ufficiali approvati dall'Assemblea sono scaricabili in lingua inglese dal sito: http://www.cpce-assembly.eu/en/florence-2012/attendance2/documents.html. La fotogallery della Assemblea è su: www.flickr.com/photos/cpce-geke-cepe.

 
05. Claudiana: Un tempo per vivere e un tempo per morire

 
 
Consiglio della Comunione di chiese protestanti in Europa

“Un tempo per vivere e un tempo per morire”

Documento del Consiglio della Comunione di chiese protestanti in Europa per orientarsi nelle decisioni che accelerano la morte e nell'accompagnamento dei morenti

a cura di Luca Savarino

pp. 104
euro 9,80
f.to cm 14,5 x 21
codice ISBN 978-88-7016-924-9

Fine vita: la posizione ufficiale comune delle chiese protestanti d'Europa

Il Documento del Consiglio della Comunione di chiese protestanti in Europa sui problemi etici legati al fine vita

Dall'accompagnamento ai morenti alla possibilità di sospendere i trattamenti

Dal rifiuto dell'accanimento terapeutico alla discussione sull'eutanasia


Negli ultimi anni, numerose chiese protestanti si sono occupate dei problemi etici sollevati dalle recenti possibilità mediche di prolungare la vita, dall'accompagnamento ai morenti alla possibilità di sospendere i trattamenti, dal rifiuto dell'accanimento terapeutico alla discussione sull'eutanasia.

Il Documento del Consiglio della Comunione di chiese protestanti in Europa è il frutto di un percorso di studio e riflessione pluriennale volto a definire una posizione evangelica comune a partire dai testi elaborati sui temi del fine vita dalle singole chiese.

La sua pubblicazione è particolarmente rilevante in un contesto, come quello italiano, in cui la specificità dell'impostazione etica protestante e il suo possibile contributo al dibattito pubblico sono scarsamente conosciuti.

 
06. Protestantesimo: Culto della Riforma

 
 
Il Culto evangelico
della Riforma
Domenica 4 novembre
ore 10:00 Raidue
 


Trasmesso dalla Chiesa Evangelica Luterana di Trieste
In occasione della domenica della Riforma
a cura della rubrica Protestantesimo
Il culto sarà condotto dai pastori delle comunità evangeliche di Trieste.
La predicazione è affidata al Decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, pastore Holger Milkau.
I canti saranno eseguiti dal "Coro della Riforma",
sotto la direzione di Elisa Pacorig e accompagnato al pianoforte da Christina Semeraro.
All’organo Manuel Tomadin. Violinista Michela Bergamasco.

(Culto registrato domenica 28 ottobre, ore 10.30)

 
 
 
 
     
     
 
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