Menu

  ARCHIVIO BOLLUT
  BOLLUT 001
  BOLLUT 002
  BOLLUT 003
  BOLLUT 004
  BOLLUT 005
  BOLLUT 006
  BOLLUT 007
  BOLLUT 008
  BOLLUT 009
  BOLLUT 010
  BOLLUT 011
  BOLLUT 012
  BOLLUT 013
  BOLLUT 014
  BOLLUT 015
  BOLLUT 016
  BOLLUT 017
  BOLLUT 018
  BOLLUT 019
  BOLLUT 020
  BOLLUT 021
  BOLLUT 022
  BOLLUT 023
  BOLLUT 024
  BOLLUT 025
  BOLLUT 026
  BOLLUT 027
  BOLLUT 028
  BOLLUT 029
  BOLLUT 030
  BOLLUT 031
  BOLLUT 032
  BOLLUT 033
  BOLLUT 034
  BOLLUT 035
  BOLLUT 036
  BOLLUT 037
  BOLLUT 038
  BOLLUT 039
  BOLLUT 040
  BOLLUT 041
  BOLLUT 042
  BOLLUT 043
  BOLLUT 044
  BOLLUT 045
  BOLLUT 046
  BOLLUT 047
  BOLLUT 049
  BOLLUT 050
  BOLLUT 052
  BOLLUT 053
  BOLLUT 054
  BOLLUT 055
  BOLLUT 056
  BOLLUT 057
  BOLLUT 058
  BOLLUT 059
  BOLLUT 060
  BOLLUT 061
  BOLLUT 062
  BOLLUT 063
  BOLLUT 064
  BOLLUT 065
  BOLLUT 066
  BOLLUT 067
  BOLLUT 068
  BOLLUT 069
  BOLLUT 070
  BOLLUT 071
  BOLLUT 072
  BOLLUT 073
  BOLLUT 074
  BOLLUT 075
  BOLLUT 076
  BOLLUT 077
  BOLLUT 078
  BOLLUT 079
  BOLLUT 080
  BOLLUT 081
  BOLLUT 082
  BOLLUT 083
  BOLLUT 084
  BOLLUT 085
  BOLLUT 086
  BOLLUT 087
  BOLLUT 088
  BOLLUT 089
  BOLLUT 090
  BOLLUT 091
  BOLLUT 092
  BOLLUT 093
  BOLLUT 094
  BOLLUT 095
  BOLLUT 096
  BOLLUT 097
  BOLLUT 098
  BOLLUT 099
  BOLLUT 100
  BOLLUT SOST 003
  BOLLUT SOST 004
 
 
 

Bollut 087

www.bollutnet.org 
Maggio 2014


Indice:

01. Editoriale

02. Dieter Kampen: Lutero parla italiano?

03. 2017. Emidio Campi: Was the Reformation a German Event?

04: NEV: Sinodo CELI. Elezione dei nuovi decani

05: SAE: 51a Sessione di Formazione Ecumenica

06. 8x1000

07. 5x1000


01. Editoriale

Cari Bollutori,
intanto vorrei ringraziarvi per le molte condoglianze che mi sono pervenute in occasione della morte di mio padre. Scusate se forse non ho risposte a tutte le mail. Adesso invece sono appena tornato da Torre Annunziata dove l'ASLI, su invito della Comunità in occasione del 60esimo anniversario, ha tenuto due serate su Lutero di cui riporto un mio intervento. Un grazie quindi per questa bella iniziativa e per la generosa ospitalità dimostrataci.
Buona lettura!
Vostro
Dieter Kampen (DK)


02. Dieter Kampen: Lutero parla italiano?





L'ASLI – Accademia di Studi Luterani in Italia
Campo SS. Apostoli, Cannaregio 4448, 30124 Venezia
Da quest'anno anche l'ASLI (Associazione di volontariato) può essere sostenuta con il 5x1000, indicando il codice fiscale: 94076270274.



