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Gennaio/Febbraio 2016


Indice:

01. Editoriale

02. Papa Francesco è un criptoluterano?

03. SAE: Convegno primavera

04. Claudiana: un nuovo sito

05. Claudiana: Lutero: nuovi testi e playmobil

06. NEV: Ecumenismo e Riforma


01. Editoriale

Cari Bollutori,
Con il 2016 ci avviciniamo all'anniversario della Riforma che infatti sarà inaugurato già il 31 ottobre di quest'anno. La Claudiana sta intensificando le sue pubblicazioni su Lutero e si aspetta un incremento delle vendite. Ma forse invece delle pubblicazioni sarà il playmobil ad avere la migliore? Staremo a vedere. In ogni caso diventerà un anno interessante.
Vostro
Dieter Kampen (DK)


02. Papa Francesco è un criptoluterano?

Vorrei mettere in rilievo alcuni passi dalla bolla papale “Misericordiae Vultus“:

6. « È proprio di Dio usare misericordia e specialmente in questo si manifesta la sua onnipotenza ».[5] Le parole di san Tommaso d’Aquino mostrano quanto la misericordia divina non sia affatto un segno di debolezza, ma piuttosto la qualità dell’onnipotenza di Dio. È per questo che la liturgia, in una delle collette più antiche, fa pregare dicendo: « O Dio che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono ».[6] Dio sarà per sempre nella storia dell’umanità come Colui che è presente, vicino, provvidente, santo e misericordioso.

20. Non sarà inutile in questo contesto richiamare al rapporto tra giustizia e misericordia. Non sono due aspetti in contrasto tra di loro, ma due dimensioni di un’unica realtà che si sviluppa progressivamente fino a raggiungere il suo apice nella pienezza dell’amore. La giustizia è un concetto fondamentale per la società civile quando, normalmente, si fa riferimento a un ordine giuridico attraverso il quale si applica la legge. Per giustizia si intende anche che a ciascuno deve essere dato ciò che gli è dovuto. Nella Bibbia, molte volte si fa riferimento alla giustizia divina e a Dio come giudice. La si intende di solito come l’osservanza integrale della Legge e il comportamento di ogni buon israelita conforme ai comandamenti dati da Dio. Questa visione, tuttavia, ha portato non poche volte a cadere nel legalismo, mistificando il senso originario e oscurando il valore profondo che la giustizia possiede. Per superare la prospettiva legalista, bisognerebbe ricordare che nella Sacra Scrittura la giustizia è concepita essenzialmente come un abbandonarsi fiducioso alla volontà di Dio.

Da parte sua, Gesù parla più volte dell’importanza della fede, piuttosto che dell’osservanza della legge. È in questo senso che dobbiamo comprendere le sue parole quando, trovandosi a tavola con Matteo e altri pubblicani e peccatori, dice ai farisei che lo contestavano: « Andate e imparate che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori » (Mt 9,13). Davanti alla visione di una giustizia come mera osservanza della legge, che giudica dividendo le persone in giusti e peccatori, Gesù punta a mostrare il grande dono della misericordia che ricerca i peccatori per offrire loro il perdono e la salvezza. Si comprende perché, a causa di questa sua visione così liberatrice e fonte di rinnovamento, Gesù sia stato rifiutato dai farisei e dai dottori della legge. Questi per essere fedeli alla legge ponevano solo pesi sulle spalle delle persone, vanificando però la misericordia del Padre. Il richiamo all’osservanza della legge non può ostacolare l’attenzione per le necessità che toccano la dignità delle persone.
Anche l’apostolo Paolo ha fatto un percorso simile. Prima di incontrare Cristo sulla via di Damasco, la sua vita era dedicata a perseguire in maniera irreprensibile la giustizia della legge (cfr Fil 3,6). La conversione a Cristo lo portò a ribaltare la sua visione, a tal punto che nella Lettera ai Galati afferma: « Abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge » (2,16). La sua comprensione della giustizia cambia radicalmente. Paolo ora pone al primo posto la fede e non più la legge. Non è l’osservanza della legge che salva, ma la fede in Gesù Cristo, che con la sua morte e resurrezione porta la salvezza con la misericordia che giustifica. La giustizia di Dio diventa adesso la liberazione per quanti sono oppressi dalla schiavitù del peccato e di tutte le sue conseguenze. La giustizia di Dio è il suo perdono (cfr Sal 51,11-16).

