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Bollut 083

www.bollutnet.org 
Gennaio 2014


Indice:

01. Editoriale

02. Sergio Rostagno: La Parola, il suo contenuto e la fede

03. Nicola Tedoldi: Dictata super Psalterium, parte IX

04. ASLI: Prossimi appuntamenti

05. Claudiana: Paolo Ricca: L’Ultima Cena, anzi la Prima. La volontà tradita di Gesù

06. Firenze: Liberi di fare il bene

01. Editoriale

Cari Bollutori,
Un nuovo anno (calendario) è iniziato e quindi si è accorciato il tempo che ci separa dal 2017, data di massima importanza per il protestantesimo in Italia. Spero di non dovervi spiegare il perché. Dovremmo quindi raddoppiare i nostri sforzi teologici per arrivare al 2017 con le idee ben chiare. Possa questo Bollut darne un contributo!
Buona lettura!
Vostro
Dieter Kampen (DK)


02. Sergio Rostagno: La Parola, il suo contenuto e la fede

Il Prof. Sergio Rostagno, già professore di teologia sistematica della Facoltà Valdese, in vista del 2017 sta scrivendo un importante libro sulla teologia luterana. Lo ringrazio di cuore per avermi reso partecipe delle bozze di cui vorrei pubblicare qui di seguito un piccolo brano.
Rostagno mostra come in Lutero l'uomo non si fondi su se stesso, né trovi la libertà in se stesso, ma il soggetto libero viene costituito mediante la Parola di Dio, l'Evangelo di Gesù Cristo. Il seguente capitolo tratta la dicotomia anima-corpo. Anche se l'anima è il luogo della libertà, l'anima non fonda il soggetto e non si può arrivare al fondamento del soggetto approfondendo lo studio dell'anima. Si tratta di un aspetto importante e radicale che distingue la teologia di Lutero e che viene spesso frainteso.
I riferimenti nel testo si riivolgono al trattato “De libertate cristiana” di Lutero. (DK)