Torre Annunziata: i 60 anni della comunità festeggiati con una conferenza


Nell’ambito dei festeggiamenti del 60° giubileo della comunità di Torre Annunziata, nota come la Comunità del Golfo, che si costituisce dei gruppi storici di Torre del Greco, Santa Maria la Bruna e Torre Annunziata, il Consiglio di Chiesa ha organizzato, con la collaborazione dell’A.S.L.I., una Conferenza sul tema:


LUTERO PARLA ITALIANO
IL 29 maggio (Ascensione), , ore 19, nei locali del Centro di via Carminiello 5, Torre Annunziata
Relatori:
Past. Dieter Kampen, Prof. Michele Cassese, Mons. Franco Buzzi, Prof. Paolo Ricca


Foto: Prof. Michele Cassese, Prof. Paolo Ricca, Past. Paolo Poggioli, Prof. Franco Buzzi



Lutero parla italiano?
ASLI – Torre Annunziata 29.5.2014
di Dieter Kampen


Lutero parla italiano. Quest'affermazione è tutt'altro che ovvia. Non è infatti scontato che si possa esprimere lo stesso messaggio in una lingua come in un'altra. Se dicessi p.es. „Goethe parla italiano“, si vedrebbe subito la problematica. Goethe era un poeta e la poesia è fortemente legata alla sua lingua. Leggere una poesia in traduzione, non è la stessa cosa. La questione è se questo vale anche per la teologia. Vorrei quindi con voi riflettere su questo nesso tra lingua e teologia.
Faccio alcune osservazioni:

1. Osservazione: Lutero era senz'altro un gigante della lingua. Dal discorso filosofico, alla pr
edicazione, fino alla poesia: in tutti questi campi Lutero sapeva trovare le parole giuste. La sua traduzione della Bibbia, che in forma rivista viene letta ancora oggi, ha dato una spinta decisiva alla formazione della lingua tedesca Il Prof. Buzzi ha già parlato del modo di tradurre di Lutero. Per Lutero era chiaro che non basta tradurre parola per parola, ma che il traduttore deve immedesimarsi nel testo biblico, comprenderlo e poi ridirlo con le proprie parole. Qui vediamo che non si tratta soltanto di trasmettere informazioni che oggi potrebbe tradurre anche un computer, ma si tratta di una comunicazione il cui messaggio coinvolge e include sia il comunicatore che l'ascoltatore. L'Evangelo non è un'informazione neutra o almeno non lo è soltanto, ma ha dei tratti comuni con la poesia. Da qui la difficoltà di tradurre.

2. Osservazione: la lingua è il mezzo di lavoro del teologo. Cioè un teologo è qualcuno che parla o scrive. Senza linguaggio non c'è teologo. Da qui abbiamo la neccessità, ma anche la difficoltà di far parlare Lutero in italiano.
É interessante osservare che il ministro di culto nella chiesa cattolica e anche in quella ortodossa è il sacerdote, cioè la figura che amministra i sacramenti, mentre il ministro di culto nella chiesa evangelica si definisce primariamente mediante la predicazione. Sembra quindi che il linguaggio ha un ruolo molto maggiore nella chiesa evangelica.
Comunque vediamo che il vangelo viene comunicato non soltanto mediante le parole, ma anche attraverso le immagini e i gesti. Anche se poi ci sono differenze culturali nell'arte figurativa e nei gesti, questa comunicazione non verbale può superare facilmente le barriere linguistiche. Oggi sappiamo che il cervello umano lavora molto con le immagini e che quindi la comunicazione non verbale ha una grande importanza.
D'altra parte anche il linguaggio parlato non è solo un'informazione astratta. Le parole evocano in noi immagini, ricordi, sensazioni e emozioni. Anche per questo è difficile tradurre, perché anche se il senso delle parole corrisponde tra una lingua e l'altra, i termini cambiano e evocano immagini e emozioni diverse.