21. … Se Dio si fermasse alla giustizia cesserebbe di essere Dio, sarebbe come tutti gli uomini che invocano il rispetto della legge. La giustizia da sola non basta, e l’esperienza insegna che appellarsi solo ad essa rischia di distruggerla. Per questo Dio va oltre la giustizia con la misericordia e il perdono. Ciò non significa svalutare la giustizia o renderla superflua, al contrario. Chi sbaglia dovrà scontare la pena. Solo che questo non è il fine, ma l’inizio della conversione, perché si sperimenta la tenerezza del perdono. Dio non rifiuta la giustizia. Egli la ingloba e supera in un evento superiore dove si sperimenta l’amore che è a fondamento di una vera giustizia. Dobbiamo prestare molta attenzione a quanto scrive Paolo per non cadere nello stesso errore che l’Apostolo rimproverava ai Giudei suoi contemporanei: « Ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. Ora, il termine della Legge è Cristo, perché la giustizia sia data a chiunque crede » (Rm 10,3-4). Questa giustizia di Dio è la misericordia concessa a tutti come grazia in forza della morte e risurrezione di Gesù Cristo. La Croce di Cristo, dunque, è il giudizio di Dio su tutti noi e sul mondo, perché ci offre la certezza dell’amore e della vita nuova.


Dopo queste affermazioni di Papa Francesco invito a paragonarle con le parole con cui Lutero descrive la sua scoperta riformatrice:


„Mentre meditavo giorno e notte ed esaminavo il concatenamento delle parole seguenti: La giustizia di Dio è rivelata in esso [cioè nell’Evangelo] da fede a fede come è scritto: il giusto vivrà per fede, cominciai a capire che la giustizia di Dio è quella per la quale il giusto vive per il dono di Dio, cioè per la fede, e che la giustizia di Dio significa qui la giustizia che Dio dona, per mezzo della quale il giusto “vive”, se ha fede. Il senso della frase è dunque questo: l’evangelo ci rivela sì la giustizia di Dio, ma la giustizia passiva, per mezzo della quale Dio, nella sua misericordia, ci giustifica mediante la fede, come è scritto: il giusto vivrà per fede.
A questo punto mi sentii rinascere, e mi parve che si spalancassero per me molte porte del paradiso. Cominciai a percorrere le Scritture, e notai altri termini che si dovevano spiegare in modo analogo: l’opera di Dio, cioè l’opera che egli compie in noi; la potenza di Dio, mediante la quale egli ci dà forza; la salvezza, la gloria di Dio.
Come avevo odiato prima l’espressione giustizia di Dio, altrettanto amavo ed esaltavo ora quella parola dolcissima. Così quel passo di Paolo divenne per me la porta del paradiso. In seguito lessi lo scritto di Agostino De Spiritu et littera e mi accorsi che interpreta la giustizia di Dio in modo del tutto analogo, cioè intende la giustizia di cui Dio ci riveste, giustificandoci. Ebbi così la gioia di constatare che la giustizia di Dio, per Agostino, è quella grazia a cui siamo giustificati.” (WA 54,185s)


Papa Francesco è quindi un criptoluterano? Ovviamente no, le fonti sono diverse. Però colpisce la similitudine del pensiero. Comunque indica, quanto le due confessioni sono concorde nelle questioni centrali . (DK)


03. SAE: Convegno primavera

Aperte le iscrizioni al Convegno di primavera 2016

Il Convegno di Primavera si terrà dalle ore 15.00 di venerdì 29 aprile a domenica 1° maggio (conclusione col pranzo) a Pontenure (Piacenza). Il tema:

Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro che è nei cieli” Lc 6,3.

Le iscrizioni sono già aperte e vanno comunicate entro sabato 16 aprile all'indirizzo di posta elettronica del gruppo di Piacenza.
Per saperne di più rinviamo ad un articolo di presentazione del convegno scritto dal gruppo di Piacenza che lo organizza e al programma con le indicazioni per la partecipazione.