Sergio Rostagno: La Parola, il suo contenuto e la fede

La questione del soggetto: anima, corpo, antropologia. La prima parte considera prima di tutto il soggetto come persona fisica e spirituale, avente corpo e anima. Come è possibile farne un soggetto sotto l’aspetto teologico?
La prima dicotomia riguarda l’essere umano diviso tra carne e spirito (§ 3-4). Si tratta di un semplice approccio espositivo o di una tesi più sostanziale? In ogni caso anche questa dicotomia ha radici fin nel mondo classico. Siamo, in quanto esseri umani, descritti da una dualità e non da una integrità. Siamo non peggiori o migliori, ma interni ed esterni; abbiamo un versante intimo e un versante pubblico; una sede reale e una sede strumentale, siamo soggetti liberi e soggetti in relazione, persona privata e persona pubblica. Non godiamo di nessuna identità assoluta e originaria da far valere, ma dobbiamo orientarci sulla base delle nostre due caratteristiche. Quali delle due è fondamentale? Quando Lutero offre la risposta, si è già fatto forte del richiamo a una dicotomia biblica (che sarà poi anche cristologica): più che di carne e spirito in senso di valori alti e bassi, conta la differenza, anzi l’opposizione logica, tra libertà e servizio. Dove si colloca in noi esseri umani la libertà? Come si esprime il nostro servizio? Troveremo le risposte ai §§ 23 e seguenti.
La dualità elaborata di Lutero deriverebbe, secondo alcuni, dal dualismo platonico o neoplatonico1. Non condividiamo questo giudizio. Lutero presuppone una verità di Dio che riguarda molto da vicino un mondo disastrato e bugiardo. Ma questo è in modo caratteristico il tema generale del cristianesimo e non del platonismo. Certo la verità di Dio che riguarda questo mondo molto da vicino non si identifica senza residui con questo mondo, piuttosto ne denuncia i difetti, ma non per questo si può parlare qui di «dualismo». Il tema di Lutero ci pone piuttosto al cuore dei problemi che rendono vivo il cristianesimo stesso2. Forse bisogna parlare di una scissura che facilita la comprensione della realtà: scissura, divisione che non è posta per essere sormontata per mezzo dello sforzo intellettuale o pratico (a quel fine porta il dualismo per una gran parte del pensiero cristiano antico), ma è posta invece affinché due parti tra loro contrastanti facciano emergere una realtà complessa. Il dualismo pone il soggetto davanti a una scelta da compiere per guadagnarsi o per perdersi. Il pensiero duale individua invece una scissura ricca di implicazioni logiche nella realtà stessa in cui il soggetto si trova.
La struttura dicotomica dell’essere umano serve a localizzare meglio le funzioni distinte della fede e delle opere. L’anima è la sede dell’interiorità del soggetto; in essa il soggetto conserva la sua ragion d’essere, incurante del mondo e senza perdere nulla della sua realtà iniziale. Il corpo è lo strumento del soggetto, che può spendersi incessantemente per il prossimo, senza con ciò acquistare meriti per sé; non ne ha infatti più alcuna necessità, in quanto la sua anima possiede già tutto ciò che le basta.
Questa dicotomia iniziale non deve essere forzata nel senso del dualismo. Essa rientra piuttosto nel modello della contrapposizione, metodo di cui Lutero si servirà in tutto il trattato. In questo primo approccio, la dicotomia anima-corpo si pone in continuità con le iniziali contrapposizioni. L’anima sta alla libertà come il corpo sta al servizio. Si tratta comunque della stessa persona. Inoltre la libertà non viene da una presunta superiorità dell’anima sul corpo. Non è approfondendo lo studio dell’anima che si potrebbe arrivare al fondamento del soggetto; tale fondamento non si colloca nelle profondità o sublimità dell’anima. Per fare libera l’anima occorre ben altro (longe alia re opus erit § 4)!
La stessa natura umana – prosegue il testo – ci suggerisce di constatare i diversi aspetti che troviamo in noi (§ 2). Inoltre la distinzione tra uomo nuovo e uomo vecchio (si cita II Corinzi 4, 16) richiama quella tra uomo esteriore e uomo interiore (riferimento a Galati 5, 17). Si tratta, dice il testo, di «due persone nella stessa persona», altra espressione molto luterana. Ciò che più conta è la possibilità di distinguere e riunire.
Il tema della carne e del corpo ci accompagnerà fino alla fine. Il disvalore però non si collocherà nel lato «carnale» (il quale anzi rende possibile il servizio), ma proprio nell’uso distorto del lato «spirituale». Lutero fa questa sorprendente affermazione: siamo carnali nella nostra pretesa spiritualità, quando ci prefiggiamo atti religiosi in omaggio a scopi da noi stessi definiti e prescritti. Lutero quindi rovescia la tesi: nella spiritualità così concepita c’è la «carnalità». In se stessa invece la carne assume la funzione di efficace strumento, di grande efficacia nella rappresentazione dell’umano, sia in quanto carne dolorosa, sia in quanto attraverso il corpo si raggiunge il prossimo.
Tuttavia l’interiorità, intesa come autenticità personale, sussiste anche in presenza di costrizioni o svantaggi esteriori. Per contro, le vesti sacre o le cerimonie religiose, insomma gli elementi esteriori di ogni religione, non significano ancora che l’anima del soggetto ne sia realmente toccata; possono infatti ridursi a pure formalità, se non addirittura essere sintomi di ipocrisia. Ben altra cosa3 occorre per fondare la persona. La distinzione tra carne e spirito, o tra interiorità ed esteriorità è da conservare; evitando tuttavia di darle un significato fondativo o conoscitivo. Essa sussiste in pratica, ma non fonda l’umanità. L’essere umano è entrambe le cose: esterno e interno, libertà e servizio. L’essere umano si trova in entrambi gli aspetti, ma se poi vuole trovare il proprio fondamento, deve guardare alla Parola di Dio. A sua volta la Parola di Dio si manifesta nella custodia del fedele, senza perdere tuttavia la sua severità di giudizio. Si tratta sempre di aspetti contemporanei e inscindibili. Così funziona la teologia cristiana.

Sergio Rostagno

Note:
1 Vedi Gasse, Büttgen.

2 Nella Prefazione alla Lettera ai Romani (1522), Lutero scrive (riassumo): Non si deve comprendere carne e spirito come se la carne riguardasse soltanto l’intemperanza e lo spirito l’interiorità del cuore. Ci può essere spirito nella carne e carne nelle tendenze che si danno come spirituali. Tu chiamerai uomo spirituale quello che attende a cose del tutto materiali come Pietro che pesca e dirai spirituale chi vive interiormente e esteriormente le realtà dello Spirito e della vita futura (Testo da Büttgen 1996, p. 84-97; qui p. 94 ss.).

3 Tedesco (§ 4): Es muss noch alles etwas anderes sein… Latino: longe alia re opus erit …. Ci vuol ben altro


03. Nicola Tedoldi: Dictata super Psalterium, parte IX

Cari Bolluttori, in questo numero cercheremo di capire che posto occupa il sacramento battesimale nei Dictata super Psalterium.
Buono studio!
Nicola Tedoldi.