3. Osservazione: Lutero ha scritto in due lingue: latino e tedesco e questo aiuta sicuramente in quanto l'italiano deriva dal latino. Quindi Lutero stesso ha già fatto una parte della mediazione, affinché posso essere sentito in italiano. Comunque la sua madrelingua era il tedesco e questa lingua ha radici diverse del italiano.
Prendiamo p.es. il termine centrale „promessa“, termine centrale perché tutta la teologia di Lutero gira intorno alla fede nella promessa della salvezza. Il termine tedesco è „Zusage“. „Sagen“ significa „dire“, mentre nel termine „promessa“ c'è mettere. Il significato è più o meno lo stesso, ma il termine latino deriva da mettere, mentre il termine tedesco deriva da dire. Sembra una cosa da niente, ma forse la struttura della lingua tedesca ha influenzato la formazione del pensiero di Lutero. Questo forte nesso tra fede e parola lo troviamo così soltanto in Lutero. Ancora, l'idea che la salvezza è qualcosa che ci viene annunciata, cioè detta, ed è da ritenere reale senza che nella nostra vita presente potremmo verificarlo minimamente. Penso che dietro questa teologia c'è una lingua che ha fatto da madrina. Naturalmente si possono poi dire le stesse cose in altre lingue, ma la plausibilità è comunque minore se nella nuova lingua invece di „dire“ si dice „mettere“.

4. Osservazione: abbiamo già visto il ruolo centrale del linguaggio nella chiesa evangelica. Questa circostanza è ancora da approfondire. La Parola di Dio, cioè la Bibba, è il pane quotidiano del teologo. Il suo lavoro è di interpretare il testo biblico. Faccendo questo, secondo Lutero, il lettore deve distinguere tra la lettera che uccide e lo Spirito che vivifica, distinzione che si chiarisce nel confronto con il testo, confronto, fdche deve essere sia di tipo analitico che di tipo meditativo. Dalla distinzione tra lettera e Spirito, Lutero sviluppa poi la distinzione tra legge ed Evangelo. Solo nella distinzione dalla legge l'Evangelo si può mostrare come tale. Il lavoro del teologo è quindi di interpretare il testo biblico, ma anche la realtà in generale, distinguendo tra legge ed Evangelo. Questo è un lavoro assolutamente necessario, perché l'Evangelo non è tale se non è distinto dalla legge. Il lavoro del teologo, del predicatore, ma anche di ogni cristiano, è quindi di interpretare la Bibbia e la realtà nella distinzione tra legge ed Evangelo. Il mezzo di questo lavoro fondamentale è il linguaggio. Dove si tratta d’interpretazione della Bibbia, tutto è linguaggio. Con il mezzo del linguaggio si fa riferimento a quello scritto. E anche se si parla del mondo, il mezzo è comunque il linguaggio. In questo lavoro ermeneutico, nelle categorie interpretative fondamentali di legge ed Evangelo, l'Evangelo e la realtà di Dio vengono “zur Sprache gebracht”, cioè sono portate in linguaggio, è data loro voce. Il lavoro del teologo è quindi di rendere comprensibile e riconoscibile la realtà di Dio in un mondo dove tutto è ambiguo e dove quindi Dio non è automaticamente riconoscibile. Dove l'Evangelo è reso riconoscibile, esso suscita la fede e quindi c'è salvezza.
Vedete come questa concezione sia molto diversa dall'impostazione cattolica, dove il concetto è che la grazia è in qualche modo trasmessa e perciò è il sacramento che è centrale. Invece, Lutero ha voluto dare voce all'Evangelo, ha voluto renderlo riconoscibile mediante un lavoro ermeneutico e perciò il linguaggio è centrale.
Spero, in questa prima parte del mio intervento, di aver potuto mostrare quanto la teologia di Lutero sia legata al linguaggio. Il fatto che l’Evangelo ci raggiunge come annuncio, come parola, cioè come linguaggio, è costitutivo per la teologia luterana.