04. Claudiana: un nuovo sito

La nostra Editrice Claudiana ha completamente rinnovato il proprio sito, raggiungile sempre al solito indirizzo:


Adesso è possibile registrarsi ed essere riconosciuti, scrivere commenti alle pubblicazioni, ricevere la newsletter ecc. Varie opzioni saranno ancora attivate nel prossimo futuro. Intanto siete invitati a prendere visione del nuovo sito e magari a registravi. (DK)


05. Claudiana: Lutero: nuovi testi e playmobil

Ecco le ultime novità su Lutero:

Titolo Preghiere
editore Claudiana
formato Libro
pagine 144
pubblicazione 2015
ISBN 9788868980573
Incipit Incipit PDF
Copertina HD Copertina HD



Martin Lutero era un uomo di preghiera, il che non costituisce un elemento secondario della sua biografia né della sua opera di teologo. Egli ha lasciato diversi piccoli manuali di preghiera, uno dei quali dedicato «al suo barbiere», ma soprattutto ha composto preghiere: molto semplici, incentrate sulla fiduciosa richiesta del figlio al Padre, animate da una fede consapevolmente infantile nel senso evangelico del termine.
La scelta di preghiere di Lutero qui proposta intende mostrarne l’utilità nell’esperienza di fede delle cristiane e dei cristiani d’oggi. L’evangelo della grazia predicato dalla Riforma non è, infatti, una dottrina teologica bensì un’esperienza vissuta, e la preghiera è il luogo eminente nel quale la parola «grazia» diviene realtà.





Titolo La coscienza protestante
editore Claudiana
formato Libro
pagine 175
pubblicazione 2016
ISBN 9788868980726
Incipit Incipit PDF
Copertina HD Copertina HD



Termine chiave della modernità in generale e della tradizione protestante in particolare, la «coscienza» rimanda direttamente ai concetti di «individuo» e «soggetto», andando dritta al cuore di ogni idea di libertà.
Un contributo alla riflessione sulla libertà di coscienza e il suo tormentato cammino nella storia.

Con il dissolversi della visione premoderna, in cui la natura e Dio erano saldamente uniti, tra dimensione terrena e ultraterrena si produce uno iato: desacralizzandosi, il mondo mostra tutta la sua contingenza e, in parallelo, l’essere umano si trova esposto alla sfida di ridefinire se stesso e il senso del suo esistere in un tempo sospeso in cui, venute meno le antiche certezze, sorgono questioni nuove cui non sa dare risposta. È in questo contesto che la «coscienza» acquista centralità, in primis tra i protestanti. Intrecciando analisi storica, riflessione teologica e sguardo sull’attualità, il volume si offre come contributo al dibattito su temi quali i diritti individuali, il pluralismo religioso, la laicità dello stato, le libertà individuali e collettive.



E last but not least è in offerta il playmobil di Lutero per il 2017:






06. NEV: Ecumenismo e Riforma

Ecumenismo/1. Papa Francesco parteciperà al lancio del Giubileo della Riforma
A Lund (Svezia) con la Federazione luterana mondiale per i 499 anni dall’inizio della Riforma
Roma (NEV), 27 gennaio 2016 – Con un comunicato stampa congiunto lo scorso 25 gennaio la Federazione luterana mondiale (FLM) e il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani hanno lanciato la notizia che da più parti è stata definita come “epocale”: papa Francesco sarà a Lund (Svezia) il prossimo 31 ottobre per prendere parte al lancio del Giubileo della Riforma protestante che ricorrerà nel 2017, al fianco del presidente e del segretario generale della FLM, rispettivamente il vescovo Munib A. Younan e il pastore Martin Junge. L’anniversario della Riforma verrà commemorato in “uno spirito di responsabilità ecumenica”, ha spiegato quest’ultimo, dicendosi “profondamente convinto” che lavorando “per la riconciliazione fra luterani e cattolici,” si operi “per la giustizia, la pace e la riconciliazione in un mondo lacerato dai conflitti e dalla violenza”.
A Lund la celebrazione comune, incentrata sui “doni della Riforma” per le due confessioni, sarà fondata sulla “Common Prayer - Preghiera Comune”, la recente guida liturgica appositamente preparata da cattolici e luterani e inviata alle chiese della FLM e alle conferenze episcopali cattoliche (vedi NEV 3/2016). La Chiesa di Svezia, con l’arcivescovo Antje Jackelén, auspica che tale appuntamento “contribuisca all’unità dei cristiani” in tutto il mondo. La commemorazione ecumenica - spiega ancora il comunicato lanciato significativamente proprio il giorno della chiusura della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani - si inquadra nel processo di ricezione del documento del 2013 “Dal conflitto alla comunione”, il “primo tentativo” di luterani e cattolici di descrivere insieme, a livello internazionale, la storia della Riforma. Il 2017, si precisa infine, coinciderà anche con il 50° anniversario del dialogo internazionale luterano-cattolico, dal quale sono scaturiti rilevanti risultati ecumenici, come la “Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione”, firmata ad Augusta nel 1999.