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Nei Salmi, le immagini che possono richiamare il battesimo, sono davvero tante: almeno tutte quelle che mettono in primo piano l’acqua.
Possiamo citare il salmo 1 al versetto 3 che parla di “ruscelli”, il salmo 66 al versetto 6 che parla del “mare”, o il salmo 69 al versetto 1 che parla di quelle “acque penetrate fino all’anima”; e ancora si possono citare le “acque di riposo” del salmo 23 (v. 2), o i “diluvi d’acqua” del salmo 77 (v.17).
Ebbene, nonostante questi numerosi richiami, Lutero non parla mai di Battesimo. Nei Dictata, il sacramento battesimale non è origine di commenti da parte del riformatore, anche nell’analisi di quelle immagini, che in testi successivi hanno dato vita al suo interesse sul battesimo. Nel suo commento del salmo 68 versetto 4, per esempio, pur non essendoci riferimento alcuno, Lutero parla dell’attraversamento del fiume Giordano da parte dei “figli d’Israele” e ne parla in maniera estesa, senza però mai fare alcun riferimento al battesimo. Colpisce questo fatto perché in un testo successivo, sempre parlando del fiume Giordano, il giovane Lutero scrive così:
Giordano è il fiume che scorre nel mezzo della terra Santa, ma misticamente rappresenta il battesimo nella Chiesa e nella Sacra scrittura. [...] Così gli apostoli entrarono nella chiesa dalla sinagoga attraverso il battesimo come attraverso il Giordano”.
Nella “prima teologia” luterana, almeno in quella espressa nei Dictata, ma anche nei suoi scritti fino al 1525, il battesimo non ha un suo posto. Sul perché di questo, si è maggiormente espresso lo studioso Werner Jetter, che nel 1954 scrive che sul giovane Lutero ha avuto forza la teologia “nominalista” a lui insegnata all’Università di Erfurt. Secondo tale teologia, diventata nota grazie ad Ockham (ca. 1287-1348), i sacramenti avevano un significato di pura contingenza.
Senza entrare nel vortice delle spiegazioni teologiche, credo più semplice pensare che, come abbiamo già visto in precedenza, essendo Cristo il centro della teologia del “primo” Lutero, non ci sia spazio per molti altri argomenti.


04. ASLI: Prossimi appuntamenti



 

L'ASLI – Accademia di Studi Luterani in Italia
Campo SS. Apostoli, Cannaregio 4448, 30124 Venezia


Riservatevi uno spazio per le prossime iniziative dell'ASLI:

11-13 aprile 2014: Seminario teologico, Roma
Tema: Il documento cattolico-luterano: Dal Conflitto alla Comunione

7-8 novembre 2014: Convegno teologico, Milano
Tema: Lutero e la theosis

Info e scheda d'iscrizione nel prossimo Bollut.


L'ASLI, fondata nel 2011 con sede presso la Comunità Evangelica Luterana di Venezia, è un associazione laica e indipendente che, in una prospettiva ecumenica, promuove lo studio e la conoscenza di Lutero in Italia. Info: www.studiluterani.it

 
05. Claudiana: Paolo Ricca: L’Ultima Cena, anzi la Prima. La volontà tradita di Gesù

Paolo Ricca
L’Ultima Cena, anzi la Prima
La volontà tradita di Gesù
pp. 289 + 12 pp. di illustrazioni a colori
euro 18,50
I libri di Paolo Ricca, 7
f.to cm 14,5 x 21
978-88-7016-970-6



Che cos’è la Cena del Signore? E che cosa facciamo quando la celebriamo?
È da questi “semplici” interrogativi che prende il via l’originale percorso di riflessione del teologo Paolo Ricca.
Atto massimamente inclusivo – coinvolse Giuda, che tradirà Gesù, Pietro, che lo rinnegherà tre volte, e gli altri discepoli, che lo lasceranno solo –, nondimeno la Cena divide i cristiani, in particolare cattolici e protestanti, i quali, a loro volta, ne conservano concezioni differenti, in un’assenza di comunione eucaristica contraria alla volontà di Gesù.
Un’ampia antologia di testi attraverso cui comprendere i cambiamenti nei secoli dell’interpretazione e della pratica della Cena accompagnano i ragionamenti di Ricca.


06. Firenze: Liberi di fare il bene

FIRENZE – Sabato 1 febbraio 2014, nell'ambito del progetto della Settimana del libro protestante, il Centro culturale protestante “Pier Martire Vermigli” e l'editrice Claudiana invitano all'incontro con Dieter Kampen, autore di tre volumi di Introduzione alla teologia, alla spiritualità e all'etica luterana (Claudiana 2011-2013) Ne discutono con l'autore, Mario Marziale e Pawel Gajewski. Alle 16,30 presso la libreria Claudiana, Borgo Ognissanti 14R. (NEV 5-2014)




 
 
     
     
 
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