Vorrei adesso guardare il contenuto della teologia di Lutero. Anche qui c'è bisogno di un lavoro di traduzione e mediazione, affinché Lutero possa essere ascoltato in Italia. D’altronde, questo vale anche per la Germania, perché la società cambia. Le domande cambiano. Pertanto, anche per quanto riguarda il contenuto è tutt'altro che scontato che Lutero possa parlare all'uomo d'oggi.
Sappiamo che al centro della sua teologia sta la giustificazione per sola grazia. Oggi la gente non ha neanche idea cosa sia la giustificazione, figuratevi se si interessa in che modo viene realizzata.
Però ho visto una grande differenza tra Germania e l'Italia. Mentre in Germania le chiese non sono quasi più presenti nella vita delle persone, qui in Italia la chiesa ha ancora una posizione forte, seppure anche qui in diminuzione. Questo fa sì che molti ricevono ancora un'educazione cattolica e, anche se cresce il numero dei cattolici illuminati, in molti luoghi sono ripetuti schemi antichi, fatti da moralizzazione, prescrizioni, autorità, mistificazione, colpevolizzazione, minacce di peccato e inferno. Sono schemi antichi che già Lutero ha combattuto e di cui si era liberato con la riscoperta della giustificazione per sola grazia. Ho osservato che per un cattolico italiano la lettura di Lutero può essere veramente liberatoria, perché, in qualche modo, egli vive ancora oggi gli stessi problemi come Lutero 500 anni fa. Quindi non c'è bisogno di un'interpretazione complicata: basta fornire i testi di Lutero in lingua italiana. In Germania la cosa è diversa: Lutero viene trattato più come personaggio storico, senza grande legame con l'attualità. Certamente anche per un tedesco la giustificazione per sola grazia è liberatoria, ma per raggiungere questo effetto ci vuole un lavoro di mediazione e di traduzione nell'attualità molto più complessa. Per certi versi è quindi più facile che Lutero parli italiano che tedesco.
Ancora, in Italia Lutero è certamente importante per la lotta contro il dominio, per molti insopportabile, della Chiesa cattolica, anche questa circostanza che in Germania non esiste. Vorrei però segnalare che si può facilmente abusare di Lutero e distorcere il suo pensiero se si lo strumentalizza per le proprie lotte. Quindi non sempre dove viene proclamato il nome di Lutero, parla lui stesso.

Come sia, anche qui in Italia la rilevanza della chiesa per la vita quotidiana è in diminuzione e quindi anche l'interesse per la teologia, sia cattolica che luterana. Rimane una società senza riferimenti o con riferimenti potenzialmente distruttivi come il materialismo o la legge del mercato. Il risultato è una grande crisi di senso.
Dove il senso dell'esistenza è in crisi bisogna fare una riflessione per ritrovarlo. Il mezzo della riflessione è il linguaggio. Ma più che delle risposte, la gente oggi ha bisogno dei mezzi per impostare bene questa riflessione. E qui possiamo costatare l'attualità di Lutero. Come avevo già spiegato sopra l'Evangelo, e possiamo aggiungere: il senso, per Lutero non è una cosa semplicemente data, ma è qualcosa da scoprire giorno dopo giorno mediante un processo ermeneutico, cioè interpretativo. Nel mondo il senso delle cose spesso non è immediatamente riconoscibile in quanto è mescolato con il non senso e così infine tutto sembra non senso. Bisogna quindi fare, un lavoro quotidiano di distinzione tra senso e non senso, perché solo in questa distinzione il senso dell'esistenza può essere messo in luce. Secondo Lutero questa distinzione si svolge nelle due categorie interpretative legge ed Evangelo, categorie che magari dovremmo tradurre oggi in termini più moderni. Così potremmo distinguere tra materiale e spirituale, tra empirismo e idealismo, tra ragione e intuizione ecc. Non importa adesso come aggiorniamo queste categorie, importante è che Lutero ci dà il metodo con cui possiamo affrontare la crisi odierna.
Penso che il pensiero di Lutero sia in molti modi attuale e quando il pensiero è attuale è più facile che superi le barriere linguistiche.

Lutero parla italiano? Se vogliamo che Lutero parli italiano non basta tradurre i suoi scritti, anche se questo è un lavoro indispensabile. Non basta che oggi a scuola siano trasmesse alcune informazioni su Lutero e sul suo pensiero. Bisogna che in Italia ci siano italiani che vivono il pensiero di Lutero, che lo comprendano a fondo e che lo esprimano di nuovo in proprie parole. C'è bisogno di un processo d’inculturazione che ha bisogno di tempo. Sicuramente possiamo costatare qualche progresso avvenuto nei decenni passati, ma c'è ancora molta strada da fare e spero che la Comunità luterana di Torre Annunziata e anche l'ASLI, l'Accademia di Studi Luterani in Italia, potranno darne un contributo. (DK)



03. 2017. Emidio Campi: Was the Reformation a German Event?