Ecumenismo/2. Il papa a Lund per il Giubileo della Riforma: reazioni protestanti
Roma (NEV), 27 gennaio 2016 – “E’ significativo per le relazioni ecumeniche il fatto che papa Francesco parteciperà alla commemorazione della Riforma a Lund, in Svezia, il 31 ottobre”: questo il tweet con cui il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), il pastore luterano norvegese Olav Fykse Tveit, ha salutato la notizia della commemorazione congiunta cattolico-luterana, in vista del Cinquecentenario della Riforma protestante che cadrà nel 2017 (vedi notizia precedente).
Di tenore diverso il commento a caldo del pastore riformato Gottfried Locher, presidente della Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE), nonché della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera (FCES), rilasciato ieri ai microfoni della RTS: “è un gesto forte, ma anche ambivalente”. Per Locher, il papa non solo anticipa di un anno l’anniversario vero e proprio, ma per commemorare il 499simo anno dalla Riforma si reca in Svezia, e non in Germania, o in Svizzera, culle della Riforma protestante, “e non credo sia una coincidenza”, dice. Tuttavia, per Locher non c’è dubbio che si tratti qui di una mano tesa del papa verso i protestanti che fortifica il dialogo: “segnali come questi sono estremamente importanti perché creano fiducia”. Locher ha poi annunciato la sua visita in Vaticano da papa Francesco a fine febbraio, un’occasione per sottolineare “che il mondo protestante è plurale, composto non solo da luterani, ma anche, tra gli altri, dai riformati”.

Ecumenismo/3. Commento del decano luterano Bludau alle iniziative di papa Francesco
Roma (NEV), 27 gennaio 2016 - In merito alle recenti notizie relative alla partecipazione di papa Francesco al lancio del Cinquecentenario della Riforma fissato nella città svedese di Lund per il 31 ottobre prossimo - data in cui il Riformatore Martin Lutero affisse le sue 95 tesi - e alla sua richiesta di perdono rivolta alle altre chiese cristiane, espressa nella sua omelia in occasione della chiusura della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani nella Basilica romana di San Paolo fuori le mura, l’Agenzia stampa NEV ha chiesto un commento al pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI).
Il decano ha innanzitutto voluto citare il papa, il quale già un anno fa disse: “L’unità dei cristiani – ne siamo convinti - non sarà il frutto di raffinate discussioni teoriche nelle quali ciascuno tenterà di convincere l’altro della fondatezza delle proprie opinioni. Verrà il Figlio dell’uomo e ci troverà ancora nelle discussioni. Dobbiamo riconoscere che per giungere alla profondità del mistero di Dio abbiamo bisogno gli uni degli altri, di incontrarci e di confrontarci sotto la guida dello Spirito Santo, che armonizza le diversità e supera i conflitti, riconcilia le diversità”. Bludau sottolinea che queste parole papa Francesco le ha pronunciate esattamente un anno fa, in occasione dei vespri in chiusura della Settimana di preghiera per l’unità: “Da allora e senza sosta il papa lavora per la realizzazione di queste parole: incontro, richiesta di perdono come prerequisito della riconciliazione, riconoscimento delle diversità. Ora ha annunciato un ulteriore passo: la sua partecipazione all’apertura del Giubileo della Riforma del 2017 promossa dalla Federazione luterana mondiale a Lund, in Svezia, il prossimo 31 ottobre 2016. Me ne rallegro molto. Già dalla scelta del luogo si evince che il centro delle celebrazioni non può essere legato esclusivamente alle particolarità storiche della Riforma in Germania avvenute 500 anni fa. Piuttosto, e in un’ottica globale, al centro vanno messe le risposte comuni alle sfide del futuro”.
Il decano Bludau, inoltre, è convinto che una commemorazione congiunta della Riforma rammenterà alla chiesa cattolica romana che anch’essa è stata trasformata dagli eventi di 500 anni fa: “E questo, d’altro canto, aiuterà noi nell’evitare di autodefinirci attraverso posizioni storiche contrapposte, piuttosto che attraverso la nostra fede nel Signore della chiesa ‘una’, come confessiamo nel Credo. Naturalmente questa iniziativa è fortemente segnata dalla persona di papa Francesco. E molte questioni teologiche rimangono tuttora aperte. Ma il documento ‘Dal conflitto alla comunione’, e l’esistenza ora anche di una liturgia comune, indicano almeno in nuce, la possibilità e la disponibilità di fissare in parole e in strutture il terreno che abbiamo appena cominciato ad esplorare”.



Verso il 2017. A Torino e Genova due cicli di incontri per il 500° della Riforma
La Riforma e le sue implicazioni, teologiche, sociali, culturali e politiche
Roma (NEV), 27 gennaio 2016 - A un anno dal Cinquecentenario della Riforma che le chiese protestanti celebreranno in tutto il mondo nel 2017, in Italia si stanno muovendo le prime iniziative. A Torino il Centro evangelico di cultura “Arturo Pascal” propone una serie di cinque seminari sull'attualità della Riforma protestante e sull'influenza che essa ha avuto non solo in ambito religioso, ma anche sociale e culturale. Gli incontri sono pensati principalmente, ma non esclusivamente, per la formazione degli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e si terranno ogni martedì, dal 16 febbraio al 15 marzo prossimi, alternativamente presso il liceo classico “Massimo D'Azeglio” e il liceo scientifico “Alessandro Volta” (http://facoltavaldese.org/media/Programma%20di%20formazione%20a%20Torino%20febbraio-marzo%202016.pdf). I temi degli incontri riguardano: Lutero, la Riforma in Europa e in Italia (Lothar Vogel, Facoltà valdese; Susanna Peyronel, Università di Milano); il protestantesimo tra società e cultura (Simone Maghenzani, Università di Cambridge; Martin Wallraff, Università di Basilea); il protestantesimo, la filosofia e l'etica della responsabilità (Pawel Gajewski e Fulvio Ferrario, Facoltà valdese); Riforma, scuola, politica e democrazia (Claudio Tron, dirigente scolastico; Paolo Naso, Sapienza Università di Roma). L'ultimo appuntamento sarà una tavola rotonda dal titolo “Ha senso parlare oggi di Riforma?” con mons. Franco Buzzi, Biblioteca Ambrosiana di Milano; Paolo Ricca, Facoltà valdese; Adriano Prosperi, Scuola Normale di Pisa. I seminari - sostenuti dall'8 per mille delle chiese metodiste e valdesi, della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI) e dell'Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno (UICCA) - hanno il patrocinio del Ministero dell'istruzione, della Regione Piemonte, della Città di Torino e della Facoltà valdese di teologia di Roma, e la collaborazione dell'editrice Claudiana.
Anche a Genova le chiese protestanti della città hanno approntato un ciclo di cinque incontri mensili “Verso il 2017” che intendono mettere in luce alcuni degli elementi caratteristici della Riforma tanto nell'ambito teologico quanto in quello culturale e sociale: la riscoperta della Bibbia (6 febbraio, a cura di Teodoro Fanlo y Cortes); la libertà e i diritti (2 marzo, Massimo Marottoli); la chiesa e le chiese (Lino Gabbiano); l'impegno nella società e l'etica (7 maggio, Italo Pons; 1 giugno, Jakob Betz).


Fonte: NEV 27 gennaio 2016; settimanale - anno III (XXXVII) - numero 4







 
 
     
     
 
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