Continua la discussione in vista del 2017, data ormai ben nota, e ringrazio il Prof. Sergio Rostagno per avermi inviato questo contributo al tema e naturalmente ringrazio l'autore per il permesso di pubblicazione. Purtroppo il testo attualmente è disponibile solo in lingua inglese, ma confido che una buona parte dei bolluttori conosca questa lingua. (DK)

Potee leggere il testo cliccando qui sotto sul tittolo:


 
04. NEV: Sinodo CELI. Elezione dei nuovi decani


Sinodo CELI. Il pastore Heiner Bludau è il nuovo decano dei luterani in Italia
Approvata in prima lettura una nuova liturgia per i matrimoni interconfessionali

Roma (NEV), 7 maggio 2014 - Heiner Abbas Bludau è il nuovo decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI). Ad eleggerlo, i membri del Sinodo della CELI che si è svolto a Napoli dal 1 al 4 maggio scorsi. 58 anni, tedesco ma nativo di Baghdad in Iraq, Bludau è sposato, ha due figli ed è pastore dal 1991. Dal 2010 svolge il suo ministerio nella comunità luterana di Torino. Ha rappresentato la CELI nella Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) ed è stato membro della Commissione ecumenica sul battesimo. “Accolgo la mia elezione con gioia, gratitudine e, soprattutto, senso di responsabilità per un ruolo molto delicato – ha dichiarato Bludau -. La nostra chiesa deve avere la modestia di chi è piccolo, ma la forza di non nascondersi e di far sentire la propria voce. La mia attenzione sarà focalizzata sulle comunità locali, autentico valore della nostra chiesa. Nondimeno lavorerò per rendere sempre più forti e fruttuose le nostre partnership con le altre chiese e le istituzioni con cui collaboriamo attualmente”. Il Sinodo ha inoltre eletto quale vice decano Jakob Betz, pastore delle chiese di Genova e Sanremo. Il decano presiede il Concistoro, l'organo esecutivo della CELI, e dura in carica quattro anni, rinnovabili per un secondo mandato. Bludau e Betz, che succedono rispettivamente ai pastori Holger Milkau e Ulrich Eckert, sono stati insediati nella loro carica durante il culto conclusivo del Sinodo, tenutosi domenica 4 maggio presso il tempio luterano di via Carlo Poerio 5.
Nei quattro giorni di lavoro, svoltisi presso il Grand Hotel Oriente, i circa 50 sinodali - tra pastori e rappresentanti delle chiese locali – hanno valutato il lavoro svolto nell'ultimo anno e discusso delle priorità per il futuro. In particolare, i sinodali hanno approvato, in prima lettura, la nuova formulazione della liturgia per la benedizione e per la celebrazione di matrimoni interconfessionali tra luterani e cattolici, elaborata da una apposita commissione. “Siamo contenti dell'approvazione a larghissima maggioranza di questo testo – ha detto il pastore Ulrich Eckert, coordinatore della Commissione che ha redatto la liturgia -, anche se, secondo i regolamenti, per la sua approvazione definitiva è necessario un secondo voto sinodale l'anno prossimo”.
Di rilievo è stata la relazione del vescovo Horst Müller della Chiesa evangelica luterana in Sudafrica (ELKSA), che ha offerto un’interessante prospettiva sul rapporto della popolazione sudafricana con la religione, il significato dell’esperienza luterana in Africa, i possibili punti di contatto tra l’esperienza propria e della CELI quali chiese di minoranze. Müller ha inoltre indicato degli ambiti di possibile collaborazione tra CELI ed ELKSA: scambi, stage e formazione in ambito pastorale; confronti sui temi della Chiesa in cambiamento, delle missioni in contesti comunitari, delle forme alternative di ministero pastorale; e, ancora, scambi comunitari quali tour di musicisti sudafricani in Italia (e viceversa) oppure ospitalità reciproca nei confronti di gruppi di giovani.

Fonte: NEV 7 maggio 2014, settimanale - anno I (XXXV) - numero 19
NEV - Notizie Evangeliche, Servizio stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia - via Firenze 38, 00184 Roma, Italia tel. 064825120/06483768, fax 064828728, e-mail: nev@fcei.it, sito web: http://www.fcei.it - settimanale - stampato in proprio - redazione: Luca Baratto, Gaëlle Courtens, Gian Mario Gillio (direttore responsabile), Paolo Naso, Anna Pensa - registrazione Tribunale di Roma n. 56 del 1/4/2014 - abbonamenti 2014: euro 20; (estero euro 30) - versamenti: conto corrente postale n. 82441007 intestato a: NEV-Notizie Evangeliche, via Firenze 38, 00184 Roma, IBAN: IT78Z 0760 1032 00000082441007.


05. SAE: 51a Sessione di Formazione Ecumenica

SEGRETARIATO ATTIVITà ECUMENICHE
Associazione interconfessionale di laici per l’ecumenismo e il dialogo, a partire dal dialogo ebraico-cristiano

51a Sessione di Formazione Ecumenica
AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO
(Levitico 19,18)
La vita in relazione: prospettive etiche

Istituto Filippin
Paderno del Grappa (TV)
27 luglio - 2 agosto | 2014


GRUPPI DI STUDIO
1. Il prossimo nella Bibbia
Nino Plano, pastore avventista, Treviso
Piero Stefani, Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale
Traian Valdman, arciprete ortodosso romeno, Milano

2. Custodire i legami: un’etica delle relazioni
Fulvio Ferrario, Facoltà Valdese, Roma
Simone Morandini, Fondazione Lanza, Padova
Bruno Segre, saggista, Milano

3. Famiglia, nuove famiglie, relazioni di coppia
Govanni Cereti, teologo, Religioni per la Pace, Roma
Luisa Malesani, psicoterapeuta della coppia e della famiglia, Padova
Luca Maria Negro, direttore Riforma, Torino

4. Proporre nell’incertezza. I comitati di bioetica
Paolo Benciolini, medico legale, opera in ambito bioetico, Padova
Massimo Marottoli, pastore valdese, Genova
Florin Puflea, specialista in anestesia e terapia intensiva, Verona

5. Lavoro: superare i limiti, mortificare la libertà
Gianfranco Bottoni, esperto di ecumenismo, Milano
Sandro Ventura, psichiatra, Shir Hadash, Firenze
Gheorge Vasilescu, arciprete ortodosso romeno, Torino

6. Vite in relazione in una società plurale
Rosanna Cima, Università di Verona
Paolo Colombo, ACLI Milano
Mostafà El Ayoubi, caporedattore Confronti, Roma

7. Identità e genere
Ylenia Goss, medico, Roma
Alina Valentina Puflea, geriatra, chiesa ortodossa romena, Verona
Placido Sgroi, Istituto Studi Ecumenici S.Bernardino, Venezia

8. Accompagnamento pastorale dei malati
Gabriel Codrea, prete ortodosso romeno, Verona
Amos Luzzatto, chirurgo, comunità ebraica, Venezia

9. Teatro biblico: uno spazio di esplorazione delle relazioni tra
Parola e azione
Margherita Brondino e Margherita Pasini, associazione
Ilventointasca, Venezia

Visualizza qui il depliant dell'incontro:

Tutte le informazioni sul SAE:


06. 8x1000

Non dimenticate di firmare per la Chiesa luterana. Guardate e condividete anche il bel video pubblicitario:

07. 5x1000

Da quest'anno anche l'ASLI-Accademia di Studi Luterani in Italia (Associazione di volontariato) può essere sostenuta con il 5x1000, indicando il codice fiscale: 94076270274.




L'ASLI – Accademia di Studi Luterani in Italia
Campo SS. Apostoli, Cannaregio 4448, 30124 Venezia



 
 
     
     
 
Consulenza Internet, Preventivo Sito